Depressione del Kuma-Manyč

Depressione tra Mar Caspio e Mar Nero; secondo alcune convenzioni rappresenta il confine tra Europa e Asia

La depressione del Kuma-Manyč (in russo Кумо-Манычская впадина?, Kumo-Manyčskaja vpadina) o anche depressione del Manyč o depressione ponto-caspica[2], si estende per circa 500 chilometri dal mar Caspio al mar Nero ed è l'area di massima depressione dell'istmo ponto-caspico. Si trova nel sud-ovest della Russia e separa la grande pianura russa (a nord) dalla regione del Caucaso (a sud).

La depressione Kuma-Manyč vista dal satellite; sono visibili i tre corsi d'acqua che vi scorrono. In alto a sinistra si vede un tratto del Mar d'Azov, in basso a destra un tratto del Mar Caspio
Estensione della depressione del Kuma-Manyč (area a righe rosse) - sono evidenziati con cerchio azzurro il fiume Kuma e il fiume Manyč occidentale
I confini orientali d'Europa secondo la diffusa convenzione che li fa passare per gli Urali, il fiume Ural e la depressione del Kuma-Manyč[1]
Karl von Baer, esploratore ottocentesco della depressione del Kuma-Manyč
Cavalli selvaggi nella depressione del Kuma-Manyč

Prende il nome dai fiumi che vi scorrono: il Kuma e il Manyč orientale, tributari del Mar Caspio, e il Manyč occidentale, che si getta nel Don a circa 100 km della foce sul Mar d'Azov. Il Kuma attraversa la depressione solo nel suo tratto finale. La larghezza media va dai 20 ai 30 km (nella parte centrale si restringe a 1–2 km)[3]. L'altezza sul livello del mare passa da -26 m sulla riva del Caspio a 0 m sulla riva del Mar d'Azov[4]; la massima altitudine (20 metri) è raggiunta nei dintorni del villaggio di Divnoe, al centro della depressione, a sud del bacino Proletarskoe[5].

La depressione del Kuma-Manyč è spesso considerata confine convenzionale tra Europa ed Asia[6]; è accompagnata da una zona di faglia che, sino a 10.000 anni fa, era occupata da un braccio di mare che collegava il Mar Nero e il Mar Caspio, detto "Stretto di Manyč".

La depressione del Kuma-Manyč come confine tra Europa ed Asia modifica

La depressione del Kuma-Manyč è considerata confine naturale tra Europa ed Asia secondo la convenzione più diffusa In Italia, Russia e altri paesi[6][7], ossia quella che segue la Linea di von Strahlenberg, considerata confine continentale sin dal XVII secolo. Fu la zarina Anna I di Russia, nel 1730, che adottò ufficialmente tale separazione tra i due continenti, sulla base degli studi compiuti dal geografo Philip Johan von Strahlenberg e poi sostenuti da Peter Simon Pallas, biologo, e da Carl Ritter, fondatore della Geografia scientifica[8].

Nel 1958, durante un convegno tenutosi nella sede di Mosca della Società geografica russa, si è stabilito di tracciare il confine tra Europa e Asia lungo la base orientale degli Urali e dei Monti Mugodžary, quindi lungo il fiume Emba, la sponda settentrionale del Mar Caspio, la depressione di Kuma-Manyč e lo stretto di Kerč. Si tratta, come è evidente, di una conferma recente della inea proposta da von Strahlenberg e della depressione del Kuma-Manyč come confine continentale[9].

Nelle fonti anglosassoni, specie statunitensi[10][11], spesso si segue una diversa convenzione, che pone i confini tra i due continenti lungo lo spartiacque del Caucaso, in modo da far coincidere il confine continentale con i confini politici della Russia.

La depressione del Kuma-Manyč come limite geologico tra Europa e Caucaso modifica

 
Uccelli acquatici nella depressione del Kuma-Manyč
 
Rive del lago Manyč-Gudilo

La depressione del Kuma-Manyč è accompagnata da una zona di faglia, che segna il bordo meridionale della pianura russa e la separa dalla zona del Caucaso. Fino a 10.000 anni fa, la depressione del Kuma-Manyč era occupata da un braccio di mare che collegava il Mar Nero e il Mar Caspio, detto "Stretto di Manyč"; questa connessione marina è stata attiva sino alla fine della "Prima trasgressione di Chvalynsk del Mar Caspio.[12].

Nella storia geologica, dunque, la depressione del Kuma-Manyč è stata simile ad altri confini continentali, definiti normalmente da distese marine.

Resto dello specchio marino che occupava la depressione è il lago salato Manyč-Gudilo, con superficie variabile, in media 344 km², lungo più di 100 km, largo fino a 10 km, profondo fino a 3,5-4 m. Il lago è dal 1933 inglobato nel grande bacino idrico artificiale denominato "Bacino Proletario" (Пролетарское водохранилище - "Proletarskoye vodokhranilišče")[13].

Geografia modifica

Può sembrare strano che la descrizione geografica della depressione del Kuma-Manyč abbia avuto, sino a tempi recenti, molti margini di incertezza, specie dal punto di vista idrografico. Alcuni fatti inconsueti richiedevano spiegazioni, come l'esistenza di fiumi con un flusso periodico d'acqua in direzioni opposte (il Manyč orientale), o la concentrazione di ben 153 laghi in soli cinque chilometri quadrati o, infine, la stranezza di due fiumi con la stessa sorgente, un tratto in comune e poi un corso divergente (i due Manyč), la presenza del raro fenomeno della biforcazione fluviale (nel fiume Kalaus)[14].

Fu solo nel 1856 che il geografo e biologo tedesco-baltico Karl von Baer compì un'esplorazione per conto della Accademia Russa delle Scienze e della Società Geografica Russa e chiarì la situazione reale, scoprendo tra l'altro che il Manyč occidentale e quello orientale sono sistemi indipendenti e non hanno alcun collegamento diretto tra loro[14].

La depressione è delimitata da una serie di bassi rilievi: a sud-est le alture di Stavropol' e a nord quella degli Ergeni, che formano dirupate scarpate.

Tutta la zona è caratterizzata da piccoli laghi sia dolci, sia salati. I più notevoli sono i Sostinskij, nei quali si perde il flusso del Manyč orientale, salvo piene occasionali che fanno defluire le sue acque verso il Kuma. I laghi Sostinskij, nel settore orientale della depressione, sono un'"Importante area degli uccelli e della biodiversità": sono state registrate 80 specie di uccelli, di cui 65 hanno siti di nidificazione. La loro conservazione è minacciata dai pesanti interventi antropici sull'idrografia della zona e la desertificazione è un serio pericolo nelle aree più sabbiose[15].

Il progetto del canale Eurasia modifica

Già nel 1932 il governo sovietico aveva proposto la costruzione di un canale di 700 chilometri di lunghezza, lungo la depressione del Kuma-Manyč, allo scopo di collegare il Mar Caspio al Mar Nero; sarebbe stato fornito di una serie di chiuse per risolvere il problema del dislivello esistente tra la superficie dei due specchi acquei: la superficie del Mar Caspio, infatti, è a -28 metri sul livello del mare. Lungo l'itinerario previsto per il canale si trovano numerosi laghi, bacini artificiali, come il grande Bacino Proletario, e un canale di irrigazione poco profondo.

Nello stesso anno si iniziò la costruzione di questa via di comunicazione, che fu denominata "canale Eurasia" (in russo : Канал Евразия - Kanal Evrazija), in quanto avrebbe seguito il confine tra i due continenti.

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale i lavori furono sospesi e gli eventi bellici portarono per di più alla distruzione di molte opere già realizzate. Nel 1952 fu aperta alla navigazione una via d'acqua che raggiungeva indirettamente lo stesso scopo del canale Eurasia: il canale Volga-Don; per questo motivo il progetto del canale al confine tra i due continenti venne abbandonato. Nel luogo del canale previsto, comunque, nel 1932 fu realizzata una via d'acqua più limitata: il canale navigabile del Manyč, che iniziò a funzionare a pieno regime nell'estate del 1954.

Nel 2007, il presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev, ha rispolverato l'idea del Canale Eurasia. Il costo del progetto è stato stimato in 6 miliardi di dollari e il tempo stimato per la costruzione è stimato in 10 anni. Il canale seguirebbe un percorso più breve rispetto al canale Volga-Don e richiederebbe anche un minor numero di chiuse[16].

Nel 2009, la Banca Euroasiatica di Sviluppo (Evraziyskim Bankom Razvitija) ha stanziato 2,7 milioni di dollari per studiare la possibilità di creare un nuovo collegamento di trasporto via acqua tra il Mar Caspio e il bacino dell'Azov-Mar Nero, ma i risultati dello studio non sono mai stati resi pubblici[17].

Note modifica

  1. ^ I territori europei sono colorati in bianco.
  2. ^ Manyč
  3. ^ (RU) Николай Кикешев, История Евразии. Истоки. Гипотезы. Открытия. Том 1. Сибирь – дом человечества ("Nikolai Kikešev, Storia dell'Eurasia. Origini. Ipotesi. Scoperte. Volume 1. Siberia - la casa dell'umanità"), Litres, 2022 (p. 76)
  4. ^ (EN) Igor S. Zonn; Aleksey N Kosarev; Michael Glantz; Andrey G. Kostianoy, The Caspian Sea Encyclopedia, Springer Science & Business Media, 2010, ISBN 978-36-42-11524-0, p. 97.
  5. ^ (RU) Rivista Успехи современного естествознания ("Successi delle moderne scienze naturali"), ISSN 1681-7494, articolo Особенности миграций воробьиных птиц центральной части Кумо-Манычской впадины ("Caratteristiche delle migrazioni degli uccelli nella parte centrale della Depressione del Kuma-Manyč")
  6. ^ a b
    • (EN) Agenzia dell'Unione Europea per l'Ambiente, The continent - Extent and boundaries ("Il continente - estensione e confini".
    • Italia:
      • Enciclopedia Treccani, voce Russia;
      • Enciclopedia Treccani, voce Asia;
      • Enciclopedia Treccani, voce Caucaso;
      • Enciclopedia Treccani, voce Russia;
      • Enciclopedia Treccani (1932), voce Europa, capitolo Confini ed area (alla voce più recente della stessa enciclopedia (Europa), invece, si elencano le varie convenzioni sul confine e poi si segue una linea non convenzionale proposta dall'autore della voce);
      • Enciclopedia Motta, volume VI, Federico Motta editore, 1997, voce Europa;
      • AA.VV., Il nuovissimo atlante del Touring, vol. 1, Touring Club Italiano, 1998, p. 85.;
      • Enciclopedia generale, Istituto Geografico De Agostini, 1992 (p. 140);
      • Enciclopedia della geografia, voce Europa, Istituto Geografico De Agostini, 1996 (p. 41);
      • Calendario Atlante De Agostini 2013, Istituto Geografico De Agostini, 2012, ISBN 9788851117054 (pagina 80);
      • Grande Enciclopedia, volume VIII, Istituto Geografico De Agostini, 1974, voce Europa
      • Europa, in Sapere.it, De Agostini. URL consultato il 19 aprile 2021.
      • Atlante Geografico Mondiale, voce Europa, Istituto Geografico De Agostini, 1995 (in particolare, si precisa che gli Urali sono compresi tutti in Europa, sino al loro margine orientale);
      • Grande Dizionario Enciclopedico, a cura di Pietro Fedele, volume V, voce Europa, UTET, 1966;
      • Cultura generale, capitolo Europa, Hoepli, 2018 - ISBN 9788820382599.
    • Russia
    • Regno Unito
    • Spagna
      • Eva Mª Martín Roda, Aurelio Nieto Codina, Territorio y Turismo Mundial: Análisis geográfico, Editorial Universitaria Ramon Areces, 2014 (p. 130) ISBN 9788499611600.
    • Germania
      • Brockhaus Enzyklopädie, 21. Auflage. F. A. Brockhaus. Leipzig/Mannheim 2006, voce Europa: "Als Grenze Europas zu Asien gilt seit dem 18. Jahrhundert der Ural… Konventionelle Grenzen zu Asien bilden außerdem der Fluß Ural, das Kaspische Meer, die Manytschniederung, das Schwarze Meer, der Bosporus, das Marmarameer, die Dardanellen sowie das Ägäische Meer" ("Gli Urali sono il confine dell'Europa con l'Asia dal 18º secolo... I confini convenzionali con l'Asia sono formati anche dal fiume Ural, dal Mar Caspio, dalla valle Manych, dal Mar Nero, dal Bosforo, dal Mar di Marmara, dal Dardanelli e il Mar Egeo").
  7. ^ Sin dal 1958, la Società Geografica Sovietica raccomandò formalmente che il confine tra Europa e Asia fosse disegnato nei libri di testo seguendo la linea che va dal golfo Baydaratskaya, Mar di Kara, lungo il piede orientale dei Monti Urali, il piede orientale delle colline Mugodžary, il fiume Emba e alla depressione del Kuma-Manyč (cioè passando a nord del Caucaso). Vedi (RU) Можаев Б.Н. Где проходит граница между Европой и Азией, Вокруг света. 1959. № 4. С. 17 ("B.N. Možaev, Dov'è il confine tra Europa e Asia, in Il giro del mondo, 1959. n. 4. S. 17"), da cui si cita:
    «…Рекомендуется границу Европы и Азии проводить по восточной подошве Уральских гор и Мугоджар, затем по реке Эмбе, по северному берегу Каспия, по Кумо-Манычской впадине и Керченскому проливу… Азовское море следует считать европейским» ("Si consiglia di tracciare il confine tra Europa e Asia lungo il piede orientale dei monti Urali e delle colline Mugodžar, quindi lungo il fiume Emba, lungo la costa settentrionale del Mar Caspio, lungo la depressione di Kuma-Manyč e lo stretto di Kerč ... Il Mar d'Azov deve essere considerato europeo")
    Testo riportato in: (RU) Живём мы в Европе или Азии? ("Viviamo in Europa o in Asia?") (PDF). URL consultato il 1º ottobre 2022 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2022)..
  8. ^ Per ciò che riguarda il Pallas e il Ritter: Enciclopedia Treccani, voce Europa .
  9. ^ www.vokrugsveta.ru, pagina Где проходит граница между Европой и Азией? ("Dov'è il confine tra Europa e Asia?"), maggio 2007
  10. ^ Il National Geographic, statunitense, pone il confine sul Caucaso: (EN) Europe: Physical Geography.
  11. ^ Non tutte le fonti anglosassoni seguono la line del Caucaso: ad esempio, l'Enciclopedia Britannica nel testo delle voci riporta come confine tra Europa ed Asia la Depressione del Kuma-Manyč. Si veda:
  12. ^ A. Miščenko (a cura di): Vodno-bolotnye ugod ʹ ja Rossii. Tom 6: Vodno-bolotnye ugodʹ ja Severnogo Kavkaza (= "Zone umide della Russia". Vol 6: "Zone umide del Caucaso settentrionale"). Wetlands International, Mosca 2006, ISBN 978-90-5882-028-0.
  13. ^ (RU) Пролетарское водохранилище (Bacino proletario)
  14. ^ a b
  15. ^ (RU) КОТР Европейской России: Состинские озёра ("Una importante area degli uccelli e della biodiversità" è stata segnalata in Russia: i laghi Sostinskij")
  16. ^ Tony Halpin Canal will link Caspian Sea to world, in The Times del 29 giugno 2007 [1].
  17. ^ (RU) Константин Волков, Азов сольют с Каспием (Costantino Volkov, il mare d'Azov verrà fuso con il Caspio"), in Izvestia, 28 settembre 2010

Bibliografia modifica

Siti web modifica

Voci correlate modifica

Collegamenti esterni modifica

Controllo di autoritàVIAF (EN249383745 · GND (DE4456851-4
  Portale Russia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Russia