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Dosso del Liro

comune italiano
Dosso del Liro
comune
Dosso del Liro – Stemma
Dosso del Liro – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoLuciana Palo (lista civica Insieme per Dosso del Liro) dal 14-6-2004
Territorio
Coordinate46°10′N 9°16′E / 46.166667°N 9.266667°E46.166667; 9.266667 (Dosso del Liro)Coordinate: 46°10′N 9°16′E / 46.166667°N 9.266667°E46.166667; 9.266667 (Dosso del Liro)
Altitudine650 m s.l.m.
Superficie23,49 km²
Abitanti259[1] (31-7-2017)
Densità11,03 ab./km²
Comuni confinantiCama (CH-GR), Gravedona ed Uniti, Grono (CH-GR), Livo, Peglio, Roveredo (CH-GR)
Altre informazioni
Cod. postale22015
Prefisso0344
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013092
Cod. catastaleD355
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantidossoliresi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Dosso del Liro
Dosso del Liro
Dosso del Liro – Mappa
Posizione del comune di Dosso del Liro nella provincia di Como
Sito istituzionale

Dosso del Liro (Dòss in dialetto comasco[2], pronuncia fonetica IPA: /ˈdɔs/) è un comune italiano di 259 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Indice

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

 

CulturaModifica

Dosso del Liro fa parte della Comunità Montana Alto Lario Occidentale. Si tratta di un territorio ricco di opere d'arte, memorie storiche e bellezze naturali. Chiese, case e palazzi, maggenghi (vedi maggengo) e alpi (vedi alpeggio), percorsi tra riva e monte, luoghi del lavoro agricolo, mulattiere (vedi mulattiera) e castagneti offrono la possibilità di conoscere, imparare e godere di un armonico assetto di civiltà e natura.

Museo del Dialetto dell'Alto Lario OccidentaleModifica

Nel 2007 è stato inaugurato a Dosso del Liro il Museo del Dialetto dell'Alto Lario Occidentale, museo unico nel suo genere realizzato all'interno ex edificio comunale e scolastico prospiciente la piazza della chiesa. Si dice, tra le genti dell'Alto Lago, che quelli del Dosso si riconoscono per la cadenza un poco “cantata” della parlata: le differenze di intonazioni locali, tra piccoli paesi, sono qui ancora percepibili. Queste parlate tramandano inflessioni lontane che derivano da Franchi e Longobardi; alcune espressioni riprendono la continuità della lingua latina mentre alcuni dialetti, come quello della Valle di Livo, sono la testimonianza ancora presente dei secoli di emigrazione verso Palermo. Nei dialetti si ritrovano l'intensità e le sfumature con cui erano sentite e raccontate le cose, gli eventi, le persone. Il modo di esprimersi tradizionale, sedimentato nei territori ove la vita si svolgeva con stabilità di lavori, consuetudini e riti, lentamente evolvendosi nel tempo, conservava al suo interno la ricchezza e la sapienza dei sentimenti di infinite generazioni.

Il museo del dialetto è un museo della lingua: i “materiali” che presenta al pubblico sono prevalentemente suoni: discorsi, parole, proverbi (vedi proverbio) e modi di dire relativi ai differenti dialetti che sono ancora parlati nelle valli dell'Alto Lario. La raccolta di questi “materiali” è costituita da registrazioni audio e video, catalogate secondo la diversa provenienza ed esemplificative di diversi dialetti. Al momento dell'inaugurazione del museo (ottobre 2007) erano presenti materiali relativi quasi esclusivamente alla comunità di Dosso del Liro; l'obiettivo del museo è però quello di raccogliere registrazioni e filmati attinenti ai molteplici dialetti di tutti i paesi della Comunità Montana. Si tratta di un patrimonio culturale immateriale di cui restano poche tracce, pochi testimoni: le persone che custodiscono la grande ricchezza dei dialetti locali sono sempre meno e fanno parte esclusivamente dalla fascia più anziana della popolazione. Tuttavia anche alcuni oggetti sono qui esposti. Provenienti per la maggior parte da famiglie di Dosso del Liro che li hanno imprestati al museo, essi appartengono alla civiltà rurale e “pre-industriale” che ha prodotto questi paesaggi agrari e che parlava questi dialetti. Gli oggetti fanno solo da indispensabili “illustrazioni” a nomi e parole di lavori e consuetudini che in molti casi non esistono più.

I temi della visita al museo sono, in successione: 1. Stanza dei suoni; 2. I nomi dei luoghi; 3. Le imbarcazioni del Lario; 4. I nomi delle cose; 5. Dalle parole ai proverbi; 6. Il dialetto scritto; 7. Teatrino delle ombre cinesi; 8. "Nel mezzo del discorso".

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 253.
  3. ^ Giovanni Antonio De Lagaia, in Dizionario storico della Svizzera.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

  • Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi, Il Rinascimento lombardo (visto da Rancate), in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini», Officina Libraria, Milano 2010.

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