Apri il menu principale

Diocesi di Nicosia

diocesi della Chiesa cattolica in Italia
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonima arcidiocesi cipriota, vedi Arcidiocesi di Nicosia.
Diocesi di Nicosia
Dioecesis Nicosiensis o Herbitensis
Chiesa latina
Nicosia Kathedrale St Nicolo.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela
Regione ecclesiastica Sicilia
Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Salvatore Muratore
Vicario generale Pietro Damiano Scardilli
Sacerdoti 56 di cui 52 secolari e 4 regolari
1.370 battezzati per sacerdote
Religiosi 8 uomini, 40 donne
Diaconi 8 permanenti
Abitanti 77.296
Battezzati 76.750 (99,3% del totale)
Superficie 1.457 km² in Italia
Parrocchie 40 (4 vicariati)
Erezione 17 marzo 1817
Rito romano
Cattedrale San Nicola di Bari
Santi patroni San Nicola di Bari
Indirizzo Largo Duomo, 10 - 94014 Nicosia (Enna) Italia
Sito web www.diocesinicosia.it
Dati dall'Annuario pontificio 2017 (ch · gc?)
Chiesa cattolica in Italia
La basilica minore di San Leone di Assoro.
L'ex-cattedrale di Maria Santissima Assunta a Troina.

La diocesi di Nicosia (in latino: Dioecesis Nicosiensis o Herbitensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, appartenente alla regione ecclesiastica Sicilia. Nel 2016 contava 76.750 battezzati su 77.296 abitanti. È retta dal vescovo Salvatore Muratore.

TerritorioModifica

La diocesi, situata nella Sicilia centrale, comprende 12 dei 20 comuni del libero consorzio comunale di Enna: Agira, Assoro (con la frazione di San Giorgio), Catenanuova, Centuripe, Cerami, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nicosia (con la frazione di Villadoro), Nissoria, Regalbuto, Sperlinga, Troina.

Sede vescovile è la città di Nicosia, dove si trova la cattedrale di San Nicola di Bari. Nel territorio sorgono anche due basiliche minori: la basilica di San Leone ad Assoro, e la basilica di Santa Maria Maggiore a Nicosia. Inoltre a Troina si trova l'ex cattedrale di Maria Santissima Assunta, sede dell'antica diocesi siciliana di epoca normanna.

Il territorio si estende su 1.457 km² ed è suddiviso in 40 parrocchie, raggruppate in 4 vicariati:[1]

  • vicariato 1: comprende 9 parrocchie degli abitati di Nicosia, Sperlinga e Villadoro;
  • vicariato 2: comprende 7 parrocchie degli abitati di Catenanuova, Centuripe e Regalbuto;
  • vicariato 3: comprende 8 parrocchie degli abitati di Cerami, Gagliano Castelferrato e Troina;
  • vicariato 4: comprende 16 parrocchie degli abitati di Agira, Assoro, Leonforte e Nissoria.

StoriaModifica

La nascita della diocesi di Nicosia faceva parte del piano di ampliamento delle diocesi siciliane per favorire la cura pastorale delle popolazioni, deciso dal parlamento di Sicilia e presentato al re Ferdinando III il 5 aprile 1778.[2] Il re, favorevole al progetto, dette incarico alla Deputazione del Regno di studiare la fattibilità dell'operazione, previa una indagine conoscitiva in vista di un riesame complessivo delle diocesi dell'isola. La notizia dell'erezione di nuove diocesi iniziò ben presto a suscitare il malcontento delle diocesi interessate; e così a Messina si fece di tutto per ostacolare la cessione di parte del proprio territorio per l'erezione della diocesi di Nicosia, una delle nuove diocesi previste nel progetto riformatore.

La Deputazione del Regno dovette affrontare anche un'altra questione, ossia a quale delle città assegnare la sede vescovile. Infatti Troina iniziò a far valere la sua antichità e il fatto di essere stata la prima diocesi siciliana eretta dal normanno Ruggero, ed ora chiedeva la restituzione della sede che all'epoca era stata traslata a Messina. Alla fine tuttavia fu scelta la città di Nicosia, dove la Deputazione dovette risolvere un altro problema di non poco conto, ossia la rivalità fra i canonici delle due collegiate, San Nicola e Santa Maria Maggiore, che reclamavano la cattedralità della propria chiesa.

L'iter di fondazione delle nuove diocesi fu interrotto durante il periodo della rivoluzione francese e ripreso dal parlamento siciliano il 24 marzo 1802, quando fu presentata una nuova istanza per il riordino delle diocesi siciliane, accolta anche questa volta favorevolmente dal re.[3] L'iter fu nuovamente rallentato dagli eventi politici internazionali e da "pressioni campanilistiche"[4] di città che volevano la sede episcopale. Finalmente, dopo il congresso di Vienna si diede attuazione alle prime decisioni.

La diocesi di Nicosia fu eretta da papa Pio VII il 17 marzo 1817 con la bolla Superaddita diei, ricavandone il territorio dall'arcidiocesi di Messina, di cui divenne suffraganea. Fu scelta come cattedrale la chiesa di San Nicola di Bari; la collegiata di Santa Maria Maggiore fu ricompensata con l'assegnazione del titolo di basilica minore il 1º marzo 1818.[5]

Inizialmente comprendeva 19 comuni ed assunse l'attuale assetto territoriale con le modifiche eseguite il 20 maggio 1844, e con la cessione di Marianopoli e di Resuttano a vantaggio dell'erezione della diocesi di Caltanissetta il 25 maggio successivo.

I primi vescovi di Nicosia dovettero lottare, per oltre un secolo, con le autorità comunali per ottenere il possesso degli immobili destinati a fungere da palazzo episcopale e da seminario. Finalmente nel 1889 la diocesi ottenne l'antico monastero di San Biagio come sede del seminario, mentre è solo del 1937 la cessione del palazzo dei baroni La Motta, che divenne la residenza episcopale. Dal punto di vista pastorale, la diocesi si dette le regole di governo e di gestione delle attività nei due sinodi indetti dal vescovo Bernardo Cozzucli nel 1883 e nel 1893. Un terzo sinodo fu celebrato negli anni di episcopato di Salvatore Pappalardo (1998-2008).

Agostino Felice Addeo, vescovo di Nicosia, presentando ai presbiteri diocesani il nuovo Codice di diritto canonico, nel centenario dell'istituzione della diocesi, scrisse: «Il Re Ferdinando I volle che, questo popolo a lui soggetto e devoto, fosse ben istruito e fortificato nella credenza di Dio, a Lui inclinato ad amarlo e servirlo nell'osservanza della sua legge e nella pratica dei suoi sacramenti. E perciò rivolse al Pontefice Papa Pio VII supplichevoli preci per aumentare il numero dei Vescovadi nella Sicilia. E così per desiderio del Re e volere del Pontefice, sorse la novella Diocesi, si eresse in Episcopato la città, e cento anni di benedizione passarono su questo popolo, che ha saputo scegliere Dio per suo Signore».

Cronotassi dei vescoviModifica

SantiModifica

Santo Patrono
Santi originari della diocesi

StatisticheModifica

La diocesi nel 2016 su una popolazione di 79.068 persone contava 76.750 battezzati, corrispondenti al 99,3% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 117.600 120.000 98,0 117 104 13 1.005 20 110 30
1969 97.056 97.295 99,8 94 86 8 1.032 11 134 35
1980 107.300 107.900 99,4 89 81 8 1.205 10 106 40
1990 85.000 88.000 96,6 76 70 6 1.118 12 109 41
1999 83.500 84.135 99,2 65 60 5 1.284 18 85 41
2000 83.200 83.635 99,5 67 64 3 1.241 15 81 41
2001 83.675 84.128 99,5 69 65 4 1.212 10 71 40
2002 81.650 82.270 99,2 70 66 4 1.166 9 67 40
2003 81.300 81.612 99,6 65 61 4 1.250 9 52 40
2004 81.250 81.500 99,7 66 62 4 1.231 12 61 40
2013 78.727 79.068 99,6 61 55 6 1.290 7 11 40 40
2016 76.750 77.296 99,3 56 52 4 1.370 8 8 40 40

NoteModifica

  1. ^ Dal sito web della diocesi.
  2. ^ Gaetano Zito, Nascita di una diocesi: Noto (1778-1844), in Synaxis XVI/2 (1998), p. 574.
  3. ^ Zito, Nascita di una diocesi..., pp. 576-577.
  4. ^ Zito, Nascita di una diocesi..., p. 578.
  5. ^ D'Avino, Cenni storici..., p. 472.
  6. ^ [Salvadore Alessi], Fiori della vita del servo di Dio D. Rosario Benza secondo vescovo di Nicosia, Palermo 1857, p. 44.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica