Domenica di sangue (1921)

Manifesto della Fiera di Bolzano del 1921

Sotto il nome di domenica di sangue (in tedesco Blutsonntag o Bozner Blutsonntag) si intendono gli scontri avvenuti tra i partecipanti ad una sfilata in costume tirolese e squadre d'azione fasciste a Bolzano, in occasione dell'apertura della "Fiera di primavera" (Bozner Frühjahrsmesse) nel 1921, la prima del dopoguerra.

I fattiModifica

 
Ritratto votivo del maestro Franz Innerhofer, vittima degli scontri durante la domenica di sangue.

Il 24 aprile 1921 a Innsbruck si tenne un plebiscito per ottenere l'annessione della provincia alla Germania, analogamente a Bolzano si decise[chi decise e con quale autorità] di organizzare una consultazione da tenersi all'interno della fiera campionaria, aperta solo ai cittadini di lingua tedesca, che sancisse la separazione dall'Italia.[1] Inoltre dalla fiera furono esclusi tutti gli operatori di lingua italiana.[2]

Nel quadro delle manifestazioni della Fiera di Bolzano, mentre diverse centinaia di persone sfilavano in costume tradizionale, una squadra d'azione fascista, proveniente soprattutto da Verona e agli ordini di Achille Starace, assaltò con armi da fuoco e bombe a mano il corteo in piazza delle erbe (Obstplatz). Quarantacinque persone rimasero sul terreno ferite, alcune gravemente.

Franz Innerhofer, un maestro elementare di Marlengo che accompagnava i suoi scolari durante una processione tradizionale, rimase ucciso da colpi di armi da fuoco, mentre cercava riparo in un portone del vicino palazzo Stillendorf assieme ad uno scolaro, nel tentativo di proteggerlo dagli scontri.

L'esercito intervenne in ritardo e si limitò a scortare i fascisti alla stazione, soltanto due furono i fascisti tratti in arresto, ma non vennero mai processati. Nonostante Luigi Credaro, commissario generale civile della Venezia Tridentina, e lo stesso Giovanni Giolitti, allora presidente del consiglio, avessero promosso delle indagini, non si arrivò mai ad identificare i colpevoli. Anche il tentativo della vedova di avere giustizia o almeno il pagamento dei danni dopo la caduta del fascismo e la fine della guerra non ebbe alcun esito, perché, come riporta Romano Bracalini, a suo tempo la pratica venne "insabbiata".[3]

Questa inadempienza portò a vivaci proteste della giunta comunale di Bolzano guidata dal borgomastro Julius Perathoner, il quale però nell'ottobre dell'anno seguente fu rimosso dal suo incarico dopo un ulteriore assalto fascista che si concluse con l'occupazione del municipio di Bolzano.[4]

Il 26 aprile 1921 si tenne un imponente corteo funebre che condusse il feretro di Innerhofer per le vie di Bolzano e attraverso la val d'Adige a Marlengo, suo paese natale e luogo di sepoltura.[5]

Il 25 aprile 2011, nel novantesimo anniversario della morte di Innerhofer, il Comune di Bolzano gli ha intitolato una piazza, posta a sud della Libera Università di Bolzano nel centro cittadino.[6]

NoteModifica

  1. ^ Roberto Festorazzi Starace, il mastino della rivoluzione fascista, Milano, Mursia, 2002, p. 35 "I fascisti appresero che i cittadini di lingua tedesca volevano approfittare della "Bozner Messe" per tenere in segreto un'analoga consultazione sulla scelta di staccarsi dall'Italia.
  2. ^ Roberto Festorazzi Starace, il mastino della rivoluzione fascista, Milano, Mursia, 2002, p. 35 "L'esposizione di Bolzano, organizzata dalla locale Camera di Commercio, si prefigurava fin dall'inizio come una provocazione, giacché dalla manifestazione furono escluse le ditte italiane.
  3. ^ Bracalini R., L'ABC dell'Alto Adige, Longanesi, Milano, 1968, pagg. 20 e 21
  4. ^ Barbara Höllrigl, Verso la città moderna: Bolzano dai piani Altmann (1860) all'azione del sindaco Perathoner, Bologna, 1998.
  5. ^ Pagina del Comune di Bolzano su Franz Innerhofer
  6. ^ Bolzano: 25 aprile, festa Liberazione sui luoghi della memoria | Alto Adige Archiviato il 30 aprile 2011 in Internet Archive.

BibliografiaModifica

  • (DE) Norbert Mumelter, 24. April 1921, der Bozner Blutsonntag und sein Todesopfer Franz Innerhofer - Gedenkschrift zur 60. Wiederkehr des Tages, Bolzano, Heimatpflegeverband, 1981.
  • (DE) Stefan Lechner, Die Eroberung der Fremdstämmigen, Wagner, Innsbruck, 2005. ISBN 3703003987
  • Carlo Romeo, Alto Adige - Südtirol XX secolo. Cent'anni e più in parole e immagini, Edition Raetia, Bolzano, 2003. ISBN 8872831970
  • (DE) Rolf Steininger, Südtirol im 20. Jahrhundert. Vom Leben und Überleben einer Minderheit, Studien-Verlag, Innsbruck-Vienna-Monaco-Bolzano, 1997, pp. 52 e ss. ISBN 3706512335
  • (DE) Stefan Lechner, Der „Bozner Blutsonntag“: Ereignisse, Hintergründe, Folgen, in Hannes Obermair, Sabrina Michielli (a cura di), Erinnerungskulturen des 20. Jahrhunderts im Vergleich – Culture della memoria del Novecento a confronto (Hefte zur Bozner Stadtgeschichte/Quaderni di storia cittadina, 7), Bolzano, 2014. ISBN 978-88-907060-9-7, pp. 37–46.
  • Bracalini R., L'ABC dell'Alto Adige, Longanesi, Milano, 1968.

Voci correlateModifica

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