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Diocesi di Pinerolo

diocesi della Chiesa cattolica in Italia
Diocesi di Pinerolo
Dioecesis Pineroliensis
Chiesa latina
Pinerolo, Duomo di Pinerolo 01.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Torino
Regione ecclesiastica Piemonte
Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Derio Olivero
Vicario generale Gustavo Bertea
Vescovi emeriti Pier Giorgio Debernardi
Sacerdoti 89 di cui 64 secolari e 25 regolari
887 battezzati per sacerdote
Religiosi 30 uomini, 192 donne
Diaconi 16 permanenti
Abitanti 96.000
Battezzati 79.000 (82,3% del totale)
Superficie 1.440 km² in Italia
Parrocchie 62 (4 vicariati)
Erezione 23 dicembre 1748
Rito romano
Cattedrale San Donato
Indirizzo Via Vescovado 1, 10064 Pinerolo [Torino], Italia
Sito web www.diocesipinerolo.it
Dati dall'Annuario pontificio 2017 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
Il seminario vescovile di Pinerolo.

La diocesi di Pinerolo (in latino: Dioecesis Pineroliensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Torino appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2016 contava 79.000 battezzati su 96.000 abitanti. È retta dal vescovo Derio Olivero.

TerritorioModifica

La diocesi comprende la porzione sud-occidentale della città metropolitana di Torino, e si estende sui seguenti comuni: Angrogna, Bibiana (eccetto la frazione di Famolasco, che appartiene alla diocesi di Saluzzo), Bobbio Pellice, Bricherasio, Buriasco, Campiglione-Fenile, Cantalupa, Fenestrelle, Frossasco, Inverso Pinasca, Luserna San Giovanni, Lusernetta, Macello, Massello, Osasco, Perosa Argentina, Perrero, Pinasca, Pinerolo, Pomaretto, Porte, Pragelato, Prali, Pramollo, Prarostino, Roletto, Rorà, Roure, Salza di Pinerolo, San Germano Chisone, San Pietro Val Lemina, San Secondo di Pinerolo, Torre Pellice, Usseaux, Villar Pellice e Villar Perosa. Confina a nord con la diocesi di Susa, a est con l'arcidiocesi di Torino, a sud con la diocesi di Saluzzo e a ovest con la diocesi di Gap, in Francia.

Sede vescovile è la città di Pinerolo, dove si trova la cattedrale di San Donato. A Pinerolo sorge anche la basilica minore di San Maurizio.

Il territorio si estende su 1.440 km² ed è suddiviso in 62 parrocchie, raggruppate in 4 zone pastorali: zona pianura, zona urbana, zona Val Pellice e zona valli Chisone e Germanasca.

Istituti religiosiModifica

Nel 2018 la diocesi ospita le seguenti comunità religiose:[1]

Istituti religiosi maschili
Istituti religiosi femminili

StoriaModifica

La diocesi fu eretta da papa Benedetto XIV il 23 dicembre 1748 con la bolla In sacrosancta e resa suffraganea dell'arcidiocesi di Torino. Il suo territorio era costituito da 69 parrocchie, di cui 27 erano appartenute alla prevostura di Oulx, 24 all'abbazia territoriale cistercense di Santa Maria di Abbadia Alpina, fondata dalla contessa Adelaide nel 1064 e nullius dioecesis dal 1078, 16 all'arcidiocesi di Torino e 2 all'abbazia di Santa Maria Maggiore di Susa.[2] La collegiata di San Donato, nota fin dall'XI secolo, divenne la cattedrale della nuova diocesi. mentre il palazzo del governatore sabaudo fu ceduto dal governo per essere trasformato nella sede vescovile.[3]

Primo vescovo venne nominato Giovanni Battista D'Orliè de Saint Innocent, dei canonici regolari di Sant'Agostino, che fu l'ultimo priore di San Lorenzo di Oulx.[4] A lui si deve la celebrazione del primo sinodo diocesano, tra il 14 e il 16 settembre 1762, con cui diede forma e organizzazione alla nuova diocesi;[5] e l'acquisizione di un palazzo adiacente a quello vescovile come sede del seminario vescovile, che sarà poi trasferito nell'ex convento degli Agostiniani nel 1817.[6]

Il 3 agosto 1772 Pinerolo cedette una porzione del suo territorio, corrispondente alle valli di Oulx, di Cesana e di Bardonecchia, a vantaggio dell'erezione della diocesi di Susa, ma la cessione divenne effettiva solo alla morte del vescovo di Pinerolo, nel 1797.

Molto dovette patire Pinerolo sotto la dominazione francese. Gli antifrancesi e antirepubblicani furono sopraffatti dalle milizie valdesi. Nel 1802 furono sciolte le corporazioni religiose e incamerati i loro beni: agostiniani, francescani, cappuccini, domenicani, carmelitani, fogliesi e clarisse. Il vescovo scelse una linea molto prudente, fino a far cantare il Te Deum per Napoleone e a lodarne la religiosità, proprio mentre si adottavano misure restrittive come l'imposizione di tasse che non risparmiarono il pastorale del vescovo e la riduzione del numero dei giorni festivi.

In occasione del riordino delle diocesi piemontesi voluto da Bonaparte, la sede pinerolese fu soppressa da papa Pio VII il 1º giugno 1803 e il suo territorio incorporato in quello della diocesi di Saluzzo.[7] La diocesi fu ristabilita il 17 luglio 1817 con la bolla Beati Petri dello stesso pontefice; all'antico territorio furono aggiunte altre 5 parrocchie, scorporate dall'arcidiocesi torinese.[2]

Durante il periodo risorgimentale il vescovo Renaldi (1848-1873) mantenne un atteggiamento liberale, spesso in contrasto alla linea dei metropoliti torinesi. Si schierò decisamente a favore dell'emancipazione dei valdesi voluta da re Carlo Alberto, che appoggiò nelle sue prediche contro l'intolleranza. Accolse nella sua diocesi i chierici di simpatie liberali rifiutati dall'arcivescovo di Torino e al concilio Vaticano I fu uno strenuo oppositore del dogma dell'infallibilità papale.

L'anticlericalismo massonico e liberale osteggerà il vescovo Vassarotti (1873-1881), succeduto a Renaldi. Per alcuni mesi non poté risiedere in vescovado per la mancanza dell'exequatur governativo alla sua elezione. Le autorità non presenziarono al suo ingresso in diocesi e più tardi dovette rinunciare al progetto di restauro della cattedrale, per l'ostilità dell'amministrazione comunale. Il suo episcopato fu tutto all'insegna della devozione: triplicò gli alunni iscritti al seminario e nella visita pastorale combatté gli abusi morali quali l'inosservanza delle feste religiose, le bestemmie, le intemperanze.

Infine il progetto del restauro della cattedrale fu uno dei successi del vescovo Sardi (1886-1894); la cattedrale fu ultimata all'inizio del Novecento con l'edificazione delle cappelle della navata destra e delle sacrestie.

Il vescovo Giovanni Battista Rossi (1894-1922) difese i fedeli da quelli che considerava i pericoli della predicazione valdese, a suo giudizio opera del demonio (in particolare insistette sul culto dei santi e della Vergine), e dalla diffusione dell'ideologia socialista. Al Rossi si deve anche la costruzione del nuovo seminario, inaugurato nel settembre del 1899, la diffusione dell'opera catechistica nelle parrocchie della diocesi e la fondazione nel 1906 de L'Eco del Chisone, settimanale cattolico della diocesi.

Dal 1968 al 1974 la diocesi rimase senza vescovo. Per i primi quattro anni fu governata, in qualità di amministratore apostolico, dal vescovo Bartolomeo Santo Quadri, che fu tra i principali promotori e diffusori in diocesi dello spirito e delle decisioni del concilio Vaticano II, in particolare quelle riguardanti l'ecumenismo, dando così avvio ad un nuovo rapporto tra la diocesi e la comunità valdese.[2]

Nel 1997 il vescovo Pietro Giachetti istituì il museo diocesano di Pinerolo, nei pressi della cattedrale. Il suo successore, Pier Giorgio Debernardi, ha fondato nel 2000 la biblioteca diocesana "Giulio Bonatto", con sede nei locali del seminario vescovile.

Cronotassi dei vescoviModifica

StatisticheModifica

La diocesi nel 2016 su una popolazione di 96.000 persone contava 79.000 battezzati, corrispondenti all'82,3% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 63.150 79.850 79,1 166 164 2 380 63 875 62
1970 ? 89.310 ? 152 118 34 ? 52 589 65
1980 73.712 90.880 81,1 116 98 18 635 25 603 68
1990 71.850 88.500 81,2 114 94 20 630 3 26 535 62
1999 80.000 100.000 80,0 101 82 19 792 9 31 440 62
2000 80.000 100.000 80,0 93 76 17 860 9 31 396 61
2001 80.000 100.000 80,0 96 76 20 833 10 53 409 62
2002 80.000 100.000 80,0 108 85 23 740 10 54 258 62
2003 80.000 100.200 79,8 106 83 23 754 10 52 248 62
2004 80.000 100.250 79,8 106 81 25 754 10 55 350 62
2013 81.200 101.400 80,1 92 67 25 882 17 30 192 62
2016 79.000 96.000 82,3 89 64 25 887 16 30 192 62

NoteModifica

  1. ^ Elenchi dal sito web della diocesi: religiosi e religiose.
  2. ^ a b c Da Beweb - Beni ecclesiastici in web.
  3. ^ Caffaro, Notizie e documenti della Chiesa pinerolese, vol. I, p. 595.
  4. ^ Gian Vittorio Avondo e Marco Comello, Frontiere contese tra Italia e Francia, Torino, Edizioni del Capricorno, 2012, ISBN 978-88-7707-160-6. p. 91
  5. ^ Caffaro, Notizie e documenti della Chiesa pinerolese, vol. I, pp. 460-462.
  6. ^ Caffaro, Notizie e documenti della Chiesa pinerolese, vol. I, pp. 503 e 597 e seguenti.
  7. ^ Lettera apostolica Gravissimis causis, pubblicata in edizione latina e traduzione francese in: Bulletin des lois de l'Empire français, quarta serie, tomo terzo, pp. 58-69. A seguire la lettera esecutoria del cardinale Caprara, pp. 69-92.
  8. ^ Il 1º febbraio 1805 è nominato vescovo di Ivrea.
  9. ^ Durante il periodo vacante, la sede fu affidata, in amministrazione apostolica, a Bartolomeo Santo Quadri, vescovo titolare di Villanova (23 maggio 1968 - 18 marzo 1972), e a Massimo Giustetti, vescovo titolare di Celene (1º luglio 1972 - 21 marzo 1974).

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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