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Detroit (film)

film del 2017 diretto da Kathryn Bigelow
Detroit
Detroit film.jpg
John Boyega in una scena del film
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2017
Durata143 min
Rapporto1,85:1
Generedrammatico, storico, thriller, poliziesco
RegiaKathryn Bigelow
SceneggiaturaMark Boal
ProduttoreKathryn Bigelow, Mark Boal, Matthew Budman, Megan Ellison, Colin Wilson
Produttore esecutivoGreg Shapiro
Casa di produzioneAnnapurna Pictures, First Light Production, Metro-Goldwyn-Mayer
Distribuzione in italianoEagle Pictures
FotografiaBarry Ackroyd
MontaggioWilliam Goldenberg, Harry Yoon
Effetti specialiJason Allard, Thomas Carroll, Scott Petrino, Theodore Suchecki
MusicheJames Newton Howard
ScenografiaJeremy Hindle
CostumiFrancine Jamison-Tanchuck
TruccoJeri La Shay, Carmen Lopez, Angela Marinis, Joe Rossi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Detroit è un film del 2017 diretto da Kathryn Bigelow e scritto da Mark Boal, alla loro terza collaborazione dopo The Hurt Locker e Zero Dark Thirty.

La pellicola narra circa gli scontri di Detroit del 1967 avvenuti dal 23 al 27 luglio, scatenati dall'intervento della polizia in un bar privo di licenza; alla fine il risultato fu di 43 morti, 1.189 feriti, oltre 7.200 arresti e più di 2.000 edifici distrutti.[1]

TramaModifica

Nel 1967 a Detroit, in piena epoca delle battaglie per i diritti civili degli afroamericani, in un ghetto della città una notte scoppia la rivolta a seguito di una retata della polizia in un club, dove si vendevano alcolici senza permesso. Il giorno dopo, con l'arrivo delle forze di polizia speciali del governatore, un ragazzo di colore viene ucciso con un colpo alle spalle dal poliziotto bianco Krauss, mentre fuggiva dopo un furto in un supermarket.

Larry è un ragazzo afroamericano che sogna di sfondare nel mondo della musica pop. Lui e il suo gruppo hanno in programma un'importante esibizione a teatro davanti a un vasto pubblico, ma l'evento va in fumo a causa degli scontri in strada e del conseguente sgombero del locale. Il gruppo di cantanti si allontanta, ma a causa degli scontri e del coprifuoco inmposto, si separa; Larry e suo fratello minore si rifugiano per la notte al Motel Algiers, dove fanno conoscenza di due ragazze bianche, che già alloggiavano nella struttura.

Nel frattempo, poco lontano, la polizia di ronda chiede informazioni sulla situazione locale a Melvin Dismukes, afroamericano assunto come guardia giurata presso un esercizio commerciale. Questi collabora con le forze di polizia nella repressione delle sommosse, ma allo stesso tempo cerca di limitare le tensioni evitando che un giovane venga perquisito ed arrestato. Dismukes cerca un approccio amichevole con le forze di polizia, offrendo caffé ai militari della guardia nazionale di ronda. Dei colpi di pistola fanno però allarmare i militari, che individuatane la provenienza, si dirigono verso il Motel Algiers. Infatti è da qui che uno dei vari ospiti, amico delle due ragazze, e alla presenza di loro, di Larry, del fratello e di altri ospiti, ha esploso dei colpi in direzione della pattuglia con una pistola scacciacani.

In seguito alla minaccia avvertita i militari, affiancati dalla Polizia di Stato e dalla pattuglia di polizia locale comandata da Krauss, irrompe nella struttura per scoprire chi abbia esploso i colpi. Durante l'irruzione viene ucciso subito, mentre cercava di fuggire, il responsabile dell'esplosione dei colpi. Gli altri ospiti dell'albergo, timorosi di essere malmenati o uccisi a loro volta, non indicano il responsabile. Benché Dismukes cerchi di allentare la tensione, Krauss e i colleghi mostrano ferocia, picchiando e insultando i sospettati e minacciando i presenti di morte, incluse le due ragazze, giudicandole ree del tradimento della razza di appartenenza. Alcuni dei sospetti vengono prelevati e portati in stanze chiuse, dove viene esploso un colpo, per fare credere agli altri fermati che la persona è stata eliminata, allo scopo di intimidirli e farli confessare.

Tuttavia la situazione non trova la soluzione auspicata da Krauss, che non individua né il responsabile né l'arma da cui sono stati esplosi i colpi. Anzi, viste le modalità di gestione dell'operazione, sia la polizia di Stato che i militari abbandonano il luogo, lasciando soli gli agenti della polizia municipale. Krauss comunque continua a procedere, affidando al suo collega più giovane il compito di "freddare" l'ultimo sospettato. Il poliziotto però non aveva capito la tattica di Krauss e uccide davvero il ragazzo; Krauss, preso dal panico, decide di chiudere l'azione e andarsene via, sincerandosi però che nessuno dei testimoni ancora presenti possa raccontare quanto avvenuto. Solo il fratello di Larry non comprende e si piega alle minacce, venendo ucciso a sangue freddo.

Tempo dopo Larry, dopo essere stato ricoverato in ospedale, parteciperà al processo che viene intentato contro Krauss, i due suoi colleghi e Dismukes, che però vede l'assoluzione degli imputati. Larry è profondamente cambiato e abbandona la band, anche se finalmente prossima al successo, e decide di dimenticare e di cambiare vita, cantando in una parrocchia del quartiere per continuare a sopravvivere.

ProduzioneModifica

Il 28 gennaio 2016 viene annunciato che Kathryn Bigelow dirigerà un film sulla rivolta di Detroit, basato su una sceneggiatura di Mark Boal.[2]

Le riprese del film, il cui budget è stato di 34 milioni di dollari,[3] sono iniziate nel luglio 2016 a Boston.[4]

PromozioneModifica

Il primo trailer viene diffuso il 12 aprile 2017.[5]

DistribuzioneModifica

Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi in distribuzione limitata, in venti cinema,[6] nel weekend precedente alla distribuzione nazionale, avvenuta a partire dal 4 agosto 2017, esattamente 50 anni dopo le vicende accadute.[1]

AccoglienzaModifica

CriticaModifica

Sul sito Rotten Tomatoes il film ottiene l'82% delle recensioni professionali positive con un voto medio di 7,5 su 10 basato su 216 critiche,[7] mentre su Metacritic ha un punteggio di 78 su 100, basato su 48 recensioni.[8]

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Matteo Tosini, Detroit: ecco il primo trailer del nuovo film di Kathryn Bigelow, badtaste.it, 12 aprile 2017. URL consultato il 12 aprile 2017.
  2. ^ (EN) Mike Fleming Jr, Kathryn Bigelow, Mark Boal Push Back Bowe Bergdahl For 1967 Detroit Race Riots Crime Drama Pic, deadline.com, 28 gennaio 2016. URL consultato il 12 aprile 2017.
  3. ^ (EN) Detroit, Box Office Mojo. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  4. ^ (EN) Christine, Kathryn Bigelow’s Untitled Detroit Project, starring John Boyega, begins filming in Massachusetts, onlocationvacations.com, 29 luglio 2016. URL consultato il 12 aprile 2017.
  5. ^   The Annapurna Channel, DETROIT, su YouTube, 12 aprile 2017. URL consultato il 12 aprile 2017.
  6. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office USA: Dunkirk vince il weekend, Emoji – Accendi le Emozioni apre al secondo posto, badtaste.it, 31 luglio 2017. URL consultato il 31 luglio 2017.
  7. ^ (EN) Detroit (2017), Rotten Tomatoes. URL consultato il 26 agosto 2017.
  8. ^ (EN) Detroit 2017, Metacritic. URL consultato il 28 luglio 2017.
  9. ^ (EN) NAACP Image Awards: 'Marshall,' 'Get Out,' 'Girls Trip' Dominate Film Nominations, The Hollywood Reporter, 20 novembre 2017. URL consultato il 21 novembre 2017.
  10. ^ (EN) Steve Pond, 'Dunkirk,' 'The Shape of Water' Lead Satellite Award Nominations, thewrap.com, 29 novembre 2017. URL consultato il 30 novembre 2017.

Collegamenti esterniModifica