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Il ruolo di Desdemona nell'Otello di Shakespeare è quello di rappresentare una donna del diciassettesimo secolo che supera le norme di moralità sessuale fissate per una donna veneziana di quel tempo.

Quando Desdemona lascia la casa di suo padre (Brabanzio) per sposare Otello (il moro di Venezia), compie il primo passo per la ridefinizione del suo ruolo come donna nella società. Desdemona, invece di chiedere a suo padre il permesso per sposare Otello, decide per conto suo. Sembra come se Desdemona stesse rompendo con la rigidità impostale da Brabanzio.

Nega a suo padre ogni diritto nella scelta o concessione per quanto riguarda il matrimonio con il moro. Desdemona, infatti, sceglie l'uomo che vuole sposare, e non sente necessario l'intervento del padre nella loro relazione. Questo atto di indipendenza di Desdemona strappa via le barriere tra i sessi della società patriarcale veneziana, e costituisce una minaccia per l'autorità maschile.

L'altro aspetto dell'ammutinamento di Desdemona è nell'incrocio di razze che avviene nel suo matrimonio con Otello. La scelta del proprio compagno effettuata da Desdemona, quindi, è deviante rispetto al ruolo in cui la società veneziana vorrebbe collocare Desdemona. Tale ruolo emerge chiaramente quando Iago parla con Brabanzio ed instilla nella mente di quest'ultimo idee riguardo ad un comportamento impuro da parte di sua figlia e della perdita dell'autorità paterna.

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