Diplomesodon pulchellum

specie di mammifero
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Toporagno pezzato
Пегий путорак (Diplomesodon pulchellum), Gescheckte Wüstenspitzmaus, Piebald Shrew, Московский зоопарк (Moscow zoo), 18.11.2008.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
Ordine Soricomorpha
Famiglia Soricidae
Sottofamiglia Crocidurinae
Genere Diplomesodon
Brandt, 1852
Specie D.pulchellum
Nomenclatura binomiale
Diplomesodon pulchellum
Lichtenstein, 1823
Sinonimi

D.p.pallidus

Areale

Distribution of Diplomesodon pulchellum.png

Il toporagno pezzato o toporagno del Turkestan (Diplomesodon pulchellum Lichtenstein, 1823) è un toporagno della famiglia dei Soricidi, unica specie del genere Diplomesodon (Brandt, 1852), diffuso nell'Asia centrale.[1][2]

DescrizioneModifica

DimensioniModifica

Toporagno di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 51 e 66 mm, la lunghezza della coda tra 28 e 30 mm, la lunghezza del piede tra 10 e 14,4 mm, la lunghezza delle orecchie tra 5,2 e 9,6 mm e un peso fino a 8 g.[3]

Caratteristiche craniche e dentarieModifica

Il cranio è simile a quello del genere Crocidura. Sono presenti due denti superiori unicuspidati.

Sono caratterizzati dalla seguente formula dentaria:

3 1 1 2 2 1 1 3
3 1 1 1 1 1 1 3
Totale: 26
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

AspettoModifica

La pelliccia è soffice e fine. Le parti dorsali sono grigiastre scure con una grossa macchia ovale bianca sulla schiena, mentre le parti ventrali, i fianchi, la groppa e gli arti sono bianchi. La base dei peli è ovunque grigiastra. Il muso è lungo ed appuntito, ricoperto di lunghe vibrisse, più simili a quelle dei roditori che a quelle degli altri toporagni. Le orecchie sono relativamente ben sviluppate. Il palmo e le dita delle zampe anteriori sono frangiate su entrambi i lati con lunghe setole elastiche, meno vistosamente sui piedi, le quali hanno la funzione di aumentare la superficie in contatto con il terreno sabbioso. Inoltre le zampe anteriori sono relativamente più larghe e con le dita fornite di artigli più grandi. La coda è più corta della testa e del corpo ed è interamente bianca.

BiologiaModifica

ComportamentoModifica

È una specie solitaria, crepuscolare e notturna, attiva durante tutto l'anno. Si rifugia nelle tane di roditori, crepacci, fessure rocciose e in covoni di piante locali simili al grano saraceno note come soulkhir. Cambia frequentemente i ricoveri e talvolta può scavare direttamente le proprie tane nella sabbia molto velocemente. I suoi spostamenti invece risultano più lenti rispetto ai suoi simili. Durante i periodi in cui la popolazione è più numerosa, raggiunge la densità di 1-2 individui per ettaro, particolarmente nelle zone tra i fiumi Volga ed Ural.

AlimentazioneModifica

Si nutre di insetti e delle loro larve, particolarmente di formiche e talvolta anche di piccole lucertole.

RiproduzioneModifica

Danno alla luce 4-5 piccoli alla volta. Si riproduce tra marzo ed ottobre, mentre gli individui più giovani tendono ad accoppiarsi alla fine dell'estate.

Distribuzione e habitatModifica

Questa specie è diffusa nelle zone desertiche del Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan e della Russia centro-meridionale.

Vive nelle distese sabbiose ricoperte principalmente da vegetazione saxaul.

TassonomiaModifica

Nel 2011 è stata descritta una forma, D.sonnerati, basata esclusivamente sulla descrizione annotata in un manoscritto di un toporagno appartenente molto probabilmente a questo genere, effettuata da Pierre Sonnerat alla fine del XVIII secolo durante il suo soggiorno in India. Non essendo stati osservati ulteriori individui si ritiene verosimilmente che si tratti di una forma ormai estinta.[4]

Stato di conservazioneModifica

La IUCN Red List, considerato il vasto areale e l'assenza di minacce rilevanti, classifica D.pulchellum come specie a rischio minimo (LC).[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Tsytsulina, K., Formozov, N. & Sheftel, B. 2008, Diplomesodon pulchellum, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Diplomesodon pulchellum, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Aulagnier & Al., 2011.
  4. ^ Cheke A, Sonnerat's shrew- Evidence for a new and possibly extinct species in an early 19th century manuscript (Mammalia: Soricidae) (PDF), in Journal of the Bombay Natural History Society, vol. 108, n. 2, 2011, pp. 95-97.

BibliografiaModifica

  • Ronald M. Novak, Walker's Mammals of the World, 6th edition, Johns Hopkins University Press, 1999. ISBN 9780801857898
  • Stephan Aulagnier & Al., Guide des mammiferes d'Europe, d'Afrique du Nord et du Moyen-Orient, Delachaux & Niestlé SA, Parigi, 2011, ISBN 9788889999707.

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