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decimazione della brigata Salerno
Tipofucilazione, decimazione
Data3 luglio 1916,
Luogoaltopiano d'Asiago
StatoItalia Italia
Obiettivopunire ammutinamenti, ribellioni o atti di codardia all'interno del Regio Esercito.
MotivazioneFucilazioni per l'esempio, Decimazione
Conseguenze
Morti8

La decimazione della brigata Salerno fu un episodio di giustizia sommaria avvenuto i primi di luglio del 1916 nell'ambito della difesa dell'altopiano d'Asiago dall'offensiva austro-ungarica Strafexpedition.

AntefattiModifica

Durante la Strafexpedition si verificarono episodi di sbandamento delle truppe italiane in ritirata,[1] Cadorna, preoccupato dalla possibile caduta dell'altopiano di Asiago, il 26 maggio, esortò tutti i comandi a fucilare "immediatamente e senza alcun procedimento" chiunque arretrasse davanti al nemico.[2] Il 28 maggio avvenne la prima decimazione ai danni della brigata Catanzaro.[3] L'11 giugno, il comandante del XIV corpo d'armata fu destituito poiché non adottò provvedimenti analoghi limitandosi a deferire alla corte marziale alcuni ufficiali.[3] La brigata Salerno aveva passato il primo anno di guerra nel settore del monte Nero-monte Merzli esaurendosi in vani attacchi a posizioni nemiche sopraelevate. Fu trasferita nel settore trentino tra il Forte Interrotto e Camporovere, reputato tranquillo, ma venne investita dall'attacco austro-ungarico della Strafexpedition.[4]

Il fuoco amicoModifica

Il primo luglio un gruppo di soldati dell'89º reggimento della brigata Salerno, rimasti intrappolati nella terra di nessuno furono mitragliati e colpiti dall'artiglieria italiana su ordine del loro comando per impedire che si consegnassero prigionieri.[4] La IIIª compagnia dell'89º reggimento era rimasta intrappolata per 48 ore nella terra di nessuno, una parte di essi aveva cercato di arrendersi agli austro-ungarici.[5]

La decimazioneModifica

Due giorni dopo l'episodio, il generale Zoppi,[6] comandante del XXII° corpo d'armata, ordinò la decimazione della del III battaglione dell'89º reggimento.[5] Furono fucilati otto soldati, di cui uno solo fu dichiarato disertore, tre erano considerati sospetti ed gli altri quattro furono scelti a sorte.[5]

NoteModifica

  1. ^ Melograni, 1969. p. 210.
  2. ^ Melograni, 1969. p. 212.
  3. ^ a b Melograni, 1969. p. 213.
  4. ^ a b Melograni, 1969. p. 214.
  5. ^ a b c Melograni, 1969. p. 215.
  6. ^ Paolo Antolini, Le fucilazioni sommarie nella prima guerra mondiale (PDF) (Museo civico del Risorgimento di Bologna).

BibliografiaModifica

  • Piero Melograni, Storia politica della grande guerra 1915-1918, Bari, Laterza, 1969.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica