Distintivo d'onore per gli ex irredenti volontari di guerra

Distintivo d'onore per gli ex irredenti volontari di guerra
Volontari Irredenti 1923.svg
Distintivo con, nell'ordine, gli stemmi di Trento, Trieste e Zara.
Regno d'Italia
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
TipoDistintivo commemorativo
Statuscessato
IstituzioneRacconigi, 21 maggio 1916
Concessa aex irredenti italiani
CampagnaPrima guerra mondiale
Medaglie, decorazioni e ordini cavallereschi italiani

Il Distintivo d'onore per gli ex irredenti volontari di guerra fu istituito dal Governo Italiano con R.D. n. 1626 del 1921[1], con il quale furono autorizzati a fregiarsene gli ex irredenti italiani[2] che nell'ultima guerra contro l'Austria Ungheria, si erano arruolati volontari nell'esercito e nella marina da guerra italiane.

InsegneModifica

Il distintivo consiste in una striscia di seta alta 8 mm. di colore bianco, sulla quale sono ricamati gli stemmi di Trento, Trieste e Zara, quest'ultimo aggiunto con il R. D. n. 66 del 1922[3].

Il distintivo andava applicato o ricamato nella parte superiore del nastro della medaglia commemorativa della guerra 1915-1918 oppure si portava come nastrino subito dopo quello relativo a detta medaglia.

La normativa fu modificata con R. D. n. 2180 del 1923[4] che abolì la striscia di seta bianca e stabilì che i tre stemmi, alti otto millimetri, andavano ricamati o applicati in oro sulla parte superiore del nastro, oppure sul nastrino, della medaglia di benemerenza per i volontari della guerra italo-austriaca 1915-1918, anziché su quello della medaglia commemorativa della guerra 1915-1918.

NoteModifica

  1. ^ Regio decreto n. 1626 del 16 ottobre 1921, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 284 del 5 dicembre 1921
  2. ^ Un elenco può essere desunto da questa pubblicazione: Compagnia Volontari Giuliani e Dalmati, "Volontari delle Giulia e di Dalmazia", Officine Grafiche de La Editoriale Libraria, Trieste, 1928
  3. ^ Regio decreto n. 66 del 7 gennaio 1922, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 38 del 15 febbraio 1922
  4. ^ Regio decreto n. 2180 del 7 ottobre 1923, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 251 del 25 ottobre 1923

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Morittu, Guerre e decorazioni 1848 - 1945, Padova, Bolzonella s.n.c, 1982.
  • Costantino Scarpa, Paolo Sézanne, Le decorazioni del Regno di Sardegna e del Regno d'Italia, (due volumi), Uffici storici Esercito - Marina - Aeronautica, 1982-1985.
  • Roberto Manno, Duecento anni di medaglie. I segni del valore e della partecipazione ad eventi storici dal 1793 al 1993, Hobby & Work Publishing, 1995, ISBN 88-7133-191-5, 9788871331911.
  • Alessandro Brambilla, Le medaglie italiane negli ultimi 200 anni, (due tomi), Milano, 1997 [1985].
  • Ercole Ercoli, Le Medaglie al Valore, al Merito e Commemorative - Militari e Civili nei Regni di Sardegna, d'Italia e nella Repubblica Italiana - 1793-1976, Milano, I.D.L., 1976.

Voci correlateModifica