Apri il menu principale

Discussione:Teresa di Lisieux

Crystal Clear action bookmark-crossed.svgTeresa di Lisieux non ha superato la valutazione per essere inserita in vetrina. La voce è stata sottoposta a una procedura di vaglio.
Consulta le varie procedure di valutazione per eventuali pareri e suggerimenti.
Crystal Clear action bookmark-crossed.svgla voce è stata sottoposta a una valutazione di qualità, che non ha superato. Vedi votazione
Crystal Clear app kghostview.pngla voce è stata sottoposta a un vaglio. Vedi discussione
Nuvola apps korganizer.svg ...da fare in Teresa di Lisieux

aggiorna cache · modifica Annota in questo spazio le cose da fare per migliorare la voce o segui i suggerimenti già indicati.

  • Occorerebbe un'immagine con la carta geografica dell'italia con segnato l'itinerario del viaggio per illustrare l'apposita sezione.
  • Cancellare in blocco almeno l'80% delle citazioni e/o spostarle su wikiquote.
  • Aggiungere qualche info in più sui due "fratelli preti" di TdL. In particolare su Maurice Bellière il cui destino è avvolto nel mistero.
  • Altre immagini da procurarsi per illustrare convenientemente le sezioni: 1.La casa natale di Alencon 2.la casa dei Buissonnet 3.immagine della statua della "Vergine del sorriso" 4.
  • ✔ Fatto Riassumere la biografia. -- P1ZZ01981 16:11, 23 feb 2008 (CET)
  • Dividere la voce in sezioni coerenti
  • Riassumere le varie sezioni
  • Richiedere un consulto per la parte psicologica ed il dibattito (per capire se si tratti di una ricerca originale o meno)
  • Mantenere la dimensione della voce almeno sotto i 100 kB...

Indice

E' forse una tesi di laurea in Psicologia di qualcuno ?Modifica

Leggendo questa pagina si ha la netta impressione che si parli dell'analisi psicologica di un paziente e non della vita di un Santo. Ecco, uno arriva a questa pagina cercando indizi sulla vita di una santa e trova un pistolone psicologico di 200mila byte il cui filo conduttore, mi par di capire, sia quello di voler, confusamente, dimostrare che solo se uno è matto può credere in Dio. E la vicenda umana della santa, il suo viaggio in Italia per esempio, forse c'è forse ma si perde disperso com'è insieme a sottosezioni cui possono essere interessati solo gli psicologi (es. la Lettera a Freud). Secondo me l'80% della pagina è o da spostare in un apposita pagina quando non da buttare direttamente.

Usando lo stesso criterio del nostro fine psicologo, avrei potuto fare un'analisi del viaggio turistico alla fine dell'800 prendendo spunto dal suo viaggio in italia, mettendo le foto di tutti i luoghi da lei visitati. Ma è questo l'intento della pagina sulla vita di un santo? E' forse l'analisi psicologica (fatta da chissacchì) che interessa? o non piuttosto l'incontro con una umanità cambiata? Nella wikipedia, ho scritto pochissimo, ma mi pare d'aver letto che 32k è un limite di dimensione ragionevole per una qualunque pagina.

Quindi con un pò di sintesi si può mettere tutto quanto possa essere utile. Solo a vedere l'indice della pagina viene un colpo. Saluti Lampisterio

Sui contributi di Andrea (spassionatamente)Modifica

A mio parere sono:

  • troppo prolissi;
  • troppo ricchi di passaggi colloquiali, senza fonti e in cui si esprimono "opinioni" personali (pare) dell'autore della voce, come:

«il Roulland benchè stimasse e avesse un'alta stima di Thérèse manteneva nei suoi confronti comunque un atteggiamento sufficiente e pur non essendo chiuso non si lasciasse troppo "andare". Tale atteggiamento che per certi aspetti alcuni potrebbero giudicare più "equilibrato"»

«Poi dopo la morte della sua cara sorella non risulta bene cosa gli sia capitato a questo seminarista divenuto nel frattempo sacerdote e infine missionario in Africa dove il suo ordine gli affidò una comunità nominandolo superiore della stessa»

  • troppo scarsi di punteggiatura e in generale molto poco curati nella forma (vada ancora il passaggio sopra come esempio: "stimasse e avesse un'alta stima", nessuna virgola), quando non sgrammaticati: "non risulta bene cosa gli sia capitato a questo seminarista".
  • troppo pieni di codici HTML come <br> che non si dovrebbero usare su wiki

Personalmente, sapendo di essere drastico, propongo il rollback totale chiedendo ad Andrea di cercare di scrivere in modo più sintetico e "professionale", ancorché meno. Moongateclimber 15:45, 6 nov 2007 (CET)


Sono commenti irriverenti! Tutta da rifare la voce, almeno un po di rispetto se si svrive di un'altra persona. Sembra che si auna pazza quando milioni di persone ogni anno sono ispirate dalla sua esperienza di vita. DA RIFARE TUTTA LA VOCE

Dopo un attacco "laico" alla voce fa seguito (e non poteva mancare) anche un attacco "cattolico"Modifica

Troppo cattolico dice l'uno. Troppo laico dice l'altro. Acomunati da una comune concezione: sì, sì il pensiero esiste, per carità, niente da dire, questo va benissimo ma...ma "la pastasciutta" esiste di più.
Teresa di Lisieux non lo dico io ma lo dice lei stessa. era una matta. La differenza è che io rimprovero Teresa di Lisieux dicendole che lei non era matta ma semplicemente l'avanguardia dell'evoluzione della vita, una avventuriera del pensiero proprio come Cristoforo Colombo: non riusciva a rendersi ragione della sua diversità rispetto alla maggioranza dell'umanità così cercava di stare con un piede nella tradizione anche della tradizione religiosa e con l'altro seguire il suo vero istinto evolutivo rivoluzionario.
Pur non sapendolo ma in sintonia con una concezione evoluzionistica della vita diceva: tutto è bene. In quegli stessi anni Nietzsche esaltava l'amor fati: il sì alla vita.
Pur non conoscendo Nietzsche (contro i dispregiatori del corpo) nè Freud (la critica dell'egoriferimento) considerava che le pratiche di penitenza corporale allora in auge tra gli esponenti religiosi, sia nel clero che tra i fedeli, aumentavano l'orgoglio dell'io anziche indebolirlo.
Così facendo: stando con un piede nella chiesa e con l'altro oltre la chiesa non poteva incorrere inevitabilmente anche in contraddizioni.
Personalmente paragonando la chiesa al primo maratoneta-postino che portava la lettera, ritengo che finalità della chiesa storicamente è stata di salvaguardere "gli scritti" anche con le armi come hanno fatto i monaci guerrieri, i templari, affinchè tali scritti giungessero non a tutti ma solo a chi li avrebbe capiti veramente come Teresa di Lisieux e quindi continuati.
Per quanto riguarda la follia di Teresa, anche i primi uomini differenziatisi dai loro genitori (onore a loro) del ramo delle scimmie si saranno chiesti: siamo mica dei matti?
Conclusione: va benissimo criticare questa voce perchè comunque anima la discussione ma certamente le critica da parte di chi ha letto i libri sull'argomento sono più produttivi. Per questo non amo molto rispondere a certe critiche: che colpa ne ho se non ci si è presi la briga di leggere la poesia numero x di teresa dove dice chiaramente che il suo progetto di vita è una follia per il mondo, poesie e preghiere dove paragonandosi financo ad una cicala che passa il suo tempo a cantare irride al produttivismo insensato e vanitoso del mondo: tutto è vanità nient'altro che vanità.
--User:Laboratorio.Ricerche.Evolutive 15:20, 17 nov 2007 (CET)

"che colpa ne ho se non ci si è presi la briga di leggere..." ecc: cosa? Su wikipedia si usa citare le fonti, in modo che chi voglia approfondire possa farlo e perché ogni voce deve essere verificabile da tutti. In questa voce non c'è neppure una nota. La prima parte (vanitas vanitatum...) sinceramente te la potevi risparmiare: sintesi! --jhc 21:44, 17 nov 2007 (CET)

Ciao jhc. --Andrea 00:36, 18 nov 2007 (CET)

Favorevole ad un rollback totaleModifica

non ho finito...continuo tra un po'.
--Andrea 22:49, 6 nov 2007 (CET)
Non ho altro da dire.
--Andrea 23:53, 6 nov 2007 (CET)

Un obbrobrio illeggibileModifica

Questa pagina è divenuta un pachiderma illeggibile e mostruoso. Santa Teresa è Patrona di Francia, ma la pagina Francese non è il pachiderma che è diventato questa pagina. Ma che siamo matti? è impossibile farsi un'idea di chi si sta parlando superate le prime 30 righe. Qui urge un lavoro serio, ci sono un sacco di interventi prolissi e molto opinabili, fare articoli di approfondimento a parte sarebbe la cos amigliore.

Ennesima critica costruttiva solo in minima percentualeModifica

Anche questa è una ennesima critica costruttiva però solo in minima percentuale perchè, ovviamente per chi non lo avesse capito, sottolinea comunque dove bisogna procedere per migliorare la voce indipendentemente dai rimedi che ciascuno propone.

Questa pagina è divenuta un pachiderma illeggibile e mostruoso

Critica già fatta e va benissimo che qualcuno la ripeta così non la dimentichiamo e la mettiamo nell'agenda per i prossimi edit però a mio parere ed ho già risposto il fatto che sia lunga di per sè non è una critica, anzi...la voce più è ricca di informazioni più ricca è appunto, perchè se un utente vuole sapere poco di un personaggio altri vogliono sapere il più possibile. In questo senso anche per altre voci personalmente sono contrario a quei redattori che con disinvoltura cancellano informazioni da voci solo perchè a loro non significano niente. Tanto più se i loro edit si limitano a cancellare e a non aggiungere alcuna altra informazione magari più meritevole a loro parere di maggior risalto. Personalmente sono del parere che Wikipedia non vuole essere una garzantina, non ha problemi di risparmio carta ecc..non sto a ripetere. Resta il fatto che comunque deve essere scritta bene, scorrevole, leggibile ed anche esteticamente bella possibilmente.

Santa Teresa è Patrona di Francia, ma la pagina Francese non è il pachiderma che è diventato questa pagina.

Allora mettiamo bene il link in modo che ciascuno si faccia un'idea. Aggiungendo anche quello inglese che ha valenza anch'esso per altri motivi.

Wikipedia francese
Wikipedia inglese

Il fatto che siano voci più brevi non significa per certo che sono migliori.
A mio parere, almeno allo stato attuale di sviluppo della voce, non le rendono l'onore dovuto (il cattolicesimo la vuole appiattire ad una ben determinata immagine, invece agli atei (nel senso di materialisti), laici (nel senso di materialisti) e scientisti (nel senso di materialisti) gli sta benissimo quello che dicono i cattolici anche se per altri motivi. Cattolici che a sua volta pur dichiarandosi non materialisti nella teoria, poi invece nella prassi hanno difficoltà di vario genere per essere conseguenti) tutto questo per dire che non rendono la verità del personaggio il quale invece andava nella direzione proprio del superamento del materialismo, infatti materialisti in un certo senso si nasce...i cinque sensi conoscono solo la materia, per questo lei usava in maniera alquanto elevata il nuovo sesto senso del pensiero che percepisce il pensiero come realtà concreta e vivente. Con qualche contraddizione...ma questa contraddizione è la naturale evoluzione di questo nuovo senso del pensiero ancora parassitato dai vecchi e superati cinque sensi.
Che sia chiaro: questo lo sto scrivendo solo in pagina di discussione e non nella voce...
Conclusione: la voce italiana non è ottimizzata al massimo ma in questo senso si avvicina di più a questo obiettivo anche se va migliorata. Non l'ho scritta solo io altrimenti sarebbe ben diversa e anzi ha già subito parecchie disavventure in termini di modifiche e cancellazioni varie. Molti

Ma che siamo matti? è impossibile farsi un'idea di chi si sta parlando superate le prime 30 righe.

A dir la verità io prima con tutte quelle pagine in cui la voce era parcellizzata non ci capivo più niente nemmeno io che ero il maggior contributore adesso invece mi trovo molto a mio agio e ci capisco perfettamente.

Qui urge un lavoro serio, ci sono un sacco di interventi prolissi e molto opinabili, fare articoli di approfondimento a parte sarebbe la cosa migliore.

Per quanto ci si riferisce agli "interventi opinabili" basta integrarvi le altre possibili opinioni mancanti in modo da renderli meno opinabili: e questa sarebbe una critica non positiva solo al 10% ma al 100 % e in questa maniera io stesso che ho letto parecchio sul personaggio imparerei nuove cose sul personaggio in questione.
--Andrea 06:14, 9 nov 2007 (CET)

Suggerimenti praticiModifica

Titolazioni standard: la parte sulla biografia si deve chiamare "Biografia", i vari capitoli della vita di T. come sottosezioni, le parti non sulla biografia (es. cosa è successo dopo la morte) come sezioni successive. La Biografia va comunque sicuramente scorporata in voce a parte e sintetizzata. La voce a parte può dilungarsi quanto si vuole (anzi io partirei copincollando quella attuale e buonanotte) ma nella voce principale la parte biografica va sfoltita, tra l'altro, di:

  • citazioni (troppe)
  • considerazioni POV (scritte da un punto di vista troppo evidentemente religioso)

attenendosi ai fatti ed eliminando i giudizi (incluse i mille passaggi del tipo "la persona X pensava/ha detto di lei Y" ecc. Moongateclimber 06:33, 9 nov 2007 (CET)

mi permetto di far notare che questa pagina da 255 kb non ha neppure una nota. --Hal8999 06:44, 9 nov 2007 (CET)

Anch'io mi unisco al coro dei critici di questa voce, e propongo i miei suggerimenti, alternativi al rollback totale della pagina:

  • Sintesi della voce: alcuni riferimenti alla vita della santa sono pleonastici e rendono il testo estremamente prolisso e contorto.
  • Aggiornamento del lessico: alcuni vocaboli sono oggi caduti in disuso (a tratti ricorda la lingua italiana ottocentesca), altri sono aulici e letterari, poco enciclopedici: quel che è peggio sono le parole virgolettate, del tutto inadeguate. E' quindi necessario intervenire sul lessico e attenuare l'escursione stilistica (dall'aulico ottocentesco si passa ai toni più colloquiali).
  • Sintassi: alcune frasi appaiono esageratamente lunghe e prolisse (troppe subordinate), mentre altre sono secche e concise, quasi ellittiche. E' quindi necessario conferire una simmetria ai periodi del testo.
  • Punto di vista: è troppo manifesta l'opinione di chi scrive e viene meno l'oggettività del testo: è necessario che il narratore faccia un passo indietro e tenga per se i rumores più futili e infondati. Il testo finale dovrà quindi essere del tutto impersonale e imparziale, e la vita della santa va analizzata con rigore scientifico: come Kant portò in tribunale la ragione, la vita di Teresa deve essere indagata scrupolosamente, evitando di riportare inutili dicerie.

G.F.S. 12 Luglio 2009, 22.14 (CET)

Un obbrobrio illeggibile - part twoModifica

Dato che leggendo gran parte di questa voce (perdonatemi: concludendo non ne avrei guadagnato neppure i contributi pensionistici) ho come avuto l'impressione che in più puunti sia una ricerca personale, che dove non lo sembra comunque non ci sono note, e che in gran parte è scritta in maniera estremamente POV (a partire dai titoli di sezione), ho iniziato a fare qualche modifica. Copio qui le parti su cui sono in dubbio o che sembrano ricerche personali. --jhc 21:33, 11 nov 2007 (CET)

La direzione di una forma di vita

Una donna di oggi, Catherine Rihoit, nel presentare il suo progetto di una biografia su questa donna dell'ottocento che è Thérèse Martin, si domanda:

«Come parlare di lei ancora oggi? Al di là di un linguaggio ecclesiastico che dà di lei un'immagine pia, di un linguaggio psichiatrico che ne fa una nevrotica e del linguaggio mistico che oggi per noi è di difficile penetrazione, ho scelto di parlare di lei come lei stessa mi ha parlato. Cioè in maniera molto semplice, molto diretta, molto personale. Mi sono interessata a Teresa durante l'infanzia vissuta in Normandia, dato che era l'eroina di tutte le ragazzine. Educata in quell'altra religione che è la morale laica, la sentivo misteriosa e proibita, e avrei voluto avere una di quelle sue medagliette azzurre tuttavia così diffuse. Sapevo che un giorno, affrontando la questione di Teresa, avrei capito qualcosa di ciò che a lungo mi era rimasto incomprensibile: il posto di Dio.»

(C.Rihoit "La piccola principessa di Dio")

«Oggi i modelli femminili sono la mannequin (livello sessuale), la donna d'affari (livello commerciale), la giovane madre (livello riproduttivo) e, a rigore, l'artista (livello ricreativo). Ma l'istanza spirituale della femminilità è scomparsa con il calo delle vocazioni religiose. Di questa femminilità spirituale, profondamente civilizzatrice, il mondo risente la mancanza. E noi cerchiamo a tentoni questa parte perduta.»

(C.Rihoit "La piccola principessa di Dio")

L'impressione che rimane è che la biografa, ben informata di Thérèse, Catherine Rihoit, pur animata da buona volontà e da simpatia per Thérèse, non sembra essere riuscita a cogliere il vero movimento di direzione verso cui il travaglio della mistica d'oltralpe tendeva a dirigersi, a risolvere infine il mistero di questa donna e della sua storia, mistero che sembra nascondersi ai nostri occhi proprio dietro le ultime maschere della tubercolosi e della tentazione ateo-materialista e a smentire, infine, con il suo lavoro, quanto scrive Thérèse stessa:

«Voi non mi conoscete come sono in realtà»

(Teresa di Lisieux)
Va detto, tuttavia, che altri, i quali non avevano questo limite, di essere stati educati alla "religione laica", l'hanno capita ancora meno come il prosieguo di questa storia vera evidenzierà.

Il testo nel cassetto seguente non mi sembra utile alla trattazione. --jhc 00:23, 12 nov 2007 (CET)

roba falciata via dal paragrafo "prima infanzia"

In una recente biografia romanzata di Thérèse Martin (Catherine Rihoit. La piccola principessa di Dio, 1992, pagine 19-20) dove i temi dell'emancipazione della donna si intrecciano all'apologia della pratica della scrittura come via di salvezza soprattutto per la donna che vuol salvaguardare la propria soggettività, così vengono descritti i genitori di Thérèse:

 
I luoghi della vicenda

«Da parte sua, mia madre fantasticava su Dio, con la benedizione di suo marito che, dal canto suo... si perdeva in una versione diversa dello stesso sogno. Sebbene per vie diverse, i loro pensieri si dirigono verso lo stesso luogo. Così, separati erano uniti. Un sogno per due: ecco l'origine dell'incontro, la nascita e la crescita del loro amore. Io sono nata da questo sogno, come pure le mie sorelle."......"Noi, i figli, nati da un duplice sogno di purezza, lo porteremo avanti, lo riprenderemo. Una famiglia intera ricamerà questo motivo, come nelle variazioni infinite del punto di Alençon. La forza che mi abita è l'eredità dei genitori. Il loro matrimonio si è costruito su una doppia delusione: il naufragio di due vocazioni di santità. Il loro voto rimbalzerà fino a me, amplificato dalla speranza.»

(C.Rihoit. La piccola principessa di Dio)

Così ricordava questa coppia la loro primogenita Maria Martin:

«Mio padre e mia madre avevano una fede così grande che, vedendoli parlare insieme dell'eternità, ci sentivamo disposte, quantunque fossimo tanto giovani, a considerare le cose del mondo come pura vanità»

(Testimonianza di Marie Martin)

Zelie amava e aveva una grande considerazione di Louis tant'è che quando il fratello Isidore dovette andare a Parigi per continuare gli studi in Farmacia, dopo essersi consultata con il marito che a Parigi aveva vissuto, lo mette in guardia dai pericoli possibili per la fede presenti nella grande metropoli e gli presenta Louis come un modello. (Lettere di Zelie Guerin)

Poiché il laboratorio di cucito di Zelie Guerin era molto più produttivo del negozio di orologiaio-orefice di Louis Martin, questi lo vendette e si dedicò all'amministrazione del lavoro della moglie la quale tra l'altro aveva ingaggiato una ventina di operaie alle quali dava lavoro e che considerava come una famiglia allargata. A contatto con le "signore" di Alençon iniziò a imparare l'arte dell'abbigliamento e la moda. Si diceva di Zelie che lavorava per abbellire le donne e le chiese.

Alcuni hanno voluto dare una spiegazione al rigore di Louise (suor Dositea) adducendo anche il fatto che quando era bambina gli era stato insegnato a leggere e scrivere utilizzando come testo niente di meno che l'Apocalisse di Giovanni. Questo a detta di loro l'avrebbe scossa fortemente mantenendola in una perenne posizione di timore rispetto al Dio.

paragrafo di servizioModifica

Altro paragrafo imho inutile, tranne forse il quote iniziale che si potrebbe appiccicare da qualche parte alla fine. --jhc 00:38, 12 nov 2007 (CET)

antefatto

Antefatti di una vicenda

Il 24 agosto 1997 a Parigi, dove si teneva in quell'anno l'incontro mondiale dei giovani, davanti un'immensa platea papa Giovanni Paolo II annunciava:

«Rispondendo a numerose richieste e dopo attenti studi, ho la gioia di annunciare: la domenica delle Missioni, il 19 ottobre 1997, nella Basilica di San Pietro in Roma, io proclamerò Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo Dottore della Chiesa. Ho voluto darne qui il solenne annuncio.»

Il capitano dell'esercito napoleonico Pierfrancesco Martin (*1777-1865) nel 1830 va in pensione. Vuole rivedere la sua terra natale che è la Normandia, decide perciò di stabilirsi ad Alençon. Pierfrancesco è il nonno paterno di colei grazie alla quale tutti i personaggi che sono partecipi di questa vicenda non sono scomparsi nell'oblio. Già Pierfrancesco è un uomo molto religioso e pur essendo lui un militare di professione, ha origini da contadini, che erano realisti all'epoca della rivoluzione del 1789. Risalendo nell'albero genealogico della mistica di Alençon troviamo un tale Giovanni Martin (1692) che precisa le origini contadine dei Martin.

Il capitano Pierfrancesco Martin si era sposata nel 1818 la figlia di un altro capitano dell'esercito, tale Annamaria Stefania Boureau (1800-1883), e da questa unione nasce nel 1823 a Bordeaux, quale loro terzo figlio, Louis Martin, chiamato Louis come il re di Francia, di tuttaltra indole: ama la poesia, i poeti del romanticismo e in particolare Lamartine e Chateaubriand e il disegno. Questi, che abbiamo così brevemente descritto, sarà destinato a divenire il papà di Thérèse.


Risalendo invece nell'albero genealogico della carmelitana lungo il ramo materno, troviamo una storia per certi aspetti simili. L'antenato Isidoro Guerin (1789-1868), infatti, che era nato proprio nell'anno in cui a Notre-Dame a Parigi veniva consacrata la Dea Ragione della nuova epoca illuminista che si apriva, anche lui divenuto militare di professione, nel 1844 si ritira in pensione ad Alençon. Sposatosi nel 1828 con Gianna-Luisa Macé (1804-1859), donna religiosissima, ebbe due figlie: Marie-Louise (1829-1877) che sarebbe divenuta monaca visitandina a Mans e Azélie-Marie detta Zélie (1831-1877) futura mamma di Thèrèse.

Paragrafo che ho provato a riscrivere, nonostante la scarsa comprensibilità. Se qualcuno lo giudica utile (io no) reinserisca (considerare che esiste già una voce a sé stante).

Una lettera per il dottor Freud
 
Teresa nel luglio 1876
La lettera scritta da Zelie Guerin e inviata a Pauline il 29 ottobre 1876 segna l'inizio del suo interesse ai sogni. nonostante fosse molto sobria anche nelle cose della religione e del soprannaturale e poco propensa a credere ai miracoli perfino del vangelo per concentrarsi sul fatto religioso in sè. Accadde anche che un'altra monaca del monastero non mancò di farle conoscere un suo proprio sogno, sapendo quanto Thèrèse, proprio come Freud, prendesse sul serio i sogni. E ancora Thérèse si rammaricava, proprio lei che era immersa nella religione tutta la giornata, che poi alla notte sognasse invece solo cose apparentemente frivole come fiori e paesaggi e atmosfere di campagna.

sono pov anche la didascalie della immagini che paragonano la santa a budda e confucio... insomma, teresa riuniva tutto quel ben di dio secondo chi??? bisogna fare una citazione! inoltre l'articolo è pieno di ripetizioni e informazioni inutili. devo ammettere che non sono riucito a leggerlo tutto perchè il mio computer, che ha una connessione lenta, NON è RIUSCITO A CARICARE TUTTA LA VOCE. la dimensione consigliata è di 32 kb, quindi gli articoli dovrebbero mantenersi intorno a quelle dimensioni, altrimenti creano problemi, quindi io consiglierei di ridimensionare l'articolo. se poi uno vuole approfondire, si compri la biografia! --Stori 18:37, 14 nov 2007 (CET)

nuova sezioneModifica

ho dato uno sguardo alla versione inglese della voce, e mi sembra chiara, scorrevole e soprattutto leggibile. l'utente andrea afferma che la maggiore brevità di una pagina non ne fa una pagina migliore, e sono d'accordissimo. ma ogni regola ha le sue eccezioni, e questa è un'eccezione davvero enorme, quindi direi di tradurre la versione inglese e poi magari di approfondire (ma non troppo...). aspetto commenti (in tempi ragionevoli) e poi procedo --Stori 13:28, 20 nov 2007 (CET)

E' sicuramente più veloce cancellare tutto e tradurre, ma per un volta che abbiamo un lavoro originale! Perché vanificare il lavoro di andrea? Per rendere la voce fruibile basterebbe tagliare tutti i dettagli non enciclopedici e le citazioni inutili. Avevo iniziato a farlo ma al momento non ho molto tempo da dedicare a questa voce. Mi dai una mano? --jhc 20:34, 20 nov 2007 (CET)

potrei, ma neanche io ho molto tempo. inoltre sono riuscito a caricare completamente la voce solo due volte. se dividiamo i capitoli da "stringere" (magari con commenti nelle nostre dicussioni, per non appesantire questa) forse esce qualcosa di buono. poi possiamo mettere un avviso sul portale religioni, sicuramente c'è gente preparata. domanda x andrea: ci puoi indicare le fonti? --Stori 16:58, 22 nov 2007 (CET)

Insopportabilmente lungoModifica

Questo lemma è insopportabilmente lungo, a mio parere. Ed è vano giustificarsi con una pretesa qualità. Un'enciclopedia deve mantenere confini abbastanza limitati, certo cum grano salis. Il risultato è quasi sicuramente che non si leggerà tutto fino alla fine. Bel risultato davvero! Chi vuole scrivere romanzi lo faccia nelle sedi a ciò preposte. Senza offesa. --Cloj 18:30, 27 gen 2008 (CET)

Ritengo che con opportuno uso di titoli di varia grandezza e di indici e link la voce potrebbe diventare ben più lunga restando agibile e utile anche per chi cerca soltanto cenni brevi. --94.36.151.149 (msg) 23:57, 29 mar 2015 (CEST)

Prima conversioneModifica

Questo articolo, in tuta la sua estensione, non riporta informazioni biografiche importanti! Manca ogni riferimento alla prima richiesta di entrare in convento all'età di 9 anni (rifiutata perché era troppo giovane), quando voleva seguire Pauline in convento. Perché la notizia è stata omessa?-- P1ZZ01981 18:43, 19 feb 2008 (CET)

Viaggio in ItaliaModifica

Taglio e sposto qui alcune parti del viaggio in Italia, composto quasi esclusivamente da citazioni e secondo me inutile per una trattazione enciclopedica.

viaggio in Italia - parte 1

Milano: alla conquista del Duomo

«Milano fu la prima città d'Italia che visitammo. Ne visitammo, senza lasciarci sfuggire nulla, la cattedrale, tutta in marmo bianco, con le sue statue così numerose da costituire una moltitudine quasi infinita. Celine ed io non eravamo mai stanche, sempre le prime subito dopo Monsignor Vescovo, per vedere tutto quanto riguardava le reliquie dei Santi e capire bene le spiegazioni. Per esempio, quando il Vescovo offriva il santo Sacrificio sulla tomba di San Carlo, stavamo con papà dietro all'Altare, la testa appoggiata sulla cassa che racchiude il corpo del santo rivestito dei suoi paramenti pontificali.

 
Il Duomo di Milano a inizio secolo

Era sempre così... (Ma non quando si trattava di arrampicarsi dove la dignità di un Vescovo non l'avrebbe acconsentito; in questo caso ci staccavamo, senza troppo pensarci, da sua Eccellenza)... Lasciando che le signore paurose si nascondessero il viso fra le mani dopo avere salito sui primi pinnacoli che fanno da corona al duomo, seguivamo i pellegrini più coraggiosi finché giungemmo in cima all'ultimo pinnacolo di marmo, dal quale gustammo la vista sotto di noi della città di Milano i cui numerosi abitanti, sembravano un piccolo formicaio... Discese dal nostro osservatorio, cominciammo le nostre passeggiate in carrozza; dovevano durare un mese e appagarmi per sempre nel mio desiderio di viaggiare senza fatica! Il camposanto ci affascinò ancora più del duomo; tutte le sue statue in marmo bianco, che un geniale scalpello sembrava averle rese vive, sono poste nel vasto cimitero con una specie di disordine che me ne aumentava il fascino... Si sarebbe tentati di consolare gli ideali personaggi fra i quali ci si trova. La loro espressione è così vera, il loro dolore così calmo e rassegnato, che non si può non riconoscere la visione d'immortalità che doveva riempire il cuore degli artisti mentre eseguivano questi capolavori. Qui una bambina getta i fiori sulla tomba dei suoi genitori; il marmo sembra avere perduto la sua pesantezza e i petali delicati sembrano scivolare fra le dita della bambina, come il vento dà già l'impressione di disperderli assieme a quella di far muovere il velo leggero delle vedove e i nastri che ornano i cappelli delle giovinette.»

(Ms A58v)

Un battibecco tra Thérèse e un pellegrino francese

«Pure papà era affascinato; in Svizzera era stato poco bene, ma ora la sua allegria era ritornata e godeva del bello spettacolo che contemplavamo, mentre la sua anima d'artista si manifestava nelle espressioni di fede e di ammirazione che apparivano sul suo bel viso. Un anziano signore (francese) che certamente non aveva l'animo altrettanto poetico, ci guardava di sottecchi dicendo con una certa stizza, pur avendo l'aria di essere dispiaciuto per non potere condividere la nostra ammirazione: «Ah, come si entusiasmano facilmente i francesi!». Credo che questo poveretto avrebbe fatto meglio a restare a casa sua poiché mi parve non essere affatto contento del viaggio; era spesso con noi e sempre dalle sue labbra uscivano espressioni d'insoddisfazione: si lamentava delle carrozze, degli alberghi, delle persone, delle città, insomma di tutto... Papà con la sua magnanimità abituale, cercava di consolarlo, gli offriva il suo posto, ecc...; per lui ogni posto andava bene poiché aveva un carattere diametralmente opposto a quello del suo scomodo compagno... Ah! quanti tipi diversi abbiamo visto, e quale interesse non offre lo studio del mondo quando si è in procinto di lasciarlo!...»

(Ms A59r)

A Bologna uno studente manifesta il suo interesse per Thérèse

«[...]a Bologna [...] vedemmo Santa Caterina che conserva l'impronta del bacio del Bambino Gesù. Potrei dire molti interessanti particolari su ogni città e sulle piccole circostanze del nostro viaggio, ma non finirei più; per questo mi limito alle notizie principali.

Lasciai Bologna con gioia; questa città non la potevo più sopportare a causa degli studenti che la gremiscono e che formavano un codazzo quando avevamo la sventura di uscire a piedi. Soprattutto a causa del piccolo incidente con uno di loro, fui ben contenta di prendere la strada per Loreto.»
(Ms A59v)

«Scendendo dal treno a Bologna, trovammo un nuvolo di studenti; nella confusione, uno di essi fece presto a sollevare Teresa fra le braccia, senza che noi potessimo impedirlo. Ma ella si raccomandò alla Santa Vergine e lanciò un'occhiata tale all'importuno, che questi ebbe paura e lasciò immediatamente la preda.»

(Deposizione di suor Genoveffa di Santa Teresa, Celine, al 'Processo apostolico di Bayeux', tomo II, f. 470 v.)

Roma: alla conquista del Colosseo, un'azione fulminea di due disubbidienti

Fra le più dolci impressioni che ricorda, cita quella che la fece trasalire: la vista del Colosseo.

«Finalmente potevo vedere questa arena dove tanti martiri avevano versato il loro sangue per Gesù. Stavo già chinandomi per baciare la terra santificata dal loro sangue, ma quale non fu la mia delusione! Il centro non è che un ammasso di ruderi che i pellegrini debbono accontentarsi di guardare perché uno sbarramento ne proibisce l'entrata, inutile d'altra parte perché nessuno prova la tentazione di entrare fra quelle rovine... Ma si poteva venire a Roma senza discendere nel Colosseo?
 
Il Colosseo
... La cosa mi sembrava impensabile; non ascoltavo più le spiegazioni della guida tutta occupata com'ero da una sola idea: discendere nell'arena... Vedendo un operaio passare con una scala fui sul punto di chiedergliela; fortunatamente mi seppi trattenere perché mi avrebbe preso per una pazza... L'evangelo ci dice che Maddalena, rimanendo sempre accanto al sepolcro e abbassandosi diverse volte per guardare all'interno, finì per vedere due angeli. Come lei, pur avendo ormai riconosciuta l'impossibilità di vedere i miei desideri realizzati, non cessavo di sporgermi verso le rovine dove desideravo discendere. Finalmente, non vidi degli angeli ma ciò che cercavo; gridai di gioia e dissi a Celine: «Presto, vieni, credo che riusciremo a passare!...» Superammo subito lo sbarramento che in quel punto toccava i ruderi e cominciammo a scalare le rovine che cedevano sotto i nostri passi.

Papà ci guardava attonito per la nostra audacia; ben presto ci disse di ritornare, ma le due fuggitive non ascoltavano più nulla. Come i soldati sentono aumentare il loro coraggio in mezzo al pericolo, così la nostra gioia aumentava in proporzione della fatica che facevamo per raggiungere l'oggetto dei nostri desideri. Celine, più previdente di me, aveva ascoltato la guida e, ricordandosi che aveva indicato un pezzetto di pavimento segnato da una croce come il punto in cui i martiri combattevano, si mise a cercarlo. Lo trovò presto, e tutte e due ci inginocchiammo su questa terra sacra mentre le nostre anime si univano in una stessa preghiera. Il mio cuore batteva da scoppiare quando le mie labbra si avvicinarono alla polvere arrossata dal sangue dei primi cristiani; domandai la grazia di essere anch'io martire per Gesù e sentii nel profondo che la mia preghiera era esaudita!... Tutto questo si svolse in pochissimo tempo; dopo avere raccolto qualche pietra, ritornammo verso i muri in rovina per rifare la nostra rischiosa impresa. Papà, vedendoci così felici, non seppe sgridarci, anzi notai che era fiero del nostro coraggio. Il Buon Dio ci protesse visibilmente, perché i pellegrini non s'accorsero della nostra assenza, tutti presi, più lontano di noi, a guardare senza dubbio le magnifiche arcate sulle quali la guida faceva notare «gli eleganti CORNICHONS e i CUPIDES postivi sopra», cosicché né la guida né «messieurs les abbés» vennero a conoscenza della gioia che riempiva i nostri cuori...»

viaggio in Italia - parte 2

Sulla via del ritorno: Napoli e Pompei

«L'indomani del memorabile giorno, dovemmo partire di primo mattino per Napoli e Pompei. Il Vesuvio in nostro onore, rumoreggiò tutta la giornata, emettendo, assieme ai suoi colpi di cannone, una spessa colonna di fumo. Terribili sono le tracce che ha lasciato sulle rovine di Pompei. Esse manifestano la potenza di Dio: «Che guarda la terra e la fa tremare, che tocca le montagne e le riduce in fumo...».

Avrei desiderato passeggiare da sola fra le rovine, riflettere sulla fragilità delle cose umane, ma il numero dei turisti riduceva grandemente il fascino malinconico della città distrutta... A Napoli fu tutto il contrario; le numerosissime carrozze a due cavalli resero magnifica la nostra passeggiata al monastero di San Martino, posto su un'alta collina dominante tutta la città; peccato che i nostri cavalli mordessero continuamente il freno dandomi l'impressione che fosse giunta la mia ultima ora! Il cocchiere aveva un bel ripetere continuamente la magica parola dei vetturini italiani: «Appippò, Appippò... », ma i cavalli volevano ad ogni costo rovesciare la carrozza; finalmente col soccorso dei nostri angeli custodi, arrivammo al nostro magnifico albergo. Per tutto il nostro viaggio alloggiammo in alberghi principeschi; non ero mai stata circondata da tanto lusso, ma bisogna proprio ammettere che la ricchezza non dà la felicità se sarei stata più felice sotto un tetto di paglia con la speranza del Carmelo che fra rivestimenti dorati, scale di bianco marmo, tappeti di seta, e con l'amarezza nel cuore... Oh, sì, ne fui convinta: la gioia non la si trova negli oggetti che ci circondano ma nel più profondo dell'anima. La si può possedere tanto in una prigione che in un palazzo, prova ne sia che mi sento più felice al carmelo, anche tra prove interiori e esteriori, che nel mondo, circondata dalle comodità della vita, soprattutto dalle dolcezze della casa paterna!»

(Ms A65r)

A Firenze l'incontro col futuro scrittore Giovanni Papini

Lo scrittore fiorentino Giovanni Papini, che allora era un bambino, racconta che mentre era per via fu fermato da un terzetto formato da un signore con due ragazze, una delle quali in particolare lo impressionò, la ricorda come "dal volto pienotto, tondeggiante, illuminato da occhi dolci, ardenti, profondi". Poiché questi gli chiesero di indirizzarli verso la chiesa fiorentina di Santa Maria Maddalena dei Pazzi questi gli fece da guida.

«Fui felice di contemplare a Firenze, Santa Maddalena de' Pazzi in mezzo al coro delle carmelitane che ci aprirono la grande grata. Non sapendo che potevamo godere di questo privilegio e desiderando molti di far toccare il loro rosario alla tomba della santa, solo io potei far passare la mano nella grata che ci separava da essa, cosicché tutti mi passarono i loro rosari ed io mi sentii molto fiera del mio incarico...»

(Ms A66r)

Nella chiesa fiorentina (su Borgo Pinti) esiste una lapide che ricorda la visita di Teresa del Bambin Gesù nel 1887.

Genova

 
La turista quindicenne giunta da Lisieux vedendo il monumento a Cristoforo Colombo situato proprio all'uscita dalla Stazione Principe non avrebbe mai potuto immaginare comunque che una delle vie che si intravvedono sullo sfondo dell'immagine sarebbe stata dedicata anni dopo proprio a lei: "Salita Santa Teresa di Gesù Bambino". (foto del 1865)

Alle 16.16 di domenica 27 novembre Genova accolse la sconosciuta turista che, proveniente da Pisa, discese alla Stazione Principe.

Sul quotidiano cattolico della città "Il cittadino" apparve un articolo dell'evento:

«Sono oggi attesi in Genova i duchi di Montpensier i quali si recano a visitare la nostra città. Scenderanno all'albergo Isotta. Trovansi pure a Genova , dove arrivarono ieri, duecento pellegrini francesi tra cui numerosi sacerdoti. Ieri visitarono i principali monumenti, la cattedrale, il deposito di Santa Caterina, e le principali chiese.[] Dopo tre settimane di pioggia, di fango, di ventaccio noioso e insoffribile, una giornata limpidamente serena, un sole primaverile, costituiscono addirittura una tale festività, che tutte quelle segnate nel calendario impallidiscono al confronto. Tutta Genova ieri era per via, a godere dell'insperato beneficio della natura che volle così ricompensarci di tanti giorni di broncio e di afflizione meteorologica.»

Anche il futuro dottore della chiesa pernottò in quello che allora era considerato uno dei più prestigiosi alberghi della città, il Grand Hotel Isotta, al civico n° 7 di via Roma[1].
Intorno a quegli anni soggiornava spesso in città, in zona Portello, un professore universitario ritiratosi anticipatamente in pensione. Si trattava del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche. Cento anni dopo, i nomi del profeta del "Crepuscolo degli idoli" e quello della mistica, tentata per lunghi anni, ed a più riprese, dall'ateismo, appariranno insieme in più di un libro dedicato allo studio e all'analisi delle affinità e diversità presenti nel loro percorso di vita e di pensiero.

Il breve soggiorno genovese di Teresa è ricostruibile anche grazie al fatto che uno dei membri del pellegrinaggio tenne un diario particolareggiato del viaggio: si trattava del vicario della chiesa di Saint Etienne di Caen, monsignor Huet.

«Le due grandi curiosità di Genova sono il Campo Santo e la circonvallazione a monte... La cattedrale non ha nulla di ragguardevole come del resto le altre chiese. Ci sono molti bei palazzi. Via Roma, Galleria Mazzini, piazza Vittorio Emanuele sono interessanti, ma è con soddisfazione ancora più grande che dall'alto dei viali che dominano la città, noi contempliamo il centro storico ed i numerosi vascelli ancorati nel porto.»

Ancora oggi sono conservate al Carmelo di Lisieux due spille che Louis Martin comprò probabilmente nella bottega orafa di Egisto Sivelli, sempre di via Roma, e che donò alle figlie[2].

La Riviera di Ponente

Il 28 novembre alle 14,30 ripartirono alla volta di Nizza[3].

«Dopo aver visitato anche Pisa e Genova, tornammo in Francia. Durante il percorso, vedute magnifiche: ecco corriamo lungo il mare e la ferrovia è tanto vicina che mi pare che le onde arrivino fino a noi, ora ecco delle aperte distese di aranceti dai frutti maturi, di verdi olivi dalla ramaglia lieve, di palme graziose..., al cader del giorno vedevamo numerosi piccoli porti di mare che s'illuminavano di mille luci, mentre in cielo scintillavano le prime stelle. Ah, che poesia mi empiva l'anima mentre vedevo tutte quelle cose per la prima e l'ultima volta! Senza rimpianto le vedevo svanire, il cuore mio aspirava a meraviglie diverse, aveva contemplato abbastanza le meraviglie della terra, ora desideravo quelle del Cielo, e io, per darle alle anime, volevo diventare prigioniera!»

(Ms A)

mi scuso per la lunghezza che assume adesso la pagina di discussione...-- P1ZZ01981 23:25, 19 feb 2008 (CET)

E se si facesse una sottopagina in cui mettere solo le parti tagliate riportando qui i link alle sezioni? --jhc 20:46, 20 feb 2008 (CET)

NoteModifica

  1. ^ Fino a poco tempo fa una gigantografia presente nell'atrio, ricordava ai visitatori come nell'ottocento lo stabile era il più rinomato Grand Hotel della città e soltanto ultimamente per iniziativa dell'attuale segretario di stato vaticano allora cardinale di Genova, alla presenza delle autorità cittadine, il 1 ottobre 2004 è stata posta una targa "a ricordo del passaggio a Genova di Santa Teresa di Gesù bambino il 27 novembre 1887" a cui tra l'altro è seguito un convegno sulla monaca carmelitana e le vicissitudini personali e spirituali che l'hanno condotta in quel fine secolo a intrapprendere questo viaggio.
  2. ^ «C'etait un papillon», così è scritto in alcuni appunti di viaggio tenuti dalla sorella Celine. In effetti si trattava di due farfalle in filigrana d'argento.
  3. ^ Ancora oggi all'Hotel Rivage di Nizza c'è una traccia del suo passaggio: all'entrata principale, accanto alle due targhe che ricordano il soggiorno nello stesso stabile rispettivamente dello scrittore russo Anton Pavlovič Čechov, il pittore Henri Matisse vi è una terza targa che così recita: "La giovane Thèrèse Martin divenuta più tardi Santa Teresa del Bambin Gesù dal suo ritorno da Roma soggiornò in questo Hotel dal 28 al 29 novembre 1887." Targa che ultimamente è stata incorniciata con l'aggiunta "Proclamata 33° Dottore della Chiesa il 19 ottobre 1997 da papa Giovanni Paolo II."

BiografiaModifica

Ho concluso il lavoro di "sintesi" della biografia. Ho praticamente spostato la vecchia versione in Biografia di Teresa di Lisieux e ho fatto un riassunto delle sezioni che c'erano prima, tagliando immagini, citazioni e parti che secondo me erano in eccesso. Nonostante ciò, la versione mi sembra essere rimasta un po' poco neutrale e mancante di citazioni in alcune sue parti. Metto il mio lavoro al vaglio della comunità.-- P1ZZ01981 16:10, 23 feb 2008 (CET)

L'ho proposta per la cancellazione (Wikipedia:Pagine da cancellare/Biografia di Teresa di Lisieux) --Jaqen l'inquisitore 18:48, 12 mar 2008 (CET)

Una versione alternativa della voce su Teresa di LisieuxModifica

Da unireModifica

Tolgo la richiesta in quanto l'approfondimento è realmente molto lungo e può stare in una voce a parte. -- Ilario^_^ - msg 23:09, 20 gen 2010 (CET)

L'approfondimento è singolare. Delle 100 000 voci biografiche che abbiamo questa sarebbe l'unica a meritare un approfondimento psicanalitico che non ho mai trovato su nessun'enciclopedia.  AVEMVNDI (DIC) 23:36, 20 gen 2010 (CET)

Intervento del 6 aprile 2010, ore 18 c.a.Modifica

Ho tolto la descrizione del percorso del pellegrinaggio a Roma, trattandosi di informazioni del tutto ininfluenti sulla descrizione della vita della santa ; nella sezione Analisi psicologica ho dovuto inserire il Template:Citazione necessaria poiché non si può scrivere: «Alcuni studiosi, etc.» senza citarne almeno uno! Idem dicasi per «Alcuni esegeti …» nella sezione: Una poesia bellicosa: le mie armi. Oltre a quanto è stato detto nei precedenti interventi (alcune cose condivisibili, altre discutibili, ma WP è giustamente così) la voce presenta aspetti formali ancora da sistemare (non escludo un mio ulteriore intervento in tal senso) tipo l'uniformità dei tempi verbali, le correzioni ad un italiano piuttosto zoppicante e anche stilisticamente scadente, etc.--K.Weise (msg) 18:27, 6 apr 2010 (CEST)

Novità: FR.wikipedia.orgModifica

Domani 30 settembre è la sua festa e presumibilmente questa pagina sarà molto più consultata di altre ma da molti anni si presenta come "lavori in corso" e nessuno ha fatto più niente di definitivo. Siccome nel frattempo lo scenario wikipediano è cambiato, la voce sulla wikipedia francese prima era di poche righe adesso oltre a essere la più completa è anche l'unica entrata in vetrina. Il consiglio è di lasciare questa pagina totalmente in cronologia e tradurre pari pari dalla francese poi chi vorrà e avrà tempo se vuole può integrare o correggere con quanto c'è nella cronologia della wiki italiana. Questo è il mio consiglio.

Come mai su Teresa di Lisieux non gradite il motivo per cui è diventata Dottore della Chiesa?Modifica

Continuate a RB sostenendo che sia "ricerca originale" questo:

La spiritualità di TeresaModifica

Durante una visita pastorale a Catania e Siracusa nel 1994, Giovanni Paolo II ha affrontato il tema della forza di gravità dal punto di vista spirituale citando Teresa di Lisieux e la sua fascinazione verso la celebre frase di Archimede:[1]

«Datemi un punto d'appoggio e solleverò la terra.»

Teresa infatti non trovava a sé confacente il bagaglio di ascesi e penitenze che faceva parte della tradizione religiosa, e di conseguenza elaborò la "via dell'ascensore" o via dell'infanzia spirituale,[2] diversa dalla rude e faticosa "via delle scale". Il paragone ha a che vedere con la sua epoca in cui già c'erano i primi ascensori, espressione di un nuovo periodo tecnologico che si apriva. Così Teresa riteneva che anche nel campo dello spirito ci dovesse essere un cambiamento legato ai nuovi tempi moderni. Nei fatti, questo ascensore era la sua relazione d'amore con Gesù, o meglio una relazione in cui Gesù si abbassava fino a lei per portarla su fino a lui.

"Ricerca originale"?Modifica

1)

«Découverte de la petite voie[modifier]

Thérèse est entrée au carmel avec le désir de devenir une grande sainte. Mais, fin 1894, au bout de six années, force lui est de reconnaître que cet objectif est pratiquement impossible à atteindre. Elle a encore de nombreuses imperfections et n'a pas le charisme de Thérèse d'Avila, Paul de Tarse et tant d'autres. Surtout, elle qui est très volontariste, voit bien les limites de tous ses efforts. Elle reste petite et bien loin de cet amour sans faille qu'elle voudrait pratiquer. Elle comprend alors que c'est sur cette petitesse même qu'elle peut s'appuyer pour demander l'aide de Dieu. Dans la bible, le verset « Si quelqu'un est tout petit, qu'il vienne à moi ! » (Livre des Proverbes, ch.4, verset 9) lui donne un début de réponse. Elle qui se sent si petite et incapable peut se tourner vers Dieu avec confiance. Mais alors, que va t-il se passer ? Un passage du livre d'Isaïe lui donne une réponse qui l'encourage profondément : « Comme une mère caresse son enfant, ainsi je vous consolerai, je vous porterai sur mon sein et je vous balancerai sur mes genoux » (Livre d'Isaïe, 66, 12-13). Elle conclut que Jésus lui-même va la porter au sommet de la saintetéD 85. Elle écrira : « l'ascenseur qui doit m'élever au ciel, ce sont vos bras, ô Jésus ! Pour cela, je n'ai pas besoin de grandir, au contraire, il faut que je reste petite, que je le devienne de plus en plus »E 32.

La petitesse de Thérèse, ses limites deviennent ainsi motifs de joie, plus que de découragement. Car c'est là que va s'exercer l'amour miséricordieux de Dieu pour elleD 85. Dans ses manuscrits, elle donne à cette découverte le nom de « petite voie »E 33. Dès février 1895, elle va régulièrement signer ses lettres en ajoutant toute petite devant son nomD 85,E 34. Jusque là, Thérèse employait le vocabulaire de la petitesse pour rappeler son désir d'une vie cachée et discrète. À présent, elle l'utilise aussi pour manifester son espérance : plus elle se sentira petite devant Dieu, plus elle pourra compter sur luiF 14.

C'est aussi pendant cette période qu'elle commence, à la demande de mère Agnès, d'écrire ses mémoiresD 86. Elle poursuit également l'écriture de pièces de théâtres et de cantiques, dont le plus connu est Vivre d'amourD 87, 8»

Fonte: fr.wikipedia, unica sua "voce in vetrina" (ma i francesi sono noti per il loro filoclericalismo).

2) Documenti ufficiali del Vaticano (www.vatican.va): [1] [2] [3] [4] [5].

3) Martirologio Romano: ricorrenze".

4) Google Libri: 30 risultati (solo in italiano).

Dalla versione francese a quella italianaModifica

Iniziato il progetto di traduzione della versione francese di wikipedia che ha già ottenuto il riconoscimento della stella. Nelle mie intenzioni una volta completata la traduzione si potrà operare a personalizzare, chi vuole, in una versione italiana tale versione, magari integrando contenuti salvati in cronologia della versione predente italiana. Non so quanto ci vorrà a meno che altri collaborino alla traduzione per cui ci vorrà solo un po di pazienza.


Santa o mistica? Vergine o 32° dottore della chiesa? Chi decide su wikipedia il taglio della voce? Basta saperlo così uno si regola in meritoModifica

Dopo l'inizio sono state fatte delle correzioni e modifiche che sono evidentemente dei veri contributi ma alcune modifiche sono un vero voler decidere il taglio della voce. La voce francese che è molto clericale tuttavia usa "Teresa di Lisieux". Ho eliminato "vergine" della vecchia versione italiana e sostituito con "dottore". A me sta bene che qualcuno voglia imporre il suo proprio taglio interpretativo sol che non mi va di fare solo la bestia da soma. Che si faccia anche la traduzione allora. Potrei anche io condividere un simile taglio interpretative ma allora quando le modifiche sono non sclusivamente tecniche ma "politiche" allora dovrebbero aggiungere una pru minima giustificazione in modo che chi svolge il lavoro grosso possa condividerla. E sì che io mi faccio un culo così per tradurre e poi c'è chi decide la "politica". Ma scherziamo! Sicuramente ci saranno dei volenterosi più pazienti di me che porteranno avanti la traduzione da me iniziata. Buon proseguimento. La cosa è anche comica per un certo verso poichè questi cattolici credono di rendere onore alla santa mentre invece la ridicolizzano anche se questo non era nelle loro intenzioni. Sapessero al mondo moderno quanto glie ne può fregare che una donna sia vergine: si fanno delle sghignazzate da scompiscisciarsi dalle risate. Ugualmente se una è santa. Ma di fronte ad un dottore della chiesa ossia ad una filosofa cioè una pensatrice la cosa comincia a farsi più seria anche per il mondo laico che anch'esso si pone gli stessi interrogativi.

Sicuro che fossero stati cattolici a scrivere "vergine"? Escluso che fossero anticlericali o anticristiani allo scopo di ridicolizzare? Già che ci sono: per il po' che può valere mi firmo coll'IP; e chi dice di avere tradotto e scritto quanto sopra no. Al primo commento che scrissi su wikipedia, senza la "firma", qualche gentile wikipedista mi istruì su come metterla e intanto me l'aveva aggiunta egli... Possibile aggiungerla anche all'intervento qui sopra? --94.36.151.149 (msg) 23:54, 29 mar 2015 (CEST)

Archimede di Siracusa: datemi una leva e solleverò il mondoModifica

Un mio contributo per i prossimi contributori post-traduzione

Ci tenevo comunque a dire la mia su quale dovrebbe essere il taglio interpretativo della voce una volta fatta la traduzione. Ho letto la voce, la discussione e anche un po' della cronologia e la mia opinione è che si è colto nel segno là dove altri contributori hanno focalizzato l'attenzione sulla questione dell'"ascensore".

Tuttavia vorrei far notare che c'è qualcosa che ha colpito la mistica ed è una nota frase dell'inventore, scienziato e filosofo allievo di Pitagora ossia il detto di Archimede: "Datemi una leva e vi solleverò il mondo" che probabilemnte ha preparato la sua "teoria dell'ascensore" per un misticismo non più volontaristico. Sempre nella stessa opera si può cogliere la sua "critica di ogni volontarismo" in religione come "fomentatore di superbia". Ecco secondo me è da qui che si deve partire (frase citata in "storia di un'anima") e certamente anche le sue letture del mistico juan de la crux sull'abbandono al destino (ma anche Nietzsche diceva "amor fati" pur in un altro tradizione di pensiero).

La conoscenza degli scritti mi ha ulteriormente persuaso della verità di questo mio intervento che vorrei ulteriormente sottolineare. Molti si arrampicano si scervellano per spiegare "la spiritualità" di questa monaca che è invece tutta qui: la leva archimedea, l'ascensore, cioè la tecnica da lei visti per la prima volta con meraviglia a Parigi mentre si costruiva la Torre Eiffel simbolo del trionfo del positivismo, dello scientismo e della secolarizzazione dei nuovi tempi. Tutto questo da lei interpretato in linea con il pensiero cristiano: la leva chi poteva essere per Lei? Tutto della sua vita e del suo pensiero si spiega a partire dai due siciliani: Archimede di Siracusa e Pitagora suo maestro entrambi religiosissimi sia pure della matematica. Chissà perchè proprio questi pensatori hanno colpito la fantasia della monaca e non altri pensatori non cristiani. Del resto gli studiosi della storia del cristianesimo ormai dicono che le radici della visione del mondo cristiana non sono solo l'ebraismo ma anche la grecità.

Ma quali sono le implicazioni di questi discorsi al di là della superficialità? Le implicazioni sono che è una pensatrice allineata ad altri pensatori religiosi e anche laici anti-volontaristici.

I dubbi di un wikipedianoModifica

Nel fare la traduzione dal francese, la pagina è in vetrina da loro, ho modo di leggere attentamente la voce e cominciano ad assalirmi dei dubbi sul mio essere divenuto un servo del vaticano senza rendermene conto. Questa impressione deriva dal fatto ceh quella voce benchè all'apparenza fatta bene è veremente dire "bigotta" è dire poco. Magari chi l'ha votata erano degli atei: che gli frega a loro se mistificano Thérèse Martin, che se la sbrighino tra loro di chiesa. Essere un collaborazionista di una mistificazione che perdura da 120 anni non mi va proprio a genio anche se non credo nell'inferno. E' vero che è un personaggio pieno di contraddizioni ma benchè la pagina è ricca di note molte affermazioni presenti necessiterebbero di fonti precise perchè a mio parere esagerano nel presentarla come una suora troppo "zuccherosa". Se le cose stanno così come si giustica che addirittura il papa, anzi un papa tradizionalista Pio XI affermò: "Thèrèse è un uomo" riferendosi con questo alla sua personalità virile? Qualcosa non mi quadra. Comunque io continuo nella traduzione pari pari e una volta terminata in modo che si abbia una base per iniziare direi che a partire da quella che si potrebbe passare in vetrina è meglio differenziarla dalla voce francese rendendola meno clericale integrando quanto è stato salvato dalle versioni italiane precedenti che si reputa ancora valido o a facendo nuove modifiche. male che vada si potrà sempre fare un rollback alla versione di base che per quanto contestabile tratta in maniera abbastanza completa l'intera vicenda dall'inizio alla fine. L'ho detto perchè se qualcuno ritiene che sia impunibile mistificare una pensatrice io non ci sto e voglio avere la coscienza pulita da un simile crimine dato che ho un sommo rispetto non dei santi ma dei pensatori che sono di tutta l'umanità coloro che portano avanti l'evoluzione (e non i tecnici che comunque anche questi vanno rispettati dato che non si deve sputare nel piatto dove si mangia) ma un filosofo è più di un tecnico e su questo non ho dubbi come un locomotore è più di un carro merci in più.

NoteModifica

  1. ^ Cf. Angelus, 6 novembre 1994.
  2. ^ Cf. ricorrenze in Google Libri.
nessuna delle fonti fa paragoni con l'ultimo ritrovato della tecnica: l'ascensore. Inoltre la citazione "simil" archimede messa così può andar bene giusto per un volantino pubblicitario--Hal8999 (msg) 13:11, 9 apr 2011 (CEST)

«Elle écrira : « l'ascenseur qui doit m'élever au ciel, ce sont vos bras, ô Jésus ! Pour cela, je n'ai pas besoin de grandir, au contraire, il faut que je reste petite, que je le devienne de plus en plus »E 32.»

«Elle écrit : « l'ascenseur qui doit m'élever au ciel, ce sont vos bras, ô Jésus ! Pour cela, je n'ai pas besoin de grandir, au contraire, il faut que je reste petite, que je le devienne de plus en plus »E 55.»

Fonte: sempre fr.wikipedia.org.
  • (FR) [7]
  • Sull'incipit archimedeo della sezione: c'era già. Concordo che andrebbe riscritta diversamente, ma non sull'azzerarla (mica per altro, ma perché sennò 'sta Teresina non avrebbe alcun valore enciclopedico: è passata alla storia della chiesa cattolica per questo). Ps: visto che nella tua talk ci tieni a dichiararlo, ti confido che sono ateo pure io. --151.67.181.254 (msg) 14:53, 9 apr 2011 (CEST)
per fonte intendo Wikipedia:Cita le fonti, non una mezza ricerca su google books.--Hal8999 (msg) 14:56, 9 apr 2011 (CEST)

(rientro)La ricerca su Google Libri non è "mezza", al contrario: è che le fonti sono così tante (e valide, rinviando direttamente al testo teresiniano) da suscitare solo l'imbarazzo della scelta. Volendo e dovendo scegliere la fonte primaria:

--151.67.181.254 (msg) 15:12, 9 apr 2011 (CEST)

cioè Teresa di Lisieux ha usato per 2-3 volte nei suoi scritti il termine "ascensore". E questo dovrebbe giustificar le frasi "Il paragone ha a che vedere con la sua epoca in cui già c'erano i primi ascensori, espressione di un nuovo periodo tecnologico che si apriva. Così Teresa riteneva che anche nel campo dello spirito ci dovesse essere un cambiamento legato ai nuovi tempi moderni. Nei fatti, questo ascensore era la sua relazione d'amore con Gesù, o meglio una relazione in cui Gesù si abbassava fino a lei per portarla su fino a lui"? Appena ho un po' di tempo dò una bella scorciata alla voce, piena in tanti altre parti di problematiche identiche--Hal8999 (msg) 15:15, 9 apr 2011 (CEST)
Ne stai parlando come se l'avessi deciso io o tu, invece che il Papa stesso che l'ha canonizzata. Altro ps: pure questo c'era già, nella sezione. Io avevo solo aggiunto in grassetto "via dell'infanzia spirituale", formula con cui Teresina stessa sintetizza quanto poi descrive e illustra con la metafora dell'ascensore. --151.67.181.254 (msg) 15:26, 9 apr 2011 (CEST)
il discorso papale infatti è praticamente una agiografia, non una voce di enciclopedia.--Hal8999 (msg) 15:37, 9 apr 2011 (CEST)
Il discorso papale NON va giudicato, il tuo POV è antienciclopedico. Invece è enciclopedico il motivo per cui è stata giudicata santa e Dottore della Chiesa. Ovvio che chi l'abbia stabilito non poteva che usare, pro domo sua, toni agiografici, ma i fatti restano questi: in "Storia di un'anima", Manoscritto C, cap. X, è scritto
(FR)

«l'ascenseur qui doit m'élever au ciel, ce sont vos bras, ô Jésus! Pour cela, je n'ai pas besoin de grandir, au contraire, il faut que je reste petite, que je le devienne de plus en plus.»

(IT)

«le tue braccia, o Gesù, sono l'ascensore che mi deve innalzare fino al cielo! Per questo io non ho affatto bisogno di diventare grande; bisogna anzi che rimanga piccola, che lo diventi sempre di più.»

Questa frase sull'ascensore, come l'altra sulla "via dell'infanzia spirituale", è citata nei testi ufficiali del Vaticano per giustificarne la canonizzazione e la proclamazione a 33º Dottore della Chiesa. --151.67.181.254 (msg) 15:57, 9 apr 2011 (CEST)
il discorso papale è del 1979. Teresa di Lisieux è stata santificata nel 1925 e proclamata dottore della chiesa dal 1997. Comunque ripeto, tra qualche giorno (appena ho un po' di tempo) farò una bella pulizia nella voce.--Hal8999 (msg) 16:07, 9 apr 2011 (CEST)
Il discorso papale rientra nel decorso vaticano in merito a tali cose & cause: «Fu canonizzata da Pio XI il 17 maggio 1925 e dallo stesso Papa proclamata Patrona universale delle missioni, insieme a San Francesco Saverio, il 14 dicembre 1927. La sua dottrina ed il suo esempio di santità sono stati recepiti da ogni ceto di fedeli di questo secolo con un grande entusiasmo, anche fuori della Chiesa cattolica e del cristianesimo. Molte Conferenze Episcopali in occasione del Centenario della sua morte hanno chiesto al Papa che fosse proclamata Dottore della Chiesa, per la solidità della sua sapienza spirituale, ispirata al Vangelo, per l'originalità delle sue intuizioni teologiche, nelle quali risplende la sua eminente dottrina, per l'universalità della recezione del suo messaggio spirituale accolto in tutto il mondo e diffuso con la traduzione delle sue opere in una cinquantina di lingue diverse. Accogliendo questi desideri, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha voluto che fosse studiata la convenienza di dichiarare Teresa di Lisieux Dottore della Chiesa universale dalla competente Congregazione delle Cause dei Santi, con il voto della Congregazione per la Dottrina della Fede per quanto riguarda la sua eminente dottrina. Il 24 agosto 1997, al momento della preghiera dell'« Angelus », alla presenza di centinaia di Vescovi e davanti ad una sterminata folla di giovani di tutto l'orbe, radunata a Parigi per la XII Giornata Mondiale della Gioventù, Giovanni Paolo II ha annunziato il suo proposito di proclamare Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto Dottore della Chiesa universale, il 19 ottobre 1997, nella Domenica in cui si celebra la Giornata Mondiale delle Missioni.» Questo è il resoconto ufficiale, fonte interna (opinabile o meno).--151.67.181.254 (msg) 16:31, 9 apr 2011 (CEST)

Conflitto di edizioneModifica

Ho cercato di eliminare alcuni pezzi ma in contemporanea IlTraduttore ne ha aggiunti altri. Ho provato ad annullare le mie modifiche ma non potevo causa il repentino susseguirsi di altre aggiunte. Rinuncio, ma per favore aggiungete il template { { W I P | ilTraduttore } } in cima alla pagina. --Skydrake (msg) 23:18, 8 gen 2014 (CET)

La mia opinione sulle modifiche attuate e anche la mia opinione per quelle futureModifica

E' stata giustificata le varie modifiche come "semplificazione". Ne approfitto per dire la mia in proposito anche per nuove modifiche. A parte che già c'è tanto lavoro nella traduzione che occuparmi delle modifiche "adesso" che non c'è ancora una versione di base, non è che mi va proprio così parlo più in generale anche a futura memoria. Secondo me a parte che spero che chi lavori alla pagina abbia almeno un po di conoscenza della letteratura in proposito perchè è chiaro che se uno sa tutto di napoleone o giulio cesare poi sarà difficele che in questo caso colga dove si può sintetizzare e dove invece sarebbe meglio abbondare con le informazioni e approfondire. Ecco vorrei proporre quelli che secondo me sarebbero dei buoni criteri poi ovviamenti altri potrebbero avere buoni motivi per considerare altri criteri. Secondo me questi sono i capitoli dove si dovrebbe focalizzare l'attenzione:

1. "La strana malattia" (persino la psicoanalisi atea si è occupata di questo momento autobiografico)

2. "La conversione del natale 1886" che poi è la conclusione de "La strana malattia"

3. "il formarsi della cosidetta "piccola via" o anche la metafora dell'ascensore che poi è la sua concezione della via mistica.

4. La notte della fede: importantissima.


Per quanto riguarda la vita postuma:

1. La mistificazione dei suoi scritti e il processo di demistificazione molto più importante dei titoli che sono susseguiti (beata, santa e dottore)

2. Le varie letture date dei suoi scritti da altri autori: la cosiddetta letteratura teresiana (incluso le letture fatte con altri mezzi come il teatro e il cinema).

Su tutto il resto si può semplificare ma soprattutto sulla "notte della fede" che tuttora rimane la pagina più oscura come anche la "strana malattia" non si può semplificare perchè è un vero e proprio "giallo" proprio come è un "giallo" la mistificazione che ancora adesso forse non è finita.

Ultime modificheModifica

Senza fare alcuna modifica al testo già presente mi limito a riallineare questi contributi riguardanti tutto il materiale riguardante la seconda parte della voce (la posterità) con quelli presenti nella voce francese e inglese più ricche di documentazione in modo di facilitarne ai contributori la traduzione oppure la integrazione, il "canovaccio" per così dire o la scaletta. Facendo una sintesi dei modelli francesi-inglesi e anche italiano trovo più congrua questa impostazione:


1. L'OPERA

- Gli scritti di Thérèse (dando risalto a "Storia di un'anima" in particolare)

- La mistificazione e la seguente demistificazione


2. LA CARRIERA ECCLESIASTICA (per così dire: beata, santa, dottore)


3. IL DIBATTITO sulla sua opera e la sua storia (la cosiddetta letteratura teresiana)


4. NOTE, BIBLIOGRAFIA e quant'altro


Un appunto per i futuri contributori o anche per me stessoModifica

per coloro che hanno a cuore questa voce di enciclopedia qualsiasi siano i motivi per cui siano interessati a questa voce segnalo che su Youtube c'è un video su una canzone che non è una poesia di thérèse musicata ma una canzone tutta dedicata a thèrese e che parla solo di lei dal titolo "St Thèrese". Non l'avrei segnalata se non fosse che il duo che la canta sono veramente prestigiose ossia Joan Osborne e niente meno che Patty Smith.

Se non la linko è perchè occorrerebbe tagliarla in modo che rimanga solo la canzone poiche c'è un preambolo un po' lungo che non c'entra niente con la voce. Se wikipedia avesse un suo canale youtube magari forse l'avrà più avanti, si potrebbe tagliarlo e inserire su questo canale. Cosa che si potrebbe fare.

Comunque lo segnalo anche perchè potrei dimenticarmene che esiste un simile documento: Il video musicale è a questo link, la song di cui qui si tratta comincia al minuto 2 e 40 secondi. Forse creo un mio canale, taglio il video e lo lo metto nel mio canale come "video-citazione". Solo che ci vorrà un po poichè non sono molto pratico dei software che mi serviranno.

Le conclusioni a cui sono giunto su questo personaggio della storia del cristianesimo è che certo sarà una santa, una dottore della chiesa ossia una teologa come dicono i cattolici ma soprattutto è una poetessa come tutti i mistici di qualsiasi religione in fondo del resto. Una poetessa integrale ossia una poetessa pratica che ha fatto della poesia una prassi quotidiana. Comunque queste sono mie opinioni che non metto su wikipedia beninteso ma che possono dare una dritta ai contributori nel "p e s a r e" le varie sezioni della voce. Coloro che ritenessero definirla solo "poetessa" è sminuirla nella sua importanza si vede che non sanno cos'è "poesia". La poesia ha una stretta parentela con la verità.Questo commento senza la firma utente è stato inserito da IlTraduttore (discussioni · contributi) .

Wikipedia non è un blog!
L'unico modo per contribuire a questa enciclopedia è aiutarla a crescere di qualità e di oggettiva neutralità, non inserendo informazioni di dubbia rilevanza, esprimendo opinioni personali o veicolando messaggi privati.

La questione delle citazioni della misticaModifica

Siccome è notorio che questa mistica è stata mistificata a lungo in passato, come si racconta in questa stessa voce, non vorrei anche io benchè in buona fede dare il mio contributo in questo senso, così ho deciso di far seguire la citazione in originale (solo per quanto attiene alle citazioni dei testi della mistica beninteso) in modo che chiunque possa controllare e magari in seguito migliorare la mia traduzione della citazione se la troverà non corretta. Solo adesso ho preso questa decisione per cui appena posso aggiungerò gli originali a quanto già tradotto e da ora innanzi mi atterrò a questa linea guida.

Grazie; e chi sei? E puoi linkare gli originali? --82.84.83.30 (msg) 14:07, 29 mar 2015 (CEST)

AbbandonoModifica

Senza sapere nulla della discussione, ho cominciato a correggere la prima parte, piena zeppa di errori (ho corretto una decina di "gli" al posto di "le"), non so cosa si possa/debba fare, mi sembra tutto un po' abbandonato --151.65.206.44 (msg) 21:16, 30 mag 2014 (CEST)

Teresa di Lisieux e la voce opus dei di wikipediaModifica

Sono anche un lettore di wikipedia e leggendo la voce Opus Dei ho notato che si parla di Teresa di Lisieux. Non me ne ero accorto in precedenza perchè non era un link interno così ho provveduto io. Tuttavia segnalo sulla base delle mie letture dell'opera di Teresa di Lisieux che quanto si asserisce in quella voce nella sezione "critiche e controversie sull'opus dei":

"L’uso della mortificazione corporale è una pratica usuale nella storia della Chiesa, e se ne parla in molte biografie di santi, come ad esempio Francesco di Sales, Giovanni Maria Vianney, Teresa di Lisieux e don Bosco. La testimonianza delle suore che accudivano l’appartamento pontificio parla dei colpi di flagello cui si sottoponeva Giovanni Paolo II, che pure faceva uso del cilicio, così come Paolo VI, Padre Pio e Madre Teresa di Calcutta."

Almeno per quanto riguarda Teresa di Lisieux non corrisponde al vero ma è una leggenda metropolitana o forse sarebbe meglio dire appartiene presumibilmente a quella vulgata sulla mistica più volte denunciata e che ha prodotto una falsa immagine della mistica.

E' scritto in maniera chiara infatti in "Storia di un'anima" (1895-1897) e forse e ripetuto in altri scritti che Lei ritiene questa sorta di masochismo sortire un effetto contrario a quel che si spera nelle intenzioni: quello di rafforzare l'orgoglio e la superbia dell'Io.

Vita postuma di Teresa di LisieuxModifica

Questo è un commento ai miei ultimi contributi alla voce. Preciso che a parte la traduzione dalla voce francese ancora da completare intendo occuparmi solo di questa altra sezione "vita postuma".

Ho avuto modo di fare delle ricerche nella cronologia e mi sono accorto che c'è un sacco di materiale cancellato e non sto parlando di errori di ortografia, di sintassi, o anche di stile rozzo ma si tratta proprio di informazioni. Dico questo perchè mi ha fatto pensare: a che serve aggiungere nuove informazioni se poi vengono cancellate sia pure lentamente e più o meno di nascosto o che so altro. Mi pare una fatica di sisifo, una follia, scrivere e cancellare, scrivere e cancellare.

Ho voluto solo esprimere le mie perplessità.

Detto questo trovo che la sezione "vita postuma" (meglio questo titolo secondo me che "posterità" come c'è ancora adesso) è molto importante intendo dire che non va sottovalutata anche se la maggioranza delle persone che conoscono il personaggio sanno della vita ma non di tutti gli altarini che si sono scoperti dopo il 30 settembre 1897.

Da non equivocare: non è un attacco alla storia della chiesa ma solo un rendere giustizia al personaggio enciclopedico.

Mi pare una fatica di sisifo,: prova prima a proporre qui quello che vuoi inserire, cosi' forse chi si oppone può far sentire le sue ragioni in modo meno drastico. Se poi insiste senza discutere ... ha sbagliato sito. In ogni caso inserire fatti ben fontati--Bramfab Discorriamo 15:00, 24 set 2014 (CEST)

Hai ragione anche tu.

La teologa di Lisieux e il Partito Comunista d'Italia sezione della III Internazionale di LeninModifica

Non fatevi sviare dal titolo messo apposto come fosse uno scoop.

Sono andato nella cronologia di questa pagina e mi sono appuntato questa notizia cancellata che mi ha molto colpito così ho deciso di fare una ricerca su google e meraviglia sembar proprio vera. Pertanto io direi che andrebbe inclusa magari senza sottolinearla troppo esagerando nell'enfasi ma come una informazione ulteriore tra le tante che mostrano un'aspetto di questo personaggio che tra le tanet persone a cui è arrivata vi è anche il fondatore nel 1919 dell'Ordine Nuovo di Torino ossia Antonio Gramsci che assieme all'ingegnere Amadeo Bordiga di Napoli furono i fondatori del Partito comunista italiano nel 1921. Molti si meravigliano ma io mi sarei meravigliato se si si riferisse all'anima napoletana e quindi più economicistica e scientista dell'interpretazione della concezione della storia marxista ma l'anima torinese era già su questo solco essendo un marxismo più filosofico anzi addirittura idealistico dato che sappiamo che Antonio Gramsci intratteneva rapporti sia con Benedetto Croce che con Giovanni Gentile, quest'ultimo pur divenendo il filosofo ufficiale del fascismo (Mussolini del resto nasce come militante anarchico) fu tra i primi lettori e interpreti italiani del pensiero di Marx e tutti quanti avendo comunque, incluso lo stesso Marx e Engels, le loro origini nel pensiero idealistico di Hegel il quale non è certamente l'idealismo di Kant che ritiene che la ragione può si creare scienza ma non arrivare alla verità ultima che sta dietro alle cose.

In verità più che di Teresa di Lisieux si tratta dell'incontro finale di Gramsci con il cristianesimo e quindi anche con una rappresentante di quest'altra tradizione di pensiero a cui sembra che infine il paladino ateo dei poveri alla fine si sia avvicinato.

Giusto quindi per non enfatizzare troppo la notizia mi limite ad aggiungere la voce "Antonio Gramsci" all'elenco già presente dei devoti "VIP" di Teresa di Lisieux lasciando agli altri di giudicare se lasciarlo o meno. Aggiungo anche una documentazione che comprova la veridicità dell notizia poi chi vuole può trovare su internet altri documenti in merito.

Documentazione

"antiautoritaria": correggere il capitolettoModifica

Nel capitoletto "Therese Martin antiautoritaria" ora c'è un link al senso generico della locuzione "avvocato del diavolo", non dice chi sarebbe stato nel suo caso; e non dice quale titolo avrebbe contrastato: quello di dottore della Chiesa o quello di santa o quello di beata?
O in Wikipedia occorre avere letto tutto per capire il senso di un capitolo?
Ugualmente chi sarebbe 'sto avvocato del diavolo? --82.84.83.30 (msg) 14:03, 29 mar 2015 (CEST)

Collegamenti esterni modificatiModifica

Gentili utenti,

ho appena modificato 2 collegamenti esterni sulla pagina Teresa di Lisieux. Per cortesia controllate la mia modifica. Se avete qualche domanda o se fosse necessario far sì che il bot ignori i link o l'intera pagina, date un'occhiata a queste FAQ. Ho effettuato le seguenti modifiche:

Fate riferimento alle FAQ per informazioni su come correggere gli errori del bot.

Saluti.—InternetArchiveBot (Segnala un errore) 15:21, 9 mag 2019 (CEST)

Collegamenti esterni modificatiModifica

Gentili utenti,

ho appena modificato 6 collegamenti esterni sulla pagina Teresa di Lisieux. Per cortesia controllate la mia modifica. Se avete qualche domanda o se fosse necessario far sì che il bot ignori i link o l'intera pagina, date un'occhiata a queste FAQ. Ho effettuato le seguenti modifiche:

Fate riferimento alle FAQ per informazioni su come correggere gli errori del bot.

Saluti.—InternetArchiveBot (Segnala un errore) 20:01, 3 ago 2019 (CEST)

Ritorna alla pagina "Teresa di Lisieux".