Direzione generale dell'esecuzione penale esterna

La direzione generale dell'esecuzione penale esterna era una struttura del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia italiano.

StoriaModifica

È stata costituita in occasione della riorganizzazione del Ministero della giustizia del 2001[1].

È stata soppressa nel 2015[2] a seguito di una nuova riorganizzazione. Le sue competenze sono state assunte dalla Direzione generale per l’esecuzione penale esterna e di messa alla prova costituita presso il Dipartimento della giustizia minorile e di comunità.

AttivitàModifica

La direzione generale dell'esecuzione penale esterna si occupava di indirizzare e coordinare le attività degli uffici locali di esecuzione penale esterna.

Per facilitare il reinserimento sociale dei condannati in esecuzione penale esterna, che scontano la pena con misure alternative alla detenzione, curava i rapporti con la magistratura di sorveglianza, con gli enti locali, con enti pubblici e privati, con le organizzazioni del volontariato, del lavoro e delle imprese.[3]

Attraverso l'Osservatorio delle misure alternative, la direzione generale dell'esecuzione penale esterna curava l'elaborazione e la diffusione delle informazioni statistiche sulle misure alternative alla detenzione, sulle sanzioni di comunità e sulle attività degli uffici di esecuzione penale esterna. Fabrizio Leonardi[4], direttore dell'Osservatorio[5] dalla sua costituzione fino alla soppressione della direzione generale, ha pubblicato alcuni contributi sulle misure alternative alla detenzione. Il più apprezzato è il rapporto della ricerca sulla recidiva tra gli affidati in prova al servizio sociale, considerato a lungo lo studio più completo in questo campo[6][7][8], effettuato su un campione di oltre 8.000 affidati osservati per un periodo di 7 anni dall'espiazione della condanna, pubblicato nel 2007[9] con un approfondimento sulle tossicodipendenze pubblicato nel 2009[10].

StrutturaModifica

  • Ufficio studi, analisi e programmazione
  • Osservatorio delle misure alternative
  • Ufficio per l'attuazione dei provvedimenti di giustizia

NoteModifica

  1. ^ Decreto del presidente della Repubblica 6 marzo 2001, n. 55.
  2. ^ Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 giugno 2015, n. 84. Regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia e riduzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche. (Pubbl in GU n.148 del 29-6-2015 )
  3. ^ Direzione generale dell'esecuzione penale esterna, Ministero della Giustizia. URL consultato il 7-8-2012.
  4. ^ academia.edu, su independent.academia.edu. URL consultato il 12/05/2015.
  5. ^ Ministero della Giustizia, su giustizia.it. URL consultato il 12/05/2015.
  6. ^ Luigi Manconi e Giovanni Torrente, L'indulto dimezza la recidiva, in l'Unità, 07/03/2014. URL consultato il 12/05/2015 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  7. ^ Massimiliano Verga, Ais Sezione di Sociologia del diritto - Quaderno dei lavori 2008, Messina, Centro Interuniversitario per le ricerche sulla Sociologia del Diritto, dell'Informazione e delle Istituzioni Giuridiche (CIRSDIG), 2008, pp. 12-13.
  8. ^ Giovanni Torrente, Indulto. La verità, tutta la verità, nient'altro che la verità, innocentievasioni. URL consultato il 12/05/2015 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2010).
  9. ^ Fabrizio Leonardi, Le misure alternative alla detenzione tra reinserimento sociale e abbattimento della recidiva (PDF), in Rassegna penitenziaria e criminologica, nº 2, 2007. URL consultato il 12/05/2015.
  10. ^ Fabrizio Leonardi, Tossicodipendenza e alternative alla detenzione: il rischio di recidiva tra gli affidati in prova al servizio sociale (PDF), in Rassegna penitenziaria e criminologica, nº 1, 2009. URL consultato il 12/05/2015.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica