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La discesa di Cristo agli inferi è per i cristiani un articolo di fede basato sulle parole dell'apostolo Pietro riferite:

« previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: / questi non fu abbandonato negli inferi, / né la sua carne vide corruzione. »   (Atti 2:31)
« Anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito. [19]E in spirito andò ad annunziare la salvezza anche agli spiriti che attendevano in prigione. [20] Essi avevano un tempo rifiutato di credere quando la magnanimità di Dio pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l'arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell'acqua. »   (1 Pt 2:18-20)
(LA)

«4. passus sub Pontio Pilato, crucifixus, mortuus, et sepultus;
5. descendit ad inferos, tertia die resurrexit a mortuis;»

(IT)

«4. [Gesù patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;
5. discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte;»

(Symbolum apostolorum)

InterpretazioniModifica

Nel cattolicesimoModifica

La quaestio 52 della Pars 3 della Summa Theologiae di San Tommaso d'Aquino è tutta dedicata alla discesa di Cristo agli inferi: Sulla discesa di Cristo agli inferi.

Nel protestantesimoModifica

Nella 39 Precetti della Chiesa Anglicana No.3 "Come si deve credere che Cristo è morto per noi e fu sepolto, così si deve anche credere che egli discese agli inferi."

Nelle "chiese" non trinitarieModifica

Vedi: Antitrinitarismo

NoteModifica


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