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Davide Cocchi

regista e sceneggiatore italiano

Davide Cocchi (Forlì, 1964) è un regista e sceneggiatore italiano.

BiografiaModifica

Dopo gli studi in filosofia si appassiona al mondo del cinema. È autore di numerosi videoclip, spot pubblicitari e cortometraggi tra cui il premiatissimo Petit Cadeau[1].

  • È stato dal 2001 al 2002 il regista di tre edizioni di MTV Trip programma di culto con Luca e Paolo dopo la prima edizione diretta da Roberto Burchielli.
  • L'esordio alla regia di un lungometraggio risale al 2004 quando firma Ogni volta che te ne vai, scritto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, e interpretato da Cecilia Dazzi, Rolando Ravello, Giorgio Colangeli e Fabio De Luigi.
  • Nel 2006 con Maxman e Arancia Film scrive e dirige il documentario L'uomo che sconfisse il boogie che racconta le rocambolesche avventure di Secondo Casadei, il padre del liscio romagnolo e autore di Romagna mia. Il documentario indipendente viene presentato agli Stati Generali del Documentario alla Cineteca di Bologna. Vince il premio come Miglior Documentario Folk-Pop-Rock al Festival del Documentario Musicale di Palazzo Venezia a Roma.
  • Nel 2012 ha iniziato un progetto in tre film documentari a produzione franco-argentina dal titolo Bandidos, opera in tre capitoli sugli anarcosindacalisti italiani Di Giovanni e Josefina Amerika Scarfò che a inizio secolo sono fautori di diverse rivoluzioni nell'Argentina flagellata dalla dittatura di Varela.
  • A gennaio 2013 ha fondato il Collectivo Hermanos Brillante assieme a videoartisti, filmaker e urbanisti berlinesi, francesi e argentini. Il progetto di esordio del collettivo sarà uno studio a finalità documentaria dal titolo Man in the middle.

FilmografiaModifica

Regia e sceneggiaturaModifica

TeatroModifica

  • 1996 Do ut Boh, scritto e diretto (ITC Teatro)
  • 1998 Asilo, scritto e diretto (Teatro guerriero)
  • 1999 All'erta sto', scritto e diretto (ITC Teatro)

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ cocchi. d, Petit Cadeau - a short film by Davide Cocchi, 2 maggio 2016. URL consultato il 22 novembre 2016.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica