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Donato Donati

Donato Donati (Modena, 11 gennaio 1880Modena, 22 settembre 1946) è stato un giurista e docente italiano, insigne professore ordinario di diritto costituzionale, ma esperto anche di diritto internazionale e diritto amministrativo.

Indice

BiografiaModifica

 
Il problema delle lacune dell'ordinamento giuridico, 1910

Figlio di Felice Donati e Giulia Vienna, nacque e visse, per la maggior parte della sua vita, a Modena, nella centrale via del Taglio.

Donati proveniva da una famiglia della Comunità ebraica di Modena, insediatasi nel capoluogo estense dal XVI secolo: erano fratelli del padre il volontario garibaldino Angelo Donati ed il banchiere Augusto Donati. Era inoltre cugino del banchiere Angelo Donati, del filosofo del diritto Benvenuto Donati, del chirurgo Mario Donati e del politico socialista Pio Donati.

Studente modello, si laureò presso l'Università di Modena nel 1902, discutendo una tesi in diritto costituzionale. Fu subito orientato all'attività di ricerca e di insegnamento, dapprima presso un istituto tecnico di Lodi e, successivamente, in ambito accademico.

Grazie ad una borsa di studio vinta in un concorso nazionale, nel 1905-1906 sostenne dei corsi di perfezionamento in Germania, dove studiò presso le Università di Strasburgo ed Heidelberg, seguendo tra gli altri i corsi di Paul Laband e Georg Jellinek. Questo soggiorno determinò un rapporto privilegiato con la scienza giuridica tedesca, cui Donati fu sempre legato.

A partire dal 1907 insegnò diritto costituzionale, diritto internazionale, filosofia del diritto, teoria generale dello Stato e diritto ecclesiastico in diverse università italiane, fra le quali l'Università di Camerino, l'Università di Sassari, l'Università di Macerata, l'Università di Padova e l'Università di Modena e Reggio Emilia.

È ricordato soprattutto per essere stato il fondatore dell'Istituto di diritto pubblico dell'Università di Padova, oltre che principale artefice della creazione della locale facoltà di Scienze politiche, filiata dalla locale facoltà di Giurisprudenza.

Negli anni successivi alla chiamata a Padova, Donati rallentò la propria attività scientifica: ciò fu dovuto al suo diretto coinvolgimento nella fondazione ed amministrazione della locale Facoltà di Scienze Politiche, di cui Direttore e Preside dal 1924 al 1938, e che contribuì a gestire sia sotto il profilo didattico che finanziario.

Donati e le leggi razziali

Durante il periodo di allontanamento coatto dall'insegnamento, Donati tornò a vivere presso la sua casa natale di Modena, ricevendo comunque le visite e la solidarietà dei propri allievi di un tempo, come Enrico Guicciardi, e di altri professori del locale ateneo, come Antonio Amorth, che era stato suo studente presso l'Università di Padova.

Rispetto al Fascismo, la posizione di Donati era stata comunque ambivalente: pur non essendosi opposto frontalmente ad esso, aveva comunque manifestato una ferma opposizione all'influenza del regime fascista sulla gestione dell'Istituto di diritto pubblico: secondo quanto testimoniato da Enrico Guicciardi, Donati si sarebbe in particolare opposto alla pubblicazione di opere di dubbia dignità scientifica, opera di personalità legate al PNF, presso la collana dell'Istituto.

Nelle fasi più concitate della seconda guerra mondiale, aiutato dallo stesso Enrico Guicciardi e da Antonio Amorth, si rifugiò in Svizzera, per sfuggire alla deportazione nei campi di concentramento. Durante l'esilio in Svizzera insegnò diritto costituzionale nel campo universitario italiano.

Negli stessi anni Donati si dedicò parallelamente alla formazione dei giovani studiosi ed alla fondazione della rivista Archivio di diritto pubblico, pubblicata e diretta da Donati fra il 1936 ed il 1938.

Allontanato dall'attività accademica nel 1938 a causa delle leggi razziali fasciste, passò gli ultimi anni di vita nella propria casa di Modena, in una condizione di isolamento che condivise con i parenti ed allievi più cari: il cugino Benvenuto Donati, e gli allievi Antonio Amorth ed Enrico Guicciardi.

Con l'intensificarsi delle persecuzioni ebraiche riuscì a fuggire in Svizzera, per fare ritorno a Modena alla fine della seconda guerra mondiale.

Tornò in Italia nel 1945 ed insegnò diritto internazionale presso l'Università di Modena nell'anno accademico 1945-1946, in vista del suo ritorno presso l'Università di Padova a partire dall'anno successivo. Morì, tuttavia, prima di poter ritornare ufficialmente a Padova.

Morì a seguito di un intervento chirurgico nel settembre 1946.

Metodo scientifico e "scuola padovana" di diritto pubblicoModifica

Donati fu celebre per aver portato ai massimi livelli l'analisi concettuale del diritto, estendendo il patrimonio del pensiero logico formale anche allo studio delle norme giuridiche. In Donati, infatti, lo studio dell'ordinamento giuridico coincide con lo studio delle singole norme e delle loro possibili relazioni logiche, oltre che dei concetti giuridici che possono essere elaborati sulla base di una interpretazione sistematica delle varie leggi.

Tale approccio metodologico derivava probabilmente dal fatto che lo stesso Donati aveva soggiornato per diversi mesi in Germania durante la propria gioventù, approfondendo lo studio della dottrina giuridica tedesca, che prestava particolare attenzione alla elaborazione concettuale del diritto.

Si trattava di una teoria antitetica a quella elaborata, nella stessa epoca, da giuristi come Santi Romano, nella parte in cui escludeva qualsiasi commistione teorica fra dimensione giuridica e dimensione sociale, respingendo ogni interferenza delle scienze sociali con la scienza giuridica[1]: ad esempio, egli parla dei pubblici dipendenti come «sostanza della persona reale dello Stato» (La persona reale dello Stato, «Rivista di diritto pubblico», 1921, 13)[2].

Fu direttore della rivista Archivio di diritto pubblico dalla fondazione nel 1936 fino al 1938, quando fu rimosso dall'insegnamento a seguito dell'entrata in vigore delle leggi razziali, in quanto appartenente ad una famiglia di origine ebraica.

A Padova la "scuola" di diritto pubblico, da lui creata, formò futuri professori universitari ed avvocati quali Egidio Tosato, Enrico Guicciardi e Guido Lucatello, avviando all'insegnamento anche Feliciano Benvenuti, pur laureatosi sotto la guida di Guicciardi. La "scuola" ebbe sede presso l'Istituto di diritto pubblico dell'Università di Padova, frequentato da giovani studiosi provenienti da tutta Italia, fra i quali possono ricordarsi Riccardo Monaco e Aldo Sandulli. Anche Antonio Amorth riconobbe forti debiti scientifici nei confronti di Donati.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • A. Sandulli, Santi Romano, Orlando, Ranelletti e Donati sull'"Eclissi dello Stato", sei scritti di inizio secolo XX, in Rivista Trimestrale di diritto pubblico, 2006;
  • E. Guicciardi, "Ricordo", prefazione a Donato Donati, Scritti di diritto pubblico, Padova, 1966 (si tratta della commemorazione pubblica di Donati, tenuta presso l'Università di Padova nel 1947);
  • G. Simone, "Fascismo in cattedra. La Facoltà di Scienze politiche di Padova dalle origini alla Liberazione (1923-1945)", Padova University Press, Padova 2015.

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Collegamenti esterniModifica

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