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Dialetti molisani
Parlato inItalia
RegioniMolise
Locutori
Totale~300.000
ClassificaNon tra i primi 100
Tassonomia
FilogenesiIndoeuropee
 Italiche
  Romanze
   Napoletano (diasistema italiano meridionale)
    Dialetti molisani
Statuto ufficiale
Regolato danessuna regolazione ufficiale
Il dialetto molisano (II) nel sistema dei meridionali intermedi

Per dialetti molisani[1] si intendono l'insieme delle varietà linguistiche romanze in uso nella regione italiana del Molise. Appartengono al diasistema della lingua napoletana, conosciuto anche come raggruppamento dei dialetti italiani meridionali.

I dialetti molisani sono parlati in un'area non molto estesa e che non presenta una vera e propria omogeneità linguistica, ma che risulta frammentata in una serie di varietà locali per ragioni legate principalmente alla morfologia del territorio e all'assenza di facili vie di comunicazione fra i vari centri. In particolare, questa differenza risulta evidente se si prendono in considerazione quei molti centri abitati che, ancor prima dell'unità d'Italia, non appartenevano alla provincia del Contado di Molise ma alla provincia di Capitanata, a quella della Terra di Lavoro o a quella dell'Abruzzo Ulteriore. In questi settori, infatti, le varietà dialettali locali presentano numerose affinità con quelle delle regioni circostanti: ciò rende evidente come i confini amministrativi del 1963 non rispecchino i confini linguistici e culturali. In alcuni centri, inoltre, si è avuto l'influsso di minoranze linguistiche croate e arbëreshë.

Non sono dimostrabili gli influssi linguistici di un presunto substrato sannitico o pre-romano.

Indice

Alcune caratteristiche localiModifica

Le varietà molisane, presentano, in generale, i tratti tipici delle parlate meridionali. A livello locale, invece, si verificano numerosi fenomeni, spesso concorrenti fra di loro:

  • palatalizzazione della centrale "a" pretonica (Medonne per "Madonna" o pellone per "pallone", area di Ripalimosani);
  • rotacizzazione della consonante laterale in posizione intervocalica (diàvure per "diavolo", re cuàne per "il cane", o ru cellùcce per "l'uccellino");
  • rotacizzazione della consonante dentale sonora (songhe re Sernia per "sono d'Isernia")
  • geminazione della consonante laterale in posizione intervocalica e successiva palatalizzazione (gliə canə per "il cane" nella zona di Isernia, i cuanə a Venafro; cappiéʎʎe per "cappello");
  • semplificazione dell'articolo ru in u.

Dal punto di vista lessicale, invece, è possibile individuare l'influenza di altre lingue romanze in termini caratteristici di alcune varietà locali. Ad esempio: sartania ('padella', cfr. spagnolo sartén), sctreppiàte ('rotto', cfr. sp.estropeado), petacce ('pezzo', cfr. sp.pedazo), ruella ('stradina', cfr. francese rue).

BibliografiaModifica

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Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica