Apri il menu principale

Discussione:Teoria quantistica dei campi

Discussioni attive
Crystal Clear app ksirtet.pngQuesta voce rientra tra gli argomenti trattati dal progetto tematico sottoindicato.
Puoi consultare le discussioni in corso, aprirne una nuova o segnalarne una avviata qui.
Nuvola apps katomic.svgFisica
Monitoraggio incompleto.svg
ncNessuna informazione sull'accuratezza dei contenuti. (che significa?)
ncNessuna informazione sulla scrittura. (che significa?)
ncNessuna informazione sulla presenza di fonti. (che significa?)
DGravi problemi relativi alla dotazione di immagini e altri supporti grafici nella voce. Mancano molti file importanti per la comprensione del tema, alcuni essenziali. (che significa?)


guardate che \hbar \`e la costante di Planck e non di Dirac, come \`e scritto al terzo rigo..

ciao a tutti Mic

Secondo me (e secondo l'articolo "Costante di Planck") il termine "costante di Dirac" per (dove h è la costante di Planck) è corretto. “Ricordati di me!” 17:01, Gen 22, 2005 (UTC)
Non è che Mic si riferisce al fatto che Costante di Dirac punta alla'articolo Costante di Planck? Non si potrebbe estrapolare da quest'ultimo un articolo di nome Costate di Dirac (anche se la correlazione è tra le due è stretta)? SγωΩηΣ tαlk 17:12, Gen 22, 2005 (UTC)
Costate di Dirac penso di no ;-) A parte questo, secondo me non c'è nient'altro da aggiungere a quanto detto sopra, per cui non ne verrebbe fuori nemmeno uno stub. Nella en.wiki e nella de.wiki "costante di Dirac" è solo un redirect a "costante di Planck". “Ricordati di me!” 17:19, Gen 22, 2005 (UTC)
Ok allora creo il redirect. Con la n, tranquillo... ;-) SγωΩηΣ tαlk 17:26, Gen 22, 2005 (UTC)
Volendo potresti anche provare con la r (dopo la C), anche se non so quanto fosse bravo Dirac a fare i dolci. “Ricordati di me!” 17:31, Gen 22, 2005 (UTC)

Operatori di creazione e distruzioneModifica

Ciao, leggo:

Il modo normale di scrivere la funzione d'onda è

 

Mentre in forma di seconda quantizzazione è semplicemente

 

Anche se la differenza è puramente notazionale, l'ultima forma rende estremamente semplice definire operatori di "creazione" e di "annichilazione"...

L'ultima frase non e' corretta: gli operatori di "creazione" e di "annichilazione" che si scrivono in seconda quantizzazione non possono proprio essere definiti in prima quantizzazione.

Piu' in generale non e' possibile descrivere in prima quantizzazione i processi in cui il numero di particelle prima e dopo l'interazione sia differente, ad esempio decadimenti, scattering anelastico...

Cosa ne pensate?

Eugenio

Pur non essendo un fisico teorico provo a dire la mia (mi perdonerete se dico castronerie). Nella meccanica quantistica non relativistica gli operatori di creazione e distruzioni possono essere definiti eccome (basti pensare alla soluzione di Dirac dell'oscillatore armonico). Il punto fondamentale è che, siccome la teoria è definita nello spazio di Hilbert e non in quello di Fock, un operatore di creazione non crea una nuova particella ma si limita a portarne una già esistente in uno stato eccitato. In MQ in effetti il numero di particelle deve conservarsi (mentre in QFT può cambiare) ma la nozione di particella è leggermente diversa e così la nozione di operatore di creazione e distruzione. --J B 09:23, Set 8, 2005 (CEST)

Ciao Berto, quello che intendo dire è che la nozione di operatore di creazione e distruzione che hai in una QFT realistica ( qualcosa che viva in più di 0 dimensioni spaziali e una temporale ) non ha corrispettivi in QM con un numero finito di gradi di libertà. Proprio per evitare confusione credo sarebbe più opportuno utilizzare in QM il nome di "operatori di salita e discesa" e riservare il nome di "operatori di creazione e distruzione" agli operatori in QFT. (cfr: raising/lowering operator.)

A mio avviso dire che la differenza fra le due scritture è puramente notazionale è ingannevole, nasconde il fatto che lo spazio di Fock in cui vive una QFT realistica è enormemente più grande dello spazio di Hilbert in cui vive la MQ, il primo è infatti assai più espressivo. E.g. non esiste in MQ l'equivalente dello stato

 

che pure esiste in QFT.

In concreto proporrei di porre l'accento sul fatto che in MQ il numero di gradi di libertà è finito e costante e che questo impedisce di descrivere in MQ tutta la fenomenologia delle particelle elementari in cui il numero di particelle cambia (i processi di decadimento e di scattering anelastico ad esempio.) Proporrei inoltre di modificare:

Anche se la differenza è puramente notazionale, l'ultima forma rende estremamente semplice definire operatori di "creazione" e di "annichilazione",che aggiungono e sottraggono particelle dagli stati a più particelle

in

l'ultima forma rende possibile definire operatori di "creazione" e di "annichilazione" che aggiungono e sottraggono particelle dagli stati su cui operano

(perché si può aggiungere una particella anche al vuoto...)

Fatemi sapere cosa ne pensate. A presto --Eu 20:24, Set 8, 2005 (CEST)

Credo che sia un problema di nomenclatura e di notazione. Non metto in dubbio che la notazione che usi tu e che proponi di mettere anche nell'articolo sia più corretta, precisa e moderna. Tuttavia esiste una nomenclatura che si è' diffusa per motivi storici diffusa (gli operatori di "creazione e distruzione" sono stati creati prima per l'oscillatore armonico e poi per la QFT). Anche se questa nomenclatura è lievemente imprecisa penso che vada lasciato almeno un accenno ad essa per rendere la lettura più comprensibile per che conosce "solo un po'" di fisica.
Tra l'altro non vedo problemi a definire (ad esempio) in MQ lo stato

 

dipende tutto dal significato che dai ai ket. Questo potrebbe benissimo essere la sovrapposizione di due stati eccitati di un oscilatore armonico 3D scritto in cartesiane ;-). Comunque non ti fare scrupoli, se pensi che la correzione che proponi vada bene falla pure. --J B 09:32, Set 9, 2005 (CEST)

IncipitModifica

L'introduzione della voce dovrebbe essere una rapida sintesi e definizione dei concetti fondamentali relativi all'argomento. Frasi esplicative di altre voci, che sono facilmente raggiungibili dai rispettivi link, appesantiscono il discorso e non sono pertinenti con il carattere enciclopedico. La modifica di X-Dark (con relativa contromodifica) risulta pertanto inopportuna.--94.38.229.213 (msg) 13:49, 17 set 2013 (CEST)

Beh, se si parla di teoria quantistica dei campi, non vedo come sia non pertinente descrivere brevemente cosa sia un campo, facendo anche qualche esempio. Ricordo che queste voci devono essere accessibili al più vasto pubblico possibile, leggendo infatti proprio da Wikipedia:Incipit: "Lo scopo di un'enciclopedia è quello di codificare la conoscenza umana in un modo che sia il più accessibile possibile al maggior numero di persone, e ciò richiede descrizioni chiare dell'oggetto di ciascuna voce. Per questo motivo non si catapulta il lettore nel pieno della disciplina trattata sin dalla prima parola, lo si mette a suo agio in modo graduale." (grassetti miei) Non tutti sanno di preciso che cosa si intende con "campo" in fisica (perfino in matematica lo stesso nome è associato a strutture anche molto differenti, si veda Campo_(matematica)), o non tutti sanno collegarlo ad un esempio concreto. Pertanto almeno l'incipit deve restare a loro accessibile. X-Dark (msg) 14:19, 17 set 2013 (CEST)
I link alle voci servono proprio per richiamare altri concetti durante la lettura di un argomento, senza bisogno di spiegarli nell'ambito dello stesso, il che appare rendere il discorso un po' pesante e farriginoso. Questo dovrebbe valere a maggior ragione per l'incipit in quanto espressione sintetica e riassuntiva della voce, che come tale dovrebbe risultare particolarmente scorrevole. La funzione anche divulgativa dell'enciclopedia non è in discussione.--88.63.67.22 (msg) 18:52, 17 set 2013 (CEST)
Eppure ancora non capisco come mai le 40 parole aggiunte, articoli e preposizioni incluse, dovrebbero rendere pesante e farraginoso un incipit di sette righe. Non che sia particolarmente affezionato a questo incipit, tuttavia al momento, della voce c'è ben poco da riassumere. E quel poco che c'è (da sistemare e precisare) è proprio riassunto dall'incipit, nella seconda sezione infatti si richiama il concetto chiave di campo precisando "Quello che indichiamo come "campo" è un'entità che esiste in ogni punto dello spazio, "che regola la creazione e l'annichilazione delle particelle"." X-Dark (msg) 22:10, 17 set 2013 (CEST)

Collegamenti esterni modificatiModifica

Gentili utenti,

ho appena modificato 1 collegamento/i esterno/i sulla pagina Teoria quantistica dei campi. Per cortesia controllate la mia modifica. Se avete qualche domanda o se fosse necessario far sì che il bot ignori i link o l'intera pagina, date un'occhiata a queste FAQ. Ho effettuato le seguenti modifiche:

Fate riferimento alle FAQ per informazioni su come correggere gli errori del bot

Saluti.—InternetArchiveBot (Segnala un errore) 09:32, 1 nov 2017 (CET)

Ritorna alla pagina "Teoria quantistica dei campi".