Deruta
comune
Deruta – Stemma Deruta – Bandiera
Deruta – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Umbria-Stemma.svg Umbria
ProvinciaProvincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
SindacoMichele Toniaccini (lista civica) dal 12-06-2017
Territorio
Coordinate42°59′N 12°25′E / 42.983333°N 12.416667°E42.983333; 12.416667 (Deruta)Coordinate: 42°59′N 12°25′E / 42.983333°N 12.416667°E42.983333; 12.416667 (Deruta)
Altitudine218 m s.l.m.
Superficie44,51 km²
Abitanti9 697[2] (30-09-2017)
Densità217,86 ab./km²
FrazioniCasalina, Castelleone, Pontenuovo, Ripabianca, San Nicolò di Celle, Sant'Angelo di Celle[1]
Comuni confinantiBettona, Collazzone, Marsciano, Perugia, Torgiano
Altre informazioni
Cod. postale06053
Prefisso075
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT054017
Cod. catastaleD279
TargaPG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiderutesi
Patronosanta Caterina d'Alessandria, San Simplicio
Giorno festivo25 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Deruta
Deruta
Deruta – Mappa
Posizione del comune di Deruta all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Deruta (pronuncia Derùta) è un comune italiano di 9 697 abitanti della provincia di Perugia, noto per la produzione delle ceramiche artistiche[3]. Posta su una collina situata a 15 chilometri da Perugia e a 150 da Roma, è inserita fra i borghi più belli d'Italia.

Indice

Geografia fisicaModifica

Deruta fa parte della Comunità Montana Monti del Trasimeno.

Origini del nomeModifica

L'origine più probabile del toponimo è il latino díruta, participio passato di diruere, ovvero: abbattuta, rovinata e franosa, scoscesa. Da queste ultime accezioni sembra aver avuto origine il nome Déruta.

StoriaModifica

Le origini di Deruta rimangono in parte oscure. Lo storico e annalista Felice Ciatti (1592-1642) ipotizza che la città sia stata fondata dai perugini in fuga in seguito all'incendio di Perugia, atto finale del Bellum Perusinum (41-40 a. C.), per il Ciatti il toponimo deriverebbe quindi dal latino diruo ("distruggere"), da cui Diruta ("distrutta"). Della stessa opinione è lo storico Cesare Caporali (1531-1601), che troverebbe conferma di questa origine nel toponimo di Perugia Vecchia, località presso la frazione derutese di Castelleone. L'umanista Flavio Biondo, che tuttavia cita Deruta ("Dopo che il fiume Chiascio si getta nel Tevere, dapprima, non lontano dal Tevere, giace la cittadina di Deruta, vivacemente popolata"), contesta il Caporali affermando che tale nome non compare nel catasto della città prima del XVII secolo, dunque non collegandola al Bellum Perusinum.[4] Molti hanno tentato, nel corso dei secoli, ipotesi sulla derivazione del toponimo, tra cui Ruta, Rupta, Druida.

Sicuramente è sempre stata un valido baluardo di Perugia a sud, verso Todi. Di questo ruolo è tuttora testimonianza l'aspetto di castello fortificato, che il centro storico conserva.

Numerose sono le testimonianze di una presenza abitativa in epoca romana, tutte confermate da resti architettonici caratteristici, come capitelli, anfore ed epigrafi, ancora oggi visibili nell'atrio del Municipio. Dal ritrovamento di un frammento di lastra decorativa dell'VII secolo, si può risalire alla presenza di un borgo fiorente ed operativo già nell'Alto Medioevo.

Verso l'anno mille, l'Imperatore Ottone III cedette il paese ad alcuni nobili germanici, conferendo loro il titolo di Nobiles de Deruta. Nel XIII secolo Deruta ha un proprio Statuto (andato perduto), seguìto nel 1456 da un nuovo documento in volgare. Quest'ultimo prevede la presenza nel castello, oltre che di un podestà inviato da Perugia, di quattro boni omini, eletti tra gli abitanti. Le continue pestilenze della seconda metà del Quattrocento sterminarono la popolazione, tanto da comportare una riduzione della cinta muraria.

Durante la Guerra del sale (1540), Deruta, dopo essersi schierata contro il Papa, consegnò addirittura le chiavi del paese a Pier Luigi Farnese, capitano di ventura al soldo papale, ma nonostante ciò subì saccheggi e devastazioni. L'assoggettamento di Perugia alla Chiesa portò alla cittadina anche un lungo periodo di pace. È proprio in questi anni, che si ebbe il massimo sviluppo della lavorazione della maiolica artistica, attività che, nel corso dei secoli, ha fatto conoscere Deruta nel mondo.

La sottomissione al governo pontificio durò fino al 1860, a parte due brevi interruzioni legate al dominio francese: tra il 1798 e il 1800 Deruta fu inclusa nella Repubblica Romana come quarto cantone del Dipartimento del Trasimeno e, fra il 1809 e il 1814, fece parte dell'Impero napoleonico.

SimboliModifica

Lo stemma che rappresenta il Comune ha avuto una storia travagliata; dapprima era rappresentato da un grande vaso di terracotta, simile al vaso mitridatico, che racchiudeva antidoti contro i veleni. Successivamente fu sostituito da una torre merlata a due ordini, sovrastata da una pianta di ruta. A seguito dell'unione con la città di Perugia, apparve anche il grifo (simbolo comunale del capoluogo), vicino alla torre dello stemma.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Veduta del chiostro della Chiesa di San Francesco
 
Piazza dei Consoli
 
Porta di Sant'Angelo
 
La Porta Tuderte o del Borgo o del Cerro
 
La Porta Perugina o della Valle

Architetture religioseModifica

PorteModifica

  • Porta Sant'Angelo è la principale porta che permette l'accesso al centro storico
  • Porta Tuderte o del Borgo o del Cerro
  • Porta Perugina o della Valle

PiazzeModifica

FornaciModifica

  • Fornace di San Salvatore facente parte del complesso del Museo regionale della Ceramica accessibile al pubblico.
  • Ex Fornace Grazia
  • Fornace di Francesco Baiano
  • Fornace di Sergio Calzuola

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT[6] al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 1 072 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

CulturaModifica

MuseiModifica

EventiModifica

  • Il 25 novembre, festa di santa Caterina d'Alessandria, patrona dei ceramisti e san Simplicio patrono della città, si svolge la festa dei ceramisti, oltre alla premiazione in chiesa dei ceramisti più anziani del paese.
  • La prima domenica di settembre si svolge il Palio della Brocca, rievocazione storica con ambientazione ottocentesca, nel quale si sfidano i tre rioni Piazza, Valle e Borgo in competizioni ispirate dalla produzione tipica delle ceramiche artistiche. La manifestazione prende spunto dal documento dello storico Giuseppe Bianconi che ricorda la gestazione della costruzione della fontana e del nuovo acquedotto: "la magistratura e consiglio locale nel 1844 risolvette provvedere abbondanti acque potabili, anco perché non iscapitasse l'arte della maiolica, antico vanto del luogo ed attualmente risorsa della popolazione"[7].[chiarire con fonti terze e autorevoli la rilevanza degli eventi]

Geografia antropicaModifica

A ridosso dell'antica cinta muraria si trova il borgo più vecchio da dove, salendo per tre porte dell'antico sistema difensivo, si accede al centro storico. La principale porta d'accesso è chiamata porta Sant'Angelo, le altre minori sono dette Porta Perugina e Porta del Borgo o Tuderte. Dal centro storico svettano le due torri civiche ed il campanile della Chiesa di San Francesco.

EconomiaModifica

L'artigianato a Deruta si identifica con la produzione di maioliche artistiche. Il documento più antico su questa forma di arte risale al 12 agosto 1290. In questo periodo vengono prodotti oggetti d'uso comune, con scarse decorazioni; i colori dominanti sono il verde ramina ottenuto dall'ossidazione del rame e il bruno manganese.

 
Museo regionale della Ceramica.

Nei secoli successivi la maiolica derutese raggiunge il massimo splendore, diffondendosi nel Cinquecento nelle maggiori piazze italiane: artisti come Giacomo Mancini detto El Frate e Francesco Urbini firmano opere di grande rilievo. Piatti da pompa, coppe amatorie, impagliate e stemmi nobiliari presentano un repertorio di motivi con figure femminili, scene mitologiche, battaglie e immagini sacre. La tavolozza dei colori si arricchisce con l'arancio, il blu e il giallo. Appare anche la tecnica del lustro, con riflessi dorati nelle opere di maggior pregio. Il primo pezzo a lustro, attribuito a Deruta, è datato 1501, ed è una targa a rilievo che raffigura il martirio di san Sebastiano, conservata al Victoria and Albert Museum di Londra.

Pavimenti come quello della chiesa di San Francesco a Deruta, di Santa Maria Maggiore a Spello o della sacrestia di San Pietro a Perugia sono ulteriori testimonianze della migliore produzione delle maioliche derutesi. Nel corso dei tempi lo stile e i decori si trasformano nel "compendiario", dai tratti veloci, e nel "calligrafico", con intreccio di fiori, foglie, arabeschi, uccelli ed altri animali.

A Deruta si trovano botteghe, laboratori, fabbriche, sale di esposizione e due scuole d'arte ceramica: l'Istituto Statale d'Arte Alpinolo Magnini e la Scuola d'Arte Ceramica Romano Ranieri.

Infrastrutture e trasportiModifica

FerrovieModifica

Deruta dispone di due stazioni ferroviarie entrambe sulla Ferrovia Centrale Umbra:

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Fanciullata e Stazione di Deruta.

StradeModifica

Il comune è costeggiato dalla SS 3 bis.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
29 luglio 1985 30 luglio 1990 Orlando Monicchi Partito Socialista Italiano Sindaco [8]
2 agosto 1990 20 luglio 1993[9] Alvaro Verbena Partito Socialista Italiano Sindaco [8]
21 luglio 1993 22 novembre 1993 Antonio De Bonis Commissario prefettizio [8]
23 novembre 1993 16 novembre 1997 Remo Patacca Indipendente Sindaco [8]
17 novembre 1997 27 maggio 2002 Mauro Mastice Centro-sinistra Sindaco [8]
28 maggio 2002 28 maggio 2007 Mauro Mastice Centro-sinistra Sindaco [8]
29 maggio 2007 7 maggio 2012 Alvaro Verbena Lista civica Sindaco [8]
8 maggio 2012 13 giugno 2017 Alvaro Verbena Lavoro e progresso Sindaco [8]
14 giugno 2017 in carica Michele Toniaccini Cittadini per Deruta Sindaco [8]

SportModifica

Il basket è presente, rappresentato dell'Associazione Dilettantistica Deruta Basket, che milita nel massimo campionato regionale (C2). Un altro sport presente a Deruta è la pallavolo, con una società costituita da una sola squadra in prima divisione di ragazze dai 14 anni in su, non solo di Deruta, ma anche di Marsciano. Queste due città hanno insieme formato la società Pallavolo Media Umbria.

NoteModifica

  1. ^ Comune di Deruta - Statuto
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017.
  3. ^ La maiolica italiana del Rinascimento (...) trova la sua massima espressione fra il 1505 e il 1525 (...). Alcune delle più belle maioliche dipinte (...) provengono da Deruta - Domenico Serra, Le maioliche di Deruta, sta in Antichità viva, Rassegna bimestrale d'arte, Firenze, Marzo - Aprile 1967
  4. ^ Stefania Zucchini, Deruta e il suo Territorio vol. I, 2011, Deputazione di storia patria per l'Umbria
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  7. ^ http://www.paliodellabrocca.it/associazione.html
  8. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/
  9. ^ Sospensione del Consiglio comunale

BibliografiaModifica

  • Francesco Federico Mancini,1980, Deruta e il suo territorio
  • Ugolino Nicolini, Attilio Bartoli Langeli, 1997, Il paese dell'arte civile: scritti sulla storia di Deruta e della ceramica derutese.
  • Luca Nulli Sargenti, Giuseppe Fabretti, uomo e cronista del suo tempo: Le Memorie Ecclesiastiche di

Deruta, in Paola Monacchia (a cura di) Giuseppe Fabretti (1787-1869) La storia del Risorgimento in Umbria attraverso le memorie di un derutese, atti dell'incontro di studio, Casalina di Deruta, 28 settembre 2013, Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, vol. CXI, Tomo II, pp. 1059- 1111, Perugia, 2014. ISSN 0392-0372

  • Luca Nulli Sargenti, Don Gino Ciacci, Sant'Angelo di Celle: storia e vicende di una

parrocchia e del circostante, Perugia, Futura Edizioni, 2016, ISBN 88-99527-43-1

Voci correlateModifica

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