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Diocesi di Vigevano

diocesi della Chiesa cattolica in Italia
Diocesi di Vigevano
Dioecesis Viglevanensis
Chiesa latina
Vigevano-duomo2-2010.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Milano
Regione ecclesiastica Lombardia
Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Maurizio Gervasoni
Vicario generale Gianfranco Zanotti
Vescovi emeriti arcivescovo Vincenzo Di Mauro
Sacerdoti 106 di cui 97 secolari e 9 regolari
1.718 battezzati per sacerdote
Religiosi 9 uomini, 135 donne
Diaconi 14 permanenti
Abitanti 191.800
Battezzati 182.200 (95,0% del totale)
Superficie 1.509 km² in Italia
Parrocchie 87 (5 vicariati)
Erezione 16 marzo 1530
Rito romano
Cattedrale Sant'Ambrogio
Santi patroni Sant'Ambrogio
San Carlo
Madonna della Bozzola
Indirizzo Piazza S. Ambrogio 14, 27029 Vigevano [Pavia], Italia
Sito web www.diocesivigevano.it
Dati dall'Annuario pontificio 2018 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
Il santuario della Madonna della Bozzola a Garlasco, compatrona della diocesi.

La diocesi di Vigevano (in latino: Dioecesis Viglevanensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Milano appartenente alla regione ecclesiastica Lombardia. Nel 2017 contava 182.200 battezzati su 191.800 abitanti. È retta dal vescovo Maurizio Gervasoni.

Indice

Santi patroniModifica

I santi patroni della diocesi sono Sant'Ambrogio e San Carlo Borromeo, mentre la Madonna della Bozzola è la compatrona.

TerritorioModifica

La diocesi comprende gran parte della Lomellina, in provincia di Pavia. Confina a nord con la diocesi di Novara; a est con l'arcidiocesi di Milano e la diocesi di Pavia; a sud con la diocesi di Tortona e la diocesi di Alessandria; a ovest con la diocesi di Casale Monferrato e l'arcidiocesi di Vercelli. Nel territorio di quest'ultima si trova un'exclave della diocesi di Vigevano, costituita dalla parrocchia di Rosasco.

Sede vescovile è la città di Vigevano, dove si trova la cattedrale di Sant'Ambrogio. A Mortara sorge la basilica minore di San Lorenzo. Tra i molti santuari presenti in diocesi, si ricordano in particolare: il santuario della Madonna della Bozzola a Garlasco, compatrona della diocesi; il santuario della Madonna di Pompei a Vigevano, riconosciuto come santuario diocesano della famiglia; e il santuario del Sacro Cuore alle Sacramentine a Vigevano, riconosciuto come santuario diocesano dell'eucaristia.[1]

Vicariati e parrocchieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parrocchie della diocesi di Vigevano.

Il territorio si estende su 1.509 km² ed è suddiviso in 87 parrocchie, raggruppate in 5 vicariati:

Istituti religiosiModifica

Nel 2018 la diocesi ospita le seguenti comunità religiose:[2]

Istituti religiosi maschili
Istituti religiosi femminili

StoriaModifica

La diocesi fu eretta da papa Clemente VII il 16 marzo 1530 con la bolla Pro excellenti[3], ricavandone il territorio dalle diocesi di Novara e di Pavia. Originariamente comprendeva soltanto tre parrocchie (Vigevano, Mortara e Gambolò) ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Milano. La diocesi si ingrandì nel 1532 con l'erezione di altre due parrocchie in città, e nel 1535 con l'annessione dell'abbazia di Santa Maria di Acqualunga, in precedenza appartenente alla diocesi di Pavia.

Il primo vescovo fu Galeazzo Pietra, che fece il suo ingresso solenne il 6 dicembre 1530 e che ben presto istituì il capitolo dei canonici della cattedrale. Il suo successore, e nipote, Maurizio Pietra, in ottemperanza alle decisioni del concilio di Trento, indisse nel 1572 il primo sinodo diocesano ed eresse il 1º gennaio 1566 il seminario vescovile, rifondato da Pier Marino Sormani nel 1695.

Nel Seicento la diocesi fu governata da una serie di vescovi di origine spagnola. Alcuni di essi furono assenti dalla vita della diocesi; altri invece si distinsero per la serietà nella cura pastorale. Particolare rilievo nella vita culturale dell'Europa del tempo l'ebbe il vescovo Juan Caramuel y Lobkowitz, acceso polemista e accanito antigiansenista.

Il passaggio di Vigevano prima all'Austria e poi al regno sabaudo determinò anche la scelta dei vescovi. Nella prima metà del Settecento la diocesi fu retta da vescovi milanesi, Pier Marino Sormani (1688-1702), Gerolamo Archinto (1703-1710), Giorgio Cattaneo (1712-1730) e Carlo Bossi (1731-1753), cui seguirono i vescovi di origine piemontese, a partire da Francesco Agostino Dalla Chiesa nel 1755.

In epoca napoleonica fu eletto vescovo Nicola Saverio Gamboni, che tuttavia non fu mai confermato dalla Santa Sede.

Il 17 luglio 1817 la diocesi di Vercelli fu elevata al rango di arcidiocesi e il 26 novembre dello stesso anno, con il breve Cum per nostras litteras, Vigevano ne divenne suffraganea. Contestualmente papa Pio VII ampliò notevolmente la diocesi di Vigevano, assegnandole tutte le parrocchie della diocesi di Pavia a destra del Ticino e altre cinque, che prima appartenevano alla diocesi di Novara.[4] Queste decisioni furono determinate dal nuovo assetto politico della regione dopo la restaurazione e dal nuovo confine tra il Regno lombardo-veneto e il Regno di Sardegna che correva lungo il fiume Ticino.[5]

Il primo vescovo dell'Ottocento fu Giovanni Francesco Toppia (1818-1828) che si adoperò per rivitalizzare la vita diocesana dopo i danni provocati dall'occupazione francese; ripristinò le visite pastorali, indisse un sinodo, curò con particolare attenzione la formazione dei sacerdoti nel seminario e rifondò le confraternite e le pie associazioni soppresse durante il regime napoleonico.

Nel 1829 la diocesi cedette la parrocchia di Gravellona Lomellina alla diocesi di Novara, a cui Gravellona era già appartenuta fino al 1817, ricevendo in cambio la parrocchia di Sozzago.

La seconda parte dell'Ottocento è segnata dall'episcopato di Pietro Giuseppe de Gaudenzi (1871-1891), uno dei più significativi del secolo: diffuse la devozione del Sacro Cuore, si impegnò nella formazione culturale e pastorale della sua diocesi con la pubblicazione di ben 155 lettere pastorali, indisse tre sinodi diocesani, promosse attività cattoliche in campo assistenziale, fondò i comitati parrocchiali e le società di mutuo soccorso, diffuse la stampa cattolica e fondò il settimanale diocesano, L'opportuno, che nel 1900 mutò nome in L'Araldo lomellino.[6]

Il 25 aprile 1939, con la lettera apostolica Viglevanensium Episcopus, papa Pio XII ha proclamato San Carlo Borromeo e Sant'Ambrogio patroni principali della diocesi.[7]

Il 17 luglio 1974 con il decreto Concilii Oecumenici della Congregazione per i vescovi è tornata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Milano e della conferenza episcopale lombarda, lasciando quella piemontese.

Nell'aprile del 2007 la diocesi ha ricevuto la visita pastorale di papa Benedetto XVI.[8]

Il 26 giugno 2016, in forza del decreto Quo aptius della Congregazione per i vescovi, ha ceduto la parrocchia di Sozzago alla diocesi di Novara, ricevendo in cambio la parrocchia di Gravellona Lomellina,[9] ripristinando così i confini anteriori al 1829.

Cronotassi dei vescoviModifica

StatisticheModifica

La diocesi al termine dell'anno 2017 su una popolazione di 191.800 persone contava 182.200 battezzati, corrispondenti al 95,0% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 182.000 183.000 99,5 30 15 15 6.066 20 200 200
1969 186.220 186.389 99,9 185 162 23 1.006 31 486 81
1980 183.678 183.871 99,9 163 142 21 1.126 24 384 94
1990 176.402 176.806 99,8 146 126 20 1.208 22 319 87
1999 174.000 176.000 98,9 127 117 10 1.370 3 11 253 87
2000 174.000 176.000 98,9 131 120 11 1.328 8 12 248 87
2001 174.000 175.900 98,9 130 119 11 1.338 8 12 225 87
2002 174.200 177.477 98,2 124 116 8 1.404 8 9 221 87
2003 173.600 176.855 98,2 123 113 10 1.411 8 11 216 87
2004 173.055 175.950 98,4 122 111 11 1.418 8 12 213 87
2010 179.179 188.900 94,9 114 103 11 1.571 10 12 157 87
2014 183.400 193.000 95,0 109 98 11 1.682 13 12 155 87
2017 182.200 191.800 95,0 106 97 9 1.718 14 9 135 87

NoteModifica

  1. ^ Informazioni dal sito web della diocesi.
  2. ^ Elenco dall'Annuario diocesano 2018, pp. 99-103.
  3. ^ Testo della bolla in: Cappelletti, Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, vol. XIV, pp. 605-609.
  4. ^ Le cinque parrocchie sottratte a Novara sono menzionate nella bolla Beati Petri del 17 luglio: Gravellona, Casolo vecchio, Casolo nuovo, Vignarello e Villanova; le altre invece nel breve Cum per nostras litteras.
  5. ^ Dalla Storia della provincia ecclesiastica di Milano sul sito www.lombardiabeniculturali.it.
  6. ^ Informazioni tratte da Beweb e dalla storia della diocesi in www.lombardiabeniculturali.it.
  7. ^ (LA) Lettera apostolica Viglevanensium Episcopus, AAS 31 (1939), pp. 340-341.
  8. ^ La diocesi di Vigevano era stata l'unica diocesi italiana a non essere stata visitata da papa Giovanni Paolo II.
  9. ^ (LA) Congregazione per i vescovi, Decreto Quo aptius, AAS 108 (2016), pp. 807-808.
  10. ^ Data di morte dal suo epitaffio citato in Eubel.
  11. ^ Dal 24 luglio 2012 al 20 luglio 2013 Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano, fu nominato amministratore apostolico della diocesi vigevanese.

FontiModifica

Voci correlateModifica

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