Apri il menu principale
Foglio matricolare di un militare del Regio esercito denunciato come disertore al richiamo alle armi allo scoppio della prima guerra mondiale, si veda ultimo timbro in basso

La diserzione è il reato commesso dal militare che, in tempo di pace o in guerra, abbandona il suo posto senza esserne autorizzato.

Legge italianaModifica

Le norme relative alla diserzione sono contenute negli art. 148-150 del Codice penale militare di pace (CPMP) e negli art. 143-150 del Codice penale militare di guerra (CPMG).

Per la legge italiana commette reato di diserzione il militare in servizio alle armi che si allontana, senza autorizzazione, dal reparto e ne rimane assente per 5 giorni consecutivi (un solo giorno in tempo di guerra) o che, trovandosi legittimamente assente, non si presenta senza giusto motivo nei 5 giorni seguenti (due giorni in tempo di guerra).

Altri significatiModifica

La parola disertore può anche essere usata fuori da questi ambiti, per indicare una persona infedele.

Elogio della diserzioneModifica

Numerose canzoni elogiano la diserzione come opposizione estrema alla guerra, la più famosa Le déserteur di Boris Vian.[1]

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàLCCN (ENsh85037160 · GND (DE4153535-2