Apri il menu principale

Real Club Deportivo de La Coruña

società calcistica spagnola
(Reindirizzamento da Deportivo La Coruña)
RC Deportivo de La Coruña
Calcio Football pictogram.svg
Rc deportivo de la coruna.png
Dépor; Superdépor; Herculinos
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Bianco e Viola (Croce) e Bianco e Blu (Strisce).png Bianco e blu
Dati societari
Città Escudo de A Coruña.svg A Coruña
Nazione Spagna Spagna
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Spain.svg RFEF
Campionato Segunda División
Fondazione 1906
Presidente Spagna Tino Fernández
Allenatore Spagna José Luis Martí
Stadio Riazor
(34.600 posti)
Sito web www.rcdeportivo.es
Palmarès
Liga spagnola Coppa del ReCoppa del Re Supercoppa spagnolaSupercoppa spagnolaSupercoppa spagnola
Titoli di Spagna 1
Titoli nazionali 5 Segunda Division
Trofei nazionali 2 Coppe del Re
3 Supercoppe di Spagna
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Real Club Deportivo de La Coruña, meglio noto come Deportivo La Coruña o nelle forme abbreviate Deportivo e Dépor, è una società calcistica spagnola della città di A Coruña, in Galizia. Milita attualmente nella Segunda División del campionato spagnolo di calcio.

Il primo nome adottato dal club fu Club Deportivo de la Sala Calvet, uno dei ginnasi della A Coruña dell'epoca. Nel 1909 la squadra assunse il nome attuale, ottenendo anche l'appellativo Real e l'uso della corona avendo accettato Alfonso XIII la presidenza onoraria.

Fondato nel 1906, nella sua storia ha vinto un campionato spagnolo (2000), due Coppe del Re (1995 e 2002) e tre Supercoppe di Spagna (1995, 2000 e 2002). Ha partecipato a cinque edizioni consecutive della UEFA Champions League dal 2000-2001 al 2004-2005, arrivando in semifinale nel 2003-2004.

Indice

StoriaModifica

1902-1928: Fondazione e primi passiModifica

Nel 1902 Jose María Abalo, uno studente che fece ritorno in patria dopo una permanenza di studio in Inghilterra, introdusse il calcio nella città di A Coruña. Il gioco ottenne presto popolarità e furono formate varie squadre amatoriali.

Nel dicembre del 1906, membri del ginnasio Sala Calvet formarono la squadra che inizialmente portava il nome dell'istituto, nominando Luis Cornide come primo presidente. Nel maggio 1907 Alfonso XIII concesse al club l'appellativo Real e la squadra cambiò il nome nell'attuale. Il Depor cominciò a giocare al Corral de la Gaiteira ("Campo dei suonatori di gaita"), ma presto si spostò al vecchio Riazor, un nuovo campo vicino l'omonima spiaggia di Riazor.

La squadra giocò amichevoli regolarmente e partecipò ai campionati locali, non riuscendo ad ottenere alcun successo nell'unica competizione ufficiale del tempo, la Copa del Rey nelle prime edizioni.

Nel 1920, alle Olimpiadi del 1920 ad Anversa, ci fu il debutto della nazionale di calcio spagnola le cui buone gesta fecero aumentare la popolarità del calcio in patria e contribuirono alla formazione di squadre professionistiche così da poter disputare il primo campionato spagnolo della storia, quello del 1928-29. Il Depor non figurava comunque tra le compagini dei primi campionati storici.

Dal 1928 al 1948Modifica

 
Il Depor in fase di costruzione della prima squadra professionistica, era il 1927

Nel 1928 il Depor fallì la possibilità di giocare la prima Primera División della storia e fu inserita in Segunda División dove finì 8° su 10. La squadra rimase in Segunda per parecchi anni, soffrendo anche i problemi di un campionato con continui cambi strutturali e geografici. Nel 1932 arrivò con una vittoria in coppa del Depor contro il Real Madrid imbattuto in campionato una prima piccola soddisfazione.

Nel 1936 scoppiò la Guerra civile spagnola così le competizioni ufficiali furono bloccate fino al 1939–40. Quell'anno, gli erculei si qualificarono al playoff previsto in quella stagione per la promozione. Fato volle che il match fosse contro gli arcirivali galiziani del Celta Vigo impegnati a non retrocedere. La partita fu vinta dal Celta 1-0, che rimase in Primera, lasciando infranti i sogni di promozione del Depor L'appuntamento con la storia fu rimandato di un solo anno, dato che il Deportivo raggiunse nuovamente il play-off promozione, stavolta battendo il Murcia 2-1 e ottenendo la prima agognata promozione in prima divisione.

La prima stagione in Liga fu un successo per la squadra galiziana, che terminò quarta. Il trend calò però drasticamente di anno in anno, passando dal 9º al 12º fino al 14º posto nel 1945, che risultò in una retrocessione e quindi ad un ritorno in Segunda. Gli anni successivi furono caratterizzati da un salisendi continuo: la squadra ottenne la promozione immediata per poi retrocedere nuovamente, salvo poi risalire in Liga ulteriormente l'anno successivo ancora.

Dal 1949 il Deportivo si stabilì definitivamente nel massimo campionato inaugurando una decade di prestazioni al vertice del campionato. Il club decise anche di costruire un nuovo stadio, il Riazor che è tuttora il campo casalingo. Fu inaugurato il 28 ottobre 1944 con una partita di campionato contro il Valencia. In questo periodo prolifico di soddisfazioni e cambiamenti, il giocatore chiave fu Juan Acuña, portiere della formazione. Xanetas, come era conosciuto tra i tifosi, ottenne fino a quattro trofei Zamora tra il 1942 ed il 1951, divenendo di fatto il secondo portiere più premiato della storia del campionato spagnolo.

1948-1957: Il decennio d'oroModifica

 
Suarez, qui in nazionale, fu uno dei giocatori che giocarono nel Depor degli anni '50

Il club terminò la stagione 1948–49 al decimo posto. La stagione successiva vide invece il loro primo maggior risultato in campionato, terminando il Depor la stagione al secondo posto soltanto un punto dietro all'Atlético de Madrid. La squadra era guidata dall'allenatore argentino Alejandro Scopelli, che portò nel club un gruppo di giocatori sudamericani come Julio Corcuera, Oswaldo García, Rafael Franco e Dagoberto Moll che resero il club molto più competitivo e capace di restare al vertice del campionato spagnolo per nove stagioni di fila fino al 1957. Fu un gran periodo per il club che vide tra i suoi membri illustri allenatori come Helenio Herrera e giocatori come Pahiño ed il locale Luis Suarez (unico giocatore a ricevere il Pallone d'Oro) al Riazor.

1957-1973: Il periodo altalenanteModifica

Dopo 9 stagioni ad alto livello, la squadra retrocesse in Segunda División nel 1957 rimanendo nel campionato cadetto per ben 5 anni, fino alla promozione del 1962. Questo anno fu l'inizio di un'era altalenante che portò il club ad essere soprannominata "squadra ascensore" per i suoi continui cambi di categoria: raggiunta la promozione del 1962, retrocessero nuovamente nel 1963, per risalire nel 1964 e riscendere l'anno seguente, ritornare nuovamente nel 1966 e ricadere nel 1967, ottenere una nuova ulteriore promozione nel 1968 e retrocedere nuovamente dopo soli due anni nel 1970. Ultimo ascesa nel 1971, susseguita da una retrocessione due anni successivi.

Nonostante il rendimento schizofrenico, il Depor disponeva di un settore giovanile di altissimo livello al tempo e lanciò giovani come Amancio Amaro, Severino Reija, José Luis Veloso o Jaime Blanco, che iniziarono la propria carriera al Riazor e scrissero pagine internazionali di calcio nella rispettiva nazionale. Tuttavia, la problematica situazione finanziaria delle casse del club portò alla vendita forzata di questi giocatori, senza che la squadra potesse consolidare un buon gruppo per ottenere prestazioni elevate. Se l'era altalentante degli anni '60 non lasciò particolarmente contenti i tifosi come è lecito immaginare, terminò nel 1973 per dare inizio ad un'era ancora peggiore.

1973-1988: Il periodo buioModifica

Dopo la retrocessione del 1973, il club entrò in un periodo di crisi profonda e sprofondò in una sola stagione addirittura nella terza serie spagnola (Tercera División) per la prima volta nella sua storia. Tuttavia il Depor riuscì a risalire in un solo anno in Segunda, consolidandosi nel campionato cadetto per circa dieci anni. Nel campionato 1979-80 tuttavia crollò nuovamente, retrocedendo di nuovo nella nuova Segunda División B, comunque terza categoria professionistica, per la seconda ed ultima volta della sua storia. Fatto curioso, quell'anno retrocesse insieme agli arci-rivali del Celta, dando vita nella stagione 1980-81 alle partite più seguite di sempre nella storia della terza serie spagnola. Entrambe le formazioni galiziane fecero in ogni caso soltanto un anno di purgatorio.

La situazione in Segunda negli anni successivi non migliorò molto, dato che furono assai poche le possibilità di ottenere una promozione e molte più le stagioni dal rendimento mediocre. Nella stagione 1987-88 addirittura il Deportivo rischiò un ulteriore retrocessione in terza divisione, evitata soltanto con uno storico gol di Vicente Celeiro contro il Racing de Santander nei minuti di recupero dell'ultima partita di campionato. Questo episodio è generalmente considerato la fine del periodo buio del club e l'inizio di una nuova era.

Del resto durante questi anni, oltre ai problemi sul campo, il club affrontò soprattutto gravi problemi economici e societari, con mancanze di fondi ed allenatori esonerati praticamente ogni anno. Nell'estate del 1988, un'assemblea aperta e pubblica scelse un nuovo apparato dirigente con a capo Augusto César Lendoiro. Il Depor al tempo aveva un debito stimato di circa 600 milioni di pesetas, era fuori dal grande calcio da 15 anni e non disponeva praticamente più di infrastrutture necessarie a livello economico e sportivo.

1988-1999: La rinascita e il mito del Super DeporModifica

 
Lendoiro, presidente della rinascita del Depor

I benefici della gestione Lendoiro si fecero subito sentire e furono solo due gli anni di assestamento in Segunda. Di lì a poco la compagine allenata da Arsenio Iglesias e guidata in campo da Đukić, Claudio, Aldana, Fran, Mauro Silva e Bebeto avrebbe infatti ottenuto risultati di rilievo. In tre stagioni, dal 1992-1993 al 1994-1995, fu due volte vicecampione di Spagna e una volta terza forza della Liga, vincendo una Coppa del Re nel 1994-1995.

La svolta sportiva risale al 1990-1991, con la promozione in massima serie. Ottenuta la salvezza nella stagione seguente, nel 1992-1993, rinforzato dagli acquisti di Bebeto e Mauro Silva, si guadagnò il soprannome di Súper Depor e gareggiò con il Barcellona per la vittoria del campionato, così come la stagione successiva, quando il sogno s'infranse all'ultimo minuto dell'ultima giornata, a causa di un calcio di rigore sbagliato dal serbo Miroslav Đukić nella gara casalinga con il Valencia (finì 0-0). Bebeto si laureò Pichichi nel campionato 1992-1993 e Liaño fu insignito del Trofeo Zamora nel campionato 1993-1994.

Nel 1994-1995 la squadra galiziana giunse in finale di Coppa del Re al Bernabéu di Madrid e si aggiudicò il suo primo trofeo ufficiale proprio contro la squadra con cui, appena un anno prima, era svanito il titolo di campione nazionale, il Valencia. Nel 1995 mise in bacheca anche la Supercoppa di Spagna, vinta dopo la doppia sfida contro il Real Madrid, battuto per 3-0 in casa e per 1-2 in trasferta.

Nella prima metà degli anni '90 il Deportivo fece inoltre quattro partecipazioni alla Coppa UEFA e una alla scomparsa Coppa delle Coppe, torneo in cui nel 1995-1996 il club galiziano raggiunse la semifinale, dove fu arrestato dai futuri vincitori della competizione, i francesi del Paris Saint-Germain.

2000-2008: il Deportivo campione di Spagna e tra le grandi d'EuropaModifica

Nella stagione 1999-2000 il Deportivo allenato da Javier Irureta vinse il primo e sinora unico titolo spagnolo della sua storia. Le stelle di quella squadra erano Songo'o, Djalminha, Pauleta, Fran, Mauro Silva, Donato, Naybet, Flores e Makaay, attaccante olandese autore di 22 gol, molte delle quali decisive. La lotta al vertice fu molto serrata, specie nelle ultime sette giornate. Pur avendo perso lo scontro diretto del 18 marzo contro il Barcellona al Camp Nou[1], il Depor amministrò il vantaggio residuo fino alla fine. Malgrado avesse ottenuto solo due punti nelle tre giornate precedenti all'ultimo turno, la squadra galiziana riuscì a mettere in bacheca il trofeo all'ultima giornata, battendo per 2-0 l'Espanyol grazie ai gol di Donato e Makaay[2]. Il 19 maggio 2000 i tifosi galiziani poterono dunque festeggiare uno storico titolo spagnolo, il primo in 94 anni di storia del club.

 
Albert Luque, dal 2002 al 2005 al Deportivo.

L'8 settembre 2001 il Deportivo raggiunse il traguardo delle mille partite nella massima divisione spagnola. L'annata 2001-2002 fu impreziosita dalla vittoria della seconda Coppa del Re grazie al successo per 2-1 in finale, al Bernabéu, contro il quotato Real Madrid, che quell'anno vinse la UEFA Champions League. I gol furono di Sergio e Diego Tristán.

Nella UEFA Champions League 2003-2004 il Depor eliminò (con un doppio 1-0, prima in casa, poi in trasferta) la Juventus, finalista perdente della stagione precedente, agli ottavi di finale. Ai quarti continuò la sua marcia estromettendo dalla competizione il Milan detentore del trofeo. Dopo la sconfitta per 4-1 subita all'andata a San Siro il Deportivo riuscì nell'impresa di battere i rossoneri per 4-0 nella gara di ritorno giocata a La Coruña. Fu poi eliminato dal Porto, futuro campione d'Europa: dopo lo 0-0 esterno, il Deportivo perse per 0-1 in casa, perdendo la possibilità di giocare la finale. Grandi protagonisti di questa bella annata furono Diego Tristán, Walter Pandiani e Albert Luque.

Il 5 novembre 2003, in una partita valida per la prima fase della Champions League, il Deportivo fu nettamente sconfitto per 8-3 dal Monaco allo Stadio Louis II. Questa partita fu fino all'edizione 2016-2017 (Borussia Dortmund - Legia Warszawa 8-4) partita con più gol (11) nella storia della Champions League. Il pesante passivo corrisponde anche al record di gol segnati in una partita della Champions League, cioè dal 1992 ad oggi. Dopo la partita la divisa ufficiale da trasferta del Depor, di colore completamente arancione, fu abbandonata e tutti i completi furono bruciati.

La stagione 2004-2005 fu al di sotto delle aspettative generate dalle ultime stagioni. Il ciclo del cosiddetto Super Depor si chiuse bruscamente, con l'eliminazione nella prima fase della Champions League, senza che la squadra segnasse alcun gol, e con il decimo posto nella Liga. Lo storico allenatore Javier Irureta decise di abbandonare il club dopo molte stagioni culminate nella conquista della Liga nel 2000.

Nella stagione 2005-2006, guidata da Joaquín Caparrós, la squadra raggiunse l'ottavo posto in campionato e nella stagione seguente si piazzò tredicesima.

Nel 2007-2008 il nuovo allenatore Miguel Ángel Lotina condusse la formazione galiziana alla qualificazione alla Coppa Intertoto, dopo una seconda parte di stagione in cui il Deportivo aveva avuto un rendimento da squadra piazzata in zona Champions League.

2008-oggi: Tra retrocessioni e promozioniModifica

 
Manuel Pablo, storico capitano del Deportivo dal 1998.

Anche nella stagione seguente, nel 2008-2009, il Depor di Lotina ottenne buoni risultati, facendo del collettivo il suo punto di forza. Vinse la Coppa Intertoto e giunse fino ai sedicesimi di Coppa UEFA, dove fu eliminato dai danesi dell'Aalborg . In campionato lottò fino al termine per una qualificazione alle coppe europee, che però svanì nelle ultime giornate. Tra gli altri nel corso della stagione si misero in evidenza il laterale sinistro di difesa brasiliano Filipe Luís Kasmirski, a lungo corteggiato dal Barcellona e nel giro della nazionale brasiliana, e la mezzapunta messicana Andrés Guardado, oltre ai sempreverdi punta di forza storici Manuel Pablo, Valerón e Sergio.

Il 21 maggio 2011, al Riazor, all'ultima giornata del campionato spagnolo, il Depor retrocesse in Segunda División a seguito della sconfitta casalinga contro il Valencia per 0-2. Saltarono così tutti i progetti del presidente Augusto César Lendoiro di ricostruire un nuovo SuperDepor. L'allenatore Lotina rassegnò le dimissioni e così terminò un ciclo durante il quale i galiziani militarono nella massima serie per venti anni consecutivi.

L'esperienza nella categoria inferiore durò, però, solamente un anno, perché nella stagione 2011-2012 la squadra riuscì a riconquistare la massima serie, conquistando il primo posto in seconda divisione. La certezza aritmetica della promozione e della prima posizione in classifica giunse con una giornata d'anticipo, il 27 maggio 2012, grazie al successo per 2-1 nel match casalingo con il Huesca, che permise di portare a 6 punti il vantaggio sulla terza in classifica, il Real Valladolid (2-2 sul campo dell'Alcorcón[3]), e di mantenere 4 punti di vantaggio sulla seconda in classifica, il Celta Vigo[3][4][5][6].

Nel 2012-2013 la squadra retrocesse nuovamente in Segunda División al termine di un'annata tribolata, segnata da due cambi di allenatore. All'ultima di campionato, il 1º giugno 2013 al Riazor, perse per 1-0 con la Real Sociedad (squadra in lotta per un posto in Champions League) e - con la contemporanea vittoria del Celta Vigo per 1-0 sull'Espanyol - fu superato in classifica di due punti, finendo addirittura penultimo, dietro al Maiorca. Dopo questa partita Juan Carlos Valerón, durante la solita conferenza stampa, dichiarò di essere in procinto di lasciare il Deportivo, non avendo più le forze e l'età per andare avanti. Al termine di questa stagione il Depor allontanò due giocatori, la bandiera Daniel Aranzubía e il difensore Zé Castro, per i loro salari troppo alti. Più tardi arrivò anche la cessione di Bruno Gama sempre per lo stesso motivo.

Nel 2013-2014 il Depor si piazzò secondo nel campionato di seconda serie e tornò in massima divisione per la seconda volta in tre anni. Nella stagione 2014-2015 ottenne la salvezza all'ultima giornata del campionato, pareggiando 2-2 contro il Barcellona e ottenendo il 16º posto sotto la guida del nuovo allenatore Víctor Fernández, subentrato il 9 aprile 2015[7].

Rinforzato dagli innesti di Alejandro Arribas, Fernando Navarro, Pedro Mosquera e Fayçal Fajr, il Deportivo partì bene e il 28 novembre 2015, vincendo per 2-0 contro il Las Palmas, si portò al quinto posto. La seconda parte di stagione fu, tuttavia, disastrosa: oltre alla bruciante eliminazione in Coppa del Re contro il Mirandés (vittorioso per 3-0 al Riazor il 12 gennaio 2016) arrivarono solo 2 vittorie in 22 partite nel 2016. La salvezza arrivò solo alla penultima giornata, ma non bastò a salvare la panchina di Víctor Sánchez, che fu sollevato dall'incarico il 29 maggio 2016[8].

Al suo posto subentrò Gaizka Garitano, che il 10 giugno 2016 firmò un contratto di un anno[9]. Il 26 febbraio 2017, dopo quattro sconfitte consecutive[10], Garitano fu esonerato e sostituito da Pepe Mel, che condusse la squadra al quindicesimo posto finale.

La stagione 2017-2018 si rivelò più complicata. A seguito della sconfitta casalinga rimediata contro il Girona per 1-2 il 23 ottobre 2017, Pepe Mel fu sollevato dall'incarico e sostituito da Cristóbal Parralo Aguilera, promosso dalla squadra riserve. Il nuovo tecnico fu esonerato a sua volta il 4 febbraio 2018 a causa dei risultati negativi, dopo il 5-0 patito il 2 febbraio sul campo della Real Sociedad[11]. Gli è subentrato Clarence Seedorf[12], che non è riuscito ad evitare la retrocessione in Segunda División, la terza in otto stagioni, con tre giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato[13].

CronistoriaModifica

Cronistoria del Real Club Deportivo de La Coruña
  • 1928-29 · 8º in Segunda División.
  • 1929-30 · 7º in Segunda División.


  • 1940-41 · 2º in Segunda División.
  Promosso in Primera División.
  • 1941-42 · 4º in Primera División.
  • 1942-43 · 9º in Primera División.
  • 1943-44 · 12º in Primera División.
  • 1944-45 · 14º in Primera División.
  Retrocesso in Segunda División.
  • 1945-46 · º in Segunda División.
  Promosso in Primera División.
  • 1946-47 · 13º in Primera División.
  Retrocesso in Segunda División.
  • 1947-48 · 2º in Segunda División.
  Promosso in Primera División.
  • 1948-49 · 10º in Primera División.
  • 1949-50 · 2º in Primera División.

  • 1950-51 · 12º in Primera División.
  • 1951-52 · 11º in Primera División.
  • 1952-53 · 14º in Primera División.
  • 1953-54 · 7º in Primera División.
  • 1954-55 · 7º in Primera División.
  • 1955-56 · 12º in Primera División.
  • 1956-57 · 15º in Primera División.
  Retrocesso in Segunda División.
  • 1957-58 · 13º in Segunda División.
  • 1958-59 · 7º in Segunda División.
  • 1959-60 · 4º in Segunda División.

  • 1960-61 · 3º in Segunda División.
  • 1961-62 · 1º in Segunda División.
  Promosso in Primera División.
  • 1962-63 · 14º in Primera División.
  Retrocesso in Segunda División.
  • 1963-64 · 1º in Segunda División.
  Promosso in Primera División.
  • 1964-65 · 16º in Primera División.
  Retrocesso in Segunda División.
  • 1965-66 · 1º in Segunda División.
  Promosso in Primera División.
  • 1966-67 · 16º in Primera División.
  Retrocesso in Segunda División.
  • 1967-68 · 1º in Segunda División.
  Promosso in Primera División.
  • 1968-69 · 10º in Primera División.
  • 1969-70 · 14º in Primera División.
  Retrocesso in Segunda División.

  • 1970-71 · 3º in Segunda División.
  Promosso in Primera División.
  • 1971-72 · 14º in Primera División.
  • 1972-73 · 17º in Primera División.
  Retrocesso in Segunda División.
  • 1973-74 · 18º in Segunda División.
  Retrocesso in Tercera División.
  Promosso in Segunda División.
  • 1975-76 · 5º in Segunda División.
  • 1976-77 · 11º in Segunda División.
  • 1977-78 · 8º in Segunda División.
  • 1978-79 · 15º in Segunda División.
  • 1979-80 · 18º in Segunda División.
  Retrocesso in Segunda División B.

  • 1980-81 · 2º in Segunda División B.
  Promosso in Segunda División.
  • 1981-82 · 12º in Segunda División.
  • 1982-83 · 4º in Segunda División.
  • 1983-84 · 9º in Segunda División.
  • 1984-85 · 13º in Segunda División.
  • 1985-86 · 6º in Segunda División.
  • 1986-87 · 2º in Segunda División.
  • 1987-88 · 16º in Segunda División.
  • 1988-89 · 10º in Segunda División.
  • 1989-90 · 4º in Segunda División.

  • 1990-91 · 2º in Segunda División.
  Promosso in Primera División.
  • 1991-92 · 17º in Primera División.
  • 1992-93 · 3º in Primera División.
  • 1993-94 · 2º in Primera División.
Eliminato nel terzo turno della Coppa UEFA.
  • 1994-95 · 2º in Primera División.
Eliminato nel terzo turno della Coppa UEFA.
  Vince la Coppa di Spagna (1º titolo).
  • 1995-96 · 9º in Primera División.
  Vince la Supercoppa di Spagna (1º titolo).
Eliminato nella semifinale della Coppa delle Coppe.
  • 1996-97 · 3º in Primera División.
  • 1997-98 · 12º in Primera División.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
  • 1998-99 · 6º in Primera División.
  • 1999-00   Campione di Spagna (1º titolo).
Eliminato nel quarto turno della Coppa UEFA.

  • 2000-01 · 2º in Primera División.
  Vince la Supercoppa di Spagna (2º titolo).
Eliminato nei quarti della UEFA Champions League.
  • 2001-02 · 2º in Primera División.
Eliminato nei quarti della UEFA Champions League.
  Vince la Coppa di Spagna (2º titolo).
  • 2002-03 · 3º in Primera División.
  Vince la Supercoppa di Spagna (3º titolo).
Eliminato nella seconda fase a gironi della UEFA Champions League.
  • 2003-04 · 3º in Primera División.
Eliminato nella semifinale della UEFA Champions League.
  • 2004-05 · 8º in Primera División.
Eliminato nella fase a gironi della UEFA Champions League.
  • 2005-06 · 8º in Primera División.
Finalista nella Coppa Intertoto.
  • 2006-07 · 13º in Primera División.
  • 2007-08 · 9º in Primera División.
  • 2008-09 · 7º in Primera División.
Vince il terzo turno nella Coppa Intertoto.
Eliminato nei sedicesimi della Coppa UEFA.
  • 2009-10 · 10º in Primera División.

  • 2010-11 · 18º in Primera División.
  Retrocesso in Segunda División.
  • 2011-12 · 1º in Segunda División.
  Promosso in Primera División.
  • 2012-13 · 19º in Primera División.
  Retrocesso in Segunda División.
  • 2013-14 · 2º in Segunda División.
  Promosso in Primera División.
  • 2014-15 · 16º in Primera División.
  • 2015-16 · 15º in Primera División.
  • 2016-17 · 16º in Primera División.
  • 2017-18 · 18º in Primera División.
  Retrocesso in Segunda División.

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

 
Una formazione del Deportivo La Coruña, con la prima storica maglia a strisce verticali bianco-blu.

Lo stemma ufficiale del club è composta da una cintura da guerriero che circonda l'originale emblema del Ginnasio Sala Calvet. La corona è presente invece sin dal decreto reale che assegnò nel 1912 il titolo di Real. La fascia blu diagonale invece richiama la bandiera galiziana per richiamare la provenienza del club.

Il Deportivo La Coruña ha sempre giocato nella sua famosa tenuta blu con strisce verticali bianche, anche se fu resa ufficiale soltanto dal 1912. Tutt'oggi le divise mantengono questa impostazione cromatica, mentre quelle alternative variano a seconda degli accordi commerciali coi fornitori tecnici. L'attuale sponsor è Estrella Galicia, mentre Macron è il fornitore tecnico.

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Riazor.
 
Panorama dello Stadio Riazor, inaugurato nel 1944.

Il Deportivo gioca le partite casalinghe allo Stadio Riazor, situato a La Coruña. L'inaugurazione dello stadio cittadino avvenne il 28 ottobre 1944 con la partita tra il Deportivo e il Valencia che vide la sconfitta della squadra di casa per 2-3. Le dimensioni del nuovo stadio, con una capienza di più di 30.000 spettatori, resero possibile il disputarsi di incontri internazionali, e il primo fu tra la nazionale di casa e quella portoghese, disputato il 6 maggio del 1945, che vide la vittoria della selezione spagnola per 4-2. Allo stesso modo si poterono celebrare le finali dei tornei ufficiali, e la prima fu la finale della Coppa del Generalissimo della stagione 1946-47, che vide affrontarsi il Real Madrid e l'Espanyol, in cui vinsero le "merengues" per 2-0[14]. Ma la grandezza del terreno di gioco e la pista di atletica rendevano il Riazor un campo freddo, che non riusciva mai ad arrivare al limite della capienza. Con la disputa nel 1982 dei Mondiali di calcio questi problemi furono in parte rimediati con le rimodellazioni necessarie per ospitare tre partite del primo turno di questa competizione; la capienza dello stadio fu infatti ridotta a 28.000 spettatori. Nella stagione 1995-96, che vide gli inizi della fase migliore del Deportivo, il Riazor subì altre modifiche per chiudere l'impianto con le tribune sui quattro lati, visto che fino a quel momento era a forma di ferro di cavallo. Fu eliminata la pista di atletica, e lo stadio raggiunse la capienza attuale di 34.600 spettatori.

Al termine della stagione 2017/2018, lo stadio viene sottoposto ad un'importante opera di rinnovamento della copertura e dell'illuminazione, costringendo la squadra a giocare le prime 3 giornate del campionato successivo in trasferta.

SocietàModifica

Modifica

Stagioni Fornitore Sponsor
1990–1992 Rox Leyma
1992–1997 Umbro Feiraco
1997–2000 Adidas
2000–2001 Dreamcast
2001–2007 Joma Fadesa
2007–2008 Canterbury of New Zealand
2008–2009 Estrella Galicia
2009–2017 Lotto
2017-2019 Macron

Allenatori e presidentiModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del R.C. Deportivo de La Coruña

CalciatoriModifica

PalmarèsModifica

Competizioni nazionaliModifica

12 trofei

1999-2000
1994-1995, 2001-2002
1995, 2000, 2002
1961-1962 (gruppo I), 1963-1964 (gruppo I), 1965-1966 (gruppo I), 1967-1968 (gruppo I), 2011-2012
1974-1975

Competizioni regionaliModifica

1926-1927, 1927-1928, 1930-1931, 1932-1933, 1936-1937, 1939-1940

Competizioni amichevoliModifica

1955, 1962, 1964, 1969, 1995, 1997, 1998, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2012, 2014, 2015, 2016, 2017
1998

Altri piazzamentiModifica

Secondo posto: 1949-1950, 1993-1994, 1994-1995, 2000-2001, 2001-2002
Terzo posto: 1992-1993, 1996-1997, 2002-2003, 2003-2004
Semifinalista: 1910, 1988-1989, 1991-1992, 1998-1999, 2002-2003, 2005-2006, 2006-2007
Secondo posto: 1940-1941 (gruppo I), 1945-1946, 1947-1948, 1960-1961 (gruppo I), 1990-1991, 2013-2014
Terzo posto: 1970-1971
Secondo posto: 1980-1981 (gruppo I)
Finalista: 1983
Semifinalista: 2003-2004
Semifinalista: 1995-1996
Finalista: 2005

Statistiche e recordModifica

Partecipazione ai campionati e ai tornei internazionaliModifica

Campionati nazionaliModifica

Dalla stagione 1928-1929 alla 2018-2019 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai campionati nazionali:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Primera División 46 1941-1942 2017-2018 46
Segunda División 40 1928-1929 2018-2019 40
Tercera División 1 1974-1975 2
Segunda División B 1 1980-1981

Tornei internazionaliModifica

Alla stagione 2018-2019 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai tornei internazionali[15]:

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
UEFA Champions League 5 2000-2001 2004-2005
Coppa delle Coppe 1 1995-1996
Coppa UEFA/UEFA Europa League 5 1993-1994 2008-2009
Coppa Intertoto UEFA 2 2005 2008

Statistiche individualiModifica

I giocatori con più presenze nelle competizioni europee sono Fran e Juan Carlos Valerón a quota 66, mentre il miglior marcatore è Diego Tristán con 16 gol[15].

Statistiche di squadraModifica

A livello internazionale la miglior vittoria è l'8-0 ottenuto contro l'APOEL nei sedicesimi della Coppa delle Coppe 1995-1996, mentre la peggior sconfitta l'8-3 subito contro il Monaco nella fase a gironi della UEFA Champions League 2003-2004[15].

OrganicoModifica

NoteModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN135551965