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StoriaModifica

 
La sede della Darmstädter Bank a Darmstadt
 
La sede della Darmstädter und Nationalbank a Berlino, in Schinkelplatz, 1–4
 
Corsa dei risparmiatori a ritirare i depositi dopo il collasso della Danatbank nel 1931

Darmstädter Bank für Handel und IndustrieModifica

La Darmstädter Bank für Handel und Industrie (generalmente chiamata Darmstädter Bank) era stata fondata sul modello del Crédit Mobilier come Bank für Handel und Industrie da Gustav von Mevissen e Abraham Oppenheim con un capitale di 25 milioni di fiorini. Ottenne l'autorizzazione ad operare nel 1853[1]. Fu pertanto la seconda banca universale in Germania ad essere costituita in forma di società per azioni, dopo la A. Schaaffhausen'scher Bankverein. Nel 1873 trasferì la sede a Berlino. Filiali furono aperte a Stettino (1900), Hannover (1901), Düsseldorf, Monaco di Baviera e Norimberga (1910). Nel 1913 la Darmstädter Bank rilevò la Breslauer Disconto-Bank, e durante gli anni dell'inflazione fra il 1918 e il 1921, aprì ulteriori filiali.

Nationalbank für DeutschlandModifica

La Nationalbank für Deutschland AG era stata fondata nel 1881 a Berlino come istituto bancario privato. Il capitale ammontava nel 1889 a 27 milioni di marchi; nel 1914 era salito a 105 milioni. La rete di filiali nell'area berlinese fra il 1888 ae il 1922 passò da quattro a 29. Nel 1906 partecipò alla costituzione della Deutsche Orientbank.

Nel 1920 la Nationalbank für Deutschland assorbì la Deutschen Nationalbank di Brema, fondata nel 1871 e che nel 1906 aveva acquisito la Nordwestdeutsche Bank AG, operante nella regione della Ruhr. Dopo questa operazione la banca si trasformò in società in accomandita per azioni.

Darmstädter und NationalbankModifica

Nel 1920-21 Nationalbank für Deutschland e la Darmstädter Bank costituirono la Bankengemeinschaft Darmstädter-Nationalbank Berlin. Le due banche sottoscrissero una garanzia reciproca per capitale e riserve per più di un miliardo di marchi. nel 1922 seguì la completa fusione nella Darmstädter und Nationalbank KG a. A.. La nuova banca era una delle più grandi banche di credito ordinario in Germania.

Nel 1931 la Danat-Bank era diventata la seconda più grande banca tedesca, quando si diffuse la voce che l'azienda Norddeutsche Wollkämmerei & Kammgarnspinnerei ("Lanificio e filatura della Germania settentrionale") fosse insolvente e poi effettivamente fallì.

Il crollo della Danat-Bank scatenò una perdita di fiducia nel sistema bancario tedesco e conseguentemente un'ondata di ritiri dei depositi da tutte le banche tedesche, dando così inizio alla crisi bancaria tedesca. Per reazione il governo impose, fra l'altro, la fusione della Danat con la Dresdner Bank.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Karl Erich Born, Geld und Banken im 19. und 20. Jahrhundert, , Stoccarda, Kröner, 1977, ISBN 3-520-42801-6.
  • Karl Erich Born, Die deutsche Bankenkrise 1931: Finanzen und Politik, Monaco di Baviera, Piper, 1967.
  • Manfred Pohl, Konzentration im deutschen Bankwesen (1848–1980), Francoforte, Knapp, 1982, ISBN 3-7819-0269-2.
  • Isabel Schnabel, The German Twin Crisis of 1931, in Journal of Economic History, vol. 64, nº 3, 2004, pp. 822–871, DOI:10.1017/S0022050704002980.
  • Berliner Adreßbücher, 1882–1922.
  • Manfred Pohl, Die Geschichte der Nationalbank für Deutschland in Bankhistorisches Archiv 1/1981.
  • Hjalmar Schacht, 76 Jahre meines Lebens, Bad Wörishofen, Kindler & Schiermeyer, 1953.

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