Dorotea di Brandeburgo-Kulmbach

regina consorte di Danimarca
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Dorotea di Brandeburgo (Brandeburgo, 1430Kalundborg, 10 novembre 1495) fu regina di Danimarca e Norvegia.

Dorotea di Brandeburgo-Kulmbach
Dorothy of Denmark, Norway & Sweden (1445) 1440s.jpg
Regina consorte di Danimarca
Stemma
Stemma
In carica
Incoronazione14 settembre 1445
28 ottobre 1449
PredecessoreFilippa di Lancaster
SuccessoreCristina di Sassonia
Regina consorte di Norvegia
In carica
Incoronazione2 agosto 1450
PredecessoreFilippa di Lancaster (I)
Katarina Karlsdotter (II)
SuccessoreKatarina Karlsdotter (I)
Cristina di Sassonia (II)
Regina consorte di Svezia
In carica
Incoronazione29 giugno 1457
PredecessoreFilippa di Lancaster (I)
Katarina Karlsdotter (II)
SuccessoreKatarina Karlsdotter (I)
Cristina Abrahamsdotter (II)
NascitaBrandeburgo, 1430
MorteKalundborg, Danimarca, 10 novembre 1495
Luogo di sepolturaCattedrale di Roskilde
Casa realeHohenzollern
PadreGiovanni, margravio di Brandeburgo-Kulmbach
MadreBarbara di Sassonia-Wittenberg
ConiugiCristoforo III di Danimarca
Cristiano I di Danimarca
Figlidi secondo letto:
Giovanni
Margherita
Federico I
ReligioneCattolicesimo
Principato di Brandeburgo
Hohenzollern
COA family de Markgrafen von Brandenburg (1417).svg

Federico I
Nipoti
Federico II
Alberto III
Giovanni I
Gioacchino I
Gioacchino II
Giovanni Giorgio
Figli
Gioacchino Federico
Figli
Giovanni Sigismondo
Giorgio Guglielmo
Federico I Guglielmo
Federico III
Modifica

BiografiaModifica

Dorotea era figlia di Giovanni l'Alchimista, e di sua moglie, Barbara di Sassonia-Wittenberg, nipote di Federico I e di Elisabetta di Baviera-Landshut. Aveva due sorelle: Barbara, che divenne marchesa di Mantova, ed Elisabetta, che divenne Duchessa di Pomerania. Dall'età di circa otto anni, visse a Bayreuth, dove suo padre era governatore.

MatrimoniModifica

Primo MatrimonioModifica

Nel 1443, Cristoforo di Baviera, re di Danimarca (1440-1448), di Svezia (1441-1448) e di Norvegia (1442-1448), ereditò Oberpfalz, e fu suggerito un matrimonio tra Cristoforo e Dorotea per assicurarsi l'appoggio di suo padre per assicurare il potere di Cristoforo sul suo dominio tedesco[1]. Il fidanzamento fu proclamato prima dell'applicazione della dispensa papale per affinità nel febbraio 1445, che fu approvato il 10 marzo.

Il matrimonio si tenne a Copenaghen, il 12 settembre 1445. Venne incoronata regina dei tre regni il 14 settembre 1445. I festeggiamenti durarono otto giorni e parteciparono i principi di Braunschweig, dell'Assia e della Baviera e gli inviati della lega anseatica e dell'ordine teutonico, nonché la nobiltà di Danimarca, Svezia e Norvegia. Dorotea fece il suo ingresso nella città scortata da nobili di tutti e tre i Regni vestiti d'oro su cavalli bianchi e incoronata regina di Danimarca, Svezia e Norvegia da vescovi di tutti e tre i regni con la corona d'oro dell'abbazia di Vadstena[1]. Il 15 settembre, le fu concesso proprietà in tutti e tre i regni: Roskilde, Ringsted, Haraldsborg e Skioldenses in Danimarca; Jämtland in Norvegia, e Örebro, Närke e Värmland in Svezia[1]. Se avesse scelto di vivere al di fuori della Scandinavia come vedova, avrebbe invece ricevuto una fortuna di 45.000 fiorini, un terzo da ciascun Regno[1].

La regina Dorotea partì per la Svezia con il re nel gennaio 1446, dove visitarono l'abbazia di Vadstena e Örebro. Durante questa visita, incontrò il suo futuro antagonista Carlo. La coppia tornò in Danimarca a settembre. Il matrimonio tra Dorotea e Cristoforo fu politicamente favorevole: suo padre governava il dominio tedesco di Cristoforo ed era un leale sostenitore e consigliere[1]. Tuttavia, non è risultata alcuna discendenza e, secondo Ericus Olai, il matrimonio in realtà non era stato consumato[1].

Nel gennaio del 1448, il re Cristoforo morì senza figli, provocando una crisi di successione. Dorotea, regina vedova, essendo l'unica reale in Danimarca, fu proclamata reggente ad interim fino a quando un nuovo monarca fosse stato eletto[1]. In Svezia, tuttavia, Carlo fu eletto re di Norvegia come Carlo VIII. A settembre, Cristiano di Oldenburgo fu eletto monarca come Cristiano I di Danimarca e la regina gli consegnò il potere dopo la sua elezione.

Secondo MatrimonioModifica

Rimasta vedova nel 1448, Dorotea ricevette una proposta di matrimonio da Casimiro II di Polonia e Alberto VI, arciduca d'Austria, ma scelse di rimanere in Danimarca e sposare il neoeletto re, Cristiano I di Danimarca[1]. La cerimonia nuziale fu celebrata il 26 ottobre 1449, seguita dalla loro incoronazione come re e regina di Danimarca. Ebbero cinque figli:

Rinunciò alle sue terre già esistenti in Danimarca e Norvegia, che sono state sostituite con Kalundborg e Samsø in Danimarca, e Romerike in Norvegia, ma rifiutò di rinunciare alle sue terre svedesi. L'elezione di Carlo come re in Svezia e Norvegia la privò delle sue terre portate in dote in questi regni, tanto che anche lei, come l'ambizione di Cristiano, fu quella di far incoronare Cristiano anche in Svezia e Norvegia, e quindi riunire l'Unione di Kalmar.

Cristiano fu incoronato anche in Norvegia nel 1450. Il compito di riconquistare la Svezia era più difficile, e Dorotea sostenne che dopo diversi anni poteva reclutare seguaci tra i religiosi e la nobiltà svedesi, a cui dichiarò che il loro re eletto Carlo VIII, doveva essere considerato un usurpatore e un traditore che aveva infranto il suo voto privandola delle sue terre in Svezia. Nel 1455, fece anche appello al papa. Nel febbraio 1457 Carlo VII fu deposto e fuggì in Germania, e nel luglio del 1457, Cristiano fu eletto re di Svezia. Dorotea fece ufficialmente il suo ingresso a Stoccolma a dicembre, e le sue terre svedesi gli furono rese. Il re e la regina ritornarono in Danimarca a luglio.

Nel 1460, Cristiano ereditò il ducato di Schleswig e Holstein, che lo costrinse ad aumentare le tasse e distrusse il suo appoggio in Svezia, che elesse ancora Carlo VIII come re nel 1464. La perdita delle sue terre le permise di perseguire personalmente la causa svedese in tribunale, e fece causa a Carlo VIII dinanzi al Papa a Roma per averla privata delle sue terre.

In Danimarca, alla regina Dorotea fu concesso lo Slotsloven, che le diede il diritto di comandare tutti i castelli in Danimarca, e servì come reggente ogni volta che il re era assente[1][2][3]. Dopo la morte di suo padre nel 1464, ha combattuto suo zio Federico II, Elettore di Brandeburgo, per l'eredità.

Tra il 1475 e il 1488, Dorotea visitò i papi in carica (Sisto IV e Innocenzo VIII) a Roma e sua sorella Barbara a Mantova. Nel 1488, ha anche incontrato Federico III d'Asburgo a Innsbrück. Fu descritta come fredda, pratica e frugale.

MorteModifica

Rimasta vedova, decise di risiedere al castello di Kalundborg. Rimase politicamente attiva durante il regno di suo figlio fino alla sua morte. Dorotea continuò con la sua ambizione di riunire l'unione di Kalmar dei regni nordici.

Morì il 25 novembre 1495, ed è sepolta accanto al suo secondo marito nella Cattedrale di Roskilde.

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Federico V di Norimberga Giovanni II di Norimberga  
 
Elisabetta di Henneberg  
Federico I di Brandeburgo  
Elisabetta di Meißen Federico II di Meißen  
 
Matilde di Baviera  
Giovanni l'Alchimista  
Federico di Baviera-Landshut Stefano II di Baviera  
 
Isabella d'Aragona  
Elisabetta di Baviera-Landshut  
Maddalena Visconti Bernabò Visconti  
 
Beatrice della Scala  
Dorotea di Brandeburgo  
Venceslao I di Sassonia-Wittenberg Rodolfo I di Sassonia-Wittenberg  
 
Agnese di Lindow-Ruppin  
Rodolfo III di Sassonia-Wittenberg  
Cecilia da Carrara Francesco I da Carrara  
 
Fina Buzzaccarini  
Barbara di Sassonia-Wittenberg  
Rupert I di Legnica Venceslao I di Legnica  
 
Anna di Teschen  
Barbara di Legnica  
Edvige di Sagan Enrico V di Sagan  
 
Anna di Płock  
 

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i Dorotea, urn:sbl:17601, Svenskt biografiskt lexikon (art av Gottfrid Carlsson.), hämtad 2016-09-07.
  2. ^ Terje Bratberg, Christoffer Av Bayern, su nbl.snl.no, Norsk biografisk leksikon. URL consultato il 1º giugno 2018.
  3. ^ Esben Albrectsen, Christian 1, su nbl.snl.no, Norsk biografisk leksikon. URL consultato il 1º giugno 2018.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN264214935 · ISNI (EN0000 0003 8216 9063 · CERL cnp01147876 · GND (DE135962358 · WorldCat Identities (ENviaf-264214935