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Domenico Cucchiari

generale e politico italiano
Domenico Cucchiari
Domenico Cucchiari.jpg

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 8 ottobre 1865 –
19 gennaio 1900
Legislature dalla VIII

Deputato del Regno d'Italia
Legislature VII, VIII

Dati generali
Partito politico Destra
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione generale
Domenico Cucchiari
Cucchiari1866WP.jpg
NascitaCarrara, 24 luglio 1806
MorteLivorno, 19 gennaio 1900
Dati militari
Paese servitoRegno di Sardegna Regno di Sardegna
Italia Italia
Forza armataArmata Sarda
Regio esercito
ArmaFanteria
UnitàBrigata Casale
Anni di servizio1848 - 1869
GradoGenerale
GuerrePrima guerra di indipendenza italiana
Seconda guerra di indipendenza italiana
Terza guerra di indipendenza italiana
BattaglieBattaglia di San Martino
Comandante diComando truppe alpine
Altre carichepolitico, avvocato
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Domenico Cucchiari (Carrara, 24 luglio 1806Livorno, 19 gennaio 1900) è stato un generale e politico italiano. Partecipò a numerose battaglie della prima guerra di indipendenza. Fu anche amico di Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini.

Note biograficheModifica

Nipote di Pellegrino Rossi, da parte di madre (Maria Rossi)[1], laureato in Giurisprudenza all'Università di Pisa, nel 1831 lascia la professione di avvocato, in concomitanza con i moti a Modena, a Carrara con l'aiuto di Carlo Marchetti e Pietro Menconi tentò di sollevare la popolazione contro il governo ducale, agendo secondo un semplice programma politico: destituzione di Francesco IV D'Este, abolizione dei dazi, libertà politiche.

In seguito alla delazione di una spia, il gruppo di rivoltosi fu scoperto: su di loro resta un rapporto della polizia locale:

«In certa capanna posta a San Giuseppe presso Torano e appartenente a Jacopo Antonio Vanelli, s'adunarono i sediziosi. Nella prima riunione si trovava Angelo Fiaschi, Bernardo Fiaschi, Pietro Bombarda, Francesco Tenerani, il terzo figlio di J.A.Vanelli, tutti di Torano. Domenico Cucchiari e il di lui cognato Domenico Bardi, Jacopo Puntelli, Jacopo Ghetti, il fratello di Cucchiari di anni 15 e un modenese che è cugino del tenente dei soldati. Avevano sette fucili, uno stocco, sei pistole e tre sciabole, di cui erano armati, Cucchiari, Angelo Fiaschi e il Modenese.»

Condannato a morte in effigie, riparò all'estero, combattendo in Spagna e Portogallo. ritiratosi dalla vita politica, nel 1848 tornò a Milano, chiamato da Mazzini, e partecipò alla Prima guerra d'Indipendenza comandando il I battaglione di un reggimento di fanteria. Entrato poi nell'esercito sabaudo, nel 1855 giunse al grado di Generale e guidò la brigata Casale. Nella seconda guerra d'indipendenza, a capo della V Divisione, combatté e si distinse nella Battaglia di San Martino, venendo poi citato anche da Edmondo De Amicis.

«La 5ª divisione combatte con varia fortuna contro San Martino, e dai due lati della strada di Pozzolengo; s'impadronisce delle Case Chiodine, e della Casa Plandro; il Generale Cucchiari, il Generale Pettinengo, il Generale Gozzani, ardenti di coraggio e di entusiasmo, preparano i soldati ad assalire le casette e le alture della Chiesa; ma il nemico è grosso e tenace, e l'assalto, purtroppo, qui come altrove, con molto valore e molto spargimento di sangue tentato, riuscirà vano.»

Eletto alla Camera dei Deputati per il collegio di Carrara nel 1860 e per quello di Massa nel 1861, nel 1865 fu nominato senatore. Promosse l'apertura di una linea ferroviaria che arrivasse nei pressi della città di Carrara, la quale dedicò alla sua vittoria bellica la nuova stazione.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

Voci correlateModifica

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