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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il politico con lo stesso nome, vedi Domenico Romeo (politico).
Iscrizione commemorativa

«Pochi sanno che la grande fiammata rivoluzionaria del 1848 che investì l'Italia e l'Europa, e dalla quale ha inizio il nostro Risorgimento nazionale, fu accesa proprio a Reggio il 2 settembre 1847»

(Lucio Villari: "La Repubblica" 8 dic. 1992)

Domenico Romeo (Santo Stefano in Aspromonte, 1796Reggio Calabria, 1847) è stato un patriota italiano, martire del Risorgimento.

Fratello minore di Giovanni Andrea Romeo, crebbe in mezzo alle dolorose agitazioni che straziavano il suo paese, sviluppando amor patrio e avversione verso ogni forma di tirannide. Svolse una imponente opera al fine di risvegliare i liberali, sfiduciati e intimoriti dalle persecuzioni, in tutto il meridione d'Italia.

A seguito del fallimento della spedizione dei fratelli Bandiera, decise di preparare una rivolta che partisse proprio dalla Calabria.

Organizzò quindi il moto del settembre 1847, di cui è considerato dagli storici come l'ideatore, il promotore e il capo indiscusso. Ordì una trama tra Calabria, Sicilia e Basilicata; la congiura coinvolse i veterani della Carboneria. Il 29 agosto Domenico Romeo lanciò il proclama della rivolta, facendo sventolare il tricolore italiano sulla piazza di Santo Stefano in Aspromonte. Il 2 settembre, assieme al fratello Giannandrea Romeo, al nipote Pietro Aristeo Romeo e al cugino Stefano Romeo, alla testa di cinquecento seguaci, prese Reggio Calabria, istituendovi un governo provvisorio, presieduto dal canonico Paolo Pellicano.

Tuttavia, era mancata l'unità di intenti, e il segreto era stato tradito. A muoversi furono solo i Romeo: a Messina, addirittura, il comitato d'azione locale si scisse in due tronconi, e le teste più calde e i patrioti più facinorosi tentarono, di propria iniziativa, un'azione già il 1º settembre: la rivolta era prontamente schiacciata. Mentre a Catanzaro non scoppiò neppure. Le forze regie poterono quindi agevolmente concentrarsi su Reggio. La repressione fu durissima: il 15 settembre, a seguito di un conflitto a fuoco, in contrada Cicciarello di Marrappà, nei pressi di Podàrgoni, Domenico Romeo fu assassinato e barbaramente decapitato dalle guardie urbane di Pedavoli (comune filo-borbonico), e la sua testa fu esposta nel cortile delle carceri di San Francesco a Reggio Calabria, per due giorni, quale monito per i tanti rivoltosi ivi detenuti. Secondo Carlo Pisacane un parente di Romeo venne obbligato a portarne la testa insanguinata da mostrare, come monito, agli abitanti di Seminara [1].

Scriverà il nipote Pietro Aristeo, nel suo opuscolo Cenni biografici sopra Domenico Romeo, che lo zio cadde inneggiando "all'Italia".

NoteModifica

  1. ^ pag. 25 in Carlo Pisacane, Guerra Combattuta In Italia negli anni 1848-49, società editrice Dante Alighieri, Roma, 1906

BibliografiaModifica

  • Gaetano Cingari, La Calabria nella Rivoluzione del 1860, in “Archivio Storico per le Province Napoletane”, A. XL (1960);
  • Gaetano Cingari, Problemi del Risorgimento Meridionale, Messina-Firenze, G. D'Anna, 1965;
  • Gaetano Cingari, Romanticismo e democrazia nel Mezzogiorno, Napoli, E.S.I., 1965;
  • Gaetano Cingari, Reggio Calabria, Bari-Roma, Laterza, 1988;
  • Domenico da Empoli, La Protesta del '48 dei Deputati Napoletani, estr. da “Klearcos”, Reggio Calabria, A. I (1959), n. 1-2, pp. 46-56;
  • Domenico De Giorgio, Benedetto Musolino e il Risorgimento in Calabria, Reggio Cal., Ediz. Historica, 1953;
  • Domenico De Giorgio, La Provincia di Reggio nel 1848, in “Historica”, A. VII (1954), f. 2;
  • Domenico De Giorgio, Figure e momenti del Risorgimento in Calabria, Messina, Peloritana Ed., 1971;
  • Armando Dito, La Storia della Massoneria Calabrese: Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Brenner, 1980;
  • Francesco Fava, Il moto calabrese del 1847, Messina, Tip. F. Nicastro, 1906;
  • JEJE' (pseudonimo di Aurelio Romeo), Pietro Aristeo Romeo e il suo tempo, Reggio Cal., Tip. P. Lombardi, 1887;
  • Luigi Manzi, I prodromi della Rivoluzione del '48 in Aquila e Reggio Calabria, Reggio Cal., Tip. F. Morello, 1893;
  • Giovanna Messineo, I Mille e la spedizione garibaldina in Calabria, Reggio Calabria, Tip. F. Morello, 1925;
  • Vincenzo Mezzatesta, Biografie di Uomini Illustri di Calabria, Roma, Gangemi, copyr. 1993;
  • Giuseppe Musolino, S. Stefano in Aspromonte, Reggio Cal., Ediz. Rexodes Magna Grecia, 1994;
  • Paolo Pellicano, Ricordi intorno al movimento politico di Reggio nell'anno 1847 del Canonico Paolo Pellicano, Napoli, Morano, 1879;
  • Aurelio Romeo, Pensiero ed Azione, Reggio Cal., Tip. L. Ceruso, 1895;
  • Domenico E.M. Romeo, Una donna calabrese del Risorgimento: Vincenza Morabito Romeo, in “Historica”, A. XXXVI (1982), f. 1;
  • Domenico E.M. Romeo, La Massoneria a Reggio Calabria dal ‘700 al secondo dopoguerra, estr. “Rivista Historica”, A. LI (1998), f. 4;
  • Domenico E. M. Romeo, Sindaco, Decurioni ed eleggibili al Comune di Reggio nel 1842, in “Historica”, A. LVI (2003), f. 4;
  • Domenico Edvigio M. Romeo, L'attività politica dei Romeo dal 1848 a dopo l'Unità d'Italia, estr. da: Deputazione di Storia Patria per la Calabria, “Rivista Storica Calabrese”, N.S., A. XXXII(2011), nn. 1-2;
  • Pietro Aristeo Romeo, Cenni biografici sopra Domenico Romeo, Torino, Stamp. “Gazzetta del Popolo”, 1856;
  • Gaetano Sardiello, Ricordando il 2 settembre, in “Tribune”, Roma, settembre 1947;
  • Domenico Spanò Bolani, Carlo Guarna Logoteta, Domenico De Giorgio, Storia di Reggio di Calabria, 4 voll., Reggio Calabria, “La Voce di Calabria” Ed., 1957, vol. III e IV;
  • Francesco Sprovieri, Stefano Romeo, in “Antologia Calabrese Illustrata”, A. I., n. 6, Cittanuova, 1895;
  • Nino Tripodi, I fratelli Plutino nel Risorgimento Italiano, Messina, S.A. Ind. Grafiche Meridionali, 1932;
  • Vittorio Visalli, I Calabresi nel Risorgimento Italiano, 2 voll., Torino, Tarizzo, 1891;
  • Vittorio Visalli, Lotta e martirio del Popolo Calabrese (1847-1848) : Il Quarantasette, Catanzaro, G. Mauro Ed., 1928;

Voci correlateModifica

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