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Il delitto di Giarre è un duplice omicidio commesso il 31 ottobre 1980 a Giarre (in provincia di Catania); divenne fondamentale nella storia del movimento di liberazione omosessuale italiano in quanto portò alla fondazione del primo circolo Arcigay.

Indice

StoriaModifica

Il 31 ottobre 1980 due giovani, Giorgio Agatino Giammona di 25 anni e Antonio Galatola di 15 anni, scomparsi da casa due settimane prima, furono trovati morti, mano nella mano, uccisi da un colpo di pistola ciascuno alla testa. Tutti conoscevano i due ragazzi, che nel paese venivano chiamati «i ziti» ("i fidanzati"). Giorgio, in particolare, era dichiaratamente gay poiché all'età di 16 anni fu sorpreso in auto dai carabinieri del posto insieme ad un altro giovane e perciò fu denunciato[1], da ciò venne soprannominato in siciliano « puppu cô buḍḍu » (corrispondente a "omosessuale patentato", da intendersi ovviamente in senso dispregiativo).

Il delitto rivelò subito la sua matrice omofoba: giornalisti e telecamere che si recarono sul posto da tutta Italia per rendere nota la tragedia si scontrarono con l'omertà del paese, intimorito dall'idea di essere associato alla storia di una coppia omosessuale. Più di duemila persone parteciparono al funerale di Toni Galatola, nessuno a quello di Giorgio Giammona, in quanto apertamente gay[senza fonte].

Le indagini portarono all'individuazione di un colpevole, Francesco Messina, nipote di Toni, all'epoca dodicenne e dunque impunibile[2]. Il giovane sostenne che a chiedergli di essere uccisi fossero state proprio le due vittime sotto minaccia di morte: riferì infatti alle forze dell'ordine che i due lo costrinsero a sparar loro minacciandolo che, in caso contrario, avrebbero sparato loro a lui[2]. Due giorni dopo, tuttavia, il giovane Messina ritrattò, affermando di essersi assunto la responsabilità su pressione dei carabinieri[3].

Influenza culturaleModifica

Nonostante non si sia mai arrivati all'individuazione di un colpevole, tutte le piste portarono a pensare che i due fossero stati uccisi dal nipote di Toni, allora tredicenne, su incarico delle famiglie e, sembra, con il benestare dei due ragazzi, convinti che non avrebbero mai potuto vivere serenamente[4]. L'opinione pubblica italiana dovette riconoscere l'esistenza di un problema di discriminazione contro gli omosessuali.

Come immediata conseguenza, si costituì il primo collettivo del Fuori! della Sicilia orientale. Un mese dopo a Palermo da un'idea di Marco Bisceglia, un sacerdote apertamente omosessuale, con la collaborazione di un giovane obiettore di coscienza, Nichi Vendola[5], insieme a Massimo Milani, Gino Campanella ed altri militanti[6] fondarono l'Arcigay, la prima sezione dell'Arci dedicata alla cultura gay[7], che da lì a poco si diffuse in tutta Italia. Anche le donne femministe lesbiche diedero vita al primo collettivo lesbico siciliano Le Papesse[8].

Il delitto di Giarre mise di fatto il seme per la nascita del movimento omosessuale italiano contemporaneo, dopo le prime esperienze di associazionismo fatte a Roma negli anni sessanta. Di lì a poco, a Bologna per la prima volta ci fu un riconoscimento ufficiale di un gruppo gay da parte delle istituzioni con la concessione da parte del Comune di una sede all'associazione Il Cassero.

NoteModifica

  1. ^ Jenner Meletti, Toni e Giorgio, morti di pregiudizio. Diedero coraggio all'altra Italia, in la Repubblica, 10 luglio 2005. URL consultato il 9 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 28 giugno 2018).
  2. ^ a b Franco Sampognaro, I due omosessuali uccisi dal ragazzo: «Vogliamo morire e tu ci devi sparare!», in Stampa Sera, 3 novembre 1980, p. 10. URL consultato il 9 ottobre 2015.
  3. ^ Franco Sampognaro, Ha ritrattato il dodicenne che confessò d'avere ucciso due omosessuali a Catania?, in La Stampa, 4 novembre 1980, p. 9. URL consultato il 9 ottobre 2015.
  4. ^ Andrea Pini, Omocidi: gli omosessuali uccisi in Italia, Roma, Stampa Alternativa, 2002, ISBN 978-88-7226-646-5. URL consultato il 17 Dicembre 2018.
  5. ^ Enrico Pace, Don Bisceglia otto anni dopo, su Arcigay, 22 Luglio 2009 (archiviato dall'url originale il 5 luglio 2018).
  6. ^ Breve storia di Arcigay, su arcigay.it (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2011).
  7. ^ Claudia Brunetto, Palermo capitale dell'orgoglio gay. Oggi la sfilata del Sicilia Pride, in la Repubblica, 19 Giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2018).
  8. ^ Agata Ruscica, Il seme di Giarre, su Arcigay, 18 Giugno 2010. URL consultato il 2 Marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 17 settembre 2010).

Voci correlateModifica

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