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BiografiaModifica

Divenuta modella non ancora ventenne, Dorothy Hart frequentò per un anno la Denison University di Granville (Ohio) e successivamente la Case Western Reserve University di Cleveland, dove si laureò. Entrò inoltre a far parte della Kappa Alpha Theta, una confraternita internazionale studentesca femminile. Mentre cercava affermazione come cantante, nel 1944 fu notata dalla casa produttrice Columbia Pictures che, colpita dalla sua statuaria bellezza, con occhi verdi e capelli ramati, la sottopose a un provino per un film con Rita Hayworth.

La Hart apparve sulla copertina di molte riviste e, dopo aver firmato il contratto con la Columbia nel 1946, debuttò sugli schermi cinematografici con il film I bandoleros (1947), un western in Technicolor con Randolph Scott e Barbara Britton. La lavorazione del film fu travagliata per la Hart, che rimase ferita durante le riprese in esterni di scene a cavallo nel deserto dell'Arizona. L'anno successivo fu più fortunato e l'attrice apparve nel film d'avventura La contessa di Montecristo (1948), nei noir La città nuda (1948) e Ladri in guanti gialli (1948).

Dopo I Was a Communist for the F.B.I. (1951) di Gordon Douglas e il western Il passo dell'avvoltoio (1951), la carriera cinematografica della Hart raggiunse il suo apice con il ruolo di Jane nella pellicola La furia di Tarzan (1952), accanto a Lex Barker nel ruolo di Tarzan. Nello stesso anno l'attrice abbandonò il grande schermo e, nella prima metà degli anni cinquanta, apparve ancora in alcune serie televisive. ma lasciò definitivamente le scene nel 1955 per lavorare con l'American Association for the United Nations a New York, un'organizzazione no profit nata per promuovere le cooperazione fra nazioni, impegno a cui si dedicò per diversi anni.

Sposata e divorziata due volte, Dorothy Hart morì nel 2004, all'età di 82 anni, per le conseguenze della malattia di Alzheimer.

Filmografia parzialeModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

Doppiatrici italianeModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN36489833 · ISNI (EN0000 0000 8015 6427 · LCCN (ENno93026909 · GND (DE14127445X · BNF (FRcb15057008b (data) · WorldCat Identities (ENno93-026909