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Doping di Stato in Russia

Con doping di Stato in Russia si intende identificare il sistema segreto di somministrazione di sostanze dopanti e di copertura dei risultati ai test antidoping messo in atto da parte di diverse infrastrutture federali sportive, di controllo e di collegamento della Russia ed applicato ai loro atleti. Si stima che negli anni dal 2011 al 2015 più di mille sportivi russi abbiano beneficiato di questo sistema.

I sospettiModifica

Le prime notizie rese pubbliche insinuanti che a monte dei risultati degli atleti russi ci fosse un sistema di manipolazione e copertura dei risultati ai controlli antidoping, furono portate da un documentario della TV tedesca ARD a firma del giornalista Hajo Seppelt e che venne mandato in onda il 3 dicembre 2014: in questo veniva descritto un sistema su larga scala, che coinvolgeva a vari livelli le varie infrastrutture statali e veniva perciò paragonato allo Staatsplanthema 14.25 messo in atto dalla Germania Est già dalla fine degli anni '60. Il documentario è incentrato sulle testimonianze portate da Vitalij Stepanov, dipendente della RUSADA (l'agenzia antidoping della Russia), e di sua moglie, la mezzofondista Julija Stepanova; in esse i coniugi rivelano una vasta e strutturata rete fatta di atleti compiacenti, allenatori senza scrupoli e funzionari corrotti. In cambio di una percentuale dei guadagni di un atleta infatti, i funzionari della All-Russia Athletic Federation (ARAF) fornivano sostanze vietate e, con la cooperazione di funzionari nella struttura di controllo antidoping, offrivano copertura ai test. Nel documentario furono incluse delle telefonate segretamente registrate dalla Stepanova con alcune sue colleghe che confermavano sia gli aiuti ottenuti che il pagamento di ingenti somme di denaro[1][2].

La commissione PoundModifica

Per accertarsi della veridicità delle rivelazioni emerse dal documentario l'Agenzia mondiale antidoping (WADA) istituì una Commissione Indipendente presieduta da Dick Pound; nel rapporto definitivo della Commissione, pubblicato il 9 novembre 2015, vennero confermati i sospetti in carico all'ARAF, alla RUSADA ed al laboratorio antidoping accreditato dalla WADA a Mosca; vennero inoltre alla luce ulteriori elementi che coinvolgevano in questo sistema di copertura dai controlli antidoping altre federazioni sportive nazionali, il servizio segreto russo (FSB), nonché alcuni membri di spicco della Federazione internazionale di atletica (IAAF), come il suo presidente di allora Lamine Diack, e che in seguito alla documentazione trasmessa dalla commissione Pound all'Interpol vennero messi sotto investigazione dall'organizzazione contro il crimine internazionale[3][4].

A seguito del rapporto della Commissione le più immediate azioni poste in essere dalla WADA furono quelle di sospendere il laboratorio di Mosca e di iniziare un processo per rivalutare la conformità dell'agenzia antidoping russa; contemporaneamente raccomandò al Ministro dello Sport russo l'allontanamento del dottor Grigorij Rodchenkov dalla sua posizione di direttore del laboratorio di Mosca e alla IAAF di sospendere l'ARAF con la conseguenza che gli atleti russi non avrebbero potuto prendere parte ad alcuna competizione internazionale nel 2016 e revocando le assegnazioni dei campionati del mondo a squadre di marcia 2016 e dei campionati del mondo under 20 di atletica leggera 2016 che si sarebbero dovuti tenere rispettivamente a Čeboksary ed a Kazan'[5][6].

Il rapporto McLarenModifica

La commissione Pound, nelle sue conclusioni sottolineava come, nonostante il suo mandato si limitasse solamente a verificare i fatti ascritti alla federezione di atletica leggera, la piaga del doping e della corruzione era allargata a molte altre discipline sportive. Nel frattempo il dottor Rodchenkov era fuggito negli Stati Uniti ed era entrato nel programma protezione testimoni diventando un informatore con delle interviste rilasciate al The New York Times nelle quali raccontava e portava prove e testimonianze sul vasto e radicato sistema del doping in Russia nonché sui risultati ottenuti dagli atleti russi alle Olimpiadi casalinghe di Soči 2014[7][8].

La WADA, al fine di portare prove a supporto delle rivelazioni riguardanti le accuse dell'uso di sostanze dopanti ai Giochi invernali di Soči 2014 da parte degli atleti russi e del relativo metodo di copertura dai controlli, il 17 maggio 2016 diede mandato a Richard McLaren di aprire un'investigazione indipendente[9][10]. Questi pubblicò un primo rapporto dopo solo due mesi, che corroborò tutti i sospetti e le rivelazioni effettuate dal dottor Rodchenkov e che si concludeva indicando come ci fosse un apparato statale che partiva dal Ministero dello Sport e toccava i servizi segreti e il laboratorio antidoping di Mosca tendente a coprire e proteggere gli atleti russi che facevano uso di doping[11]. Il 9 dicembre dello stesso anno McLaren pubblicò la seconda ed ultima parte del suo rapporto, che, tra le altre cose, asseriva come, nel solo periodo dal 2011 al 2015, più di un migliaio di atleti russi avrebbero beneficiato di questo sistema per coprire l'utilizzo di sostanze dopanti[12].

I giochi olimpici e paralimpici di Rio de Janeiro 2016Modifica

Subito dopo la pubblicazione della prima parte del rapporto McLaren la WADA invitò il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ed il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) ad escludere la Russia dai rispettivi imminenti XXXI Giochi olimpici e XV Giochi paralimpici[13]. Il comitato paralimpico decise dunque di squalificare l'intera delegazione russa[14], il CIO invece scelse di non prendere posizione e rimandò la decisione alle singole federazioni sportive internazionali[15]; di queste solo quella di atletica e quella del sollevamento pesi bannarono la squadra russa nella sua interezza[16][17]. Successivamente il CIO rivedette parzialmente la sua decisione, stabilendo che dopo la positiva approvazione di ogni singolo atleta da parte della federazione internazionale di riferimento e ricevuta la valutazione positiva anche da parte del Tribunale Arbitrale dello Sport sarebbe stata una commissione formata da tre membri del Consiglio Esecutivo a dare il parere finale[18]; questa commissione si pronunciò ufficialmente il 4 agosto 2016, ammettendo ai Giochi 271 atleti dei 389 proposti dal Comitato Olimpico Russo[19].

Reazioni del CIO dopo la conclusione del rapporto McLarenModifica

Successivamente alla pubblicazione del secondo rapporto di Richard McLaren il CIO istituì due diverse commissioni disciplinari: la prima, presieduta da Denis Oswald, con il compito di ricontrollare i risultati dei test antidoping ed investigare sui risultati ottenuti dagli atleti ai Giochi; la seconda, presieduta da Samuel Schmid, la cui missione era quella di valutare il fraudolento sistema di doping di Stato in Russia nel suo insieme[20].

Revisione dei risultati ai Giochi di Soči 2014Modifica

La commissione Oswald è attualmente ancora impegnata nel controllo dei risultati degli atleti e, al 22 dicembre 2017, dei 46 casi aperti ha squalificato per doping 43 atleti russi, privandoli di tutti i risultati ottenuti a Soči 2014 ed escludendoli dalla partecipazione, a qualunque titolo, a future edizioni dei Giochi olimpici[21].

Atleta Sport Gara Risultato Link
Jana Romanova Biathlon 7,5 km sprint femminile 19ª posizione [22]
10 km inseguimento femminile 23ª posizione
15 km individuale femminile 53ª posizione
Staffetta 4x6 km femminile Medaglia d'argento
Ol'ga Viluchina Biathlon 7,5 km sprint femminile Medaglia d'argento [23]
10 km inseguimento femminile 7ª posizione
12,5 km partenza in linea femminile 21ª posizione
Staffetta 4x6 km femminile Medaglia d'argento
Staffetta mista 2x6 km + 2x7,5 km 4ª posizione
Ol'ga Zajceva Biathlon 7,5 km sprint femminile 28ª posizione [24]
10 km inseguimento femminile 11ª posizione
12,5 km partenza in linea femminile 23ª posizione
15 km individuale femminile 15ª posizione
Staffetta 4x6 km femminile Medaglia d'argento
Staffetta mista 2x6 km + 2x7,5 km 4ª posizione
Maksim Belugin Bob Bob a due maschile 4ª posizione [25]
Bob a quattro maschile 4ª posizione
Il'vir Chuzin Bob Bob a quattro maschile 4ª posizione [26]
Aleksandr Kas'janov Bob Bob a due maschile 4ª posizione [27]
Bob a quattro maschile 4ª posizione
Aleksej Negodajlo Bob Bob a quattro maschile Medaglia d'oro [28]
Aleksej Puškarëv Bob Bob a quattro maschile 4ª posizione [29]
Ol'ga Stul'neva Bob Bob a due femminile 9ª posizione [30]
Dmitrij Trunenkov Bob Bob a quattro maschile Medaglia d'oro [31]
Ljudmila Udobkina Bob Bob a due femminile 9ª posizione [32]
Aleksej Voevoda Bob Bob a due maschile Medaglia d'oro [33]
Bob a quattro maschile Medaglia d'oro
Aleksandr Zubkov Bob Bob a due maschile Medaglia d'oro [34]
Bob a quattro maschile Medaglia d'oro
Tat'jana Burina Hockey su ghiaccio Torneo femminile 6ª posizione [35]
Inna Djubanok Hockey su ghiaccio Torneo femminile 6ª posizione [36]
Ekaterina Lebedeva Hockey su ghiaccio Torneo femminile 6ª posizione [37]
Ekaterina Paškevič Hockey su ghiaccio Torneo femminile 6ª posizione [38]
Galina Skiba Hockey su ghiaccio Torneo femminile 6ª posizione [39]
Anna Šibanova Hockey su ghiaccio Torneo femminile 6ª posizione [40]
Ekaterina Smolenceva Hockey su ghiaccio Torneo femminile 6ª posizione [41]
Anna Ŝukina Hockey su ghiaccio Torneo femminile 6ª posizione [42]
Ol'ga Fatkulina Pattinaggio di velocità 500 m femminile Medaglia d'argento [43]
1000 m femminile 4ª posizione
1500 m femminile 9ª posizione
Artëm Kuznecov Pattinaggio di velocità 500 m maschile 19ª posizione [44]
Aleksandr Rumjancev Pattinaggio di velocità 5000 m maschile 11ª posizione [45]
Inseguimento a squadre maschile 6ª posizione
Ivan Skobrev Pattinaggio di velocità 1500 m maschile 18ª posizione [46]
5000 m maschile 7ª posizione
Inseguimento a squadre maschile 6ª posizione
Evgenij Belov Sci di fondo 15 km maschile 25ª posizione [47]
Skiathlon maschile 18ª posizione
Aleksandr Bessmertnych Sci di fondo 15 km maschile 7ª posizione [48]
Staffetta maschile Medaglia d'argento
Julija Čekalëva Sci di fondo 10 km femminile 11ª posizione [49]
Skiathlon femminile 15ª posizione
30 km femminile 32ª posizione
Staffetta femminile 6ª posizione
Anastasija Docenko Sci di fondo Sprint femminile 22ª posizione [50]
Sprint a squadre femminile 6ª posizione
Nikita Krjukov Sci di fondo Sprint maschile 13ª posizione [51]
Sprint a squadre maschile Medaglia d'argento
Julija Ivanova Sci di fondo 10 km femminile 17ª posizione [52]
30 km femminile 30ª posizione
Staffetta femminile 6ª posizione
Sprint a squadre femminile 6ª posizione
Aleksandr Legkov Sci di fondo Skiathlon maschile 10ª posizione [53]
50 km maschile Medaglia d'oro
Staffetta maschile Medaglia d'argento
Natal'ja Matveeva Sci di fondo Sprint femminile 20ª posizione [54]
Aleksej Petuchov Sci di fondo Sprint maschile 8ª posizione [55]
Evgenija Šapovalova Sci di fondo Sprint femminile 28ª posizione [56]
Maksim Vylegžanin Sci di fondo Skiathlon maschile 4ª posizione [57]
50 km maschile Medaglia d'argento
Staffetta maschile Medaglia d'argento
Sprint a squadre maschile Medaglia d'argento
Sergej Čudinov Skeleton Singolo maschile 5ª posizione [58]
Elena Nikitina Skeleton Singolo femminile Medaglia di bronzo [59]
Marija Orlova Skeleton Singolo femminile 6ª posizione [60]
Ol'ga Potylicyna Skeleton Singolo femminile 5ª posizione [61]
Aleksandr Tret'jakov Skeleton Singolo maschile Medaglia d'oro [62]
Al'bert Demčenko Slittino Singolo maschile Medaglia d'argento [63]
Gara a squadre Medaglia d'argento
Tat'jana Ivanova Slittino Singolo femminile 7ª posizione [64]
Gara a squadre Medaglia d'argento

Il 9 gennaio 2018 il Tribunale Arbitrale dello Sport ha registrato l'appello di tutti gli atleti trovati colpevoli ad eccezione del bobbista Belugin[65] e, stante anche l'imminenza dei Giochi di Pyeongchang 2018 dai quali sono stati banditi, questa corte di arbitrato si è espressa circa i ricorsi entro la fine dello stesso mese gennaio per 39 ricorrenti, cioè tutti tranne le tre biatlete Romanova, Viluchina e Zajceva, che, anche se ormai ritiratesi dalle competizioni, erano state comunque provvisoriamente sospese da parte dell'International Biathlon Union[66][67]. Il 1º febbraio il TAS ha pubblicato un comunicato nel quale rendeva note le proprie decisioni, che annullavano totalmente le sanzioni applicate dalla commissione Oswald a 28 atleti, e precisamente ai bobbisti Negodajlo, Stul'neva, Trunenkov ed Udobkina, alle hockeiste Burina, Lebedeva, Paškevič, Smolenceva e Ŝukina, ai pattinatori di velocità Fatkulina, Kuznecov, Rumjancev e Skobrev, ai fondisti Belov, Bessmertnych, Krjukov, Legkov, Matveeva, Petuchov, Šapovalova e Vylegžanin, agli skeletonisti Čudinov, Nikitina, Orlova, Potylicyna e Tret'jakov ed agli slittinisti Demčenko e Ivanova, che quindi sono stati riabilitati dei risultati ottenuti a Soči 2014; negli altri 11 casi questo tribunale ha confermato le decisioni prese dalla commissione del CIO, modificando unicamente la durata della radiazione che è stata limitata alla sola edizione di Pyeongchang 2018[68]. La risposta del CIO non si è fatta attendere, paventando la possibilità di un appello al Tribunale federale svizzero e sottolineando comunque che nessuno di quei 28 atleti verrà invitato a prendere parte ai Giochi di Pyeongchang 2018[69].

L'esclusione dai Giochi di Pyeongchang 2018Modifica

Il 2 dicembre 2017 la commissione Schmid produsse il documento conclusivo delle sue indagini, che corroborava tutte le precedenti investigazioni e confermava le accuse dell'esistenza di un sistema di somministrazione di sostanze dopanti e di copertura dei risultati ai test antidoping in carico alla federazione russa[70]. Conseguentemente la commissione esecutiva del CIO pochi giorni dopo approvò una serie di decisioni in vista dell'imminente edizione dei Giochi di Pyeongchang 2018; tra queste l'immediata sospensione del Comitato Olimpico Russo e l'invito a disputare i Giochi ai soli atleti russi che non erano mai stati accostati a problemi di doping e che avevano rispettato un'ulteriore rigida serie di criteri; questi atleti avrebbero gareggiato sotto le insegne olimpiche e col nome di "Atleti Olimpici dalla Russia"[71].

2019: il CIO rende definitivi i risultati del bob maschileModifica

Il 28 marzo 2019 il CIO mise fine alla vicenda per quanto riguarda il bob maschile, ratificando ufficialmente le squalifiche degli equipaggi pilotati da Aleksandr Zubkov (vincitore di entrambe le medaglie d'oro) e Aleksandr Kas'janov (giunto quarto in entrambe le discipline) e confermando la riassegnazione delle medaglie in accordo con i risultati ufficiali aggiornati dalla Federazione Internazionale di Bob e Skeleton già in data 20 luglio e 27 novembre 2018.[72]

NoteModifica

  1. ^ (DE) ARD-Dokumentation deckt Doping und Vertuschungsapparat in Russland auf Aktive Sportler, Trainer und Insider packen aus, Westdeutscher Rundfunk Köln, 3 dicembre 2014. URL consultato il 30 dicembre 2017.
  2. ^ (EN) English script of the ARD-documentary “Top-secret Doping: How Russia makes its Winners” (PDF), Westdeutscher Rundfunk Köln. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato l'11 novembre 2015).
  3. ^ (EN) Dick Pound, Richard McLaren e Günter Younger, The Independent Commission Report#1 - Final Report (PDF), Agenzia mondiale antidoping, 9 novembre 2015. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 7 dicembre 2017).
  4. ^ (EN) Dick Pound, Richard McLaren e Günter Younger, The Independent Commission Report#2 (PDF), Agenzia mondiale antidoping, 27 gennaio 2016. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 7 dicembre 2017).
  5. ^ (EN) WADA takes immediate action on key recommendations of Independent Commission, Agenzia mondiale antidoping, 13 novembre 2015. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 7 dicembre 2017).
  6. ^ (EN) IAAF provisionally suspends russian member federation ARAF, International Association of Athletics Federations, 13 novembre 2015. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 7 dicembre 2017).
  7. ^ (EN) Rebecca R. Ruiz e Michael Schwirtz, Russian Insider Says State-Run Doping Fueled Olympic Gold, The New York Times, 12 maggio 2016. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 30 dicembre 2017).
  8. ^ (EN) Rebecca R. Ruiz, K.K. Rebecca Lai, Yuliya Parshina-Kottas e Jeremy White, Russian Doctor Explains How He Helped Beat Doping Tests at the Sochi Olympics, The New York Times, 13 maggio 2016. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 30 dicembre 2017).
  9. ^ (EN) WADA is Fully Committed to Investigating Sochi Allegations, Agenzia mondiale antidoping, 17 maggio 2016. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 18 novembre 2017).
  10. ^ (EN) WADA Names Richard McLaren to Sochi Investigation Team, Agenzia mondiale antidoping, 19 maggio 2016. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 7 dicembre 2017).
  11. ^ (EN) Richard McLaren, The Independent Person Report - 18 July 2016 (PDF), Agenzia mondiale antidoping, 18 luglio 2016. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 21 dicembre 2017).
  12. ^ (EN) Richard McLaren, The Independent Person 2nd Report - 9 December 2016 (PDF), Agenzia mondiale antidoping, 9 dicembre 2016. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 21 dicembre 2017).
  13. ^ (EN) WADA Statement: Independent Investigation confirms Russian State manipulation of the doping control process, Agenzia mondiale antidoping, 18 luglio 2016. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 3 dicembre 2017).
  14. ^ (EN) The IPC suspends the Russian Paralympic Committee with immediate effect, Comitato Paralimpico Internazionale, 7 agosto 2016. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 7 dicembre 2017).
  15. ^ (EN) Decision of the IOC Executive Board concerning the participation of russian athletes in the Olympic Games Rio 2016, Comitato Olimpico Internazionale, 24 luglio 2016. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 30 dicembre 2017).
  16. ^ (EN) ‘RUSAF has not met reinstatement conditions’ – IAAF Council Meeting, Vienna, International Association of Athletics Federations, 17 giugno 2016. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 7 dicembre 2017).
  17. ^ (EN) IWF EB decision on Russian participation at the Rio 2016 OG, International Weightlifting Federation, 29 luglio 2016. URL consultato il 30 dicembre 2017 (archiviato il 27 ottobre 2017).
  18. ^ (EN) Rio ready to go as Executive Board concludes meeting, Comitato Olimpico Internazionale, 30 luglio 2016. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 19 luglio 2017).
  19. ^ (EN) IOC Review Panel decides on the participation of russian athletes at the Olympic Games Rio 2016, Comitato Olimpico Internazionale, 4 agosto 2016. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 7 dicembre 2017).
  20. ^ (EN) IOC Disciplinary Commissions, Comitato Olimpico Internazionale. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 31 dicembre 2017).
  21. ^ (EN) IOC re-analysis programme - Sochi 2014 (PDF), Comitato Olimpico Internazionale, 22 dicembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2017.
  22. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Tony Estanguet, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Yana Romanova (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 27 novembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 1º dicembre 2017).
  23. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Tony Estanguet, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Olga Vilukhina (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 27 novembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 1º dicembre 2017).
  24. ^ (EN) Denis Oswald, Juan Antonio Samaranch e Tony Estanguet, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Olga Zaytseva (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 1º dicembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 3 dicembre 2017).
  25. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Maxim Belugin (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 22 dicembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 1º gennaio 2018).
  26. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Ilvir Khuzin (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 29 novembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 6 dicembre 2017).
  27. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Alexander Kas'yanov (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 29 novembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 6 dicembre 2017).
  28. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Tony Estanguet, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Aleksei Negodailo (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 27 novembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 1º dicembre 2017).
  29. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Aleksei Pushkarev (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 29 novembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 1º dicembre 2017).
  30. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Olga Stulneva (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 24 novembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 1º dicembre 2017).
  31. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Tony Estanguet, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Dmitrii Trunenkov (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 27 novembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 4 dicembre 2017).
  32. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Liudmila Udobkina (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 22 dicembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 26 dicembre 2017).
  33. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Alexey Voevoda (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 18 dicembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 1º gennaio 2018).
  34. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Aleksandr Zubkov (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 24 novembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 1º dicembre 2017).
  35. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Tatiana Burina (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 22 dicembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 23 dicembre 2017).
  36. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Inna Dyubanok (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 11 dicembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 13 dicembre 2017).
  37. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Ekaterina Lebedeva (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 11 dicembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 13 dicembre 2017).
  38. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Ekaterina Pashkevich (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 11 dicembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 13 dicembre 2017).
  39. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Galina Skiba (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 11 dicembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 13 dicembre 2017).
  40. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Anna Shibanova (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 11 dicembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 13 dicembre 2017).
  41. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Ekaterina Smolentseva (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 11 dicembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 13 dicembre 2017).
  42. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Anna Shchukina (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 22 dicembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 23 dicembre 2017).
  43. ^ (EN) Denis Oswald, Juan Antonio Samaranch e Tony Estanguet, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Olga Fatkulina (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 24 novembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 1º dicembre 2017).
  44. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Artem Kuznetcov (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 22 dicembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 24 dicembre 2017).
  45. ^ (EN) Denis Oswald, Juan Antonio Samaranch e Tony Estanguet, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Aleksander Rumyantsev (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 24 novembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 1º dicembre 2017).
  46. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Ivan Skobrev (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 22 dicembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 24 dicembre 2017).
  47. ^ (EN) Denis Oswald, Juan Antonio Samaranch e Patrick Baumann, Decision issued by the IOC Disciplinary Commission in the proceedings between the IOC and Evgeniy Belov (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 1º novembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 1º dicembre 2017).
  48. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Alexander Bessmertnykh (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 22 dicembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 27 dicembre 2017).
  49. ^ (EN) Denis Oswald, Juan Antonio Samaranch e Tony Estanguet, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Yulia Chekaleva (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 1º dicembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 3 dicembre 2017).
  50. ^ (EN) Denis Oswald, Juan Antonio Samaranch e Tony Estanguet, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Anastasia Dotsenko (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 1º dicembre 2017. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato il 3 dicembre 2017).
  51. ^ (EN) Denis Oswald, Gunilla Lindberg e Patrick Baumann, Decision of the IOC Disciplinary Commission in the proceedings against Nikita Kryukov (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 22 dicembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 27 dicembre 2017).
  52. ^ (EN) Denis Oswald, Juan Antonio Samaranch e Patrick Baumann, Decision issued by the IOC Disciplinary Commission in the proceedings between the IOC and Yuliia Ivanova (PDF), Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 9 novembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2017 (archiviato il 6 dicembre 2017).
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