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Mi sono preso la liberta di fare un'aggiunta riguardante la differenza dell'importanza delle fonti scritte data da Piccolo e Grande Veicolo. Se ho scritto qualche castroneria , fatemelo notare.

Akuma


Pur essendo del tutto ignorante in materia, mi sono sentito di cambiare la frase "Sotto questo punto di vista, la superiorità del bodhisattva sull'arhat è incontestabile e suscita una mistica specifica in cui il dono di sé, la generosità, la benevolenza, la compassione prendono il sopravvento sull'ascesi mistica, e sulla disciplina solitaria." con "Sotto questo punto di vista emerge una maggiore propensione del bodhisattva rispetto all' arhat ad una mistica specifica in cui il dono di sé, la generosità, la benevolenza, la compassione prendono il sopravvento sull'ascesi mistica, e sulla disciplina solitaria.", perchè non mi sembra opportuno parlare di "superiorità incontestabile" di una concezione etica/relogiosa/filosofica su un'altra.

Ho cambiato anche "Non essendo evidentemente possibile parlare, a proposito di arhat, di individualismo spirituale, bisogna tuttavia riconoscere che l'altruismo non è certo la loro maggiore preoccupazione e in questo caso concordano perfettamente con la tradizione induista e yoga." con "Non è opportuno parlare, a proposito di arhat, di individualismo spirituale, tuttavia si può riscontrare una minore attenzione altruistica, in linea con la tradizione induista e yoga."

Le riformulazioni non sono un gran che ma è tardi.. :)

In generale, mi sembra che il Mahayana sia presentato più favorevolmente rispetto alle altre correnti buddiste, ma potrebbe essere solo una mia impressione

Alias

Da Buddhista di Tradizione TibetanaModifica

Ti vorrei precisare che il Dalai Lama non è il Capo del Buddhismo Mondiale ma uno dei Capi del Buddhismo Tibetano, probabilmente quello di maggior Rilievo.

Ma che ...Modifica

Ma di quali macerazioni vai parlando? E cosa vorrebbe dire che nel Mahayana accade che non si dia peso alle Scritture contrariamente al Buddhismo Hinayana? Ti sei mai visitato un Monastero di Lignaggio Mahayana? Resteresti sbalordito ... !

Nuovi ... ?Modifica

Cosa significa "... i nuovi Filosofi del Mahayana ..."? Il Mahayana risale al Buddha anche se questo non viene accettato dalla maggior parte degli studiosi occidentali; esistono diversi Sutra nei quali il Buddha afferma il Mahayana e anche dagli stessi Praticanti dell'Hinayana viene riconosciuto il Veicolo che porta alla Realizzazione della Buddhità che differisce dal Loro Obiettivo di ottenere un Nirvana che non è quello di un Buddha (Nirvana-non-dimorante).

InoltreModifica

Vorrei fare notare che la Voce Mahayana andrebbe "ritoccata" dall'inizio alla fine.

Come qualitàModifica

DISP

Versione CorrenteModifica

Mi sono preso la "libertà" di correggere ulteriormente la versione rimessa a posto ieri sera.


PartoModifica

A rimpolpare la voce. Occorre tempo per le fonti. --Xinstalker (msg) 09:24, 19 ott 2009 (CEST)

L'ottimo inserimento di VecchiottiModifica

che ho completato (occorre, se possibile, inserire tutto il periodo per dare senso completo a quello che un autore va affermando e in questo caso credo sia doveroso) andrebbe spostato, a mio avviso, nel paragrafo sulle dottrine Mahayana ancora da completare. Fatemi sapere cosa ne pensate. saluti, --Xinstalker (msg) 10:21, 14 set 2010 (CEST)

Toglierei il primo paragrafo; è inessenziale alla comprensione della citazione, anzi, lo trovo pesante e lungo. Mi sono servito della sua coda per rendere esplicito il riferimento al Mahayana, ma non serve, è chiaro a quale buddhismo l'Autore faccia riferimento quando scrive degli "estremi della linea derivata".
Lascerei da "Non c'è alcun dubbio" in poi.
☸Cūḷapanthaka☸ (msg) 12:53, 14 set 2010 (CEST)
Secondo me va inserito per intero nel paragrafo sulle 'dottrine' non solo per rendere giustizia alla fonte che peraltro ne fa un'analisi molto accurata nel suo III volume. Infatti l' "idealismo" nel Mahayana compare molto 'pesantemente' nel Cittamatra, ma anche prima con il comparire dell'Avatamsakasutra. Testi e scuole che finiranno poi per condizionare più o meno tutto il buddhismo come chiosa Vecchiotti. Non sono d'accordo nell' "accorciare" la citazione perché spiega i presupposti che poi concludono con quella importante affermazione ovvero che "coscienza/mente" (sempre priva di natura inerente) è l'approdo dalla 'fuga' dal sostanzialismo proprio dell'Abhidharma sarvastivada (dal prapti per intenderci, qui la conclusione è mia non di Vecchiotti), ci sono diversi autori che ne hanno già parlato prima, ma penso propro sia materia per il paragrafo sulle dottrine.--Xinstalker (msg) 13:09, 14 set 2010 (CEST)
Ritengo il primo periodo non attinente al tema della sezione Il dibattito storiografico sulle origini del Mahāyāna, mentre il secondo si. Per questo l'avevo selezionato per aggiungerlo a qeusta sezione. Si potrebbe citaare in due parti distinte, la seconda parte in questa sezione e di nuovo, magari in nota e comprensiva della prima parte, in quella sulle dottrine Mahayana.
☸Cūḷapanthaka☸ (msg) 00:56, 15 set 2010 (CEST)
Non sono d'accordo. Vecchiotti nel periodo che abbiamo riportato non tratta delle origini del Mahayana ma sostiene che il proseguio dello sviluppo dottrinale Mahayana ovvero dei sūtrāṇi mahayana, ha generato una migrazione verso delle dottrine idealiste non presenti nel buddhismo primitivo (nel buddhismo della prima comunità buddhista), sviluppo che poi ha influenzato tutto il buddhismo. Lo spiega con la pluralità delle dottrine e delle forme e l'attenzione al non sostanzialismo quindi tutto diviene prodotto della 'coscienza' (idealismo). Direi di lasciare la frase che spiega per bene cosa intenda il Vecchiotti, una frase in più non fa male, una frase in meno, magari appartenente allo stesso periodo, può creare fraintendimenti. Per ora lasciamolo lì, poi vediamo se occorre nel paragrafo delle dottrine dove tuttavia possiamo inserire altri autori che sostengono temi molto simili.--Xinstalker (msg) 08:00, 15 set 2010 (CEST)
Il Vecchiotti scrive di «uno sviluppo» lungo una linea che va dal «Buddhismo delle origini» a «il punto d'arrivo del Buddhismo stesso», ossia il Mahayana. Direi che tratta anche, se non soprattutto, dell'origine del Mahayana, identificandola nel buddhismo primitivo non idealista. Il paragrafo precedente, ove tratta delle sūtrāṇi, è un'altra trattazione, che infatti nel testo è anche tipograficamente scissa dalla successiva.
☸Cūḷapanthaka☸ (msg) 01:59, 16 set 2010 (CEST)


(rientro)Scusa Alessandro ma credo che tu sia vittima di un equivoco e occorra che tu legga con attenzione 'tutto' il libro ovvero tutti e tre i volumi che compongono questa singola opera. Ma andiamo con ordine:

  • il Vecchiotti usa lo schema classico dei tre giri della ruota del Dharma: il primo giro è il Buddhismo primitivo e il Mahayana primitivo, il secondo è il Madhyamaka (da lui inteso di fatto come nihilista) e il terzo è il Cittamatra (il 'pieno' Buddhismo idealistico per l'appunto) inteso come punto di arrivo del Buddhismo stesso in quanto ha peraltro più o meno influenzato tutte le scuole buddhiste di oggi;
  • Il Buddhismo primitivo non è idealistico: su questo il buon Vecchiotti da pag. 97 a pag. 112 del I volume si 'scaglia', anche per questo, contro Walter Ruben che invece intese l'insegnamento buddhista originale esattamente in tal senso. Quello che Vecchiotti non dice è che Ruben non è affatto solo nell'intendere il buddhismo di buddha come idealistico, egli è accompagnato da Arthur Berriedale Keith (cfr. The fundamental character of being: negativism, idealism or realism; Buddhist Philosophy in India and Ceylon Asian Educational Services, 1996, pag.47) e da Hendrik Kern. E' un vecchio tema filosofico... l'origine del Buddhismo come idealista...
  • Il Mahayana non è stato ancora idealista nei primi prajnaparamitasutra (inseriti nel I giro della ruota del Dharma, secondo il Vecchiotti: le prime forme mahayaniche sono ancora nell'orbita del primo giro anche se podromi sulla suddivisione interno-esterno) né lo è ancora nel secondo giro di Nagarjuna (che procede dai prajnaparamita e 'provoca' 'involontariamente' l'idealismo cittamatrico); in tal senso leggiti anche il 3° capitolo della parte IV nel terzo volume (pag.84) ovvero quello su Candrakīrti duro oppositore madhyamika (e nagarjuniano di ferro) dell'idealismo cittamatra. Secondo il Vecchiotti non poteva finire che cosi... in modo paradossale in quanto la disgregazione nagarjuniana non può che portare alla risoluzione idealistico-soggettivistica di Asaṅga e Vasubandhu. Un esito che è all'opposto agli intenti di Nagarjuna.
  • Infine non mi piace la tua conclusione dove sostieni che la frase che ho completato è in un paragrafo precedente in quanto non è vero è la stessa frase che hai inserito tu [1] (e che non appartiene al paragrafo precedente, in quanto appartengono tutte al paragrafo 8 del capitolo I che si compone di nemmeno 2 pagine, essa è infatti solo il periodo che precede e spiega cosa intenda il Vecchiotti) che tu stesso hai inserito, ma monca... io l'ho completata ([2]!). Ora che è completata... non ti fa più comodo e vuoi cancellarla tutta. Non è un bel modo di procedere e non ti fa utente corretto qui da queste parti. Riflettici su.. per favore.--Xinstalker (msg) 08:02, 16 set 2010 (CEST)

Atteso che non vi sono repliche alle mie osservazioni e atteso che Vecchiotti non ha mai inteso come idealista il primo buddhismo mahayana, vedi anche, riferendosi al primo testo mahayana, l'Aṣṭa-sāhasrikāprajñā-pāramitā dove Vecchiotti è fin troppo chiaro!:

«Occorre osservare che in quest'opera si sovrappongono elementi critico-dissolutori a quelli che saranno in seguito le basi per una emergente nuova prospettiva idealistica. Stiamo qui ben attenti: come abbiamo osservato, un idealismo qui non può essere considerato in alcun modo fondato

pag. 48 del II volume. Sto per spostare al paragrafo "dottrina" il riferimento di Vecchiotti. Se ci sono controindicazioni ditele, grazie --Xinstalker (msg) 16:25, 21 set 2010 (CEST)

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