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Significato di caloreModifica

Il calore è un trasferimento di energia tra due sostanze a diversa temperatura; Esso è una forma di energia, come sono l'energia meccanica (cinetica e potenziale), l'energia nucleare e quella elettromagnetica. La cosiddetta energia termica di un sistema non è altro che l'energia cinetica posseduta dalle particelle del corpo .Una reazione può liberare energia cinetica, la quale causa l'aumento di temperatura di una certa sostanza, e questa, se messa a contatto con un corpo a temperatura inferiore, cederà dell'energia (sempre cinetica, si parla di agitazione molecolare) fino al raggiungimento dell'equilibrio termico.

Concordo con quello che hai scritto, tranne quando dici che "non ha quindi senso definire un'energia termica"; infatti l'energia termica è una quantità posseduta dal corpo che non ha a che fare con il calore scambiato, bensì con la temperatura, ovvero lo stato di agitazione molecolare di cui parli dopo. L'"energia cinetica microscopica" è sinonimo di "energia termica", ed è studiata in campi differenti rispetto all'"energia cinetica macroscopica". Lo stesso termine "termo-dinamica" richiama alla mente il termine "dinamica" della meccanica, infatti nel suo ambito viene studiato il movimento delle particelle microscopiche, che corrisponde poi al loro contenuto termico.<br.>
Detto questo, nel tuo intervento non fai riferimento ad una frase specifica della voce, ma penso che il discorso si riferisce a questa voce, quindi darò una lettura per vedere i punti della voce in cui si dice che il calore è posseduto da un corpo e le altre incongruenze che hai segnalato. Se in altre voci troverai queste incongruenze, basta segnalarle come hai fatto adesso, e qualcuno provvederà, oppure puoi modificare tu stesso la voce. Grazie dell'intervento. --Aushulz (msg) 02:00, 31 ott 2008 (CET)
Non sono riuscito a capire la frase "non ha senso dire che una reazione di combustione libera, tra le altre cose, del calore". Potresti riformularla? --Aushulz (msg) 03:28, 31 ott 2008 (CET)
Adesso è chiaro, grazie. --Aushulz (msg) 17:36, 13 feb 2009 (CET)

Sensazione del caloreModifica

Ho aggiunto un paio di esempi alla sezione in oggetto. Palma Demis

In realtà mi pare che si faccia confusione tra "calore" e la temperatura": infatti il metallo effettivamente scambia più calore rispetto al legno e anche gli altri esempi non sono azzeccati. Tutta la sezione va quindi modificata, trasformando il termine "calore" con il termine "temperatura" e trasferita nella voce "Temperatura", se già tali informazioni non sono presenti. --Aushulz (msg) 02:29, 26 dic 2010 (CET)

Definizione del caloreModifica

Ho modificato la definizione da:

In fisica, in particolare in termodinamica, il calore è il trasferimento dell'energia termica tra due o più sistemi fisici.

a:

In fisica, in particolare in termodinamica, il calore è il trasferimento dell'energia termica tra due o più sistemi fisici su cui sia nullo il lavoro meccanico in virtù di una differenza di temperatura.

In virtù del primo principio dQ = dU + dL, dove dU è la variazione di energia termica o interna, quindi il calore è trasfermento della sola energia interna a patto che il lavoro sia nullo. Così si spiega l'affermazione successiva:

Tale trasferimento può essere dovuto alla differenza di temperatura oppure al passaggio di fase, avendo rispettivamente il calore sensibile ed il calore latente.

in cui pur essendo costante la temperatura c'è lavoro dovuto alla rottura dei legami e quindi si spiega il calore latente.--Frank50_s dimmi 12:34, 16 gen 2011 (CET)

Non mi sembra molto chiaro il tuo ragionamento. Se si trasferisce energia termica, a prescindere dal fatto che ci sia una differenza di temperatura o che tale energia sia poi convertita in altra forma (per esempio lavoro meccanico), c'è comunque un passaggio di calore. Secondo me era più giusto come era scritto prima. Riguardo all'equazione del primo principio che hai scritto, quello è una caso particolare, mentre nel caso più generale si ha: dQ = dE + dL, essendo "E" l'energia (di qualsiasi tipo) e "L" la somma di lavoro per variazione di volume e lavoro isocoro (quindi non solo lavoro meccanico). --Aushulz (msg) 14:15, 16 gen 2011 (CET)

Revisione della definizioneModifica

Ho rivisto di nuovo la definizione di calore che ancora non mi soddisfaceva, infatti nel tentativo di salvare la precedente bisognava introdurre il lavoro, e comunque rimaneva ancora una definizione particolare sempre per colpa dell'energia termica, la più corretta e generale dovrebbe essere questa:

In fisica, in particolare in termodinamica, il calore è il trasferimento di energia tra il sistema e il suo ambiente in virtù di una differenza di temperatura.

Ho trovato riferimenti in ben 3 libri a mia disposizione:

  1. Resnick, Halliday e Krane, Fisica 1, 5ª ed., Milano, Casa editrice Ambrosiana, 2003, ISBN 978-88-08-08611-2.
  2. Yunus A. Çengel, Termodinamica e trasmissione del calore, Milano, McGraw-Hill Companies, 2005, ISBN 88-386-6203-7.
  3. Gaetano Alfano, et al., Lezioni di Fisica Tecnica, Napoli, Liguori, 2008, ISBN 978-88-207-4061-0.

In particolare il primo è un testo americano molto usato nei corsi di fisica.--Frank50_s dimmi 16:54, 16 gen 2011 (CET)

Non condivido l'aggiunta sulla "differenza di temperatura"; infatti nel caso del solo calore latente non si ha differenza di temperatura tra sistema e ambiente. La differenza di temperatura è infatti la forza spingente dello scambio termico se si ha solo scambio di calore sensibile. Sarebbe già più corretto parlare di "differenza di entalpia", che si ha sia per il calore latente sia per il calore sensibile, ma ci troveremo in questo caso a definire un concetto che dovrebbe essere fondamentale (il calore) con una grandezza poco intuitiva (l'entalpia), la quale a sua volta se non sbaglio è definita a partire dal calore.
Non sono d'accordo neanche con la generalizzazione energia termica --> energia; ad esempio due ingranaggi possono scambiarsi energia cinetica, oppure un circuito può scambiare energia elettrica con una pila, ma in entrambi i casi ciò non implica scambio di calore tra sistema e ambiente.
Quanto alle fonti da te citate, appena ho tempo darò una lettura a queste ed altre per vedere se fanno riferimento ad una definizione particolare di calore, se la frase è espressa male o se in quel contesto quando si parla di "energia" si sottintenda "energia termica", o semplicemente può darsi che si tratti di un errore (non sono così rari nei libri di termodinamica). --Aushulz (msg) 00:53, 17 gen 2011 (CET)

Con un approccio romantico al problema definirei: Calore "la sensazione del caldo" Temperatura "livello di Calore" Entalpia "quantità di calore in un corpo o in un fluido"

Perdonami, ma qui siamo su un'enciclopedia, per cui ritengo che le definizioni più appropriate siano quelle scientifiche, non quelle "romantiche". Inoltre faccio notare che il calore come definito nella termodinamica è una grandezza fisica e oggettiva, indipendente dunque dalle valutazioni soggettive di "caldo" e "freddo". Non entro nel merito delle altre due definizioni, che mi sembrano ancora meno proponibili. Piuttosto che cercare di renderci la vita comoda inventandoci delle definizioni semplicistiche, dovremmo invogliare di più gli studenti a studiare la fisica e la termodinamica. Se ci sono punti della voci che non ti sono chiari, puoi indicarli e cerchiamo insieme di renderli più comprensibili, ma è sempre bene tenere im mente il lavoro dei grandi fisici del passato. --Aushulz (msg) 01:12, 4 feb 2012 (CET)

Definizione di calore (ancora)Modifica

Non trovo giustificata la definizione di calore come "... il trasferimento di energia termica tra un sistema e il suo ambiente in virtù di una differenza di temperatura o di un cambiamento di fase" per l'ultimo ingrediente: il cambiamento di fase. Se un corpo è in equilibrio termodinamico (quindi meccanico, termico, chimico), rimarrà nella stessa fase. Un cambiamento di fase avviene quando si modificano le condizioni in cui si trova il corpo. Ad es. sottoponendolo a variazione di pressione (ma allora c'è un lavoro meccanico) o di temperatura (ma allora c'è un trasferimento di energia tramite calore, nel senso proprio di energia trasferita a causa della differenza di temperatura). Il termine calore latente, che forse è all'origine della definizione adottata, deriva dalla vecchia concezione sostanzialista del calorico: un fluido che passava da un corpo ad un altro causando vari fenomeni ma nel caso ad es. dell'ebollizione o della fusione, non causando aumento di temperatura come il calore sensibile, veniva immaginato come nascosto dal corpo (latente) e accumulato, poi eventualmente liberato nella trasformazione inversa. Il calore però non è una sostanza ma energia trasferita. A causa del differenza di temperatura. Se metti in un recipiente isolante 100g d'acqua e 100g di ghiaccio a 0°C e 1 atm cosa accadrà ? Se uno dei due è a temperatura diversa allora sì che ci sarà un passaggio di calore. Ma non perché si trovano in fasi diverse. Poi, s'è forse capito, abolirei pure l'aggettivo "termica". Energia può bastare. Ancora una cosa: limitare la definizione di calore alla Q che compare nel primo principio può essere eccessivo. Oltre allo scambio di energia tra un sistema e l'ambiente bisogna considerare anche il trasferimento di energia, a causa della differenza di temperatura, all'interno di uno stesso corpo. Dalla definizione sembrerebbe che non si possa parlare di calore quando si scalda una barra metallica tenendola per un'estremità. (in termodinamica i singoli sistemi sono considerati in equilibrio quindi ciascuno ha una ben determinata temperatura uniforme per tutto il sistema). Quindi darei una definizione estesa: "il calore è l'energia trasferita tra due sistemi a causa della loro differenza di temperatura" (i due sistemi possono essere un sistema e l'ambiente o due parti dello stesso corpo). --Balutre44 (msg) 23:29, 7 feb 2012 (CET)

Analizziamo ogni modifica alla volta, per capire quale modifica sia più corretta rispetto alla definizione attuale e quale modifica sia invece meno corretta.
Ecco i punti da analizzare:
  • "energia trasferita" al posto di "trasferimento di energia": su questa modifica sono d'accordissimo; infatti il calore anche dal punto di vista dimensionale è un'energia (nel SI si esprime infatti in joule, come l'energia), mentre non ha senso identificare il calore con il processo di trasferimento di energia;
  • "energia" al posto di "energia termica": su questo punto non sono d'accordo, in quanto penso che in tutti i casi il calore sia da ricondurre a "energia termica" e non a energia di altro tipo, per cui specificare l'aggettivo "termica" penso che dia un'informazione in più al lettore; inoltre forse ci possono essere casi in cui una differenza di temperatura provoca anche il trasferimento di energia non di tipo termico, per cui non riconducibile al calore (al momento però non mi viene in mente nessun caso del genere... forse mi sbaglio?)
D'accordo.(ho cambiato idea, vedi più sotto)
  • "tra due sistemi" anziché "tra un sistema e il suo ambiente": se considero due sistemi A e B che si scambiano calore, nel caso più generale ognuno di tali sistemi può scambiare calore anche con altri sistemi, ad esempio prendiamo il caso in cui A scambia calore solo con B, C e D, mentre B scambia calore solo con A, E e F; l'insieme dei sistemi B, C e D costituiscono l'ambiente del sistema A, mentre l'insieme dei sistemi A, E e F costituiscono l'ambiente del sistema B; il calore dunque viene scambiato sia tra A e ciascuno dei sistemi che costituiscono il suo ambiente, nonché tra A e il suo ambiente considerato complessivamente; ma l'ambiente è a sua volta un sistema e l'insieme di due o più sistemi è un sistema, per cui dire "tra due sistemi" dovrebbe contenere tutti i casi possibili, quindi sono d'accordo con questa sostituzione, che però penso sia più completa se scriviamo "tra due sistemi (aperti o chiusi)";
  • "a causa" al posto di "in virtù": sono d'accordo, in quanto su Wikipedia dobbiamo usare un linguaggio più semplice e meno elaborato possibile e "a causa" è più usato nel linguaggio comune;
  • "a causa della loro differenza di temperatura" al posto di "in virtù di una differenza di temperatura o di un cambiamento di fase": riflettendoci, il cambiamento di fase non è la causa del trasferimento di calore, bensì una conseguenza, quindi sono d'accordo a tale sostituzione;
  • "(i due sistemi possono essere un sistema e l'ambiente o due parti dello stesso corpo)": sono d'accordissimo con questa generalizzazione, tranne sul termine "corpo", che è meno generico di "sistema"; ad esempio un sistema disperso in un altro sistema continuo (come delle goccioline di acqua in un caduta in un gas) non sono dei "corpi", bensì dei sistemi; inoltre parlare di "ambiente" è riduttivo, per quanto detto due punti più sopra;
In definitiva, l'incipit potrebbe essere modificato così:
...il calore è l'energia termica trasferita tra due sistemi (aperti o chiusi) o tra due parti dello stesso sistema a causa della loro differenza di temperatura.
  • Inoltre, per quanto detto nei punti precedenti, propongo di modificare il pezzo successivo in questo modo:
Se il trasferimento di calore ha come conseguenza un cambiamento di fase, tale calore prende il nome di "calore latente", mentre se il trasferimento di calore ha come conseguenza una diminuzione della differenza di temperatura (in quanto i due sistemi o le due parti dello stesso sistema tendono a raggiungere l'equilibrio termico) si parla di "calore sensibile". Infine nel caso in cui il trasferimento di calore comporti sia una diminuzione della differenza di temperatura sia un cambiamento di fase, tale calore può essere pensato come la somma di due contributi: un contributo relativo al calore sensibile e un contributo relativo al calore latente.
--Aushulz (msg) 04:17, 12 feb 2012 (CET)

Ho visto che siamo d'accordo su quasi tutto però continuo a insistere su un punto: inserire nella definizione (o nelle vicinanze) il calore latente (e peggio in accoppiata col sensibile) fa solo confusione. Tra l'altro calore e calore latente sono (ora) due grandezze differenti, con unità di misura differenti (J e J/kg). Si spacca un concetto unitario (energia trasferita a causa delle differenza di temperatura) in due forme che sembrerebbero distinte ma in realtà non riguardano il calore bensì i suoi effetti sui sistemi: non ci sono due forme di calore (sensibile e latente) ma una sola, energia trasferita tra 2 sistemi, poi l'uso che ne fa un sistema o l'altro (aumentare la temperatura o cambiare fase) sono affari suoi, non è una proprietà del calore ma del sistema. Vanno distinti gli effetti ma non una delle cause (l'altra è lo stato in cui si trovava il sistema ed è questa che fa la differenza). E attribuire le differenze degli effetti al calore, che si ritrova separato in casa, non è giustificato. Quindi la parte in cui si divide in due forme il calore la toglierei. Poi non mi pare che indicare che i sistemi possono essere aperti o chiusi (quindi tutti)aggiunga chiarezza o comporti chissà quali sviluppi. Una definizione semplice e essenziale, ma corretta, credo che sia preferibile. Infine sono d'accordo nell'evidenziare il fatto che il calore può produrre una variazione di temperatura o un cambiamento di fase senza variazione di temperatura, ma forse occorrerebbe partire anche qui da un'impostazione unitaria, dal fatto che il calore, come energia scambiata da un sistema, in entrata o in uscita, produce una variazione della sua energia interna che può essere o meno accompagnata da una variazione di temperatura. In effetti uno dei problemi della definizione di calore è che si tende ad identificarlo come la causa della variazione di temperatura di un corpo o anche con l'energia (di agitazione ) termica di un corpo (compresi alcuni testi di fisica, ad es. Feynman nelle sue lezioni introduttive) e come conseguenza si tende a dare una definizione separata per i casi in cui la temperatura non varia. --Balutre44 (msg) 18:08, 26 feb 2012 (CET)

  • Riguardo alle unità di misura devo smentirti: sia il calore sensibile sia il calore latente si possono esprimere con le stesse unità di misura, anche se in genere si trovano tabellati i valori del calore latente riferito alla massa (J/kg), proprio perché questo valore è costante, mentre in genere non si trovano tabelle sul calore sensibile (ma si calcola) perché dipende dalla temperatura e perché si può ricavare dal calore specifico (cp).
Il calore latente e il calore sensibile sono quindi confrontabili (avendo le stesse unità di misura) e ciò è evidente ad esempio nello studio della termochimica, dove per stimare il calore di reazione si sommano il contributo del calore di reazione standard con il contributo del calore sensibile e il contributo del calore latente.
  • Concordo nel fatto che inserire nell'incipit la distinzione tra calore latente e calore sensibile può dare adito a confusione; inizialmente avevo pensato di inserire tali definizioni perché pensavo che fossero necessarie per definire il calore, ma dopo avere discusso con te mi rendo conto che tali definizioni possono essere date in seguito, ad esempio se per te va bene possiamo spostarle in una sezione a parte dopo "Calore, temperatura e energia interna" e prima di "Propagazione del calore".
  • Riguardo agli effetti del passaggio di calore, penso che tutti gli effetti del passaggio di calore siano descritti dal primo principio della termodinamica nella sua forma più generale: ΔE = Q + W, dove ΔE indica una variazione di qualsiasi forma di energia (interna, cinetica, potenziale, ecc.), Q indica il calore e W indica il lavoro (per variazione di volume o isocoro). Da tale relazione, possiamo affermare che le conseguenze del passaggio di calore possono essere di due tipi: variazione di energia o "scambio" di lavoro.
Quindi solo sotto determinate ipotesi il passaggio di calore comporta una variazione di energia interna, temperatura, entalpia, entropia o un cambiamento di stato di aggregazione.
  • Partendo dall'ultimo punto che ho scritto, aggiungo un'altra considerazione che penso sia fondamentale per lo sviluppo della voce: la voce per il momento non parla dei casi in cui si abbia "generazione di calore"; tale generazione avviene ad esempio a causa di reazioni chimiche o reazioni nucleari. Il "calore generato" non presuppone un precedente "scambio di calore", bensì una variazione di energia del sistema. A questo punto mi chiedo dunque come possiamo modificare la voce per tenere conto anche di questa accezione di "calore".
  • Per quanto detto nei nostri ultimi due interventi, l'incipit potrebbe quindi essere:
In fisica, in particolare in termodinamica, il calore è definito come il contributo di energia consumata o generata a seguito di una reazione chimica o nucleare o trasferita tra due sistemi o tra due parti dello stesso sistema, non imputabile ad un lavoro o ad una conversione tra due differenti tipi di energia.
  • Un altro esempio di incipit potrebbe essere:
In fisica, in particolare in termodinamica, il passaggio o il consumo o la generazione di calore è la causa di una variazione del contenuto di energia in un sistema nel caso in cui non si abbia conversione tra più forme di energie (ad eccezione dell'energia termica) e nel caso in cui non si abbia trasferimento di lavoro.
L'energia che varia a seguito del consumo o della generazione di calore in un sistema o del passaggio di calore tra due sistemi o tra due parti dello stesso sistema può essere di varie forme, ad esempio: energia interna, energia termica, energia chimica o energia nucleare.
  • In una sezione a parte, si potrebbe invece inserire tale parte:
== Effetti del calore ==
Gli effetti del passaggio di calore sono descritti dal primo principio della termodinamica nella sua forma più generale: ΔE = Q + W, dove ΔE indica una variazione di qualsiasi forma di energia (interna, cinetica, potenziale, ecc.), Q indica il calore e W indica il lavoro (per variazione di volume o isocoro). Le conseguenze del passaggio di calore possono quindi essere principalmente di due tipi: variazione di energia o "scambio" di lavoro.
Una particolare forma di energia che può essere modificata a seguito del passaggio di calore è l'energia interna; la variazione di energia interna può avere diverse conseguenze, tra cui un aumento di temperatura o un cambiamento di stato di aggregazione.
Se il trasferimento di calore ha come conseguenza un cambiamento di stato di aggregazione, tale calore prende il nome di "calore latente", mentre se il trasferimento di calore ha come conseguenza una diminuzione della differenza di temperatura (in quanto i due sistemi o le due parti dello stesso sistema tendono a raggiungere l'equilibrio termico) si parla di "calore sensibile". Infine nel caso in cui il trasferimento di calore comporti sia una diminuzione della differenza di temperatura sia un cambiamento di fase, tale calore può essere pensato come la somma di due contributi: un contributo relativo al calore sensibile e un contributo relativo al calore latente.
Si parla inoltre di "calore di reazione" quando il calore viene consumato o generato da una reazione chimica."
--Aushulz (msg) 03:32, 5 mar 2012 (CET)
Io sono favorevole alla definizione concisa "il calore è l'energia trasferita tra due sistemi a causa della loro differenza di temperatura", che mi sembra del tutto corretta. Tutte le ulteriori precisazioni sono da inserire successivamente, non fanno parte della definizione di calore. Il punto importante, infatti, è sottolineare che (1) il calore non è "una forma di energia" come purtroppo spesso si legge; (2) il calore è "energia trasferita fra due sistemi" non isolati fra loro: il fatto che detti sistemi siano "aperti" o "chiusi" e che uno dei due sistemi costituisca, i qualche senso, l'"ambiente" dell'altro non mi sembra rilavante; specificare che i due sistemi possono anche essere due sottosistemi di uno stesso sistema, parimenti, mi sembra del tutto ridondante (però per maggiore chiarezza si può anche precisare); piuttosto, forse si dovrebbe scrivere nella definizione "energia trasferita fra due sistemi (in contatto termico) a cauaa della loro differenza di temperatura": è un po' pleonastico, ma se i due sistemi non sono in contatto non c'è trasferimento di calore fra i due... (3) il calore è l'energia trasferita a seguito della differenza di temperatura: questo significa, tra l'altro, che parlare di trasmissione del calore "per irraggiamento" è del tutto scorretto, perché la radiazione termica dipende solo dalla temperatura del corpo emittente e non da quella di altri sistemi (evidentemente, l'energia netta trasferita per irraggiamento fra due sistemi dipende dalla temperatura di entrambi: ma l'irraggiamento non è causato dalla differenza di temperatura); (4) il "calore latente" è semplicemente un modo convenzionale di rappresentare il fatto che l'energia assorbita da una sostanza (in coesistenza di due fasi) non determina una variazione di temperatura; ma il calore, in quanto energia trasferita da un sistema all'altro, sempre quello è. Quindi sono del tutto favorevole alla definizione breve.
Quanto agli ulteriori dettagli, la questione è delicata perché risente del modello attraverso cui si descrivono i fenomeni termici. Se ci si mette nella prospettiva della meccanica statistica, il calore non è un concetto fondamentale: è meramente il prodotto della temperatura per la variazione di entropia. Nella termodinamica ottocentesca, invece, il cui linguaggio continuiamo a utilizzare in contesti applicativi (e anche didattici, anche se lì produce non pochi problemi di comprensione), il calore è invece il "protagonista" di tutta la teoria. Se precisassimo bene questo punto, poi sarebbe perfettamente accettabile anche presentare la teoria "classica" del calore, nel linguaggio del XIX secolo: possibilmente, però, per ciascun contesto dovremmo riferirci a una fonte davvero valida, non reinventarci noi le definizioni e nemmeno mescolare (senza chiarire i diversi contesti) paragrafi che vengono un po' da manuali scolastici, un po' da testi di termodinamica, di fisica tecnica, di ingegneria chimica... In questo momento non ho sottomano la Termodinamica di Fermi, ma mi piacerebbe andare a (ri)vedere cosa c'è scritto lì. --Guido (msg) 10:59, 1 apr 2012 (CEST)
Reverto il mio intervento, che, come ho già spiegato a Guido, non è legato a questa discussione (che leggo solo ora). --LoStrangolatore (discussione) 20:08, 5 apr 2012 (CEST)
Approfitto per dare il mio appoggio all'incipit proposto da Guido; oltre a ciò che Guido ha scritto, l'incipit sottolinea anche che (0) il calore non è un trasferimento di energia, il calore è l'energia trasferita. --LoStrangolatore (discussione) 20:44, 5 apr 2012 (CEST)
In realtà la proposta di nuovo incipit è di Balutre44, non mia... --Guido (msg) 21:30, 5 apr 2012 (CEST)

  Fatto Ho modificato la voce in luce di quanto era emerso nella discussione qui sopra. --Daniele Pugliesi (msg) 21:43, 29 lug 2013 (CEST)

ulteriore modifica, annullataModifica

È stata fatta una modifica molto radicale della voce, nel'incipit e nella definizione. L'ho annullata perché, viste le discussioni pregresse, penso che una modifica del genere - che potrebbe anche essere vantaggiosa (anche se in quei termini io non la riterrei tale) - debba essere prima discussa. Per quanto mi riguarda, io tendo a considerare come definizione corretta di calore quella per cui, in una trasformazione nella quale il sistema termodinamico considerato non compia lavoro, la variazione di calore dQ è definita dal prodotto della temperatura assolua per la variazione di entropia, dQ = TdS. Ma mi guarderei bene dal cambiare in questo senso la voce senza averne prima discusso qui. --Guido (msg) 18:03, 10 ott 2013 (CEST)

Grazie per l'annullamento.
Posso sbagliarmi, ma penso che l'espressione dQ = TdS sia da leggersi: dS = dQ/T, ovvero come definizione dell'entropia a partire dal calore. Infatti mi sembra più logico pensare che il calore sia una quantità definita prima di altre variabili termodinamiche che storicamente sono state definite in seguito, quali l'entropia, entalpia, l'energia libera, ecc. Nella pagina Entropia si deinisce appunto l'entropia in questo modo. --Daniele Pugliesi (msg) 01:57, 30 ott 2014 (CET)
In Fisica non è che le grandezze definite prima (in senso storico) siano necessariamente più fondamentali di quelle definite in seguito. Ci sono diversi controesempi. Il calore non è una grandezza fisica distinta dall'energia (tant'è che l'unità di misura è la stessa), solo che per un sistema termodinamico il calore non è una funzione di stato, mentre l'entropia lo è. Quindi, dato che il calore non è una proprietà di un sistema, ma solo la misura di un'energia ceduta da un sistema a un altro per trasmissione termica, è del tutto sensato fisicamente considerare la variazione di entropia come la descrizione fisica "più fondamentale" del fenomeno. Peraltro, tanto l'entropia quanto la temperatura sono definite in meccanica statistica in modo completamente indipendente dal concetto di calore: ecco perché, in quel particolare contesto teorico, la definizione di calore segue quella delle altre due grandezze, e non viceversa. --Guido (msg) 21:35, 30 ott 2014 (CET)

Collegamenti esterni modificatiModifica

Gentili utenti,

ho appena modificato 1 collegamento/i esterno/i sulla pagina Calore. Per cortesia controllate la mia modifica. Se avete qualche domanda o se fosse necessario far sì che il bot ignori i link o l'intera pagina, date un'occhiata a queste FAQ. Ho effettuato le seguenti modifiche:

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