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Dalaunia

(Reindirizzamento da Dalegno)

Coordinate: 46°15′13″N 10°29′40″E / 46.253611°N 10.494444°E46.253611; 10.494444

La Dalaunia era il nome collettivo che assunse la regione più settentrionale della Valle Camonica.

Deriva dal termine latino Dalania o Dalegno, da cui i nomi di Villa Dalegno e di Ponte di Legno. L'origine della parola è incerta, potendo correlarsi al popolo degli Anauni della Val di Non o dei Genauni della a nord delle alpi, citati nel Trofeo delle Alpi, ma numerosi sono i toponimi di derivazione celtica o germanica sparsi per l'Europa con la terminazione -launum (qualche esempio: Alagna Valsesia; Caulonia; Reillanne, comune francese noto dall'antichità come Alaunia; Aurania, oggi Vranja, paese istriano; un'Aulania romana nell'attuale Gran Bretagna), tali da non portare a un unanime consenso.

La Dalaunia è menzionata per la prima volta nella donazione di Carlo Magno del 774.

(LA)

«Donamus etiam ad praefatum locum vallem illam que vocatur Camonica cum saltu et caudino, vel usque Indalaunias et Alpibus a Fine Treentina qui vocatur Thonale usque in finem Brixiamcinse seu in giro Bergamasci, quicquid infra ipsos fines, vel ad ipsa Valle et longo tempore at modo aspicere vel pertinere videtur, sicut in publico et ad viso et reddidisse aut, in antea infra fisco nostro ceciderit
Abbas Gulfradus - Carolus rex.»

(IT) «Facciamo dono anche al ricordato luogo (il monastero di S. Martino di Tours) della Valle che è chiamata Camonica con montagne e passi, fino alla Dalaunia assieme ai monti e le alpi del confine Trentino, chiamato Tonale, fino ai territori di Brescia e a quelli del circondario di Bergamo, e qualunque cosa compresa fra gli stessi confini, o dalla stessa valle da lungo tempo sembra appartenere, in pubblico e che cadde prima e poi sotto il nostro fisco
Gulfrado Abate - Re Carlo
»
(Monumenta Germaniae historica diplomatum Carolinorum, 16 luglio 774 ev[1])

Ne fanno parte gli abitati: Le "Terre di dentro"

Le "Terre de fora"

Contesa del Monte AvioModifica

Nel 1371 si firma presso la casa dei Federici di Edolo un accordo tra i pastori di e quelli di Dalegno che vietavano loro di accedere alle malghe sul monte Avio.[2]

«Dictus mons de Lavio cum omnibus suio pertinentiis cui coheret: ab una parte communis Sonici, ab alia parte commune de Demo et Bertio, an alia parte comune de Mu, ab alia parte saxa sive cornua deserta, confinantia cum montibus tridentinis, salvis aliis coherentiis sit et esse debet communis et hominum de Mu, vel aliquem eorum, in possessione vel proprietate dicti montis; et quod debeant permittere dictos homines et commune de Mu pacifere possidere dictum montem tamquam rem suam propriam»

NoteModifica

  1. ^ Treatto da: Giacomo Bianchi, La magnifica comunità di Corteno Golgi, Brescia, Massetti Rodella Editore, 2005 [1979], p. 22.
  2. ^ Franco Bontempi, Storia del comune di Sonico, PadovaISBN = 88-7126-215-8, Upsel Domenighini, 2003, p. 284.