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Modifica pagina Roberta TorreModifica

In accordo con la regista Roberta Torre dopo aver realizzato una tesi universitaria approfondita riteniamo per motivi di completezza che la pagina venga modificata inserendo le seguenti righe:

Si laurea in filosofia all’Università Statale di Milano, frequenta la Civica Scuola di Cinema e Televisione dove si diploma in regia. Si diploma quindi in recitazione e drammaturgia alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e frequenta le scuole di cinema di Milano e di Bassano del Grappa guidate dal gruppo di Ermanno Olmi. È con Olmi che si appassiona alle storie delle persone che vivono ai margini della città. Il suo primo documentario, Tempo da buttare, lo gira al dormitorio di via Ortles, “dove i rifiuti umani e i rifiuti degli umani convivono: persone e oggetti senza tempo.” Nel 1990 si trasferisce a Palermo, città che diviene scenario di quasi tutta la sua opera cinematografica e teatrale fino ad oggi alla ricerca di storie estreme:

I suoi primi lavori sono cortometraggi in video e pellicola che ottengono premi nei festival di cinema nazionali e internazionali. La cifra stilistica che li percorre è costantemente quella di una stretta commistione tra documentario e finzione dove la realtà più cruda è mescolata a toni teatrali e stranianti. Ricordiamo tra questi il teatro è una bestia nera che racconta la vita di Michele, regista teatrale di cui è impossibile determinare la persona tramite i racconti di chi lo conosce, vincitore del primo premio Cortometraggi al Bellaria Film Festival, Senti, amor mio? dove due postini devono consegnare un pacco dal contenuto misterioso, vincitore del premio Aiace Miglior Cortometraggio alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Angelesse ritratti di donne nella periferia palermitana vincitore del premio miglior documentario Festival di Torino Cinema Giovani , Spioni reportage sui bambini di Borgo Nuovo, Tragediatrice - studio per una tragedia contemporanea cortometraggio su dei figli che raccontano le loro tragedie in relazione all’opprimente figura d’una gigantesca madre sempre gravida, La vita a volo d’Angelo videoritratto del popolare cantante Nino d’Angelo, Hanna Schygulla, ritratto dell’attrice-musa di Fassbinder e ancora Palermo Bandita, documento–reportage sui ragazzi di Brancaccio.

Questo percorso trova il suo punto d’arrivo nel 1997 in Tano da Morire, suo primo lungometraggio, un particolarissimo musical che ritrae la mafia e le sue abitudini attraverso le gesta di attori non professionisti. Così la regista durante un intervista parla del suo film: Volevo ridere della mafia, demitizzarla, utilizzare la sceneggiata, il ballo, l’opera dei pupi, per far lavorare tutti personaggi veri, presi dalla strada. Volevo anche far un po’ riflettere sui valori fondamentali del prodotto mafia, l’unico che riusciamo a esportare in tutto il mondo: basata sulla famiglia, è sempre più forte di qualunque Stato. Basta vedere l’uso del pentitismo, un’arma infallibile da girare contro chi te la dà, ovvero lo Stato. Il cinema e la letteratura non possono prescindere dalla mafia: la voglia di Sicilia, che è anche un po’ la voglia di sfogliare il nostro album di famiglia, insieme amato e maledetto, è ovunque.


Il film viene presentato alla Settimana della Critica della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ottenendo un grande successo e vincendo il premio Luigi De Laurentiis per l'opera prima, e conquistando poi altri premi tra cui due David di Donatello (miglior regista esordiente e migliore musicista a Nino D'Angelo) e tre Nastri d'Argento (miglior regista esordiente, migliore musica, migliore attrice non protagonista). A questo segue nel 2000 Sud Side Stori ancora un musical interpretato da centinaia di immigrati africani che racconta le gesta trasfigurate di una coppia di odierni Romeo e Giulietta. Il film è girato con centinaia di comparse scelte tra varie etnie tra cui marocchini, nigeriani e senegalesi e si avvale di una colonna sonora multietnica creata a più mani dove spiccano tra gli altri, i nomi di Pacifico (Gino De Crescenzo), Linton Kwesi Johnson e Bobo Rondelli. Sud Side Stori è stato un altro di quegli esperimenti pazzi in cui mi sono trovata imbrigliata. Perché comunque lavorare con quaranta prostitute nigeriane non è stato semplicissimo. Siamo dovuti entrare in contatto e trattare con i loro protettori, gente allucinante. E poi avevamo la questura che ci stava sempre addosso, che ci seguiva, perché chiaramente la quasi totalità di loro non aveva i permessi di soggiorno. Posso dire che il making off è stata un avventura ancora più grande di quella raccontata nel film. Nel 2002 è il turno di Angela Il suo terzo film presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes. Il film di cui la Torre firma la sceneggiatura e la regia, viene venduto in Spagna, Inghilterra, Francia , dove esce nelle sale e conquista numerosi premi nei maggiori Festival Internazionali, tra cui il Tokyo International Film Festival e il Sundance Film Festival, successivamente viene candidato a sette David di Donatello. Si aspettavano forse in molti una chiusura della 'trilogia palermitana' altrettanto colorata e chiassosa come 'Tano da morire' e 'Sud Side Stori'. E invece Roberta Torre, pur rimanendo tra i budelli e i mercati della sua straordinaria e contraddittoria città d'adozione, ha cambiato registro, entrando in quei vicoli ciechi che, per dirla con Bufalino, trasformano gli occhi come 'persiane sigillate su uno sguardo nero che spia'. Tinto di noir, romanticamente straziato nel suo desiderio di svelare ciò che, probabilmente, non è possibile (ri)portare alla luce dell'inimitabile sole di Sicilia, il delicato film accompagna gli spettatori profani in angoli e spazi claustrofobici, in meandri silenziosi e tuttavia ardenti di passione!

Nel 2009 produce e realizza in co-produzione con Nuvola Film e Adriana Chiesa Enterprises il suo lungometraggio I baci mai dati ambientato a Librino quartiere povero di Catania, Manuela tredicenne con una famiglia complicata dice di poter comunicare con la Madonna, sarà vero o è solo un modo per attirare l’attenzione? Il film viene presentato in concorso al Festival di Venezia 2010 nella sezione Controcampo Italiano come film d'apertura. Successivamente viene scelto come unico film italiano per rappresentare in concorso l'Italia al Sundance Film Festival nel gennaio 2011 nella sezione competitiva World Cinema. “Torre abbina con estro ed armonia la risata beffarda e il mistero spirituale, satira e pietas, in una struttura circolare, dove la chiave di lettura è racchiusa in un incipit di aerea poesia.”


Il 14 maggio 2012 debutta al Teatro greco di Siracusa con la commedia Gli uccelli di Aristofane, di cui firma la regia, prodotta dall'Istituto Nazionale Dramma Antico, per cui le viene conferito il premio Ombra di Dioniso ottenendo uno straordinario successo di pubblico e critica. Così il suo teatro si offre come spazio di invenzioni e cerimonie, di danze macabre e travestimenti carnevaleschi. La regia di Uccelli, in scena a Siracusa per il XLVIII ciclo di rappresentazioni classiche dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, reinventa il milieu aristofanesco tramite un efficace processo di astrazione: le atmosfere della piumata utopia di Pisetero e Evelpide vengono proiettate nel cono d’ombra e di luci di un Settecento pop. Si tratta di una soluzione sorprendente in cui, grazie al felice ingombro di costumi-gabbie e ai ritmi indiavolati della colonna sonora, l’antico viene riscritto alla luce di una sana impertinenza di forme e registri espressivi. Il generale effetto di ‘straniamento’ prodotto da tale slittamento cronotopico si inscrive nel solco di una poetica del ‘graffio’ che restituisce alla lingua e alle maschere del teatro tutto il mistero della loro presenza, e fa di Roberta Torre una delle interpreti più interessanti del panorama nazionale.

Ancora teatro nel 2013 con Trash the Dress - Appunti per una Medea Contemporanea che debutta a Palermo, ai Cantieri Culturali della Zisa. Un campo di battaglia in cui le donne si confrontano in una dolorosa e corale presa di coscienza. Liberandosi da un’idea stereotipata, ovvero il matrimonio come somma realizzazione personale. Le donne devono liberarsi dalla schiavitù più grande. L’immagine che gli altri hanno costruito per loro. Nel 2013 proprio l’immagine continua ad essere l’inganno più grande per le donne, così come lo è stato per intere generazioni”. La liberazione sta dunque “nella capacità di ripartire dal proprio corpo, per far sì che non sia solo un oggetto sessuale, o meglio, lo sia ancora e profondamente, ma nel modo giusto, ovvero non svilendo la femminilità delle donne."


Ho modificato il contenuto delle modifiche proposte cercando di eliminare il taglio celebrativo. Dovesse rimanere ancora qualcosa che non va potreste indicarmelo così da cancellare quella parte e poter fare quindi la modifica? Inoltre è necessario cancellare dalla filmografia il film Rose e Matematica che attualmente non esiste. Grazie. Gianni CannizzoQuesto commento senza la firma utente è stato inserito da 5.97.223.46 (discussioni · contributi) .

Il testo da te proposto non rispetta WP:PROMO: ha un taglio decisamente enfatico e celebrativo. --Vito (msg) 00:21, 3 apr 2014 (CEST)
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