Dominio dei Canossa

Dominio dei Canossa
Dominio dei Canossa - Stemma
Dati amministrativi
Nome completoDucato di Tuscia e di Langobardia e delle Marche e di Spoleto e Camerino
Nome ufficialeDucatus Tusciae et Langobardiae et Marchiae et Spoleti et Marchiae Camerinae
Lingue ufficialilatino
Lingue parlatelatino, italiano, dialetto
CapitaleItalia Quattro Castella
Altre capitaliItalia Mantova
Dipendente daSacro Romano Impero, Stato Pontificio
DipendenzeMarca di Tuscia, Ducato di Spoleto, Ducato della Bassa Lorena
Politica
Forma di governoMonarchia
Nascita940 con Adalberto Atto
Causafortificazione del castello di Canossa
Fine1115 con Matilde di Canossa
Causamorte della grancontessa Matilde di Canossa
Territorio e popolazione
Bacino geograficoEmilia, Toscana, Lombardia, Lazio, Umbria, Abruzzo, Lorena
Territorio originaletra Canossa e Quattro Castella
Religione e società
Religioni preminenticattolicesimo
Religioni minoritarieebraismo
Classi socialiaristocrazia, clero, popolo
Evoluzione storica
Preceduto daCorona ferrea monza (heraldry).svg Regnum Italiae
Succeduto daHeiliges Römisches Reich - Reichssturmfahne vor 1433.svg Sacro Romano Impero

Con dominio dei Canossa si intende l'insieme degli stati dipendenti dalla dinastia dei Canossa. Raggiunse la massima estensione nell'XI secolo.

StoriaModifica

Le originiModifica

I primi riferimenti a un potere territoriale dei Canossa si ha con Adalberto Atto, figlio di Sigifredo, che nel 940 iniziò a fortificare la rupe di Canossa, erigendovi un castello. Già sotto il successore, Tedaldo, il dominio si estese da Reggio nell'Emilia a Guastalla e Mantova, oltre che a Modena fino ad arrivare a Bergamo e Brescia. Il papa Giovanni XIV gli donò Ferrara e l'imperatore gli concesse il titolo di Marchio.

I fastiModifica

A estendere ulteriormente i territori della dinastia fu Bonifacio di Canossa. L'imperatore Corrado II il Salico gli concesse la Marca di Tuscia nel 1027. Sotto di lui i confini furono estesi all'intera Emilia. Pur avendo proclamato Mantova capitale, la città rimase sempre insofferente al suo dominio. Nel 1037 con un ricevimento estremamente sontuoso sposò Beatrice di Lotaringia, che gli portò in dote vasti possedimenti nel nord Europa, fra Germania e Francia, nei pressi degli attuali Belgio e Lussemburgo. Alla sua morte, avvenuta nel 1052, gli succedette il giovane figlio Federico, che però scomparve appena tre anni dopo. Nello stesso anno (1055), la madre Beatrice aveva sposato in seconde nozze il duca della Bassa Lorena Goffredo il Barbuto, che regnò in vece della moglie e della figlia di lei, sorella di Federico: Matilde di Canossa.

Matilde di CanossaModifica

Matilde divenne signora dei domini di Canossa alla morte del primo marito, Goffredo il Gobbo, nel 1076. Il suo regno si estendeva, oltre che dai territori nell'Europa settentrionale, dalla Lombardia all'alto Lazio, dalla Liguria alla Romagna. Pietro Diacono, nelle “Cronache Cassinesi”, definisce Matilde Domina Tusciae et Liguriae e Ludovico Antonio Muratori si riferisce a lei come Dux Tusciae et Langobardiae et Marchiae et Spoleti et Marchiae Camerinae. Infatti il ducato di Spoleto fece parte dei territori dei Canossa dal 1043, insieme a Camerino. Dal 1100 fino alla sua morte, avvenuta nel 1115, Matilde resse anche la marca di Verona. Nel 1111, nella sua residenza del castello di Bianello, fu nominata dall'imperatore Enrico V di Franconia vicario imperiale.

Signori di CanossaModifica

La questione della capitaleModifica

Sebbene la dinastia abbia preso il nome dal castello di Canossa, esso non fu il vero centro politico dello Stato. Bonifacio proclamò Mantova sua capitale, ma la città lo ricambiò con l'infedeltà, rifiutando il titolo. Sostanzialmente una vera capitale non c'è mai stata: era il luogo in cui il margravio soggiornava. Durante il suo regno, Matilde predilisse come residenza il castello di Bianello, nel cuore dell'attuale comune di Quattro Castella[1].

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Paolo Golinelli, Matilde e i Canossa nel cuore del Medioevo, Milano, Camunia Editrice SRL, 1991, ISBN 88-7767-104-1.
  • Mario Bernabei, Matilde e il Castello di Canossa, Reggio Emilia, Circuito Castelli Matildici & Corti Reggiane, 2006
  • Renata Salvarani, Liana Castelfranchi, Matilde di Canossa, il papato, l'Impero, Cinisello Balsamo, 2008.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica