Depressione del Kuma-Manyč

La depressione del Kuma-Manyč (in russo: Кумо-Манычская впадина?, traslitterato: Kumo-Manyčskaja vpadina) è una depressione nel sud-ovest della Russia che separa la grande pianura del bassopiano Sarmatico (a nord della depressione) dalla regione del Caucaso (a sud della depressione). Prende il nome dai fiumi russi che scorrono nella zona, la Kuma e i due fiumi Manyč (occidentale ed orientale). La Kuma attraversa la depressione solo nel suo tratto finale.

La depressione Kuma-Manyč vista dal satellite; sono visibili i tre corsi d'acqua che vi scorrono. In alto a sinistra si vede un tratto del Mar d'Azov, in basso a destra un tratto del Mar Caspio
Il confine orientale d'Europa in base ai vari criteri; quello prevalente è segnato dalla linea A tra Caspio e Mar Nero (depressione del Kuma-Manyc) e dalla linea B tra gli Urali e il Caspio (Urali e fiume Ural).
Cavalli selvaggi nella depressione del Kuma-Manyč

Nei paesi dell'Europa e in Russia la depressione del Kuma-Manyč è considerata il confine naturale tra l'Europa e l'Asia[1]. Fu la zarina Anna I di Russia, nel 1730, che adottò ufficialmente tale separazione tra i due continenti[1], sulla base degli studi compiuti dal geografo Philip Johan von Strahlenberg e poi sostenuti da Peter Simon Pallas e da Carl Ritter[2]. Nelle fonti anglosassoni, con l'importante eccezione dell'Enciclopedia Britannica, spesso si segue una diversa convenzione, che pone i confini tra i due continenti lungo lo spartiacque del Caucaso.

La depressione del Kuma-Manyč come limite geologico tra Europa e CaucasoModifica

 
Uccelli acquatici nella depressione del Kuma-Manyč
 
Rive del lago Manyč-Gudilo

La depressione del Kuma-Manyč è accompagnata da una zona di faglia, che segna il bordo meridionale della pianura russa e la separa dalla zona del Caucaso. Fino al Quaternario, la depressione del Kuma-Manyč era occupata da un braccio di mare che collegava il Mar Nero e il Mar Caspio, detto "Stretto di Manyč"; l'ultima volta che c'è stata questa connessione è stata durante la "Prima trasgressione di Chvalynsk del Mar Caspio", che si è conclusa non più tardi di 10.000 anni fa[3].

Nella storia geologica, dunque, la depressione del Kuma-Manyč è stata simile ad altri confini continentali, definiti normalmente da distese marine.

Resto dello specchio marino che occupava la depressione è il lago salato Manyč-Gudilo, con superficie variabile, in una media 344 km², lungo più di 100 km, largo fino a 10 km, profondo fino a 3,5-4 m. Il lago è dal 1933 inglobato nel grande bacino idrico artificiale denominato "Bacino Proletario" (Пролетарское водохранилище - "Proletarskoye vodokhranilishche")[4].

Il progetto del canale EurasiaModifica

Già nel 1932 il governo sovietico aveva proposto la costruzione di un canale di 700 chilometri di lunghezza, lungo la depressione del Kuma-Manyč, allo scopo di collegare il Mar Caspio al Mar Nero; sarebbe stato fornito di una serie di chiuse per risolvere il problema del dislivello esistente tra la superficie dei due specchi acquei. Lungo l'itinerario previsto per il canale si trovano numerosi laghi, bacini artificiali e un canale di irrigazione poco profondo.

Nello stesso anno si iniziò la costruzione di questa via di comunicazione, che fu denominata "canale Eurasia" (in russo : Канал Евразия - Kanal Evraziya), in quanto avrebbe seguito il confine tra i due continenti.

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale i lavori furono sospesi e gli eventi bellici portarono per di più alla distruzione di molte opere già realizzate. Nel 1952 fu aperta alla navigazione una via d'acqua che raggiungeva indirettamente lo stesso scopo del canale Eurasia: il canale Volga-Don; per questo motivo il progetto del canale al confine tra i due continenti venne abbandonato. Nel luogo del canale previsto, comunque, nel 1932 fu realizzata una via d'acqua più limitata: il canale navigabile del Manyč, che iniziò a funzionare a pieno regime nell'estate del 1954.

Nel 2007, il presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev, ha rispolverato l'idea del Canale Eurasia. Il costo del progetto è stato stimato in 6 miliardi di dollari e il tempo stimato per la costruzione è stimato in 10 anni. Il canale seguirebbe un percorso più breve rispetto al canale Volga-Don e richiederebbe anche un minor numero di chiuse[5].

NoteModifica

  1. ^ a b
    • Enciclopedia Treccani, voce Europa, capitolo Confini ed area;
    • Enciclopedia Treccani, voce Russia
    • Enciclopedia generale, Istituto geografico De Agostini, 1992 (p. 140)
    • Calendario Atlante De Agostini 2013, Istituto geografico De Agostini, 2012, ISBN 9788851117054 (pagina 80).
    • Grande Enciclopedia Sovietica (Большая советская энциклопедия), voce Европа (Europa) (Большая советская энциклопедия)
    • Enciclopedia Britannica, voce Europe (Europa).
  2. ^ Per ciò che riguarda il Pallas e il Ritter: Enciclopedia Treccani, voce Europa .
  3. ^ A. Miščenko (a cura di): Vodno-bolotnye ugod ʹ ja Rossii. Tom 6: Vodno-bolotnye ugodʹ ja Severnogo Kavkaza (= "Zone umide della Russia". Vol 6: "Zone umide del Caucaso settentrionale"). Wetlands International, Mosca 2006, ISBN 978-90-5882-028-0.
  4. ^ (RU) Пролетарское водохранилище (Bacino proletario)
  5. ^ Tony Halpin Canal will link Caspian Sea to world, in The Times del 29 giugno 2007 [1].

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