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Doppia esposizione (romanzo)

romanzo scritto da Gaëtan Brulotte
Doppia esposizione
Titolo originaleL'Emprise
AutoreGaetan Brulotte
1ª ed. originale1979
GenereRomanzo
SottogenereRomanzo psicologico
Lingua originalefrancese
Ambientazione1979
ProtagonistiCharles Block
CoprotagonistiPaul Barnes
AntagonistiGaetan Brulotte
Altri personaggiBarnabé

Doppia esposizione è un romanzo scritto dallo scrittore e saggista canadese Gaetan Brulotte e pubblicato in Canada nel 1979. L'autore descrive, attraverso il suo doppio, ciò che accedeva negli anni settanta del XX secolo in Canada dove Istituti psichiatrici praticavano la castrazione come pena nel caso di crimini a sfondo sessuale o di sessualità non conformi. Il romanzo è stato riadattato per la televisione e il cinema ed è stato tradotto in inglese, serbo, spagnolo e italiano. Rientra nella selezione dei migliori cento romanzi del Québec. In Canada, ha vinto il Premio Robert-Cliche nel 1979. In Italia è stato presentato per la prima volta a Roma il 4 giugno 2008 con la presenza dell'autore.

Indice

TramaModifica

In Doppia esposizione ("L'Emprise"), romanzo la cui prima edizione risale al 1979, uno scrittore segue un emarginato esibizionista che vagabonda per le strade del suo quartiere e che lo interessa come possibile personaggio di un suo romanzo. Vuole sapere tutto su di lui e spinge la sua inchiesta fino a spossessarlo. L'autore esamina qui i rapporti etici tra lo scrittore e i suoi oggetti di ricerca, che sono degli esseri umani, come anche i rapporti tra l'individuo e la società. Più precisamente, si chiede fin dove possa arrivare la società nelle sue volontà di censura della sessualità degli individui che non sono conformi alla norma: in questo caso l'esibizionismo.

Ciò lo ha condotto alle seguenti domande:

  • non bisognerebbe cambiare la società invece dell'individuo?
  • Qual è il posto riservato nei nostri costumi alla follia "morbida", non aggressiva, che sa mostrare così bene le nostre debolezze collettive e il cui naturale spirito critico dovrebbe esserci così prezioso?
  • Brulotte ha quindi scritto questo romanzo per farci riflettere, per scuoterci dal torpore, per denunciare la disumanità della norma, per far prendere coscienza e mettere in luce tutto quanto sul piano sociale rimane inconscio?

CriticaModifica

La critica ha accolto questo romanzo nei seguenti termini: “una grande romanzo”, “un successo”, “sensazionale”, “opera fortemente originale”, “roba di un vero scrittore”, “tra i cinque o sei migliori romanzi della produzione letteraria”, “tra i migliori della produzione quebecchese”, “relativismo caustico e di buona qualità”, “sapientemente scritto”, “ben strutturato”, “un libro la cui trama strana e tra le meglio costruite lascia impressionati”, “senso dell'osservazione poco comune”, “uno degli scrittori importanti della sua generazione”, “notevole rabdomante delle profondità dell'animo umano”, “di una eleganza e di una dignità ineguagliabili”.

EstrattiModifica

Presentazione di Barnes e della situazioneModifica

Eccolo di nuovo, sulla stessa strada, in piedi davanti all'ingresso dello stesso negozio, mentre stringe a sé la borsa di pelle con entrambe le braccia, come per paura che gli sia rubata. Aspetta.

O perlomeno osserva. Scruta la via, ispeziona la turba di cittadini, esamina le schiere di automobili. Passa al vaglio ogni cosa: nessun evento sfugge al setaccio della sua coscienza. Anche la piega più infima della realtà ha diritto al suo esame minuzioso. Così facendo, impara. A ciascuno il suo modo.

Gli uffici hanno appena chiuso e a quell'ora uomini e cose sembrano straripare. Una sorta di grande sgretolamento scuote la città, e il quartiere brulica di faccende. I passanti si affrettano come inseguiti, scorrono alla velocità di ombre cinesi. Viavai indaffarato. È il momento migliore per sorvegliare.

Aspetta. Stana innumerevoli indizi e li assapora all'istante. A volte agita le labbra come per commentare una situazione, e il suo mormorio si accompagna a quel piccolo sorriso di disprezzo che gli appartiene. Se qualcuno lo avvicina per sentire quello che dice, si allontana subito. Non vuole essere udito e, a tratti, nemmeno notato. Ma con quei vistosi pantaloni rossi non sfugge a nessuno. Se qualcuno lo fissa con troppa insistenza, con l'aria di trovarlo strano, allora perde il contegno. Le labbra precipitano in movimenti muti, silenziose offese. Si passa nervosamente la mano tra i capelli neri, lisci e unti. Stringe la borsa ancora più forte. I piedi un po' maldestri si mettono in movimento, ed eccolo ripartito. Passo meccanico, instancabile, interminabile, passo sconcertante di sonnambulo attraverso la città animata.

Crede di passare inosservato. Ma eccolo arrivare un po' più tardi alla stazione degli autobus. Vi appare molto spesso.

Aspetta. Con la borsa ben chiusa e stretta al braccio. La giacchetta blu un po' rigida e la camicia abbottonata fino al collo a proteggerlo dal mondo esterno. Guarda la gente che parte. Lui non viaggia mai. Gli altri, invece, sembrano a volte scappare spaventati. Naturalmente è un'illusione, ma gli piace pensare che sia così. Non fa niente, non dice niente, semplicemente guarda: e gli altri scappano! È meraviglioso! Che potere! Qualcosa di cui vantarsi!

È capace di restare lì per ore, in piedi, nella stessa posizione, con la borsa tra le braccia, in pieno sole e in qualsiasi stagione. Adora la luce. D'inverno sembra non avere freddo. D'estate non suda. Aspetta. Secco e determinato.

Presentazione di BlockModifica

Da qualche tempo, un uomo con i baffi, elegante, con un cappello di tela e una straordinaria macchina fotografica appesa al collo, si sta interessando a lui: si tratta del celebre scrittore Charles Block, noto in tutta la città per i suoi romanzi. Block, quarant'anni, è uno scapolo incallito che ha fatto della scrittura il suo mestiere. Narratore appassionato da quando è in grado di tenere in mano una penna, ha pubblicato il suo primo racconto a venticinque anni.

È lui, ora, a seguire pressoché ovunque il misterioso personaggio con la borsa. Costantemente attratto dalla sua presenza, trascorre le giornate, e a volte parte delle notti, a osservarlo. Che cosa vuole da lui? Ha evidentemente deciso di farne materiale da romanzo, di destinarlo a essere il principale alimento del suo prossimo racconto. Lo ha sottoposto a una stretta sorveglianza e, lentamente, pazientemente, lo passa al torchio della sua analisi: ricerche minuziose, investigazioni scientifiche, testarde inquisizioni, investe un'energia quasi disumana per accumulare appunti, schede, documenti, mappe, schizzi. E la sua caccia di informazioni cesserà soltanto quando il personaggio gli apparterrà completamente, fino in fondo, non appena lo avrà messo a nudo di fronte a sé. Questo è il suo metodo abituale di procedere, metodo che gli ha valso la fama di scrittore iper-realista: spremere il frutto al massimo e, dettaglio dopo dettaglio, strato dopo strato, prosciugare l'oggetto ai limiti del possibile. In questo caso, il suo metodo ha dimostrato la propria efficacia in modo eclatante, e il suo successo lo dimostra.

Block conosce il personaggio, avendolo incrociato qua e là nel corso dei suoi spostamenti per il quartiere. Più volte incuriosito da quel comportamento bizzarro e da quella borsa enigmatica, ha spesso avvertito nei suoi confronti l'imbarazzo delle persone che si conoscono soltanto di vista e sono costrette a incrociarsi spesso. E questo disagio aumenta di giorno in giorno, dal momento che Block, per riuscire a riportare secondo il proprio metodo ogni dettaglio della sua vita, è costretto a pedinarlo. Più si addentra nella ricerca, più si accorge che il quotidiano, quando si manifesta in territorio straniero, diventa insolito.

ArrestoModifica

Amore. Così. A distanza. Senza toccare nessuno. E le donne, che lo credono pazzo, lo evitano con disgusto, scappano impaurite, gridano di indignazione o restano lì sbalordite, senza dire una parola, oppure guardano divertite. La Lucertola di sicuro preferisce quelle che ridono. Almeno hanno una reazione. È pur sempre un risultato. Finalmente si sono accorte di lui. Finalmente può rispondere ai loro molteplici segnali di seduzione. Finalmente ha trovato il modo di «parlare» loro a modo suo. Ingenuo, insolente, maldestro, ma efficace.

Nonostante la sua eccitazione, si trattiene dal portare a termine l'atto. Desidera solo trasmettere loro la sua voglia. Nient'altro. Ma il suo gesto osceno non riesce che a disturbare il tran tran della strada. Tutti lo guardano, lo insultano, lo minacciano, lo maledicono. Non la finiscono più. Lui si vergogna, gli sembra di precipitare in un buco le cui pareti fatte di occhi lo fissano e lo giudicano. Allora corre come un disperato, ed è la sua salvezza. Parole di morte e ingiurie lo inseguono nella fuga ma per fortuna sfugge presto alla violenza della folla. Poco tempo dopo, come era nell'aria, viene colto in flagrante delitto di esibizionismo e la polizia lo arresta per oltraggio al pudore. L'incidente si verifica in una di quelle giornate autunnali neutre a tal punto da poter appartenere a qualunque stagione.

Block, che lo sorveglia da vicino, è a conoscenza dei dettagli ma reagisce a scoppio ritardato. La sua retina capta dei fatti prodigiosamente sorprendenti ma non sembra rimandarli alla propria intelligenza per elaborarli. Tutto accade così all'improvviso che lo scrittore non riesce più a star dietro agli eventi e ne è superato. Block non crede ai propri occhi, gli sembra di sognare: appena Barnes viene preso, anche lui viene fermato come testimone; arrossisce, trema, ha paura di ingoiare la sua saliva, quasi perde conoscenza. I due uomini vengono accompagnati separatamente in due automobili. Perché questa precauzione? Forse per salvaguardare l'anonimato dello scrittore e la sua ulteriore sicurezza? Dentro l'auto che lo conduce al commissariato, e utilizzando il berretto per ripararsi, Block rivede soltanto alcuni flash: una borsa sul marciapiede, il corpo di Barnes grottescamente agitato in pose scimmiesche davanti a tre signore; grida di indignazione; sirene; stridori di freni; passi di corsa; gesti muscolosi e violenti; assembramenti di curiosi; poi più niente. Soltanto una mano sul braccio che, accompagnata da una voce metallica, lo costringe a salire su un'automobile, come fosse anche lui noto da tempo alla polizia, o come se lui, Block, fosse il solo testimone possibile, e dunque tacitamente complice della legge.

È questa la confusione che ha in testa prima di riuscire finalmente a esporre ai poliziotti i suoi progetti letterari nei confronti del colpevole. Questa confessione lo rende subito simpatico ai garanti dell'ordine, che raccolgono educatamente tutte le informazioni necessarie sul suo conto, e, date le sue preoccupazioni per Barnes nobilmente giustificate, rispondono volentieri, anche se vagamente, ad alcune domande su di lui.

Premi letterariModifica

EdizioniModifica

Collegamenti esterniModifica

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