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«...Non voria per cosa del mondo esser manchato de venire perché ho veduto tanto grande casa, tanto bella et bene intesa et cussì ornata de picture excellentissime, che non credo ch’el mondo abia una simile...
(Ludovico il Moro 1493, lettera a Beatrice d'Este)[1]»

Delizia di Belriguardo
Belriguardo.jpg
Ingresso principale
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàVoghiera
IndirizzoVia Provinciale, 274
Coordinate44°45′12.24″N 11°45′22.97″E / 44.7534°N 11.75638°E44.7534; 11.75638Coordinate: 44°45′12.24″N 11°45′22.97″E / 44.7534°N 11.75638°E44.7534; 11.75638
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXV secolo
Usopolo museale
Realizzazione
AppaltatoreNiccolò III d'Este
ProprietarioEste
CommittenteEstensi
Torquato Tasso
Museo Civico di Belriguardo, sezione Archeologica

La Delizia di Belriguardo era la reggia estiva della corte estense. Essendo stata costruita nel 1435 è la prima residenza estiva di una signoria in Europa. È ubicata nel territorio di Voghiera, Strada Provinciale n. 274, a circa 15 km da Ferrara. È stata anche definita la piccola Versailles degli estensi. L'edificio è sede del Museo civico di Belriguardo che espone reperti archeologici del territorio, dedicando anche sezioni rinascimentali e di arte moderna[2]..

StoriaModifica

La Delizia di Belriguardo fu voluta dal marchese Niccolò III d'Este e venne utilizzata come residenza estiva di tutta la corte estense e come villa di rappresentanza. La posa della prima pietra risale al 1435, anche se la struttura subì continue rivisitazioni ed ampliamenti nel corso degli anni, ad opera dei successivi duchi di casa d'Este. Vi soggiornò sovente Lucrezia Borgia[3].

L'edificio venne forse costruito dietro suggerimento di Filippo Brunelleschi[4]: la sua particolarità era di presentare un ingresso stretto (quello presente ancora oggi, sotto il torrione), il primo cortile porticato su tre lati ed il secondo cortile porticato su quattro lati: è la pianta di una villa greco orientale edificata secondo il gusto tardo medievale.

Tra palazzi e giardini, Belriguardo aveva una superficie complessiva di almeno quaranta ettari.

Nella seconda metà del Cinquecento nella Delizia di Belriguardo ha dimorato anche il poeta rinascimentale italiano Torquato Tasso, il quale visse diversi anni tra questa delizia estense, dove amava ritirarsi, e Ferrara, dove risiedeva la corte.

Da notare che proprio in questa residenza estense è ambientata l'opera teatrale di Johann Wolfgang von Goethe chiamata, appunto, Torquato Tasso.

La magnificenza della Delizia di Belriguardo subì un brusco arresto quando gli Estensi furono costretti a lasciare Ferrara nel 1598. Belriguardo fu lasciata in enfiteusi a proprietari terrieri del luogo i quali la utilizzarono principalmente come fattoria, trasformando sale affrescate dai maggiori maestri del Cinquecento ferrarese in stalle e granai. Tutto ciò che c'era di prezioso e ormai inutile al nuovo utilizzo del complesso fu venduto.

Belriguardo è giunta fino a noi malgrado progressivi crolli, riadattamenti e demolizioni grazie al fatto che venne frazionata in numerose abitazioni private. Ciò che è rimasto di Belriguardo è ancora visibile, ma la lettura del complesso originale risulta talmente compromessa da non essere quasi più individuabile. I resti dell'antica delizia ancora oggi visibili sono i seguenti: la torre al centro, dalla quale gli Estensi osservano gli spettacoli nella peschiera sottostante alimentata dall'acqua del fiume Sandalo; le sei finestre gotiche della fine del Quattrocento; la Sala della Vigna, l'unico ambiente che ha restituito qualche testimonianza dell'antico splendore.

DescrizioneModifica

Si accede al primo giardino attraverso una grande torre, sulla cui sommità sono presenti due angeli che portavano quello che doveva essere il simbolo estense.

Abbiamo una bellissima descrizione, quasi metro per metro, di Belriguardo scritta da Sabadino degli Arienti[5] alla fine del '400.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Delizia di Belriguardo, su ferraradeltapo-unesco.it. URL consultato il 2 febbraio 2018.
  2. ^ Museo civico del Belriguardo[collegamento interrotto], Ministgero dei beni e delle attività culturali e del turismo. URL consultato il 3 febbraio 2018.
  3. ^ Delizia di Belriguardo, Ferrara Terra e Acqua. URL consultato il 2 febbraio 2018.
  4. ^ Maria Teresa Sambin De Norcen, "I miti di Belriguardo" (Electa), in Nuovi antichi: committenti, cantieri, architetti 1400-1600, 2004, pp. 39-40.
  5. ^ De triumphis Religionis.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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