Dispersione degli apostoli

I vangeli di Marco e Matteo riportano che, dopo l'ascensione di Gesù, gli apostoli "uscirono e predicarono ovunque". Questo è descritto in Marco 16,19-20 e Matteo 28,19-20. Secondo una tradizione riportata da Eusebio di Cesarea, essi si dispersero in tutte le parti del mondo. Nel medioevo veniva celebrata una festa liturgica dedicata alla dispersione degli apostoli per commemorare il loro lavoro missionario e la fondazione delle varie sedi apostoliche. Questa festività si celebrava il 15 luglio.

Gli Atti degli Apostoli, il seguito canonico del vangelo di Luca, riportano la dispersione dopo l'ascesa di Gesù, dapprima col ministero in Gerusalemme e poi nel mondo intero.

Si ritrova anche la denominazione "Congedo degli Apostoli" o "Addio degli Apostoli" (più raro "Divisione degli Apostoli"). Con diverse diciture si ritrova la scena in diverse raffigurazioni pittoriche e scultoree.

La dispersione degli apostoliModifica

Nel terzo libro della Storia della Chiesa di Eusebio di Cesarea si legge:

«Nel frattempo i santi apostoli e discepoli del nostro Salvatore erano dispersi nel mondo. La Partia, secondo la tradizione, venne affidata a Tommaso come campo di lavoro, la Scizia ad Andrea, e l'Asia a Giovanni, il quale, dopo esservi vissuto per qualche tempo, morì ad Efeso. Pietro predicò nel Ponto, in Galazia, in Bitinia ed in Cappadocia ed in Asia agli ebrei dispersi. Da ultimo si portò a Roma, dove venne crocifisso a testa in giù; egli aveva richiesto di patire così. Che possiamo dire di Paolo che predicò il vangelo di Cristo da Gerusalemme all'Illiria e che soffrì il martirio a Roma sotto Nerone? Questi fatti ci sono narrati da Origene nel terzo volume del suo commentario della Genesi.[1]»

Arthur Cushman McGiffert commentava così:

«Secondo Giusto Lipsio, le leggende sul lavoro degli apostoli nelle varie parti della terra si originarono dalla loro separazione a Gerusalemme, e risalgono almeno al II secolo. Ma questa separazione venne posta in date differenti: chi la pose subito dopo l'Ascensione, chi trentaquattro anni dopo. Un libro ormai perduto, citato come Decretum Gelasii o Liber qui appellatus sortes Apostolorum apocryphus, conteneva la tradizione originale ed il resoconto delle vite degli apostoli, ma era probabilmente gnostico o di origine manichea. Gli sforzi per derivare dalle varie tradizioni un qualsiasi particolare veritiero sugli apostoli e le loro vicende è stato vano. Le varie tradizioni non solo assegnano differenti terreni di lavoro ai diversi apostoli, ma danno anche differenti assegnazioni a seconda delle tradizioni. Lipsio ha riportato come nella tradizione più antica gli apostoli vennero divisi in tre gruppi: il primo composto da Pietro, Andrea, Matteo e Bartolomeo, che si dice abbiano predicato nella regione del Mar Nero, il secondo composto da Tommaso, Taddeo e Simeone il Cananita in Partia ed il terzo con Giovanni e Filippo in Asia Minore.[1]»

Cesare Baronio considerò l'origine della dispersione degli apostoli come successiva al martirio di Giacomo il Maggiore ed alla partenza di Pietro "per un altro luogo",[2] visione rifiutata da studiosi come Friedrich Spanheim.[3]

Festa liturgicaModifica

Le prime notizie di una festa liturgica dedicata alla dispersione degli apostoli appare in un elenco di festività redatto da tale Godescalco (m. 1098) mentre questi era monaco a Limburg; egli introdusse questa festa anche ad Aquisgrana, quando divenne prevosto della chiesa locale.[4] Godescalco era un ecclesiastico favorevole a Enrico IV per questo motivo è probabile che egli abbia voluto introdurre tale festività in aperto contrasto con papa Gregorio VII col quale Enrico era coinvolto nella lotta per le investiture.[5]

La festa venne poi menzionata da Guglielmo Durante, vescovo di Mende (Rationale Div. Off. 7.15) nella seconda metà del XIII secolo. Sotto il titolo di "Dimissio", "Dispersio" o "Divisio Apostolorum", la festa venne celebrata durante il medioevo in Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi e Germania settentrionale. Essa viene menzionata anche nell'"Ordine di Servizio dell'Abbazia di San Gallo" nel 1583 come festività "duplex minus".[6] L'obbiettivo della festa (come riportato da Godescalco) era di commemorare la partenza (dispersione) degli apostoli da Gerusalemme verso le varie parti del mondo, a seguito della Grande Missione (Mc 16,14-20; Matteo 28,20). Secondo Durante, alcuni indicavano tale festività come "Divisio Apostolorum" e la intendevano a livello apocrifo come la divisione delle reliquie (corpi) di San Pietro e San Paolo ad opera di San Silvestro I papa.[4]

Nel 1909, secondo un articolo pubblicato da Frederick Holweck nel volume 5 della Catholic Encyclopedia, la festa era ancora celebrata come una solennità da alcune società missionarie in Germania, Inghilterra e Francia oltre che nelle province ecclesiastiche di Saint Louis, Chicago, Milwaukee, Dubuque e Santa Fe, negli Stati Uniti.[4]

La festa non venne inclusa nel Messale Romano del 1570 del papa Pio V né nelle edizioni posteriiori del calendario grenerale romano.

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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