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DescrizioneModifica

Diffuse in tutti i mari ed a tutte le profondità (esiste anche una famiglia d'acqua dolce), presentano spicole silicee a 1 o 4 raggi (mai 6), oppure combinazioni reticolate di spicole silicee e spongina, oppure complessi fibrosi di sola spongina. Le spicole silicee costituiscono delle vere e proprie fibre ottiche naturali, il che fa ipotizzare un ruolo di queste strutture nel successo evolutivo delle spugne silicee rispetto a quelle calcaree.

Molto variabili nella forma del corpo, si presentano tuttavia solo nel modello strutturale leucon, il più complicato, spesso cilindrico od irregolare. Le dimensioni possono variare da pochi mm sino ai 2 m di diametro degli esemplari più grandi.

Molte specie possiedono cellule ameboidi specializzate nell'attacco chimico, secernenti sostanze erosive che sciolgono il calcare, permettendo alle cellule dell'animale di penetrare nelle rocce o sulle conchiglie ancorandosi saldamente.

RiproduzioneModifica

Si riproducono per gemmazione e per via sessuale, producendo una larva completamente cigliata nota come parenchimella (l'anfiblastula è più rara).

SistematicaModifica

In passato le Demospongie venivano suddivise in 3 sottoclassi: Ceractinomorpha, con macrosclere monassone e microsclere variabili, mai stellate, con abbondante spongina, Tetractinomorpha, con macrosclere tetrassone e monassone e microsclere spesso stellate, ed Homoscleromorpha.
Le tre sottoclassi sono risultate in realtà dei raggruppamenti parafiletici e pertanto oggi non vengono più considerate valide.
Fanno parte della classe Demospongiae i seguenti ordini:

Alcune specieModifica

BibliografiaModifica

  • J. N. A. Hooper and R. W. M. van Soest, Class Demospongiae Sollas, 1885, in Systema Porifera. A guide to the classification of sponges, New York, Boston, Dordrecht, London, Moscow, Kluwer Academic/Plenum Publishers, 2002.

Voci correlateModifica

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