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Per datazione relativa si intende generalmente la datazione delle rocce tramite i fossili guida. Per effettuare una datazione relativa sono quindi implicati vari argomenti: stratigrafia e biostratigrafia, piani geologici e zone: i piani sono le unità fondamentali della cronostratigrafia, le zone sono le unità fondamentali della biostratigrafia.

Tali unità bio possono avere valore locale, oppure valore internazionale (Brouwer 1972, Paul 1982). Si può prendere come esempio la successione stratigrafica dell'area umbro-marchigiana (Giurassico inferiore-medio), costituita da rocce sedimentarie calcaree di origine marina, risalenti a 186-174 milioni di anni fa. Le località studiate in questo senso sono nel cuore dell'Appennino centrale, cioè, Valdorbia (Passeri 1994) e vallata del fiume Burano (Venturi 2016). Qui affiora una successione di rocce stratificate ben conservate, poco interessate dalla tettonica e contenenti una grande quantità di ammoniti (cefalopodi fossili molto ben conosciuti come modelli conchigliari pietrosi), universalmente noti come i migliori fossili guida del Giurassico. Tali ammoniti hanno permesso una dettagliata suddivisione in zone e sottozone dei piani Pliensbachiano e Toarciano; ognuna è costituita da associazioni fossili, rappresentata da un ammonite, indicatore biostratigrafico classificato con sufficiente affidabilità. I fossili sono distribuiti, per uno spessore da circa 8 m a 30 m, buona parte in un centinaio di livelli all'interno del famoso "Rosso Ammonitico" di età Toarciano. Il piano che ha permesso nell'area geografica lo studio evolutivo degli ammoniti Hildoceratidae, che sono i migliori fossili guida dell'intervallo considerato in Appennino.

La datazione relativa deve la sua utilità al dettaglio biostratigrafico, che si ha in alcune località, dove le successioni a strati rispettano il principio della sovrapposizione geologica scoperto da Stenone nella seconda metà del '600, consentendo di indagare il tempo fluito e le varie vicende ambientali che si sono susseguite.

La bontà di tale metodo emerge chiaramente nelle successioni rocciose vulcano-clastiche nordamericane (Giurassico inferiore), dove la datazione relativa si affianca a quella radiometrica, consentendo un controllo incrociato (Palfy, 1999 e 2000).

BibliografiaModifica

  • Palfy Jozsef, Smith Paul L., Mortensen James K., Friedman Richard M. (1999) - Integrated ammonite biochronology from a basal Jurassic section in Alaska. Geol. Soc. Americ. Bulletin, v. 111, no 10.
  • Palfy Jozsef, Smith Paul L., Mortensen James K. (2000) - A U-Pb and 40 Ar/39 Ar time scale for the Jurassic. Can. J. Earth Sci., v. 37, Canada.
  • Brouwer Aart (1972) - PALEONTOLOGIA GENERALE, le testimonianze fossili della vita. Edizioni Scientifiche e Tecniche Mondadori, Biblioteca dell'EST, Milano.
  • Passeri Leonsevero coord.(1994) - Appennino umbro-marchigiano, Guide Geologiche Regionali a cura della Società Geologica Italiana, v. 7, BE-MA ed., stampa Color System Lodi (Mi).
  • Paul Chris (1982) - Storia naturale dei FOSSILI. ETAS LIbri, Gruppo editoriale Fabbri-Bompiani, Sonzogno.
  • Venturi Federico (2016) - Sulla distribuzione stratigrafica dei generi di ammoniti del Giurassico inferiore appenninico, Petranoceras e Secchianoceras. VER SACRUM, storia di Pianello; ricerche su ambiente natura e territorio. Rivista online.

Voci correlateModifica