Dino Curcio

attore italiano

Dino Curcio, all'anagrafe Alfredo Curcio (Napoli, 22 dicembre 1922Roma, 30 ottobre 1986), è stato un attore italiano.

Dino Curcio (a destra) e Antonio Battistella in Roma (1974), regia di Enrico Colosimo

BiografiaModifica

Figlio dell'editore Armando Curcio, esordì al cinema nel 1953 in Un turco napoletano di Mario Mattoli, con protagonista Totò, nel ruolo di Michele, un lavorante di Don Pasquale (interpretato da Carlo Campanini). Nello stesso anno recitò nell'episodio Il paraninfo del film Villa Borghese di Gianni Franciolini, nel ruolo di Beniamino, un giovane che intende prendere moglie. Fu inoltre tra gli attori principali di Tarantella napoletana, riduzione di una rivista musicale, per la regia di Camillo Mastrocinque.[1]

Recitò in Racconti romani di Franciolini del 1955, nel ruolo del barbiere Pasquale, e a teatro nella rivista A prescindere del 1956.

Interprete esclusivamente del genere brillante, nel 1965 partecipò al film d'esordio di Ettore Scola, La congiuntura, con Vittorio Gassman. Nel 1973 interpretò il capostazione di Pizzico in Polvere di stelle di Alberto Sordi.

Negli anni sessanta e settanta recitò in alcune opere di prosa televisiva; figurò tra gli interpreti principali della trasposizione di Roma di Aldo Palazzeschi[2] e della riduzione televisiva della commedia Mustafà, tra i cavalli di battaglia di Ettore Petrolini.[3]

Prese parte anche ad alcuni sceneggiati televisivi: nel 1965 Questa sera parla Mark Twain e nel 1978 Il Balordo, insieme a Tino Buazzelli.[4]

Quanto all'attività editoriale, nel 1957 sostituì il padre nella direzione della casa editrice di famiglia[5]. Sotto la sua direzione, accanto al settore delle pubblicazioni a dispense, nacquero pubblicazioni come la Grande Enciclopedia Curcio (che raggiunse centinaia di migliaia di copie), l'Enciclopedia Curcio per tutti (curata da Curcio con Giancarlo Vigorelli), opere di archeologia, storia, arte, informatica, psicologia, dizionari, enciclopedie di musica classica, una storia del cinema e una storia della filosofia.[6] Nel 1979 acquistò in società con Luciano Mauri, patron delle Messaggerie, la casa editrice Longanesi.[7]

FilmografiaModifica

Prosa televisivaModifica

  • Una creatura senza difesa di Anton Čechov, regia di Titina De Filippo, Secondo Programma, 29 ottobre 1956.
  • Quei figuri di tanti anni fa regia di Peppino De Filippo e Romolo Siena, Programma Nazionale, 6 maggio 1962.
  • Un pomeriggio intellettuale regia di Peppino De Filippo e Romolo Siena, Programma Nazionale, 6 maggio 1962.
  • Champignol senza volerlo di Georges Feydeau e Maurice Desvallières, regia di Silverio Blasi, Secondo Programma, 10 maggio 1964.
  • Antonio e Cleopatra regia di Vittorio Cottafavi, Programma Nazionale, 12 marzo 1965.
  • Bertoldo e il suo re, di Giulio Cesare Croce, regia di Silverio Blasi, Secondo Programma, 15 gennaio 1974.
  • Roma regia di Enrico Colosimo, Secondo Programma, 12 luglio 1974.
  • Mustafà, regia di Maurizio Scaparro, Secondo Programma, 16 settembre 1977.

TeatroModifica

Televisione dei ragazziModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ Tarantella napoletana (1953), su archiviodelcinemaitaliano.it.
  2. ^ Maria Letizia Compatangelo, La maschera e il video: tutto il teatro di prosa in televisione dal 1954 al 1998, Roma, RAI ERI, 1999, p. 467.
  3. ^ Rai Teche, su teche.rai.it.
  4. ^ Archivio Radiocorriere TV Rai, su radiocorriere.teche.rai.it.
  5. ^ Curcio, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  6. ^ È morto l'editore Alfredo Curcio, in La Stampa, 1º novembre 1986, p. 6.
  7. ^ Silvia Giacomini, Mario Spagnol il piacere dell'editoria, in la Repubblica, 30 settembre 1999.
  8. ^ Aldo Grasso, Enciclopedia della televisione, 3ª ed., Garzanti, 2008.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica