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ArealeModifica

Esemplari di questa famiglia si trovano in tutti i mari del globo, sdll'Artide all'Antartide, nell'Emisfero Boreale ed in quello Australe, in acque costiere ed oceaniche[1].

AspettoModifica

Le dimensioni possono variare parecchio da una specie all'altra; i due estremi di lunghezza sono raggiunti in età adulta dal minuscolo squalo lanterna (Etmopterus perryi) (17 cm) e dal grande Somniosus microcephalus (7.1 m)[1]. Tutte le specie della famiglia, fatta eccezione per il Somniosus pacificus sono dotate di organi per la bioluminescenza. Questi organi, detti fotofori, si trovano principalmente sulla parte inferiore dell'animale e spesso hanno la forma di piccoli punti di colore scuro. Gli Etmopterinae hanno sviluppato spine sulle pinne dorsali, e su quella caudale, dove si nota una tacca subterminale. I loro denti hanno delle prominenti cuspidi centrali affiancate da una o due cuspidi più piccole[2]. Gli Oxynotinae hanno invece un corpo allungato e schiacciato, a pianta triangolare. Hanno due pinne dorsali molto alte, ognuna con una spina[3]. I Somniosinae sono caratterizzati da pinne dorsali prive di spine. La prima delle due si sviluppa di fronte alla pinna pelvica, ma molto più vicina alle pinne pettorali. I Dalatiinae infine sono privi di spine sulle pinne dorsali, e la prima delle due nasce nella stessa posizione di quella dei Somniosinae[3].

TassonomiaModifica

Alcuni tassonomi inseriscono in questa famiglia anche i generi Centrophorus, Cirrhigaleus e Deania, ma FishBase li pone nelle famiglie Centrophoridae (per quanto riguarda Centrophorus e Deania) e Squalidae (per i Cirrhigaleus)[1].

Secondo altre classificazioni, inclusa quella di FishBase[4], esistono altre tre sottofamiglie, che normalmente sono invece considerate famiglie a sé stanti (Etmopteridae, Oxynotidae, and Somniosidae).

NoteModifica

  1. ^ a b c Dalatiidae su FishBase, su fishbase.org. URL consultato il 14 aprile 2009.
  2. ^ Ebert, D.A. 2003 Sharks, rays and chimaeras of California. California Natural History Guides No. 71. University of California Press. 284 p.
  3. ^ a b Wheeler, A. 1977 Das grosse Buch der Fische. Eugen Ulmer GmbH & Co. Stuttgart. 356 p.
  4. ^ Squaliformes su FishBase, su fishbase.org. URL consultato il 14 aprile 2009.

BibliografiaModifica

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