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David Sassoli
David Maria Sassoli.jpg

Presidente del Parlamento europeo
In carica
Inizio mandato 3 luglio 2019
Predecessore Antonio Tajani

Vicepresidente del Parlamento europeo
Durata mandato 1º luglio 2014 –
3 luglio 2019
Presidente Martin Schulz
Antonio Tajani

Capodelegazione del PD al Parlamento europeo
Durata mandato 1º luglio 2009 –
1º luglio 2014
Vice presidente Andrea Cozzolino
Predecessore carica creata
Successore Patrizia Toia

Eurodeputato
In carica
Inizio mandato 14 luglio 2009
Legislature VII, VIII, IX
Gruppo
parlamentare
S&D
Coalizione PSE
Circoscrizione Italia centrale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Tendenza politica Socialdemocrazia
Progressismo
Europeismo
Professione Giornalista

David Maria Sassoli (Firenze, 30 maggio 1956) è un giornalista, conduttore televisivo e politico italiano, attuale presidente del Parlamento europeo.

È stato vicedirettore del TG1 dal 2006 al 2009. Eletto parlamentare europeo per il Partito Democratico nella legislatura 2009-2014, è stato scelto come capo della delegazione PD all'interno dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici. Riconfermato alle Europee del 2014 e del 2019, è stato eletto vicepresidente del Parlamento europeo il 18 gennaio 2014, carica che ha ricoperto fino al 3 luglio 2019, quando è stato eletto presidente del Parlamento europeo.[1]

Indice

Carriera giornalisticaModifica

Figlio di Domenico, giornalista fiorentino[2], David Sassoli incomincia la sua carriera giornalistica collaborando con piccoli giornali e agenzie di stampa come l'Asca. Proprio quando collabora con l'agenzia cattolica, è testimone di un incontro a Parigi, destinato a suscitare clamore, tra l'allora ministro socialista Gianni De Michelis e il rifugiato politico di Potere operaio, Oreste Scalzone.[3] Passa poi nella redazione romana del quotidiano Il Giorno, dove per sette anni segue i principali avvenimenti politici e di cronaca. Si è iscritto all'albo dei giornalisti professionisti il 3 luglio 1986.[1]

La sua carriera telegiornalistica ha inizio nel 1992, come inviato di cronaca nel TG3. Nello stesso periodo collabora con Michele Santoro nei programmi Il rosso e il nero e Tempo reale.[4] Nel 1996 conduce la trasmissione pomeridiana Cronaca in diretta, contenitore d'informazione di Rai 2. A Sassoli viene poi affidata la conduzione di Prima, rotocalco quotidiano del Tg1.[5]

Diviene poi conduttore dell'edizione delle 13:30 del TG1 e successivamente di quella delle 20, la principale. Con l'avvento della direzione di Gianni Riotta, Sassoli diventa vicedirettore del telegiornale, nonché dei settimanali di approfondimento Speciale TG1, in onda la domenica sera, e Tv7, in onda il venerdì sera, che conduce in alternanza con il direttore Riotta stesso.[6]

Carriera politicaModifica

 
David Sassoli nel 2010

Capo scout[3] e militante tra i giovani democristiani, fa parte della corrente di sinistra della Democrazia Cristiana, quella che si richiama a Dossetti, La Pira, Ardigò. Per le elezioni del Parlamento europeo del 6 e 7 giugno 2009 il Partito Democratico lo candida su proposta di Walter Veltroni come capolista nella circoscrizione dell'Italia centrale; la candidatura ha suscitato alcune polemiche[7]. Con 412 502 preferenze è il primo eletto della circoscrizione Italia Centrale. Diventa capogruppo del Partito Democratico all'Europarlamento. In un'intervista ha fatto sapere che è sua intenzione "dedicare il resto della sua vita alla politica"[8].

Il 9 ottobre 2012 Sassoli ufficializza la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico del 7 aprile 2013 per il nuovo sindaco di Roma, le cui elezioni comunali si terranno il 26 e 27 maggio successivi, piazzandosi secondo con il 26% davanti all'ex Ministro delle Comunicazioni del Governo Prodi II, il renziano Paolo Gentiloni, ma venendo sconfitto dal vincitore, il senatore ed ex candidato Segretario del PD nel 2009 Ignazio Marino con il 55%.[9]

Nel 2014 si ricandida alle elezioni europee con il PD nella circoscrizione del Centro e viene eletto con 206.170 preferenze (61.161 solo a Roma). Il 1º luglio 2014 viene eletto vicepresidente del Parlamento europeo con 393 voti risultando il secondo più votato in quota PD-PSE.

Si ricandida alle elezioni europee del 2019 con il PD nella circoscrizione del Centro[10] venendo rieletto con 128.533 preferenze.[11]

Presidente del Parlamento europeoModifica

 
David Sassoli il giorno in cui è stato eletto presidente del Parlamento europeo

Il 3 luglio 2019 viene eletto presidente del Parlamento europeo, con 345 voti, al secondo scrutinio, con il sostegno dei Socialisti e Democratici, dei Popolari e di Renew Europe.[12] Durante il suo discorso di insediamento ha sottolineato come si debba recuperare e rilanciare lo spirito costituente dell'Unione e ha richiamato il Consiglio dell'Unione europea alla necessità di riformare il regolamento di Dublino[13].

Vita privataModifica

David Sassoli è sposato ed è padre di due figli, un ragazzo e una ragazza. È tifoso della Fiorentina.[14] Tra i fondatori di Articolo 21, movimento di difesa della libertà di stampa,[15] ha una passione per il pianoforte e il presepe napoletano.[3]

NoteModifica

  1. ^ a b Pina Francone, Ecco chi è David Sassoli il nuovo presidente dem del Parlamento Europeo, il Giornale, 3 luglio 2019. URL consultato il 3 luglio 2019 (archiviato il 3 luglio 2019).
  2. ^ Corriere.it, David Sassoli, kennediano fiorentino: «Il mio segreto? Pianto e zappo», di Paolo valentino, 3 luglio 2019
  3. ^ a b c Francesco Oggiano, David Sassoli tra fiori, pianoforte, storia e presepe napoletano, su ilfattoquotidiano.it, 3 luglio 2019. URL consultato il 4 luglio 2019.
  4. ^ Chi è David Sassoli, il nuovo presidente del Parlamento Europeo, su tgcom24.mediaset.it. URL consultato il 3 luglio 2019.
  5. ^ David Sassoli, archivio.raiuno.rai.it, ottobre 1998. URL consultato il 22 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 22 giugno 2008).
  6. ^ David Sassoli, su partitodemocratico.it. URL consultato il 3 luglio 2019.
  7. ^ Pd, Sassoli accetta la candidatura Ma il no di Bettini scuote il partito, repubblica.it, 16 aprile 2009. URL consultato il 22 aprile 2009.
  8. ^ «Sassoli (Pd) a Polisblog: "Dedicherò alla politica il resto della mia vita"»
  9. ^ Primarie, Sassoli si candida a Roma <<Cambiamo una città depressa>>, ilmessaggero.it, 9 ottobre 2012. URL consultato l'8 febbraio 2013.
  10. ^ Maurizio Ribechini, Europee, ufficiali i 76 candidati del PD: ci sono anche Kyenge, Sassoli e Smeriglio, BlastingPop, 11 aprile 2019. URL consultato il 16 aprile 2019.
  11. ^ Speciale Elezioni Ue: liste, candidati ed eletti in Italia - repubblica, su elezioni.repubblica.it. URL consultato il 28 maggio 2019.
  12. ^ Parlamento europeo, David Sassoli eletto nuovo presidente: "Riformare le regole di Dublino", su repubblica.it. URL consultato il 3 luglio 2019.
  13. ^ Unione Europea, Sassoli: "Recuperare lo spirito di Ventotene e cambiare Dublino", su Repubblica.it, 3 luglio 2019. URL consultato il 4 luglio 2019.
  14. ^ Chi è David Sassoli: tutto sul giornalista, dalla tv al Parlamento europeo, su donnaglamour.it. URL consultato il 3 luglio 2019.
  15. ^ David Sassoli, su treccani.it. URL consultato il 4 luglio 2019.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN300968938 · ISNI (EN0000 0004 0846 6972 · LCCN (ENno2013056710 · GND (DE1189810077 · BNF (FRcb16757074g (data) · WorldCat Identities (ENno2013-056710