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Danae

personaggio della mitologia greca, figlia di Acrisio e madre di Perseo
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Danae
Frederick Sandys - Danae in the Brazen Chamber.jpg
Danae (1888) di Anthony Frederick Augustus.
Nome orig.Δανάη
SessoFemmina
Luogo di nascitaArgo
ProfessionePrincipessa di Argo

Danae (in greco antico: Δανάη, Danáē) è un personaggio della mitologia greca. Fu una principessa di Argo e la fondatrice della città di Ardea[1][2].

A lei è dedicato il nome dell'asteroide 61 Danaë.

GenealogiaModifica

Figlia di Acrisio[3] e di Euridice[3], ebbe da Zeus[4] o da Preto[4] il figlio Perseo[4].

MitologiaModifica

 
Danae e Perseo ritrovati nella cassa (1892), di Waterhouse

Fu imprigionata in una torre dal padre, il re Acrisio, spaventato dalla predizione dell'oracolo di Delfi che sarebbe stato ucciso dal nipote. Ma Preto riursci a raggiungerla e a sedurla[4] (oppure fu Zeus che andò da lei in forma di pioggia dorata[4][5]) e divenne madre di Perseo[4][5].
Alla nascita del bambino Acrisio non volle ucciderli direttamente, ma li rinchiuse entrambi in una cassa inchiodata, che fece gettare in mare. Rimane un frammento poetico di un'opera di Simonide di Ceo detto "Lamento di Danae": la madre rinchiusa nella cassa e angosciata teme la furia del mare, mentre il piccolo Perseo dorme ignaro: "Mentre sulla dedalea navicella il vento fremea soffiando, e l'agitata poppa già sommergean le altissime onde, aspergendo di lagrime le gote l'afflitta madre circondò Perseo con mano amica ed a lui disse: «O figlio, quanto soffro!". La cassa fu trasportata dalle onde fino all'isola di Serifo, dove Danae fu trovata e salvata da un abitante dell'isola di nome Ditti e fratello del re Polidette[4][5].

Secondo Igino, Danae sposò Polidette[5].

Secondo Apollodoro invece, il matrimonio non avvenne poiché il figlio di Danae (Perseo) non lo permise e lei fu riportata in seguito ad Argo[4].

Secondo Virgilio e Plinio il Vecchio si trasferì in seguito nel Lazio dove fondò Ardea[2][1].

Danae nell'arteModifica

PitturaModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Virgilio, Eneide, VII, 410.
  2. ^ a b Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, III, 56.
  3. ^ a b (EN) Apollodoro, Biblioteca, II, 2, 2, su Theoi.com. URL consultato il 28 luglio 2019.
  4. ^ a b c d e f g h (EN) Apollodoro, Biblioteca, II, 4.1 - II, 4.2 e 4, su Theoi.com. URL consultato il 22 luglio 2019.
  5. ^ a b c d (EN) Igino, Fabulae, LXIII, su topostext.org. URL consultato il 12 luglio 2019.

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