Direzione - Socialdemocrazia

Direzione – Socialdemocrazia
Smer – sociálna demokracia
SMER – socialna demokracia Logo.svg
LeaderRobert Fico
StatoSlovacchia Slovacchia
SedeBratislava
Fondazione1999
IdeologiaSocialdemocrazia[1]
Nazionalismo di sinistra[2][3]
Populismo di sinistra[4]
Conservatorismo sociale[5]
Europeismo[6]
CollocazioneCentro-sinistra / Sinistra
Partito europeoPartito del Socialismo Europeo
Gruppo parl. europeoAlleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici
Affiliazione internazionaleInternazionale socialista
Seggi Consiglio nazionale
26 / 150
 (2020)
Seggi Europarlamento
3 / 14
 (2019)
Organizzazione giovanileMladí sociálni demokrati
Iscritti16 167 (2015)
Sito webwww.strana-smer.sk

Direzione – Socialdemocrazia (Smer – sociálna demokracia) è un partito politico slovacco fondato nel 1999 da Robert Fico, esponente del Partito della Sinistra Democratica (Strana Demokratickej Ľavice – SDĽ) che aveva raccolto i socialisti slovacchi dopo lo scioglimento, nel 1990, del Partito Comunista di Slovacchia (nel 1992, invece, i filo-marxisti rifondarono il Partito Comunista di Slovacchia dissolto due anni prima). Si tratta del secondo partito più rappresentato al Consiglio nazionale slovacco dopo le elezioni del 2020, ed è all'opposizione del governo Matovič.

Smer-SD è un partito di sinistra descritto come nazionalista e populista.[7] Il suo posizionamento come partito social-democratico è stato messo in discussione.[8]

Il partito è stato collegato a vari casi di presunta corruzione in Slovacchia; durante i 12 anni in cui è stato al governo, i media hanno rivelato oltre 30 casi sospetti di corruzione, mai dimostrati in tribunale.[9][10]

StoriaModifica

Agli inizi lo Smer volle porsi come un partito nuovo, come una forza della cosiddetta "nuova sinistra", non legato né al regime comunista, né alla cultura socialista. Alle elezioni parlamentari del 2002, lo Smer ottenne il 13,5% dei voti, contro l'1,4 dello SDL, che rimase, quindi, molto distante dallo sbarramento del 5%. Lo Smer si propose, allora, come l'opposizione di sinistra moderata alla coalizione di governo formata da Unione Democratica e Cristiana Slovacca, Movimento Cristiano-Democratico, Alleanza del Nuovo Cittadino, Partito della Coalizione Ungherese. Fico cercò di qualificare il suo partito come un'opposizione più credibile di quella comunista, da un lato, e quella nazionalista (HZDS), dall'altro.

Nel 2004, lo Smer accettò la fusione con lo SDL e con altri due piccoli partiti socialdemocratici, l'Alternativa Social Democratica (anch'esso fuoriuscito dallo SDL) ed il Partito Social Democratico di Slovacchia, che nel 1992 era stato brevemente guidato da Alexander Dubček e che, nel 1998, aveva preso parte alla Coalizione Democratica Slovacca con i moderati del Movimento Cristiano-Democratico. Il partito acquisì il nome attuale, sancendo così la formale adesione alla cultura socialdemocratica. Da qui l'adesione al Partito Socialista Europeo (PSE).

Alle elezioni parlamentari del 2006 lo Smer raddoppiò i propri consensi, passando dal 13,3 al 29,1% dei voti. Robert Fico fu nominato primo ministro, sulla base di un'isolita alleanza sinistra (Smer) – destra (HZDS-SNS). A seguito di questa alleanza Smer fu sospeso temporaneamente dal Partito Socialista Europeo il 12 ottobre 2006.[11] La risoluzione di sospensione faceva riferimento alla dichiarazione del PSE adottata durante il congresso di Berlino del 2001, in cui i partiti membri rifiutavano alleanze e altre forme di cooperazione con partiti politici che fomentavano pregiudizi razziali o etnici e l'odio razziale. Il presidente del PSE, Poul Nyrup Rasmussen, dichiarò allo Slovak Spectator che "[...] formare una coalizione con l'estrema destra è inaccettabile".[12] Smer fu riammesso il 14 febbraio 2008 dopo che Robert Fico e il leader dello SNS Jan Slota comunicarono con una lettera il loro impegno a rispettare i valori europei, i diritti umani e le minoranze etniche.[13]

Alle elezioni parlamentari del 2010 lo Smer incrementò ancora i suoi consensi, spingendosi fino al 34,79% che gli è valso 62 seggi. Tuttavia, è stato estromesso dal governo, guidato da Iveta Radičová con l'appoggio di un'alleanza di quattro partiti: l'Unione Democratica e Cristiana Slovacca, il liberale Libertà e Solidarietà (SaS), il Movimento Cristiano-Democratico (KDH) e il partito etnico ungherese Most-Híd.

Alle elezioni parlamentari del 2012 lo Smer ha conquistato il 44,79% dei voti, ottenendo 83 seggi su 150 nel Parlamento unicamerale e potendo creare un governo monocolore, il primo nella storia della Slovacchia dal 1993.

Alle elezioni parlamentari del 2016 risultò nuovamente il primo partito nazionale, tuttavia, in un anno segnato dagli scioperi di insegnanti e infermieri,[14] perse 34 seggi rispetto alla precedente legislatura e fu costretto a formare un governo di coalizione col partito Most-Híd, il Partito Nazionale Slovacco e La Rete. Il 15 marzo 2018 Robert Fico si dimise da premier in seguito alla crisi politica innescata dall'omicidio di Ján Kuciak; lo sostituì il 22 marzo 2018 Peter Pellegrini, mantenendo inalterata la maggioranza. Fico rimase leader del partito.

Alle elezioni europee del 2019 ha raccolto 154.996 voti, pari al 15,72% portando 3 europarlamentari nel Parlamento Europeo.

Alle elezioni parlamentari del 2020 Smer è calato nei consensi: infatti ha raccolto il 18,73%, piazzandosi al secondo posto dietro il vincente partito Gente Comune. [15]

IdeologiaModifica

Nonostante l'appartenenza all'Internazionale socialista e il proprio dichiarato orientamento socialdemocratico, sussistono differenze sostanziali tra le politiche di Smer-SD e dei partiti socialdemocratici dell'Europa occidentale. A differenza di molti partiti di centro-sinistra dell'Europa centro-occidentale, rifiuta riforme economiche di stampo neoliberista, perseguendo una crescita economica tramite investimenti pubblici. Si interessa inoltre dell'identità nazionale del Paese. Su tematiche culturali come diritti delle minoranze, diritti legati alla sfera sessuale e riproduttiva, ambiente e pluralismo culturale, Smer-SD si posiziona come un partito conservatore oppure neutrale. Secondo Ľuboš Blaha, a differenza dei partiti socialdemocratici dell'Europa occidentale il cui elettorato è tendenzialmente urbano e cosmopolita, Smer-SD ha un vasto elettorato rurale tendenzialmente conservatore; se metà circa dell'elettorato di Smer-SD è di sinistra, l'altra metà circa è costituita da nazionalconservatori.[16][17]

Smer ha accostato il fenomeno migratorio con il rischio della formazione nel Paese di società parallele.[18] Robert Fico dichiarò che solo limitando il numero di immigrati di fede musulmana, da lui identificati generalmente come poco propensi all'integrazione, si potranno scongiurare attentati terroristici in Slovacchia.[18] Dopo gli attentati terroristici di Parigi del novembre 2015 fece eco la sua dichiarazione di voler monitorare le persone di fede musulmana nel Paese.[19][20][21][22]

Smer-SD è a favore dell'appartenenza della Slovacchia all'Unione europea e alla NATO, pur sottolineando la necessità di intrattenere buone relazioni con la Russia e la Cina. Nelle campagne elettorali ha presentato posizioni antiamericane.[23]

Risultati elettoraliModifica

Elezione Voti % Seggi
Parlamentari 2002 387.100 13,46
25 / 150
Europee 2004 118.535 16,90
3 / 14
Parlamentari 2006 671.185 29,14
50 / 150
Europee 2009 264.722 32,02
5 / 13
Parlamentari 2010 880.111 34,80
62 / 150
Parlamentari 2012 1.134.280 44,42
83 / 150
Europee 2014 135.089 24,09
4 / 13
Parlamentari 2016 737.481 28,28
49 / 150
Europee 2019 154.996 15,72
3 / 13
Parlamentari 2020 527.172 18,73
38 / 150

NoteModifica

  1. ^ Wolfram Nordsieck, Parties and Elections in Europe, su parties-and-elections.eu. URL consultato il 3 luglio 2015.
  2. ^ http://www.ceeidentity.eu/sites/default/files/downloads/zelinsky_final.pdf
  3. ^ Copia archiviata, su demsoc.org. URL consultato il 29 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2016).
  4. ^ Učeň, Peter (14 febbraio 2016). "Populizmus Smeru... má to ešte vôbec význam?".
  5. ^ Sekerák, Marián (ottobre 2019). "Towards conservatism? Party politics in Slovakia at the end of the 2010s". European View. 18 (2): 233–241. doi:10.1177/1781685819883965.
  6. ^ Copia archiviata, su visegradplus.org. URL consultato il 29 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 5 aprile 2017).
  7. ^ Wahlen in der Slowakei: Linksnationalisten verlieren absolute Mehrheit. In: de.euronews.com, 6. März 2016, abgerufen am 9. März 2016, 13:06; Die Wähler haben die Lunte an die europäische Idee gelegt. In: stern.de, 13. Januar 2016, abgerufen am 9. März 2016, 13:10.
  8. ^ Alfio Cerami, Social Policy in Central and Eastern Europe: The Emergence of a New European Welfare Regime, LIT Verlag Münster, 2006, p. 23, ISBN 978-3-8258-9699-7.
  9. ^ (SK) Aktuality.sk, Najväčšie korupčné kauzy od roku 2006, su Aktuality.sk. URL consultato il 12 agosto 2020.
  10. ^ (SK) Konštantín Čikovský, Päť miliardových káuz Smeru, su Denník E, 24 novembre 2015. URL consultato il 12 agosto 2020.
  11. ^ SMER suspended from PES political family Archiviato il 6 January 2011 Data nell'URL non combaciante: 6 gennaio 2011 in Internet Archive., Party of European Socialists, 12 October 2006
  12. ^ Petit Press a.s., Euro-socialists suspend Fico's Smer party, in spectator.sme.sk. URL consultato il 3 luglio 2015.
  13. ^ Slovak PM's party rejoins European socialists, su eubusiness.com. URL consultato il 3 luglio 2015.
  14. ^ Benjamin Cunningham, 5 takeaways from Slovakia's election, su Politico.eu, Politico. URL consultato il 14 novembre 2017.
  15. ^ Slovacchia, vince le elezioni il partito di opposizione di centrodestra anti-corruzione, su rainews. URL consultato il 1º marzo 2020.
  16. ^ Ľuboš Blaha: Die slowakische SMER. Europas erfolgreichste Partei der linken Mitte? Veröffentlicht bei der Friedrich-Ebert-Stiftung, Juni 2013, ISBN 978-3-86498-580-5, S. 6f.
  17. ^ Ľuboš Blaha: Die slowakische SMER. Europas erfolgreichste Partei der linken Mitte? Veröffentlicht bei der Friedrich-Ebert-Stiftung, Juni 2013, ISBN 978-3-86498-580-5, S. 3.
  18. ^ a b http://www.zeit.de/politik/ausland/2016-03/slowakei-wahl-regierungspartei-robert-fico-favorit
  19. ^ https://www.wsws.org/de/articles/2016/02/24/slow-f24.html
  20. ^ Template:Internetquelle
  21. ^ Template:Webarchiv
  22. ^ https://www.tagesschau.de/ausland/slowakei-reagiert-auf-koeln-101.html
  23. ^ Hofbauer, Noack: Slowakei, S. 176.

Collegamenti esterniModifica

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