Diritto sull'opera cinematografica

Il diritto sull'opera cinematografica in Italia è disciplinato dalla Legge 22 aprile 1941, n. 633 in materia di diritto d'autore. In particolare negli articoli da 44 a 50[1]

Per opera cinematografica s'intende quella creazione intellettuale in cui una successione d'immagini, ottenute con processo fotografico (o con processo analogo), crea la sensazione del movimento. Il termine opera cinematografica va distinto da quello di “film”. Il primo, opera cinematografica, indica il contenuto derivante da un processo creativo di uno o più soggetti; il secondo, film, sta a indicare il prodotto industriale, la pellicola impressionata.

L'opera cinematografica è protetta da diritto d'autore, tranne che per i film di semplice documentazione (cioè privi di particolare creatività) ai quali si applicano le disposizioni relative ai diritti connessi (diritti sulle fotografie non creative).

Indice

La leggeModifica

La legge n. 633 del 22 aprile 1941 tutela "le opere dell'ingegno di carattere creativo appartenenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura al teatro e al cinema".
Sono opere dell'ingegno aventi "carattere creativo", quelle produzioni intellettuali che possiedono i requisiti dell'originalità (in riferimento alla forma espressiva o rappresentativa che deve mostrare l'"impronta della personalità del suo autore") e della novità oggettiva (l'opera risulta oggettivamente unica se univocamente attribuibile a un dato autore). La bellezza di questa definizione, all'apparenza un po' ostica, sta nel suo fine di salvaguardare la libera circolazione di idee, informazioni, opinioni, etc., non sottoponendole ad alcuna restrizione o limitazione di legge, per cui il diritto d'autore tende a regolamentare solo la forma e non già il contenuto delle opere creative, che resta pertanto di libera fruizione sociale.

Tra tutti i prodotti dell'audiovisivo la legge sembra tutelare solamente le opere cinematografiche; di fatto nel 1941, anno di pubblicazione del testo di legge, la televisione non esisteva; col tempo il legislatore ha aggiornato sempre più i singoli articoli, estendendone il raggio d'azione a tutte le opere dell'audiovisivo, per cui ormai tutti i riferimenti di legge, anche dove non espressamente indicato, s'intendono relativi alle opere cinematografiche "e assimilate".

Opera cinematografica come opera complessaModifica

L'opera cinematografica presenta caratteristiche comuni sia alle opere collettive che alle opere composte:

  • un'opera collettiva, poiché tutti i contributi creativi (e non) che concorrono alla sua produzione vengono coordinati e profondamente elaborati dal regista, il quale dovrebbe essere individuato come il solo autore dell'opera complessiva, così come peraltro avviene nell'immaginario popolare;
  • un'opera composta, in quanto frutto della collaborazione creativa di più soggetti che, essendo di fatto determinanti per il risultato finale, il legislatore ha inteso porre sullo stesso piano di coautorialità;

Dunque per il diritto italiano l'opera cinematografica è un'"opera composta" da:

  • Soggetto: opera letteraria, eventualmente derivata da precedente opera letteraria, che svolge argomento e intreccio destinati a essere narrati in forma cinematografica e serve come base per la stesura della sceneggiatura;
  • Sceneggiatura: "opera del genere drammatico-letterario che indica dettagliatamente e distintamente in quadri, sequenze e piani, gli ambienti, i personaggi, le situazioni e le azioni che dovranno formare oggetto della ripresa cinematografica e contiene altresì il dialogo[2]
  • Musica: creata appositamente per essere utilizzata nell'opera cinematografica;
  • Regia (Direzione Artistica).

Costituzione del dirittoModifica

Il diritto sull'opera cinematografica nasce con la fissazione della stessa. Si considera come equivalente al luogo di prima pubblicazione quello della fabbricazione.
Per l'opera esistono gli obblighi di depositare una copia presso il Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo -Mibact - "Pubblico Registro generale delle opere protette [3] ed è anche possibile registrarla nel Pubblico Registro Cinematografico istituito presso la Siae[4]; l'inottemperanza dell'obbligo del deposito al Pubblico registro generale delle opere protette non inficia la validità del diritto d'autore, ma comporta il sequestro di una copia dell'opera. È fatto obbligo di apporre un contrassegno SIAE, il cosiddetto "bollino", sul supporto materiale contenente l'opera cinematografica destinata a essere posta in commercio o ceduta a qualunque titolo; pesanti sanzioni sono previste per chi acquista, vende o scambia prodotti privi di tale bollino.

ContrattiModifica

È importante sottolineare che, nella prassi, si inizia la lavorazione di un film solo dopo la stipulazione di numerosi contratti, con cui il produttore mira a prevenire eventuali controversie per disciplinare l'attività lavorativa. I contratti interessano:

  • i soggetti alla legge sul diritto d'autore (regia, soggetto e sceneggiatura, musica);
  • gli autori delle altre opere d'ingegno non nominate nella legge ma necessarie per la realizzazione del film (scenografia, fotografia, costumi);
  • gli attori;
  • produttori esecutivi ed associati;
  • distribuzione e noleggio;
  • e altri ancora.

Soggetti del dirittoModifica

ProduttoreModifica

È il titolare dei diritti di utilizzazione economica nei limiti dello sfruttamento cinematografico. Si considera, fino a prova contraria, produttore dell'opera cinematografica "chi è indicato come tale sulla pellicola cinematografica", a seguito dell'articolo 45 della lda (Legge sul Diritto d'Autore), che appunto sostiene che spetti al produttore l'esercizio di tali diritti. I limiti previsti sono dettati dall'articolo successivo (art. 46 ), che esprime che il produttore non possa eseguire o proiettare elaborazioni e traduzioni senza il consenso dai coautori (indicati nell'art. 44), ossia l'autore del soggetto, l'autore della sceneggiatura, l'autore della musica ed il direttore artistico. Se il diritto di diffusione viene ceduto al produttore, gli autori riceveranno un compenso da parte degli organismi di emissione, in base all'utilizzo delle opere via etere, cavo e satellite (art.46 bis). Se l'opera è registrata presso il Pubblico Registro Cinematografico, tenuto dalla SIAE prevale quanto risulta da questa pubblicità legale.

CoautoriModifica

Si considerano coautori dell'opera cinematografica l'autore del soggetto, l'autore della sceneggiatura, l'autore della musica ed il regista.

In realtà, chi gioca un ruolo centrale è soltanto colui che dirige e organizza, ovvero il regista. Egli viene infatti indicato dalla nostra giurisprudenza quale autore principale dell'opera cinematografica e quindi a lui spetta il diritto di pubblicare e comunicare l'opera al pubblico per dare inizio al suo sfruttamento commerciale. Sempre il regista determina il momento di compimento dell'opera (il cosiddetto diritto di final cut) e si occupa di consegnare la pellicola al produttore.

AttoriModifica

Si considerano artisti interpreti ed artisti esecutori gli attori, i cantanti, i musicisti, i ballerini e le altre persone che rappresentano, cantano, recitano, declamano o eseguono - in qualunque modo - opere dell'ingegno, siano esse tutelate o di dominio pubblico. Agli attori non vengono riconosciuti diritti sull'opera ma gli viene comunque riservato il diritto di menzione sulla pellicola cinematografica.

I contenuti del dirittoModifica

Diritti del produttoreModifica

Al produttore cinematografico spettano i diritti economici sull'opera, nei limiti del solo sfruttamento cinematografico della stessa. In particolare:

  • ha il diritto di vietare l'uso del videogramma se ciò danneggia i suoi interessi industriali;
  • ha facoltà di apportare alle opere utilizzate nell'opera cinematografica le modifiche necessarie per il loro adattamento cinematografico.

In genere è già tutto previsto e spesso definito nei contratti, ma l'adattamento cinematografico può diventare terreno di conflitto e punto di equilibrio fra:

  • il diritto del produttore a un'elaborazione non solo a fini estetici, ma anche tecnici ed economici, di soggetto, sceneggiatura e musica, circoscritto alla produzione dell'opera cinematografica;
  • il diritto dei coautori all'integrità della loro opera, quando si ravvisi un pregiudizio al proprio onore o alla propria reputazione (derivanti dal formarsi nel pubblico di un errato giudizio sulla loro personalità in conseguenza di una scorretta comunicazione della loro opera).

A derimere un eventuale disaccordo sorto in tal senso tra produttore e uno o più dei coautori, interviene un collegio di tecnici nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri, le cui decisioni ricoprono carattere definitivo.

Inoltre:

  • egli gode dei diritti connessi del produttore cinematografico, disciplinati negli artt. 78-ter[5], legge n. 633/41 e seg.;
  • salvo ove definito diversamente da contratto, non gode del diritto di elaborare, trasformare o tradurre l'opera cinematografica prodotta, diritti che s'intendono in capo ai coautori della stessa.

Diritti dei coautoriModifica

Diritti patrimonialiModifica
  • Ai coautori spettano, solidalmente ed egualitariamente[6], tutti i diritti di sfruttamento sull'opera cinematografica non espressamente riservati al produttore; inoltre, agli autori delle parti letterarie e musicali spettano i diritti di utilizzazione sul loro contributo, giacché possono disporre liberamente della loro opera ai fini di un ulteriore sfruttamento economico, purché ciò non implichi la realizzazione di altra opera cinematografica[7]; il regista, invece, non ha diritti sul proprio contributo in quanto non scindibile dall'opera complessiva.
  • Gli autori hanno il diritto esclusivo di autorizzare l'esecuzione e la proiezione di elaborazioni, trasformazioni o traduzioni dell'opera.
  • Se il produttore non completa l'opera cinematografica entro tre anni dalla consegna della parte letteraria o musicale, o non fa proiettare l'opera entro tre anni dal suo completamento, gli autori della parte musicale e letteraria possono disporre liberamente dell'opera.

Agli autori spetta un equo compenso irrinunciabile, nel caso in cui l'opera:

  • sia proiettata pubblicamente;
  • sia comunicata al pubblico via etere, via cavo o via satellite.

Il compenso è pagato rispettivamente da coloro che esercitano i diritti di sfruttamento o dagli organismi di emissione.

Diritti moraliModifica

Come disciplinato dall'art. 10[8], legge n. 633/41 i diritti morali sono esercitati in comunione da tutti i coautori.

In particolare essi hanno il diritto che il loro nome, ruolo e contributo nell'opera, vengano menzionati nella proiezione della pellicola[9].

Diritti degli attoriModifica

La Legge sul Diritto d'Autore riserva una serie di articoli alla categoria degli artisti interpreti ed esecutori (attori). Gli articoli riservati a questi collettivi si ritrovano nel Titolo II, Capo III (Diritti degli attori, degli interpreti e degli artisti esecutori) dall'art. 80 all'art. 85-bis. La Legge sul Diritto d'Autore esclude gli attori dall'attribuzione del diritto d'autore ma difende gli aspetti patrimoniali e morali a tutela della personalità dell'attore. Non si può parlare di diritto d'autore in quanto il lavoro dell'attore, pur essendo un lavoro di tipo intellettuale, è nettamente minore rispetto al lavoro dell'autore che ha creato la parte. L'opera che gli attori interpretano esiste già prima dell'interpretazione e per questo capace di vita propria. L'art. 80 recita: gli artisti interpreti e gli artisti esecutori hanno, indipendentemente dall'eventuale retribuzione loro spettante per le prestazioni artistiche dal vivo, il diritto esclusivo di:

  • autorizzare la fissazione delle loro prestazioni artistiche;
  • autorizzare la riproduzione diretta o indiretta, temporanea o permanente, in qualunque modo o forma, in tutto o in parte, della fissazione delle loro prestazioni artistiche;
  • autorizzare la messa a disposizione del pubblico in maniera tale che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente, delle fissazioni delle proprie prestazioni artistiche e delle relative riproduzioni;
  • autorizzare il noleggio o il prestito delle fissazioni delle loro prestazioni artistiche e delle relative riproduzioni: l'artista interprete o esecutore conserva il diritto di ottenere un'equa remunerazione per il noleggio concluso dal produttore con terzi.

Gli attori (artisti interpreti ed esecutori) hanno il diritto di opporsi alla comunicazione al pubblico o alla riproduzione della loro recitazione o esecuzione che possa essere di pregiudizio al loro onore o alla loro reputazione (art. 81). L'attore non può essere riconosciuto coautore ma all'art. 83 gli viene riservato il diritto che il suo nome sia indicato nella comunicazione al pubblico e venga stabilmente apposto sui supporti contenenti la relativa fissazione, come ad esempio le pellicole cinematografiche. I diritti degli artisti durano cinquant'anni a partire dall'esecuzione, rappresentazione o recitazione.

Soggetti diversi dai coautoriModifica

Hanno, inoltre, diritto di menzione, nella proiezione dell'opera:

  • l'autore della scenografia;
  • l'autore dei dialoghi;
  • il direttore della fotografia;
  • il traduttore dei dialoghi.

Spetta un equo compenso:

  • agli autori delle elaborazioni costituenti traduzione o adattamento della versione in lingua italiana dei dialoghi.
  • agli artisti interpreti ed esecutori, per ogni comunicazione al pubblico dell'opera - via etere, via cavo o via satellite.

I singoli contributi, se creativi, sono tutelati dal diritto d'autore.

DurataModifica

I diritti di utilizzazione economica dell'opera cinematografica durano sino al termine del settantesimo anno dopo la morte dell'ultima persona sopravvissuta fra i coautori della sceneggiatura, della regia e della musica appositamente creata, la durata della vita dell'autore del soggetto, ancorché coautore dell'opera cinematografica, non rileva ai fini del computo della durata della protezione dei diritti economici; è perciò raro trovare opere di pubblico dominio, a meno che non si tratti di opere del primo decennio del '900 e i cui autori siano morti prima degli anni quaranta.
Per i singoli contributi, così come per qualsiasi opera creativa tutelata dal diritto d'autore, i diritti patrimoniali durano 70 anni dalla morte dell'autore.

I diritti morali non cadono mai in pubblico dominio, hanno durata illimitata e possono essere trasferiti post mortem solo ai congiunti dell'autore, individuati dalla legge sul diritto d'autore.

Opere di animazioneModifica

Il 29 dicembre 2009[10] la Corte di Cassazione Penale a Sezioni Unite ha rigettato l'assunto secondo il quale le opere di animazione aventi ad oggetto personaggi dei cartoni animati godrebbero di una doppia protezione: oltre a quella filmica si cumulerebbe quella stabilita per i disegni. Quindi non si sarebbe potuto far cadere in pubblico dominio un film in cui fossero stati utilizzati disegni la cui protezione non fosse ancora scaduta.

Opera assimilataModifica

L'opera assimilata è la cosiddetta fiction televisiva, cioè tutti quei prodotti seriali composti da più puntate che vediamo in TV.

Nella legge sul diritto d'autore vengono definite "assimilate" perché essendo analoghe alla configurazione dell'opera cinematografica (cambia solo il veicolo di fruizione), sono soggette alle stesse norme.
I detentori del diritto sono sempre quattro: soggettista, sceneggiatore, compositore e regista; mentre il produttore è il detentore dei diritti patrimoniali. Nel caso delle opere assimilate, però, l'imputazione dei quattro autori si riferisce alla singola puntata dato che ognuno di essi può variare a seconda dell'episodio.

NoteModifica

  1. ^ artt. 44-50, legge n. 633/1941
  2. ^ Greco P. - Vercellone P., I diritti sulle opere dell'ingegno, Utet, Torino, 1974
  3. ^ art. 105 L 633/41
  4. ^ art. 103 L 633/41
  5. ^ art. 78-bis, legge n.633/41
  6. ^ art. 10 L633/41
  7. ^ art. 49 L 633/41
  8. ^ art.10, legge 633/41
  9. ^ art. 48 L.633/41
  10. ^ Sentenza n. 49783 del 24 settembre 2009 - depositata il 29 dicembre 2009. Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore A. Fiale

Voci correlateModifica