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Domus Transitoria

palazzo imperiale romano
Domus Transitoria
Roma
Criptoportico di Nerone.jpg
Criptoportico di Nerone
Civiltàromana
Utilizzoimperatori romani
Stileromano
EpocaI - V secolo d.C.
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneRoma
Altitudine20-50 m s.l.m.
Amministrazione
PatrimonioCentro storico di Roma
EnteParco Archeologico del Colosseo
ResponsabileAlfonsina Russo
Visitabile
Sito webparcocolosseo.it
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°53′18.96″N 12°29′09.24″E / 41.8886°N 12.4859°E41.8886; 12.4859

La Domus Transitoria era uno dei palazzi imperiali sul colle Palatino a Roma.

Era la più antica delle abitazioni imperiali di Nerone, distrutta dal grande incendio di Roma del 64 e sostituita in seguito dalla più sfarzosa Domus Aurea.

L'edificio si trovava nella parte centrale del colle e ne sono state trovare varie tracce sotto la Domus Flavia dell'epoca di Domiziano. Tra queste c'è un ricco pavimento marmoreo pertinente forse a un portico, rinvenuto sotto la sala della fontana ovale accanto alla Coenatio Iovis, e un ricchissimo ninfeo con colonnine di marmo e capitelli bronzei, rinvenuto nel 1721 sotto la Coenatio e subito distrutto. Oggi un angolo del ninfeo è stato ricostruito. Faceva inoltre parte del complesso il criptoportico di Nerone, che collegava l'abitazione con la vicina Domus Tiberiana.

Dalla Domus Transitoria, in particolare da un ambiente tagliato poi dai muri della Domus Aurea, provengono i soffitti dipinti con scene mitologiche staccati e conservati nell'Antiquarium del Palatino, i più antichi esempi di pittura di quarto stile, forse del pittore Fabullus.

Dopo la conclusione dei lavori di restauro, nell'aprile 2019 la Domus Transitoria è stata nuovamente aperta al pubblico e resa visitabile.[1][2]

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Roma, apre al pubblico la Domus Transitoria: la prima reggia di Nerone sul Palatino visitabile dopo 10 anni di lavori, 12 aprile 2019. URL consultato il 21 agosto 2019.
  2. ^ Sul Palatino riapre la Domus Transitoria, 12 aprile 2019. URL consultato il 21 agosto 2019.

BibliografiaModifica

  • Filippo Coarelli, Guida archeologica di Roma, Verona, Arnoldo Mondadori Editore, 1984, ISBN non esistente.

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