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BiografiaModifica

A 13 anni perde il padre, lo scultore in legno Calogero Provenzani, e il principe Ferdinando Tomasi di Lampedusa si prende cura della sua educazione, inviandolo a Palermo nelle botteghe del Gaspare Serenari e di Vito D'Anna.[1]

Pittore tra i più importanti del Settecento siciliano, le sue opere si trovano nel paese natale e in altre parti della Sicilia centro meridionale (Licata, Naro, Mussomeli).

È sepolto nella cripta della chiesa madre di Maria Santissima del Rosario di Palma di Montechiaro.

OpereModifica

  • XVIII secolo, Ciclo, pitture con tema l'Ordine domenicano: Apparizione di San Domenico a Papa Pio V, San Domenico coi Santi Pietro e Paolo, San Domenico mentre distrugge i libri degli eretici, la Madonna del Rosario, lo Stemma dell'ordine domenicano raffigurato da un cane con una fiaccola in bocca. Opere distrutte a causa del crollo del soffitto avvenuto nella notte tra il 16 e 17 gennaio del 1962 nella chiesa di San Domenico di Canicattì.
  • XVIII secolo, Ciclo, dipinti raffiguranti Apparizione dei Santi Pietro e San Paolo Apostoli a San Domenico, Predica di San Vincenzo Ferreri, attribuzione d'opere custodite nella chiesa di San Domenico di Licata.
  • XVIII secolo, Ciclo, affreschi parietali, opere realizzate nella chiesa del monastero femminile dell'Ordine benedettino di Palma di Montechiaro.
  • XVIII secolo, Ciclo, affreschi delle volte, opere realizzate nella chiesa di San Giovanni Battista di Naro.
  • XVIII secolo, Predicazione del Battista, dipinto su tela, opera custodita sull'altare maggiore della chiesa di San Giovanni Battista di Naro.
  • 1792, Ciclo, affresco della volta, opera realizzata nella chiesa della Madonna dei Miracoli di Mussomeli.
  • XVIII secolo, Ciclo, due pale d'altare e, in sacrestia, il ritratto del domenicano padre Biondolillo, opere custodite nella chiesa della Madonna dei Miracoli di Mussomeli.

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Domenico Provenzani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011, Treccani.it – Enciclopedie on line.
Controllo di autoritàVIAF (EN13520853 · ISNI (EN0000 0001 0331 9330 · GND (DE134152387 · ULAN (EN500008318 · CERL cnp01140573 · WorldCat Identities (EN13520853