Diocesi di Minorca

diocesi cattolica in Spagna
Diocesi di Minorca
Dioecesis Minoricensis
Chiesa latina
Minorca 0054.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Valencia
Mappa della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Francisco Simón Conesa Ferrer
Sacerdoti 34 di cui 30 secolari e 4 regolari
2.288 battezzati per sacerdote
Religiosi 9 uomini, 39 donne
Diaconi 3 permanenti
Abitanti 92.348
Battezzati 77.800 (84,2% del totale)
Superficie 701 km² in Spagna
Parrocchie 19
Erezione V secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Maria
Santi patroni Nostra Signora di Monte Toro
Indirizzo Cál Bisbe 8, 07760 Ciutadella de Menorca [Baleares], España
Sito web www.bisbatdemenorca.com
Dati dall'Annuario pontificio 2017 (ch · gc?)
Chiesa cattolica in Spagna

La diocesi di Minorca (in latino: Dioecesis Minoricensis) è una sede della Chiesa cattolica in Spagna suffraganea dell'arcidiocesi di Valencia. Nel 2016 contava 77.800 battezzati su 92.348 abitanti. È retta dal vescovo Francisco Simón Conesa Ferrer.

Il santuario della Virgen del Toro, patrona dell'isola e della diocesi di Minorca.
Resti della basilica paleocristiana di Son Bou.

TerritorioModifica

La diocesi comprende l'isola di Minorca, situata nel mare Mediterraneo ed appartenente alla comunità autonoma spagnola delle Baleari.

Sede vescovile è Ciutadella de Menorca, dove si trova la cattedrale di santa Maria.

Il territorio si estende su 701 km² ed è suddiviso in 19 parrocchie, raggruppate in tre arcipresbiterati: Ciutadella, Centro e Maó.

StoriaModifica

Sono ignote le origini del cristianesimo a Minorca, ed in genere in tutto l'arcipelago delle Baleari. Scavi archeologici hanno riportato alla luce a Minorca importanti siti con evidenze archeologiche risalenti al V secolo. Di certo le isole avevano già una loro organizzazione ecclesiastica nella seconda metà del V secolo, come documenta la Notitia provinciarum et civitatum Africae, che contiene la lista dei vescovi convocati a Cartagine dal re vandalo Unerico nel 484. Tra i vescovi della provincia civile insule Sardiniae figura il vescovo Macarius de Minorica; tuttavia non ci sono prove, come sostengono alcuni storici, che la diocesi dipendesse dalla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Cagliari.

Minorca rivendica un altro vescovo, Severo, autore di una discussa lettera de virtutibus ad Judaeorum conversionem in Minoricensi insula e datata 418, dunque in epoca romana.

Con l'inizio dell'VIII secolo inizia un periodo di decadenza per le Baleari, che a causa della loro posizione strategica, furono disputate dagli Arabi, dai Carolingi e dai Normanni. Le continue incursioni posero fine alle strutture ecclesiastiche, anche se una comunità cristiana probabilmente sopravvisse, come sembra documentato da due privilegi di papa Formoso (circa 892) e di papa Romano (897), in cui le isole dell'arcipelago furono affidate alla giurisdizione dei vescovi di Girona. Con il X secolo però si impose definitivamente la dominazione mussulmana e da questo momento poco o nulla si conosce della comunità cristiana di Minorca.

Un documento arabo del 1058, sulla cui autenticità non c'è unanime certezza, attesta la concessione al vescovo di Barcellona Guislabert della giurisdizione spirituale sui cristiani delle isole Baleari. Questo e altri documenti servirono ai vescovi di Barcellona nel tentativo di farsi riconoscere la giurisdizione sulle isole, giurisdizione che non fu concessa, quando queste furono liberate dagli Arabi nel XIII secolo.

Minorca infatti fu liberata definitivamente dai musulmani solo nel 1287, e malgrado le vane pretese dei vescovi di Barcellona, fu sottomessa da papa Bonifacio VIII, con una lettera del 18 luglio 1295, all'autorità dei vescovi della restaurata diocesi di Maiorca, cui resterà unita per oltre cinque secoli. Contestualmente alla riconquista, l'isola fu ripopolata da abitanti cristiani di Maiorca e della Catalogna orientale e conseguentemente furono costruite le prime chiese e monasteri francescani.

La diocesi fu ristabilita il 23 luglio 1795 con la bolla Ineffabilis Dei di papa Pio VI e resa suffraganea dell'arcidiocesi di Valencia.

Nel 1858 il vescovo Mateo Jaume Garau istituì il seminario diocesano.

Il XIX secolo fu caratterizzato da continui scontri politici, causati dalla politica anticlericale, che comportò l'espulsione dei religiosi. Il vescovo Díez Merino morì esule a Marsiglia, mentre a Minorca fu confinato per nove anni l'arcivescovo di Santiago di Compostela.

Nel 1936, durante la guerra civile quaranta sacerdoti furono uccisi. Nel 1939 il vescovo Juan Torres Ribas, spogliato di tutti gli averi, morì nell'ospedale municipale.

Il 6 novembre 1961, con la lettera apostolica Quo graviora, papa Giovanni XXIII ha proclamato la Beata Maria Vergine del Monte Toro e Sant'Antonio abate patroni principali della diocesi.[1]

Cronotassi dei vescoviModifica

StatisticheModifica

La diocesi nel 2016 su una popolazione di 92.348 persone contava 77.800 battezzati, corrispondenti all'84,2% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 45.600 46.130 98,9 54 49 5 844 20 205 14
1970 47.422 47.782 99,2 64 57 7 740 19 155 18
1980 55.690 56.125 99,2 60 55 5 928 14 122 20
1990 67.100 69.119 97,1 53 48 5 1.266 16 99 19
1999 69.800 71.131 98,1 53 47 6 1.316 13 93 19
2000 69.400 70.713 98,1 52 47 5 1.334 13 85 19
2001 70.096 70.778 99,0 50 45 5 1.401 13 77 19
2002 69.721 71.231 97,9 49 42 7 1.422 15 81 19
2003 76.590 78.796 97,2 47 42 5 1.629 10 80 19
2004 76.000 81.288 93,5 47 42 5 1.617 10 78 19
2013 80.500 88.400 91,1 37 32 5 2.175 10 46 19
2016 77.800 92.348 84,2 34 30 4 2.288 3 9 49 19

NoteModifica

  1. ^ (LA) Lettera apostolica Quo graviora, AAS 54 (1962), pp. 501-503.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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