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Aveia
Sede vescovile titolare
Dioecesis Avicensis
Chiesa latina
Vescovo titolare Raúl Antonio Chau Quispe
Istituita 2009
Stato Italia
Regione Abruzzo
Diocesi soppressa di Aveia
Eretta circa V secolo
Soppressa circa VI secolo
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

La diocesi di Aveia (in latino: Dioecesis Avicensis) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

StoriaModifica

Aveia è un'antica sede episcopale dell'Abruzzo, appartenente in origine al popolo dei Vestini (da cui anche il nome di Aveia Vestina). Ridotta oggi in ruderi archeologici, si trova nel territorio del comune di Fossa.

Sorta nel V secolo circa[1], la diocesi scomparve con la distruzione della città ad opera dei Longobardi nel VI secolo. Originario di Aveia era san Massimo (III secolo), patrono dell'Aquila, le cui reliquie, con la distruzione della città, furono traslate a Forconio (o Forcona), dove sorse la nuova diocesi; Lanzoni avanza dubbi sulla storicità di questo santo, data l'inattendibilità della Passio e della Inventio delle sue reliquie, ed avanza l'ipotesi che possa trattarsi dell'omonimo santo venerato a Cuma.[2]

Si conosce il nome di un solo vescovo, Gaudentius Aviciensis, presente al concilio romano del 465, dove furono stabilite norme sulle ordinazioni episcopali e sulle nomine dei vescovi. Nella lista delle presenze conciliari Gaudenzio figura al 5º posto, tra Palladio di Salpi e Sotero di Napoli.[3]

Secondo Lanzoni, alla sede di Aveia, distrutta e abbandonata, sarebbe succeduta la diocesi di Forconio (o Forcona), sede che fu traslata all'Aquila nel 1256.[4]

Dal 2009 Aveia è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; l'attuale vescovo titolare è Raúl Antonio Chau Quispe, vescovo ausiliare di Arequipa.

Cronotassi dei vescoviModifica

  • Gaudenzio † (menzionato nel 465)[5]

Cronotassi dei vescovi titolariModifica

  • Raúl Antonio Chau Quispe, dal 30 gennaio 2009

NoteModifica

  1. ^ katolsk.no.
  2. ^ Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, p. 369.
  3. ^ Epistolae Romanorum Pontificum genuinae et quae ad eos scriptae sunt, a cura di Andreas Thiel, vol. I, Brunsbergae 1868, Epistola 15, p. 160.
  4. ^ Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, p. 370.
  5. ^ Cronotassi tradizionali, in forza di alcune lezioni dei manoscritti, attribuiscono erroneamente questo vescovo alla sede di Albenga in Liguria.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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