Dinos

forma ceramica greca

Il dinos (al plurale dinoi) era un vaso utilizzato in Grecia prevalentemente per mescolare l'acqua al vino. Il termine è utilizzato in questa accezione solo a partire dall'epoca moderna, fonti letterarie sembrano suggerire che anticamente venisse usato per indicare una coppa da bevuta, mentre il grande vaso a forma globulare era chiamato lebes. Nell'accezione moderna la differenza tra il dinos e il lebete sembra basarsi sulle maggiori dimensioni del primo.

Dinos, British Museum, GR 1848.6-19.1a

La forma, che derivava dai calderoni in metallo, apparve in ceramica a partire dalla metà del VII secolo a.C. Fu mantenuta fino al tardo V secolo a.C. e fu particolarmente importante nella prima metà del VI; il Dinos del Pittore della Gorgone, del 580 a.C., ne è il primo esempio noto ad Atene.

Il collo non è presente e l'imboccatura è ampia. Il fondo è arrotondato, privo di piede, e necessita di un supporto separato frequentemente dotato di elaborate modanature. Il corpo globulare del dinos essendo privo di anse consentiva una decorazione che si svolgeva intorno al vaso senza interruzioni. Esistono diverse rappresentazioni vascolari riguardanti l'utilizzo di questo recipiente nei simposi, si veda ad esempio l'anfora con il banchetto di Eracle e Atena del Pittore di Andocide.

BibliografiaModifica

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Collegamenti esterniModifica

  • (EN) Perseus Project, Dinos, in Perseus Encyclopedia. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  • (EN) The Getty, dinoi, in Art & Architecture Thesaurus. URL consultato il 13 ottobre 2012.
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