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Ditegli sempre di sì
Commedia in due atti
AutoreEduardo De Filippo
Titolo originaleChill'è pazzo!
Lingua originaleItaliano
GenereTeatro
Composto nel1927
Prima assoluta7 aprile 1928
Teatro Manzoni, Roma
Versioni successive
versione televisiva 1962
Personaggi
  • Teresa Lo Giudice
  • Checchina, cameriera
  • Don Giovanni Altamura, padrone di casa di Teresa
  • Luigi Strada, inquilino di Teresa
  • Croce, medico
  • Michele Murri, fratello di Teresa
  • Evelina, figlia di Don Giovanni
  • Ettore De Stefani, amico di Luigi
  • Vincenzo Gallucci, amico di famiglia
  • Olga, fidanzata di Ettore
  • Saveria Gallucci, moglie di Vincenzo
  • Filumena, cameriera
  • Un servitore
  • Un fioraio
  • Attilio Gallucci, fratello di Vincenzo
Riduzioni cinematograficheTV: una trasposizione televisiva con regia dello stesso autore del 1962. Tra gli interpreti, oltre lo stesso Eduardo, anche Regina Bianchi, Antonio Casagrande, Ugo D'Alessio, Elena Tilena, Pietro Carloni
 

«Un anno di manicomio! E che si scherza?»

(Michele Murri ricorda il tempo che ha passato in manicomio, Ditegli sempre di sì)

Ditegli sempre di sì è una commedia in due atti scritta da Eduardo De Filippo nel 1927; dalla terza edizione del 1962 è contenuta nella raccolta intitolata Cantata dei giorni pari.

Un'erronea stampa nell'edizione della Cantata del 1962, curata dallo stesso Eduardo, ne colloca la data di composizione al 1932, che è invece la data di rappresentazione. Nell'edizione del 1971, sempre a cura del drammaturgo, viene correttamente riportato il 1927 come data di stesura.

StoriaModifica

La commedia fu scritta da Eduardo per Vincenzo Scarpetta l'anno precedente la data della prima messa in scena, che avvenne proprio ad opera di Scarpetta il 7 aprile 1928 presso il Teatro Manzoni di Roma. Il titolo originale era Chill'è pazzo! e aveva come protagonista la maschera scarpettiana Felice Sciosciammocca.

La riproposizione da parte della compagnia Teatro Umoristico I De Filippo fu invece del 1932 per la regia di Eduardo, al Teatro Nuovo di Napoli, con il titolo definitivo Ditegli sempre di sì, con un minor numero di personaggi e l'intreccio più snello. Nella commedia recitavano, oltre ai tre fratelli De Filippo, tra gli altri, anche Tina Pica e Dolores Palumbo. La commedia, dopo la tournée del 1932 che toccò Milano e Roma, venne riproposta il 12 ottobre 1955 al Teatro Eliseo di Roma.

Successivamente lo stesso Eduardo curò un adattamento per la televisione, trasmesso l'8 gennaio 1962 dal Secondo Programma della Rai. Interpreti: Regina Bianchi (Teresa Lo Giudice), Maria Hilde Renzi (Checchina), Pietro Carloni (Don Giovanni Altamura), Antonio Casagrande (Luigi Strada), Gennarino Palumbo (Croce), Eduardo De Filippo (Michele Murri), Elena Tilena (Evelina), Carlo Lima (Ettore De Stefani), Ugo D'Alessio (Vincenzo Gallucci), Angela Pagano (Olga), Nina De Padova (Saveria Gallucci), Enzo Cannavale (Un fioraio), Enzo Petito (Attilio Gallucci).

Altra importante rappresentazione per Ditegli sempre di sì, quella della compagnia di Luca De Filippo che la porta in scena alla Biennale Teatro '82 a Venezia ed anche qui la regia è firmata da Eduardo stesso, mentre la parte che fu sua nelle precedenti rappresentazioni (quella di Michele Murri) viene interpretata da Luca.

Ulteriori rappresentazioni si ebbero nella stagione 1997-98 per la regia di Luca De Filippo e, all'estero, a Los Angeles, nel 1997.

TramaModifica

Michele, appena uscito dal manicomio, torna a casa dove lo attende la sorella Teresa, che è la sola a conoscere i suoi trascorsi di pazzia. Michele sembra guarito, ma prende alla lettera tutto ciò che gli viene detto e, credendo che la sorella voglia sposare Don Giovanni, suo padrone di casa, ne parla alla figlia Evelina. Al pranzo di compleanno dell'amico Vincenzo Gallucci, un altro equivoco viene generato da Michele che invia un telegramma al fratello di Vincenzo per annunciare la morte dell'amico. Nel finale, la pazzia di Michele torna a farsi più evidente: diffonde la falsa voce che il giovane Luigi, il corteggiatore della figlia di don Giovanni, è pazzo, e quindi cerca di tagliare la testa al povero giovane, per guarirlo;

«La causa di tutti mali,dov'è? Nella testa!»

(Michele Murri, Ditegli sempre di sì)

Michele viene fortunatamente fermato in extremis dalla sopravvenuta sorella e riportato in manicomio.

BibliografiaModifica

  • Eduardo De Filippo, Teatro (Volume primo) - Cantata dei giorni pari, Mondadori, Milano 2000, pagg. 285-431 (con una Nota storico-teatrale di Paola Quarenghi e una Nota filologico-linguistica di Nicola De Blasi)
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